Operazione Condor

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In verde i Paesi partecipanti all'operazione, in verde chiaro quelli attivi solo sporadicamente.

Operazione Condor (inglese: Operation Condor; spagnolo: Operación Cóndor; portoghese: Operação Condor) fu il nome dato dall'establishment dei servizi segreti U.S.A., la CIA e l'amministrazione Nixon, ad una massiccia operazione di politica estera statunitense, che ebbe luogo negli anni settanta del XX secolo, volta a tutelare l'establishment in tutti quegli stati centro e sudamericani dove l'influenza socialista e comunista era ritenuta troppo potente, nonché a reprimere le varie opposizioni ai governi partecipi dell'iniziativa.[1] Nel 1993 sono stati desecretati documenti sulla connivenza di Richard Nixon[2] presidente degli Stati Uniti ed Henry Kissinger[3], Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, con Augusto Pinochet.[4]

Le procedure per mettere in atto questi piani furono di volta in volta diverse, tutte però ebbero in comune il ricorso sistematico alla tortura e all'omicidio degli oppositori politici[5]. Spesso ambasciatori, politici o dissidenti rifugiati all'estero furono assassinati anche oltre i confini dell'America Latina. Alcune fra le nazioni coinvolte furono Cile, Argentina, Bolivia, Brasile[6], Perù[7][8][9], Paraguay e Uruguay.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine dell'operazione va ricercata in un presunto incontro, avvenuto nel febbraio 1974, tra alcuni elementi di spicco delle polizie segrete di Cile, Bolivia, Argentina, Uruguay e Paraguay con Manuel Contreras, capo della DINA (i servizi segreti di Pinochet), a Santiago del Cile. Ma fu durante la "Decima conferenza degli eserciti americani" del 3 settembre 1973, che il generale brasiliano Breno Borges Fortes propose di estendere le partnership e le collaborazioni tra i vari servizi segreti al fine di combattere il comunismo ed ogni proposito sovversivo[10]. Questa funesta alleanza tra dittature fu patrocinata dagli Stati Uniti, ma molti pensano che sia stata direttamente ordinata dal governo di Washinghton.[senza fonte]

L'operazione fu facilitata grazie ad una serie di colpi di stato tra gli anni cinquanta e settanta:

  • Il Generale Alfredo Stroessner sale al potere in Paraguay nel 1954.
  • Le forze armate brasiliane rovesciano il governo democratico di João Goulart nel 1964.
  • Il Generale Hugo Banzer prende il potere in Bolivia nel 1971 dopo una serie di colpi di stato.
  • Forze leali al Generale Augusto Pinochet assediano il palazzo presidenziale in Cile nel 1973, rovesciando il governo democratico e assassinando il presidente Salvador Allende.
  • Una giunta militare capeggiata dal Generale Jorge Rafael Videla sale al potere in Argentina nel 1976.

Obiettivi dell'operazione di repressione[modifica | modifica wikitesto]

Gli obiettivi ufficiali delle repressioni dei servizi segreti cooperanti erano i guerriglieri di sinistra che operavano in maniera piuttosto blanda contro le dittature (come i Montoneros argentini o il Movimento di Sinistra Rivoluzionaria cileno), ma di fatto si orientò e si accanì contro ogni sorta di opposizione politica, sociale ed umana. Venivano rapiti, torturati ed uccisi studenti inermi, giornalisti, intellettuali, professori universitari (soprattutto di facoltà umanistiche), sindacalisti, operai, madri e padri che cercavano i propri figli scomparsi e spesso le violenze non si limitavano al singolo soggetto ritenuto "sovversivo", ma si estendevano anche ai familiari di questo[11].

I supporti alle dittature[modifica | modifica wikitesto]

Le dittature facenti parte dell'Operazione Condor fruirono dei massicci aiuti statunitensi, in termini di risorse economiche, addestramento e forniture militari, e di preparazione e organizzazione dell'Intelligence. Si appoggiarono anche alle formazioni di estrema destra, che in tutti i casi contribuirono a portarle al potere, e nei momenti di crisi si organizzarono in squadroni armati (Squadroni della morte)[12], per assassinare oppositori politici e militanti di sinistra. Tra le più famigerate organizzazioni repressive di destra vi furono la Tripla A argentina e l'organizzazione Patria y Libertad cilena, entrambe finanziate dalla C.I.A.

I coordinamenti[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona del canale di Panamá la C.I.A. aveva installato una base di coordinamento e comunicazione, adibita al transito di materiali, mezzi, uomini e allo scambio di informazioni d'intelligence tra i vari servizi segreti degli stati collaboranti all'operazione. Le comunicazioni (eseguite di solito via telex) riguardavano piani di rastrellamento, tecniche di tortura da utilizzare, metodi per l'eliminazione dei prigionieri (come i voli della morte teorizzati in Argentina da Luis Maria Mendia e messi successivamente in pratica dalla fine degli anni settanta), e informazioni sulle organizzazioni sovversive clandestine.

Il Comitato di coordinamento rivoluzionario (Junta de Coordinación Revolucionaria)[modifica | modifica wikitesto]

Nel frattempo, alla fine del 1974, le organizzazioni Movimento di Sinistra Rivoluzionaria (MIR, Cile), l'Esercito Rivoluzionario del Popolo (ERP, Argentina), Tupamaros (Uruguay), e l'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN, boliviano), a loro volta avevano formato la Junta de Coordinación Revolucionaria (J.C.R.). Verso il 1976, dopo numerose sconfitte tattiche, la JCR aveva formato una struttura internazionale per proteggersi dalle azioni de l'Operazione Condor all'estero. Questo compito è stato svolto dai militanti di queste organizzazioni all'estero, maggiormente installati in Europa.

La scoperta degli "Archivi del terrore"[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Archivi del terrore.

Nel 1992 il giudice paraguaiano José Augustín Fernández scopri, durante un'indagine in una stazione di polizia di Asunción, archivi dettagliati che descrivevano la sorte di migliaia di sudamericani segretamente rapiti, torturati ed assassinati, tra gli anni settanta e ottanta, dalle forze armate e dai servizi segreti di Cile, Argentina,[13] Uruguay, Paraguay, Bolivia e Brasile. Gli archivi contavano 50.000 persone assassinate, 30.000 scomparse (desaparecidos) e 400.000 incarcerate. Questi archivi, ritenuti veritieri e attendibili, riferivano del coinvolgimento, in questa enorme operazione repressiva e di vero e proprio sterminio, anche dei servizi segreti di Colombia, Perù e Venezuela. Tali documenti, per le atroci rivelazioni in essi contenute, furono denominati Archivi del terrore.

Stati coinvolti[modifica | modifica wikitesto]

Tale operazione coinvolse in primo luogo la C.I.A., il servizio segreto statunitense, oltre che apparati militari, organizzazioni di estrema destra, partiti politici e movimenti di guerriglia anticomunisti sudamericani. Tutte queste organizzazioni furono utilizzate come strumento, in svariati stati, per rovesciare governi anche eletti democraticamente come quello di Salvador Allende in Cile.

Furono stanziate sostanziose somme per portare a termine questo massiccio piano politico, poiché gli interessi economici in gioco erano alti, vista la ricchezza, soprattutto di materie prime, dell'America Meridionale. La C.I.A. fornì sempre e comunque sostegno, copertura, assistenza e denaro ai servizi segreti golpisti sudamericani, nonché addestramento presso il Western Hemisphere Institute for Security Cooperation e anche negli Stati Uniti.

Francia[modifica | modifica wikitesto]

La giornalista francese Marie-Monique Robin scoprì negli archivi del ministero degli esteri francese (Quai d'Orsay) documenti originali che dimostrano l'attuazione di un piano per creare in Argentina una "base operativa militare francese", secondo cui ufficiali francesi, esperti in antiguerriglia e controinsurrezione, addestrarono militari argentini in tecniche di tortura e sequestro di dissidenti ed oppositori politici[14]. Gli ufficiali francesi erano tutti veterani della guerra d'Algeria ed addestrati praticamente in tali materie. La collaborazione andò avanti, dagli anni settanta, fino al 1981, anno in cui fu eletto presidente il socialista François Mitterrand. Durante la Battaglia di Algeri circa 30.000 algerini sparirono con le stesse modalità con cui sparirono i desaparecidos in America Latina negli anni settanta. Durante la guerra del 1957 infatti i paracadutisti francesi del colonnello Marcel Bigeard misero a punto tecniche che sarebbero state tramandate ai militari argentini, anche durante corsi alla École Militaire, ove molti ufficiali sudamericani vennero addestrati e formati.

Servizi segreti coinvolti e/o implicati[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Attuazione nei vari stati[modifica | modifica wikitesto]

Argentina[modifica | modifica wikitesto]

La Guerra sporca in Argentina, chiamata dalla giunta militare Processo di Riorganizzazione Nazionale (Proceso de Reorganización Nacional), fu attuata in contemporanea con l'Operazione Condor. Tra il 1976 e il 1983 più di 30.000 persone furono assassinate dalle forze armate e dai carnefici della dittatura di Jorge Rafael Videla[15] e dei suoi custodi[16][17]

Il SIDE (servizi segreti argentini) diede supporto al generale boliviano Luis García Meza Tejada durante il colpo di Stato che lo mise a capo dello stato. L'unità operativa Batallón de Inteligencia 601 dell'intelligence argentina partecipò attivamente al golpe, in collaborazione con le truppe paramilitari reclutate dal criminale di guerra nazista Klaus Barbie (ufficiale della Gestapo soprannominato "Il Macellaio di Lione", rifugiatosi in Sud America), e dal neofascista italiano Stefano Delle Chiaie (terrorista rifugiato che godeva della protezione dei servizi segreti italiani e americani).

Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Già dal 1964 i regimi militari brasiliani si prodigavano con estrema durezza e violenza nel reprimere e sopprimere i movimenti guerriglieri di sinistra, molto più attivi che in Cile o in Argentina.

Giancarlo Capaldo - un pubblico ministero italiano - che stava indagando su alcuni casi di sparizione di cittadini italiani (probabilmente sequestrati e uccisi da forze congiunte argentine, cilene, paraguaiane e brasiliane), accusò 11 militari brasiliani di essere coinvolti in tali crimini.[18]

Cile[modifica | modifica wikitesto]

Nel Cile di Pinochet, subito dopo il colpo di Stato, arrivarono militari brasiliani "esperti" nelle tecniche di tortura, rapimento ed incarcerazione degli oppositori, nonché di smantellamento delle organizzazioni dichiarate illegali. I servizi segreti cileni riuscirono, grazie all'organizzazione dell'Operazione Condor, ad assassinare numerosi personaggi scomodi al regime all'estero, come Orlando Letelier[18][19][20]. Pinochet godette anch'egli dell'aiuto del neofascista Stefano Delle Chiaie[18] e degli Stati Uniti, che gli commissionarono il golpe del 1973 con il quale salì al potere[21].

Attentati e omicidi mirati internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Generale Carlos Prats[modifica | modifica wikitesto]

Il generale Carlos Prats e sua moglie furono assassinati dalla DINA cilena il 30 settembre 1974, con un'autobomba, a Buenos Aires, dove vivevano in esilio. Pinochet e la direzione della DINA, nella persona di Manuel Contreras, furono riconosciuti colpevoli di questi omicidi, per stessa ammissione di Contreras. L'agente segreto cileno Enrique Arancibia Clavel è stato incarcerato in Argentina per questi omicidi.

Bernardo Leighton[modifica | modifica wikitesto]

Bernardo Leighton, un politico democristiano andato in esilio in Italia dopo il colpo di Stato di Pinochet, fu gravemente ferito durante un attentato alla sua persona, il 5 ottobre 1976 a Roma. Un'indagine ha rivelato che l'agente segreto Michael Townley, in qualità di delegato della DINA, incontrò, nel 1975 a Madrid, il terrorista di destra Stefano Delle Chiaie e Virgilio Paz Romero, per organizzare l'assassinio di Leighton, protetti dalla polizia segreta franchista.

Orlando Letelier[modifica | modifica wikitesto]

Orlando Letelier, ministro del governo di Salvador Allende, destituito dal golpe, fu assassinato con un'autobomba il 21 settembre 1976, assieme alla sua segretaria, mentre si trovava in esilio a Washington. Ancora una volta la responsabilità è stata individuata nella DINA, in stretta collaborazione con la C.I.A.. Nel 1993 il generale dell'esercito cileno Manuel Contreras fu riconosciuto da una corte cilena, come uno dei mandanti dell'assassinio di Orlando Letelier, ed è finito in carcere militare con una condanna a 7 anni di reclusione.[22][23]

In una lettera aperta, apparsa sul Los Angeles Times il 17 dicembre 2004, il figlio di Orlando Letelier, Francisco, scrisse che l'omicidio del proprio padre era ascrivibile all'Operazione Condor, ovvero ad «...una rete di intelligence utilizzata da sei dittatori sudamericani dell'epoca, per eliminare i dissidenti».

Cinque giorni prima dell'assassinio di Letelier, Henry Kissinger aveva cassato un comunicato del Dipartimento di Stato agli ambasciatori USA, dove si chiedeva ai governi dei Paesi Sudamericani di cessare con gli omicidi politici. Secondo Kissinger questo documento è stato distorto dal NARA, poiché lui intendeva fornire all'ambasciatore USA in Uruguay un altro sistema per far pressioni sul governo di Montevideo, visto che costui temeva per la propria stessa vita[24].

Charles Horman[modifica | modifica wikitesto]

Il generale Pedro Espinoza, è finito in carcere per l'assassinio di Charles Horman, con una pena di sei anni.[25]

Altri operazioni e progetti legati all'Operazione Condor[modifica | modifica wikitesto]

Responsabilità civile e penale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 il dittatore Alfredo Stroessner è stato condannato in contumacia, dal Tribunale dell’Aia, per crimini contro l'umanità e ha vissuto gli ultimi anni della sua vita in esilio a Brasilia.[27]

Il 26 dicembre 2001, in Bolivia, il giudice federale argentino Rodolfo Canicoba Corral ha emesso un mandato di cattura internazionale per il dittatore Hugo Banzer e la sua estradizione in Argentina.[28] Hugo Banzer, secondo i documenti raccolti dall'Asociacion Boliviana de Familiares de Detenidos y Desaparecidos, è responsabile della scomparsa 33 prigionieri politici boliviani.

Augusto Pinochet, ex dittatore del Cile dal 1973 al 1990, finisce i suoi giorni detenuto, sotto processo per i crimini contro l'umanità del suo regime militare. Il giudice Juan Guzmán, che lo ha inseguito da anni, gli ha notificato personalmente il mandato di arresto nella sua residenza alla Dehesa, alle porte di Santiago, dove vive dal ritorno da Londra.[29] Augusto Pinochet è stato accusato di essere il mandante dei crimini commessi dalla «carovana della morte», omicidi di 77 oppositori politici; insieme con lui, sono finiti in carcere sei ex ufficiali dell' esercito, tra cui il generale Sergio Arellano Stark, esecutore materiale della carovana della morte.

Augusto Pinochet è stato riconosciuto come il mandante dell'omicidio di Orlando Letelier ed è stato ricercato negli Stati Uniti. L'estradizione dell' ex dittatore, attulmente in Gran Bretagna, è stata chiesta dalla Spagna e da altri Paesi.[30][31]

Jorge Videla durante un'intervista riportata nel libro “Disposizione Finale” del giornalista Ceferino Reato nel carcere federale a Campo de Mayo, ammette la strage di circa 8 mila persone, durante la sua dittatura.[32] Jorge Videla è morto carcerato a Marcos Paz, mentre stava scontando 50 anni, per il furto dei neonati.[33][34] Jorge Videla è rimasto coinvolto anche nei processi per le violazioni dei diritti umani.

Responsabilità penale[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 ottobre 2008, la Corte Suprema cilena ha condannato a sei anni di carcere il generale Sergio Arellano Stark, comandante della 'Carovana della morte', una spedizione militare itinerante che subito dopo il golpe dell'11 settembre 1973 giustiziò decine di oppositori di sinistra in tutto il paese. Altri quattro ufficiali criminali l’ex giudice militare della città di Linares, Carlos Romero, il colonnello Mario Cazenave ed ai sottoufficiali Jose Parada e Julio Barrios, sono stati condannati ciascuno a quattro anni per lo stesso episodio.

Responsabilità civile[modifica | modifica wikitesto]

Il massimo tribunale cileno ha stabilito anche che il fisco dovrà versare 80 milioni di pesos (circa 97.000 euro) come forma di indennizzo a due querelanti. [35]

Anche in Italia si farà il processo contro l'Operazione Condor. [36] A febbraio 2015, 9 imputati verranno processati per la scomparsa di 30 persone di origine italiana.

Una controversia è in corso sul ritiro del Premio Nobel per la pace a Henry Kissinger per la scoperta di documenti che lo accusano di complicità nell'assassinio di Orlando Letelier[37][3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Naomi Klein, Shock Doctrine, New York, Picador, 2007, p. 126, ISBN 978-0-312-42799-3.
  2. ^ Nixon Alerted in Advance to Date of Coup. Peter Kornbluh. National Security Archives Electronic Briefing Book No. 470. May 23, 2014
  3. ^ a b Declassified kissinger transcripts reveal strong support for Pinochet following chilean coup . Peter Kornbluh. National Security Archive Electronic Briefing Book No. 110. February 3, 2004
  4. ^ Nixon e Kissinger aiutarono Pinochet. Omero Ciai. Repubblica. Ricerca. Archivio. 12 settembre 2008.
  5. ^ (FR) L'exportation de la torture. Marie-Monique Robin. Humanité. 30 Aoùt, 2003
  6. ^ (EN) Brazil looks into Operation Condor. BBC. Americas. 18 May, 2000.
  7. ^ (EN) Southern cone rendition program: peru's participation. Operation condor crimes focus of italian indictments. Peter Kornbluh. National Security Archive Electronic Briefing Book No. 244. February 22, 2008.
  8. ^ (EN) Condor years. John Dinges. The New Press. June 1, 2005. ISBN 1-56584-977-9
  9. ^ (EN) Perù Condor Operation. Documenti declassificati della DINA sulla partecipazione del Perù all'Operazione Condor.
  10. ^ Cile: l'Operazione Condor secondo la ricostruzione del giudice Juan Guzman. Cristina Mihura. Peacelink. Latina. Articles. 27 dicembre 2004.
  11. ^ (EN) "Operation Condor", an International Organization for Kidnapping Opponents. Humanitè. 1 January 2007.
  12. ^ (FR) Escadrons de la mort - l'école française. Marie-Monique Robin. synopsis. 2005.
  13. ^ Argentina: trovate le liste nere di Videla, con artisti e intellettuali anti-regime. Repubblica. Esteri. 5 novembre 2013.
  14. ^ Astiz prese il suo cavillo in tribunale. Alejandra Dandan. El Pais. 25 gennaio 2007.
  15. ^ (EN) Argentina: Human Rights Watch. Report
  16. ^ (EN) Kissinger approved Argentinian dirty war. The guardian. World. 6 dicembre 2003.
  17. ^ (EN) Kissinger to argentines on dirty war: the quicker you succeed the better. Carlos Osorio, Assisted by Kathleen Costar. National Security Archive Electronic Briefing Book No. 104. December 4, 2003
  18. ^ a b c (EN) John Dinges, The Condor Years: How Pinochet and His Allies Brought Terrorism to Three Continents, New York, The New Press, 2004, p. 322.
  19. ^ (EN) Operation Condor References. Constantine Report. October 23rd, 2007.
  20. ^ (ES) Los crímenes de la Operación Cóndor. La Tercera. 2001.
  21. ^ (EN) Chile and the United States: Declassified Documents Relating to the Military Coup. Peter Kornbluh. National Security Archive. George Washington University. September 11, 1973.
  22. ^ (EN) National Agenda: Murder Trial Marks a Change in How Chile Does Business: Case of Orlando Letelier shows new respect for human rights under civilian rule. William R. Lomg. Los Angeles Times. Justice. March 02, 1993
  23. ^ Cile, il regime alla sbarra. Repubblica. Archivio. 1º giugno 1995.
  24. ^ (EN) Henry Kissinger "cancelled warning against political assassinations". URL consultato il 19 aprile 2010. Alex Spillius. Washington. The telegraph.
  25. ^ (ES) Charles Horman: El americano bueno
  26. ^ (EN) Chile high court allows Pinochet 'Caravan of Death' case to proceed. URL consultato il 25 dicembre 2007.
  27. ^ Alfredo Stroessner. Dittatori.
  28. ^ Banzer al capolinea del Plan Condor. Giovanna Vitrano. Selvas. 28 dicembre 2001.
  29. ^ Cile, ordine di arresto per Pinochet. RoccoCotroneo. Corriere della sera. Archivio. 2 dicembre 2000.
  30. ^ Anche gli Usa potrebbero processare Pinochet. Corriere della sera. Archivio. Mappamondo. 9 gennaio 2009.
  31. ^ Gli Usa potrebbero chiedere l'estradizione di Pinochet. Repubblica. Mondo. 11 aprile 2000.
  32. ^ Argentina, le confessioni dell’ex dittatore Videla. Maria Cristina Mirabello. Corriere Web.22 Aprile 2013.
  33. ^ Stolen babies: Argentina convicts two military dictators. Carlos Osorio. National Security Archive Electronic Briefing Book No. 383. July 5, 2012
  34. ^ Videla morto, l’ex dittatore si è spento a 87 anni a Buenos Aires. Il fatto quotidiano. 17 maggio 2013.
  35. ^ Desaparecidos: condannato il comandante della carovana della morte.
  36. ^ Si farà in Italia il processo contro l'Operazione Condor. Daniele Mastrogiacomo. Repubblica. Cronaca. 1º gennaio 2015.
  37. ^ (EN) New evidence implicates Henry Kissinger in assassination case. Pete Yost. Huffington Post. 6 ottobre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]