Ollanta Humala

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Ollanta Humala
Ollanta Humala (2011)

Ollanta Humala (2011)


44º Presidente del Perù
Durata mandato 28 luglio 2011 - in carica
Predecessore Alan García
Successore in carica

Presidente del Partito Nazionalista Peruviano
In carica
Inizio mandato 3 ottobre 2005

Dati generali
Partito politico Nazionalista
Titolo di studio Ufficiale,
Scuola Militare di Chorrillos
(1982)
Scienze politiche, Pontificia Università Cattolica del Perù (2002)
Professione Politico, tenente colonnello
Firma Firma di Ollanta Humala

Ollanta Moisés Humala Tasso (pron. o'ʎan̪ta moi'ses u'mala ta'so; Lima, 26 giugno 1962) è un politico peruviano, 44º e attuale Presidente del Perù.

Nell'ottobre 2000 guidò un colpo di Stato contro il presidente Alberto Fujimori. Fu espulso dall'esercito e riabilitato alla caduta del presidente Fujimori.

Nell'ottobre 2005 si proclamò alla guida del Partido Nacionalista Peruano (PNP).

Humala si era candidato alle elezioni presidenziali del 2006 ed era stato sconfitto al ballottaggio dal candidato Aprista Alan García, ottenendo il 47,62% dei consensi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ollanta Humala è il secondo di sette fratelli; il padre è l'ideologo fondatore di una dottrina ultranazionalista basata sulla esaltazione del glorioso passato incaico. Non a caso Ollanta è appunto un nome incaico, come del resto i nomi degli altri fratelli (Pachacutec, Ima Sumac, Cusicollur e Antauro). Insieme al padre e ai fratelli Antauro e Ulises Humala, gli obiettivi politici di Ollanta sono di cercare di instaurare in Perú un governo di nazionalismo sociale, dove il potere dovrà essere esercitato dai meticci, dagli indigeni amerindi (che rappresentano la maggioranza della base demografica del Perú) e da coloro che tradizionalmente sono emarginati (ceti meno abbienti).

Carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Ollanta Humala ha iniziato la sua formazione nel Collegio Peruviano-Giapponese "La Unión" di Lima. La sua carriera militare cominciò nel 1982, anno in cui entrò, insieme a suo fratello Antauro nella Scuola Militare di Chorrillos.

Nel 1992 Humala prestò servizio nella provincia di Tingo María (Dipartimento di Huánuco), combattendo per l'eradicazione delle ultime cellule di Sendero Luminoso. In questa circostanza avrebbe commesso una serie di abusi contro la popolazione civile; questi fatti costituiscono uno dei punti di forza della contestazione dei suoi oppositori politici. Nel 1995 partecipò al conflitto Perù-Ecuador, di stanza presso una base militare in prossimità dei due paesi, anche se non partecipò direttamente ai combattimenti.

Il 29 ottobre 2000, insieme a suo fratello Antauro e ad altri 78 soldati, principalmente veterani della guerra contro l'Ecuador e membri dei nuclei antiguerriglia che avevano combattuto contro Sendero Luminoso, prese d'assalto la miniera di Toquepala (Dipartimento di Tacna) con l'intento di spodestare l'allora presidente Alberto Fujimori.

Dopo questa azione, condotta in un periodo durante il quale il regime di Fujimori stava iniziando a perdere consenso, Ollanta Humala, insieme al manipolo di soldati che aveva sollevato, continuò a denunciare alle popolazioni andine l'illegalità del governo Fujimori e la corruzione dei capi militari delle Forze Armate peruviane. In seguito ai disordini creati da Ollanta Humala, Alberto Fujimori fu costretto a fuggire dal paese e il governo transitorio di Valentín Paniagua che gli succedette, offrì ad Humala una amnistía se avesse accettato di deporre le armi.

L'amnistia ed il governo di transizione[modifica | modifica wikitesto]

Durante questo periodo, fra il 2001 e il 2002 Ollanta Humala ottenne la laurea in Scienze Politiche presso la Pontificia Università Cattolica del Perú. Con l'appoggio dei politici che erano stati in precedenza oppositori tradizionali di Alberto Fujimori, Humala poté tornare ai suoi incarichi militari e fu nominato addetto militare presso l'ambasciata peruviana di Parigi e in seguito a Seoul. Nel 2004 fu congedato dall'esercito.

Candidature Presidenziali[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre del 2005 Humala si è proclamato leader del Partido Nacionalista Peruano e ha proposto la sua candidatura alla Presidenza del Perú alle elezioni politiche del 2006. Non avendo potuto iscrivere il partito in tempo utile presso il Tribunale Nazionale delle Elezioni, si è alleato con il partito Unión por el Perú, designando come vicepresidenti, in caso di elezione, due membri di quest'ultimo gruppo: Gonzalo García Núñez, membro del Consiglio di Amministrazione del Banco Central de Reservas del Perú, e Carlos Alberto Torres Caro, avvocato.

Nei mesi di novembre e dicembre 2005 la comunità ebrea peruviana ha accusato Humala e il suo partito di perseguire una politica xenofoba e razzista. In seguito, però, dopo un incontro fra il leader della comunità ebraica Isaac Mekler e Ollanta Humala, le posizioni si sono ammorbidite, fino al punto che, alla promessa di candidatura per un posto nel Parlamento di Lima, lo stesso Mekler ha aderito al Partido Nacionalista Peruano. Le relazioni con la comunità ebraica si sono spinte molto oltre, tanto che ad oggi, il principale sponsorizzatore e finanziatore della campagna di Humala è il multimilionario peruviano di origini ebree Isaack Galski, proprietario di un'importante flotta di pescherecci, nonché di molte fabbriche conserviere. Ollanta Humala ha potuto quindi portare avanti una campagna elettorale senza badare a spese, potendo disporre di risorse molto superiori a quelle a disposizione della sua principale antagonista, la democristiana Lourdes Flores Nano.

Ollanta Humala ha dichiarato di ispirarsi e di nutrire ammirazione per Juan Velasco Alvarado e per le politiche nazionaliste del governo militare al potere nel periodo 1968-1980.

Humala gode di una forte popolarità nella zona meridionale del paese, per la sua critica al modello neoliberista e ai partiti politici tradizionali, colpevoli, a suo parere, di non avere mai rispettato le aspettative del popolo.

Il 5 febbraio del 2006 ha dichiarato che in caso di vittoria sarà legalizzato l'aborto (oggi vietato dalla legge). Tale proposta ha ricevuto la più ferma opposizione della Chiesa cattolica e della Conferenza Episcopale Peruviana.

Si ricandida alle elezioni presidenziali del 2011 presentandosi come candidato socialdemocratico pragmatico con posizioni in ambito etico di "cattolico conservatore"[1] mostrandosi apertamente contrario ad aborto, matrimonio gay ed adozioni. Al primo turno arriva in testa con il 31,6%, sfiderà al ballottaggio la candidata della destra Keiko Fujimori. Il 6 giugno 2011 risulterà vincitore del ballottaggio, divenendo il nuovo Presidente del Perù.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze peruviane[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine del Sole del Perù - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine del Sole del Perù
Gran Maestro dell'Ordine al Merito per Servizio Distinto - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine al Merito per Servizio Distinto
Gran Maestro dell'Ordine Militare di Ayacucho - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Militare di Ayacucho

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
— 19 novembre 2012

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ El revolucionario o el moderado católico conservador: ¿cuál es el verdadero Humala?

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente del Perù Successore Gran Sello de la República del Perú.svg
Alan García Pérez 2011 - in carica

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