Waterboarding

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Tavola per la tortura dell'acqua in mostra al Tuol Sleng Genocide Museum. Le caviglie dei prigionieri erano incatenate alla barra sul lato destro, ed i polsi incatenati agli anelli visibili sul lato sinistro. L'acqua era versata usando l'innaffiatoio.

Il waterboarding è una forma di tortura consistente nell'immobilizzare un individuo in modo che i piedi si trovino più in alto della testa, e versargli acqua sulla faccia.[1]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La pratica ha ricevuto nuova attenzione e notorietà nel settembre 2006 quando altri servizi sostennero che l'amministrazione Bush avesse autorizzato il suo uso negli interrogatori di detenuti afghani nella guerra al terrorismo statunitense.[2] Il vicepresidente Dick Cheney disse a un intervistatore che lui non riteneva che "un tuffo in acqua" fosse una forma di tortura, ma piuttosto "uno strumento molto importante" per gli interrogatori, incluso quello di Khalid Shaykh Muhammad.[3]

In un'intervista all'ABC nell'aprile 2008, il presidente George W. Bush ha ammesso esplicitamente la pratica della tortura (tortura dell'acqua, privazione di sonno, schiaffeggiamenti a mano aperta ecc.): "Sapevo che il mio team per la sicurezza discuteva di questo e ho approvato". Anche Condoleezza Rice ha avuto un ruolo decisivo nel dare il via libera alla CIA; questa una sua dichiarazione: "Questa è la vostra creatura: andate avanti."[4]

Caratteristiche e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una forma di annegamento controllato, in quanto l'acqua invade le vie respiratorie, inducendo il riflesso faringeo.[5] Il soggetto sottoposto a tortura dell'acqua non può controllare il flusso dell'acqua né interromperlo o sottrarvisi, e quindi ritiene che la propria morte sia imminente. Può sopravvenire la morte per soffocamento se la tortura non è interrotta. A seconda delle tecniche di esecuzione, la tortura dell'acqua può non condurre a danni fisici permanenti, anche se in ogni caso causa dolore estremo. Sono possibili danni polmonari, danni cerebrali derivanti dalla riduzione dell'apporto di ossigeno, oltre che danni fisici quali fratture derivanti dal tentativo di liberarsi. In ogni caso la pratica induce danni psicologici.[6] Se i danni fisici possono durare per mesi, i danni psicologici permangono per anni.[7]


John McCain, senatore repubblicano degli Stati Uniti che fu torturato come prigioniero di guerra nel Nord Vietnam, ha ammesso che la tortura dell'acqua è una "tortura molto intensa" e una "esecuzione simulata", che danneggia la psiche del soggetto "in maniere che non si possono più cancellare".[8]

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

La tecnica della tortura dell'acqua, definita nel 2005 dal precedente direttore della CIA Porter J. Goss come una "tecnica di interrogatorio professionale"[9], viene così descritta dalla giornalista Julia Layton:

« Il waterboarding, com'è normalmente descritto, prevede che la persona sia legata ad un'asse inclinata, con i piedi in alto e la testa in basso. Coloro che svolgono l'interrogatorio bloccano le braccia e le gambe alla persona in modo che non possa assolutamente muoversi, e le coprono la faccia. In alcune descrizioni, la persona è imbavagliata e qualche tipo di tessuto ne copre il naso e la bocca; in altre, la faccia è avvolta nel cellophane. A questo punto, colui che svolge l'interrogatorio a più riprese vuota dell'acqua sulla faccia della persona. A seconda del tipo di preparazione, l'acqua può entrare effettivamente nelle vie aeree oppure no; l'esperienza fisica di trovarsi sotto un'onda d'acqua sembra essere secondaria rispetto all'effetto psicologico. La mente crede di stare per affogare. »
([10])

Il soffocamento mediante acqua, pratica le cui prime documentazioni risalgono al periodo dell'Inquisizione spagnola, è storicamente stato uno dei mezzi di tortura preferiti, in quanto non lascia segni.[11]

Secondo le dichiarazioni di un ex funzionario della CIA, le informazioni ottenute mediante la tortura dell'acqua non sarebbero affidabili, in quanto l'uso di pratiche coercitive può indurre i sospetti a confessare qualsiasi cosa, ed inoltre le tecniche di interrogatorio avanzato producono false confessioni. Bob Baer, un ex funzionario della CIA, ha dichiarato che la tortura dell'acqua è "una cattiva tecnica di interrogatorio. Intendo dire che se la tortura è sufficientemente cattiva, è possibile far confessare qualsiasi cosa a chiunque"[5].

Membri della CIA, offertisi volontari per la tecnica del waterboarding, hanno avuto una resistenza media di 14 secondi.[12] Una resistenza brevissima è stata anche dimostrata da servizi di Fox News[13] e Current TV,[14] in cui per smascherare la vera natura del waterboarding dei giornalisti si sono sottoposti a waterboarding. Christopher Hitchens, giornalista di Vanity Fair, ha avuto resistenza altrettanto breve nel corso di una dimostrazione tenutasi nel 2008.

Effetti[modifica | modifica wikitesto]

Gli effetti fisici di una tortura dell'acqua eseguito in maniera approssimativa possono comprendere sofferenza e danno polmonare, danno neurologico causato dalla mancanza di ossigeno e, in alcuni casi, fratture causate delle cinghie utilizzate per immobilizzare la vittima. Gli effetti psicologici possono durare a lungo. Un uso prolungato della tortura dell'acqua può condurre alla morte.[15]

Il dott. Allen Keller, direttore del Bellevue/N.Y.U. Program for Survivors of Torture, ha trattato un "certo numero di persone" le quali sono state soggette a forme di quasi asfissia, compresa la tortura dell'acqua. In un'intervista per The New Yorker ha affermato che "si tratta sicuramente di tortura. Alcune vittime sono ancora traumatizzate ad anni di distanza. Un paziente non era in grado di fare la doccia ed aveva crisi di panico quando pioveva. La paura di essere uccisi è un'esperienza terrificante."[7]

I sostenitori di questa tecnica affermano che sia efficace per ottenere delle informazioni. Gli oppositori ribattono affermando che le informazioni così ottenute non siano affidabili, in quanto una persona sottoposta ad un tale trattamento potrebbe essere disposta ad ammettere qualsiasi cosa.

Profili giuridici[modifica | modifica wikitesto]

Tortura dell'acqua e diritto internazionale[modifica | modifica wikitesto]

L'articolo 5 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani contiene l'esplicita proibizione della tortura:

« Articolo 5

Nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti. »

La Dichiarazione non definisce la tortura, né possiede un carattere giuridico vincolante, ma il divieto di tortura e dei trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti ha valore assoluto ed inderogabile. Nel 1984, l'articolo 5 della Dichiarazione ha ispirato la stesura della Convenzione per l'abolizione della tortura e dei trattamenti o delle punizioni crudeli, inumani o degradanti, adottata nello stesso anno dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Tutti gli stati contraenti della Convenzione hanno accettato l'obbligo di astenersi dal praticare la tortura in qualsiasi circostanza. Tale obbligo è stato ribadito in Saadi contro Repubblica Italiana,[16] ove il 28 febbraio 2008 la Corte Europea dei Diritti Umani ha sostenuto la natura inderogabile della proibizione della tortura, disponendo che il diritto internazionale non consente di compiere alcuna eccezione.[17][18]. La Convenzione infatti recita:

« Nessun tipo di circostanza eccezionale, sia essa uno stato di guerra o la minaccia di guerra, instabilità politica interna o qualsiasi tipo di emergenza, può essere invocato per giustificare la tortura.[19] »

Dal momento che la Convenzione non definisce la tortura, molti tra gli stati contraenti hanno espresso specifiche riserve riguardo l'interpretazione del termine "tortura", con la volontà di restringerne l'ambito di applicazione,[20] in modo da escludere il waterboarding.

Malgrado ciò l'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani Louise Arbour ha affermato che il waterboarding costituisce tortura:

« Non ho problemi nel considerare questa pratica come ricadente entro il divieto della tortura.[21] »

Dichiarando inoltre che quanti violano la Convenzione dovrebbero essere puniti in base al principio di giurisdizione universale.

Tortura dell'acqua e diritto statunitense[modifica | modifica wikitesto]

"La minaccia di morte imminente" è una delle definizioni legali di tortura secondo la legge statunitense.[22] La Convenzione delle Nazioni Unite contro la Tortura proibisce l'infliggimento intenzionale di intenso dolore o sofferenza.[23][24] Nel novembre del 2005 fonti anonime riferirono ad ABC News che la Central Intelligence Agency statunitense usava il waterboarding, ma non lo giudicava tortura.[25] In ogni caso l'ispettore generale della CIA John Helgerwon ha detto che le tecniche "sembrano costituire un crudele e degradante trattamento sotto la convenzione (di Ginevra)." (ibid.)

Nel 2002 una serie di rapporti interni del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d'America, predisposti dal consigliere del Procuratore generale John Yoo e sottoscritti dal consigliere Jay Bybee, noti come Torture Memos, suggerivano alla C.I.A. ed al Dipartimento della Difesa l'utilizzazione di "tecniche di interrogatorio rafforzate", fra le quali il Waterboarding, sul presupposto che queste potessero essere legalmente utilizzate, non ricadendo nella definizione di tortura fatta propria dall'ordinamento giuridico americano.

Il 6 settembre 2006 il Ministero della Difesa degli Stati Uniti ha emesso un Manuale Militare da Campo revisionato dal titolo Operazioni per la raccolta di informazioni che proibisce la pratica del waterboarding da parte del personale militare degli Stati Uniti. Il manuale revisionato è stato adottato fra il diffuso disappunto dei gestori dei prigionieri degli USA nella Guerra al terrorismo, e proibisce altre pratiche oltre al waterboarding. Il manuale revisionato si applica al personale militare degli Stati Uniti, ma allo stesso tempo non si applica alle procedure della CIA.[26]

Nella sua relazione alla nazione del 2005 sulle applicazioni dei diritti civili, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti riconosce formalmente come tortura "l'immersione della testa in acqua" nel suo esame sul povero resoconto sui diritti umani della Tunisia,[27] e le critiche riguardo al waterboarding tracciano dei parallelismi fra le due tecniche, citando l'uso analogo dell'acqua in oggetto.

In un caso precedente un ufficiale militare giapponese, Yukio Asano, venne processato dagli Stati Uniti nel 1947 per aver praticato una forma di waterboarding su un civile statunitense durante la seconda guerra mondiale, venendo condannato a 15 anni di lavori forzati.[28] Le accuse nei confronti di Asano comprendevano anche "schiaffi, pugni, bastonate; calci; ustioni con sigarette; trazione in basso della testa mediante cinghie."[29]

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia la tecnica del waterboarding fu utilizzata da una “squadra speciale” dell’UCIGOS durante i cosiddetti Anni di piombo per sconfiggere le formazioni terroristiche, in particolare le Brigate Rosse[30] . Mediante anche l'utilizzo di questi metodi coercitivi le forze di Polizia riuscirono ad ottenere l’arresto di due esponenti di spicco delle Brigate Rosse (Giovanni Senzani e Antonio Savasta), la liberazione del generale americano Dozier[31], lo smantellamento della colonna napoletana delle BR e la cattura, terminata con l’uccisione, del militante dei NAR Giorgio Vale.

Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono stati molti resoconti che gli Stati Uniti hanno praticato il waterboarding per interrogare prigionieri catturati nella loro guerra al terrorismo: la stessa Condoleezza Rice nel 2002 autorizzò verbalmente il waterboarding.[32] All'epoca ricopriva l'incarico di Consigliere per la Sicurezza Nazionale. Nel novembre del 2005 ABC News riferisce di ex agenti della CIA che hanno dichiarato come la CIA si fosse prodotta in una moderna forma di applicazione del waterboarding, insieme ad altre cinque "tecniche potenziate di interrogatorio", contro sospetti membri di al-Qa'ida, incluso Khalid Shaykh Muhammad.[33] Il 27 ottobre 2006, durante un'intervista alla radio con Scott Hennen dell'emittente WDAY, il vicepresidente Dick Cheney formalmente aderiva all'uso del waterboarding, in particolare in riferimento a Khalid Shaykh Muhammad.[34] Di seguito si riportano domande e risposte di quella trasmissione, estratte dalla trascrizione ufficiale dell'intervista da parte della Casa Bianca:[35]

Hennen: "...E ho ricevuto personalmente richieste da parte di cittadini che dicevano, per favore, faccia sapere al vicepresidente che se c'è bisogno di inzuppare un terrorista nell'acqua, noi siamo tutti d'accordo, se questo serve a salvare delle vite americane. Ancora una volta, questo dibattito sembra un po' stupido considerata la minaccia che dobbiamo fronteggiare, non è d'accordo?"
Cheney: "Sono certamente d'accordo. Se pensiamo alla minaccia terrorista, per esempio, in considerazione della nostra capacità di interrogare detenuti di alto profilo come Khalid Shaykh Muhammad, quello è stato uno strumento molto importante che abbiamo avuto a disposizione per essere in grado di rendere sicura la nazione. Khalid Shaykh Muhammad ci ha fornito un'enorme quantità di informazioni affidabili riguardo a quanti sono, a come si organizzano, come si addestrano e così via, abbiamo appreso molto. Dobbiamo necessariamente continuare su questa strada."
...
Hennen: "Concorda che un tuffo nell'acqua non è traumatizzante se può servire a salvare vite?"
Cheney: "Beh, non è traumatizzante per me, ma per un po' sono stato accusato di essere il vice presidente delle torture. Noi non torturiamo. Non è quello che facciamo."

La Casa Bianca più tardi ha negato che Cheney avesse confermato la pratica del waterboarding, sostenendo che gli ufficiali statunitensi non parlano pubblicamente delle tecniche di interrogatorio perché queste sono classificate. Il portavoce della Casa Bianca Tony Snow ha sostenuto che Cheney non si stava riferendo al waterboarding, ma solo ad un "tuffo nell'acqua", incalzato da un giornalista che chiedeva, "Quindi tuffo nell'acqua significa, che cosa?, Che abbiamo una piscina adesso alla Base di Guantanamo e ci vanno a nuotare?" Tony Snow ha risposto, "Stai per caso cercando di montare il tuo spettacolino di cabaret?"[36]

Nel 2006 anche la CIA ha vietato esplicitamente il waterboarding.[37]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nell'aprile 2006 in una lettera al Procuratore Generale Alberto Gonzalez, più di 100 docenti di legge statunitensi dichiararono inequivocabilmente che la tortura dell'acqua è una vera tortura, ed è un crimine punibile in base al codice penale federale statunitense.
  2. ^ "La Varietà di Tecniche di Interrogatorio Autorizzate dalla CIA" di Bryan Ross e Richard Esposito, settembre 2006
  3. ^ Trascrizione Ufficiale della Casa Bianca, Intervista al vicepresidente di Scott Hennen, WDAY a Radio Day alla Casa Bianca, 24-10-2006.
  4. ^ Bush e le «torture»: sapevo, nessun problema, Il Corriere della Sera, 13 marzo 2008.
  5. ^ a b Brian Ross, Richard Esposito, CIA's Harsh Interrogation Techniques Described (Svelate le tecniche di interrogatorio avanzate della CIA), ABC News, 18 novembre 2007. URL consultato il 17 aprile 2009.
  6. ^ Open Letter to Attorney General Alberto Gonzales (Lettera aperta all'Avvocato Generale Alberto Gonzales), Human Rights Watch, 5 aprile 2006. URL consultato il 17 aprile 2009.
  7. ^ a b Jane Mayer, Outsourcing Torture (Esternalizzare la tortura) in The New Yorker, 14 febbraio 2005. URL consultato il 17 aprile 2009.
  8. ^ Il Terribile Rintocco della Tortura, Newsweek, 21-11-2005.
  9. ^ Human Rights Watch, CIA Whitewashing Torture: Statements by Goss Contradict U.S. Law and Practice, Nov. 21, 2005.
  10. ^ What is Waterboarding?
  11. ^ Waterboarding: An Issue Before Mukasey's Bid in All Things Considered, National Public Radio, 3 novembre 2007. URL consultato il 17 aprile 2009.
  12. ^ Brian Ross, Richard Esposito, CIA's Harsh Interrogation Techniques Described in abcnews.go.com, 19 maggio 2006.
  13. ^ Steve Harrigan, Waterboarding: Historically Controversial, Fox News Channel, 6 novembre 2006. URL consultato il 17 aprile 2009.
  14. ^ Kaj Larsen, Getting Waterboarded, Current TV, 31 ottobre 2007. URL consultato il 17 aprile 2009.
  15. ^ Lettera aperta al Procuratore Generale Alberto Gonzales da parte di Human Rights News
  16. ^ Saadi contro Repubblica Italiana Saadi v. Italy, Appl. No. 37201/06, Council of Europe: European Court of Human Rights, 28 February 2008, available at: http://www.unhcr.org/refworld/docid/47c6882e2.html [ultimo accesso 31 gennaio 2010][1]
  17. ^ Brett Murphy, Europe rights court upholds absolute torture ban in Tunisia deportation case (Corte europea dei diritti conferma il divieto assoluto di tortura nel caso di deportazione in Tunisia) in JURIST, 28 febbraio 2008. URL consultato il 21 aprile 2009.
  18. ^ Sonya Sceats, Kevin Jon Heller, Saadi — The Ban on Torture Is Absolute (Assoluto il divieto di tortura) in Opinio Juris, 28 febbraio 2008. URL consultato il 21 aprile 2009.
  19. ^ Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Articolo 2 in Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti. URL consultato il 21 aprile 2009.
  20. ^ Status in Convention against Torture and Other Cruel, Inhuman or Degrading Treatment or Punishment. URL consultato il 27 aprile 2009.
  21. ^ Australian Associated Press, Waterboarding qualifies as torture: UN, ninemsn, 8 febbraio 2008. URL consultato il 21 aprile 2009.
  22. ^ Capitolo 18 del Codice degli Stati Uniti, sezione 2340
  23. ^ Convenzione ONU contro le Torture e altri Inhuman or Crimini, Trattamenti degradanti o Punizioni, 1984 Firmatari 74, Partecipanti 136, al 23-4-2004
  24. ^ Statuto di Roma della Corte Internazionale dei Crimini Articolo 7, "Crimini Contro l'Umanità" Definizione di tortura 7-2:e
  25. ^ "Le fonti hanno detto alla ABC che le tecniche, benché progressivamente aggressive, non sono definite tortura" in Le Dure Tecniche di Interrogatori della CIA Descritte
  26. ^ Pauline Jelinek, L'Esercito bandisce alcune tecniche interrogatorie in Associated Press, 6 settembre 2006.
  27. ^ U.S. Department of State, Tunisia in Country Reports on Human Rights Practices, 2005.
  28. ^ Pincus, Walter, "Waterboarding Historically Controversial; In 1947, the U.S. Called It a War Crime; in 1968, It Reportedly Caused an Investigation" Washington Post, 10/5/2006, pg. A17. viewed 10/5/2006
  29. ^ Case Defendant: Asano, Yukio from Case Synopses from Judge Advocate's Reviews Yokohama Class B and C War Crimed Trials. Ultimo accesso: 7 marzo 2006
  30. ^ Aldo Cazzullo, Quella squadra speciale contro i brigatisti in Corriere della Sera, 10 ottobre 2011, p. 27. URL consultato il 3 novembre 2011.
  31. ^ Pier Vittorio Buffa, Così torturavamo i brigatisti in l'Espresso, 5 aprile 2012. URL consultato il 9 aprile 2012.
  32. ^ Guantanamo, la Rice autorizzò il waterboarding - IlGiornale.it
  33. ^ ABC News Investigation
  34. ^ "Cheney approva l'affogamento simulato" by Demetri Sevastopulo, October 27, 2006
  35. ^ White House Transcript of Dick Cheney Interview
  36. ^ Press Briefing by Tony Snow
  37. ^ Camillo » Archivio » Il lato oscuro della guerra

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alleg, Henri (2006). The Question. Preface by Jean-Paul Sartre. Translated by John Calder. Bison Books. ISBN 0-8032-5960-3. ISBN 978-0-8032-5960-7.
  • Bentham, Jeremy, The Rationale of Punishment, Book II, Chapter I, "Simple Afflictive Punishments", p.102, New York, Prometheus Books, 2009 (1775), ISBN 978-1-59102-627-3.
  • McCoy, Alfred W., A question of torture: CIA interrogation, from the Cold War to the War on Terror, New York, Metropolitan Books, 2006, ISBN 0-8050-8041-4.
  • Human Rights Watch., Human Rights Watch World Report 2006 (Human Rights Watch World Report), New York, Seven Stories Press, 2006, ISBN 1-58322-715-6.
  • Paust, Jordan L., Beyond the Law: The Bush Administration's Unlawful Responses in the "War" on Terror, Cambridge, UK, Cambridge University Press, 2007, ISBN 0-521-88426-8.
  • Tushnet, Mark V.; Martin, Francisco Forrest; Stephen J. Schnably; Wilson, Richard; Simon, Jonathan, International Human Rights and Humanitarian Law: Treaties, Cases, and Analysis, Cambridge, UK, Cambridge University Press, 2006, ISBN 0-521-85886-0.
  • Report of the Committee Against Torture: Thirty-fifth Session (14 - November 25, 2005); Thirty-sixth Session (1-May 19, 2006), United Nations Pubns, ISBN 92-1-810280-X.
  • Welch, Michael, Scapegoats of September 11th: Hate Crimes & State Crimes in the War on Terror (Critical Issues in Crime and Society), New Brunswick, NJ, Rutgers, 2006, ISBN 0-8135-3896-3.
  • Williams, Kristian, American methods: torture and the logic of domination, Boston, South End Press, 2006, ISBN 0-89608-753-0.
  • Rao, Nicola, Colpo al cuore, Milano, Sperling & Kupfer, 2011, ISBN 978-88-200-5126-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]