Operazione Condor

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In verde i Paesi partecipanti all'operazione, in verde chiaro quelli attivi solo sporadicamente.

Operazione Condor (inglese: Operation Condor; spagnolo: Operación Cóndor; portoghese: Operação Condor) fu il nome dato dall'establishment dei servizi segreti U.S.A. ad una massiccia operazione di politica estera statunitense, che ebbe luogo negli anni settanta del XX secolo, volta a tutelare l'establishment in tutti quegli stati centro e sudamericani dove l'influenza socialista e comunista era ritenuta troppo potente, nonché a reprimere le varie opposizioni ai governi partecipi dell'iniziativa.[1]

Le procedure per mettere in atto questi piani furono di volta in volta diverse, tutte però ebbero in comune il ricorso sistematico alla tortura e all'omicidio degli oppositori politici[2]. Spesso ambasciatori, politici o dissidenti rifugiati all'estero furono assassinati anche oltre i confini dell'America Latina. Alcune fra le nazioni coinvolte furono Cile, Argentina, Bolivia, Brasile[3], Perù[4], Paraguay e Uruguay.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'origine dell'operazione va ricercata in un presunto incontro, avvenuto nel febbraio 1974, tra alcuni elementi di spicco delle polizie segrete di Cile, Bolivia, Argentina, Uruguay e Paraguay con Manuel Contreras, capo della DINA (i servizi segreti di Pinochet), a Santiago del Cile. Ma fu durante la "Decima conferenza degli eserciti americani" del 3 settembre 1973, che il generale brasiliano Breno Borges Fortes propose di estendere le partnership e le collaborazioni tra i vari servizi segreti al fine di combattere il comunismo ed ogni proposito sovversivo[5]. Questa funesta alleanza tra dittature fu patrocinata dagli Stati Uniti, ma molti pensano che sia stata direttamente ordinata dal governo di Washinghton.[senza fonte]

L'operazione fu facilitata grazie ad una serie di colpi di stato tra gli anni cinquanta e settanta:

  • Il Generale Alfredo Stroessner sale al potere in Paraguay nel 1954.
  • Le forze armate brasiliane rovesciano il governo democratico di João Goulart nel 1964.
  • Il Generale Hugo Banzer prende il potere in Bolivia nel 1971 dopo una serie di colpi di stato.
  • Forze leali al Generale Augusto Pinochet assediano il palazzo presidenziale in Cile nel 1973, rovesciando il governo democratico di Salvador Allende.
  • Una giunta militare capeggiata dal Generale Jorge Rafael Videla sale al potere in Argentina nel 1976.

Obiettivi dell'operazione di repressione[modifica | modifica sorgente]

Gli obiettivi ufficiali delle repressioni dei servizi segreti cooperanti erano i guerriglieri di sinistra che operavano in maniera piuttosto blanda contro le dittature (come i Montoneros argentini o il Movimento di Sinistra Rivoluzionaria cileno), ma di fatto si orientò e si accanì contro ogni sorta di opposizione politica, sociale ed umana. Venivano rapiti, torturati ed uccisi studenti inermi, giornalisti, intellettuali, professori universitari (soprattutto di facoltà umanistiche), sindacalisti, operai, madri e padri che cercavano i propri figli scomparsi e spesso le violenze non si limitavano al singolo soggetto ritenuto "sovversivo", ma si estendevano anche ai familiari di questo[6].

I supporti alle dittature[modifica | modifica sorgente]

Le dittature facenti parte dell'Operazione Condor fruirono dei massicci aiuti statunitensi, in termini di risorse economiche, addestramento e forniture militari, e di preparazione e organizzazione dell'Intelligence. Si appoggiarono anche alle formazioni di estrema destra, che in tutti i casi contribuirono a portarle al potere, e nei momenti di crisi si organizzarono in squadroni armati (Squadroni della morte)[7], per assassinare oppositori politici e militanti di sinistra. Tra le più famigerate organizzazioni repressive di destra vi furono la Tripla A argentina e l'organizzazione Patria y Libertad cilena, entrambe finanziate dalla C.I.A.

I coordinamenti[modifica | modifica sorgente]

Nella zona del canale di Panamá la C.I.A. aveva installato una base di coordinamento e comunicazione, adibita al transito di materiali, mezzi, uomini e allo scambio di informazioni d'intelligence tra i vari servizi segreti degli stati collaboranti all'operazione. Le comunicazioni (eseguite di solito via telex) riguardavano piani di rastrellamento, tecniche di tortura da utilizzare, metodi per l'eliminazione dei prigionieri (come i voli della morte teorizzati in Argentina da Luis Maria Mendia e messi successivamente in pratica dalla fine degli anni settanta), e informazioni sulle organizzazioni sovversive clandestine.

Il Comitato di coordinamento rivoluzionario (Junta de Coordinación Revolucionaria)[modifica | modifica sorgente]

Nel frattempo, alla fine del 1974, le organizzazioni Movimento di Sinistra Rivoluzionaria (MIR, Cile), l'Esercito Rivoluzionario del Popolo (ERP, Argentina), Tupamaros (Uruguay), e l'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN, boliviano), a loro volta avevano formato la Junta de Coordinación Revolucionaria (J.C.R.). Verso il 1976, dopo numerose sconfitte tattiche, la JCR aveva formato una struttura internazionale per proteggersi dalle azioni de l'Operazione Condor all'estero. Questo compito è stato svolto dai militanti di queste organizzazioni all'estero, maggiormente installati in Europa.

La scoperta degli "Archivi del terrore"[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Archivi del terrore.

Nel 1992 il giudice paraguaiano José Augustín Fernández scopri, durante un'indagine in una stazione di polizia di Asunción, archivi dettagliati che descrivevano la sorte di migliaia di sudamericani segretamente rapiti, torturati ed assassinati, tra gli anni settanta e ottanta, dalle forze armate e dai servizi segreti di Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia e Brasile. Gli archivi contavano 50.000 persone assassinate, 30.000 scomparse (desaparecidos) e 400.000 incarcerate. Questi archivi, ritenuti veritieri e attendibili, riferivano del coinvolgimento, in questa enorme operazione repressiva e di vero e proprio sterminio, anche dei servizi segreti di Colombia, Perù e Venezuela. Tali documenti, per le atroci rivelazioni in essi contenute, furono denominati Archivi del terrore.

Stati coinvolti[modifica | modifica sorgente]

Tale operazione coinvolse in primo luogo la C.I.A., il servizio segreto statunitense, oltre che apparati militari, organizzazioni di estrema destra, partiti politici e movimenti di guerriglia anticomunisti sudamericani. Tutte queste organizzazioni furono utilizzate come strumento, in svariati stati, per rovesciare governi anche eletti democraticamente come quello di Salvador Allende in Cile.

Furono stanziate sostanziose somme per portare a termine questo massiccio piano politico, poiché gli interessi economici in gioco erano alti, vista la ricchezza, soprattutto di materie prime, dell'America Meridionale. La C.I.A. fornì sempre e comunque sostegno, copertura, assistenza e denaro ai servizi segreti golpisti sudamericani, nonché addestramento presso il Western Hemisphere Institute for Security Cooperation e anche negli Stati Uniti.

Francia[modifica | modifica sorgente]

La giornalista francese Marie-Monique Robin scoprì negli archivi del ministero degli esteri francese (Quai d'Orsay) documenti originali che dimostrano l'attuazione di un piano per creare in Argentina una "base operativa militare francese", secondo cui ufficiali francesi, esperti in antiguerriglia e controinsurrezione, addestrarono militari argentini in tecniche di tortura e sequestro di dissidenti ed oppositori politici[8]. Gli ufficiali francesi erano tutti veterani della guerra d'Algeria ed addestrati praticamente in tali materie. La collaborazione andò avanti, dagli anni settanta, fino al 1981, anno in cui fu eletto presidente il socialista François Mitterrand. Durante la Battaglia di Algeri circa 30.000 algerini sparirono con le stesse modalità con cui sparirono i desaparecidos in America Latina negli anni settanta. Durante la guerra del 1957 infatti i paracadutisti francesi del colonnello Marcel Bigeard misero a punto tecniche che sarebbero state tramandate ai militari argentini, anche durante corsi alla École Militaire, ove molti ufficiali sudamericani vennero addestrati e formati.

Servizi segreti coinvolti e/o implicati[modifica | modifica sorgente]

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Attuazione nei vari stati[modifica | modifica sorgente]

Argentina[modifica | modifica sorgente]

La Guerra sporca in Argentina, chiamata dalla giunta militare Processo di Riorganizzazione Nazionale (Proceso de Reorganización Nacional), fu attuata in contemporanea con l'Operazione Condor. Tra il 1976 e il 1983 più di 30.000 persone furono assassinate dalle forze armate e dai carnefici della dittatura[9].

Il SIDE (servizi segreti argentini) diede supporto al generale boliviano Luis García Meza Tejada durante il colpo di stato che lo mise a capo dello stato. L'unità operativa Batallón de Inteligencia 601 dell'intelligence argentina partecipò attivamente al golpe, in collaborazione con le truppe paramilitari reclutate dal criminale di guerra nazista Klaus Barbie (ufficiale della Gestapo soprannominato "Il Macellaio di Lione", rifugiatosi in Sud America), e dal neofascista italiano Stefano Delle Chiaie (terrorista rifugiato che godeva della protezione dei servizi segreti italiani e americani).

Brasile[modifica | modifica sorgente]

Già dal 1964 i regimi militari brasiliani si prodigavano con estrema durezza e violenza nel reprimere e sopprimere i movimenti guerriglieri di sinistra, molto più attivi che in Cile o in Argentina.

Giancarlo Capaldo - un pubblico ministero italiano - che stava indagando su alcuni casi di sparizione di cittadini italiani (probabilmente sequestrati e uccisi da forze congiunte argentine, cilene, paraguaiane e brasiliane), accusò 11 militari brasiliani di essere coinvolti in tali crimini.[10]

Cile[modifica | modifica sorgente]

Nel Cile di Pinochet, subito dopo il colpo di stato, arrivarono militari brasiliani "esperti" nelle tecniche di tortura, rapimento ed incarcerazione degli oppositori, nonché di smantellamento delle organizzazioni dichiarate illegali. I servizi segreti cileni riuscirono, grazie all'organizzazione dell'Operazione Condor, ad assassinare numerosi personaggi scomodi al regime all'estero, come Orlando Letelier[10][11]. Pinochet godette anch'egli dell'aiuto del neofascista Stefano Delle Chiaie[10] e degli Stati Uniti, che gli commissionarono il golpe del 1973 con il quale salì al potere[12].

Attentati e omicidi mirati internazionali[modifica | modifica sorgente]

Generale Carlos Prats[modifica | modifica sorgente]

Il generale Carlos Prats e sua moglie furono assassinati dalla DINA cilena il 30 settembre 1974, con un'autobomba, a Buenos Aires, dove vivevano in esilio. Pinochet e la direzione della DINA, nella persona di Manuel Contreras, furono riconosciuti colpevoli di questi omicidi, per stessa ammissione di Contreras. L'agente segreto cileno Enrique Arancibia Clavel è stato incarcerato in Argentina per questi omicidi.

Bernardo Leighton[modifica | modifica sorgente]

Bernardo Leighton, un politico democristiano andato in esilio in Italia dopo il colpo di stato di Pinochet, fu gravemente ferito durante un attentato alla sua persona, il 5 ottobre 1976 a Roma. Un'indagine ha rivelato che l'agente segreto Michael Townley, in qualità di delegato della DINA, incontrò, nel 1975 a Madrid, il terrorista Stefano Delle Chiaie e Virgilio Paz Romero, per organizzare l'assassinio di Leighton, protetti dalla polizia segreta franchista.

Orlando Letelier[modifica | modifica sorgente]

Orlando Letelier, ministro del governo di Salvador Allende, destituito dal golpe, fu assassinato con un'autobomba il 21 settembre 1976, mentre si trovava in esilio a Washington. Ancora una volta la responsabilità è stata individuata nella DINA, in stretta collaborazione con la C.I.A.

In una lettera aperta, apparsa sul Los Angeles Times il 17 dicembre 2004, il figlio di Orlando Letelier, Francisco, scrisse che l'omicidio del proprio padre era ascrivibile all'Operazione Condor, ovvero ad «...una rete di intelligence utilizzata da sei dittatori sudamericani dell'epoca, per eliminare i dissidenti».

Cinque giorni prima dell'assassinio di Letelier, Henry Kissinger aveva cassato un comunicato del Dipartimento di Stato agli ambasciatori USA, dove si chiedeva ai governi dei Paesi Sudamericani di cessare con gli omicidi politici. Secondo Kissinger questo documento è stato distorto dal NARA, poiché lui intendeva fornire all'ambasciatore USA in Uruguay un altro sistema per far pressioni sul governo di Montevideo, visto che costui temeva per la propria stessa vita[13].

Altri operazioni e progetti legati all'Operazione Condor[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]