Villa Baviera

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Villa Baviera
località
Localizzazione
Stato Cile Cile
Regione Flag of Maule, Chile.svg Maule
Provincia Linares
Comune Parral
Territorio
Coordinate 36°23′15″S 71°35′15″W / 36.3875°S 71.5875°W-36.3875; -71.5875 (Villa Baviera)Coordinate: 36°23′15″S 71°35′15″W / 36.3875°S 71.5875°W-36.3875; -71.5875 (Villa Baviera)
Abitanti
Altre informazioni
Fuso orario UTC-4
Cartografia
Mappa di localizzazione: Cile
Villa Baviera

Villa Baviera nota anche come Colonia Dignidad è un villaggio cileno posto 35 km a sud-est di Parral, Provincia di Linares, nella regione del Maule, sulla sponda settentrionale del fiume Perquilauquén. Fu fondato da un gruppo di immigrati tedeschi guidati da Paul Schäfer nel 1961. La popolazione attuale ammonta a circa 200 abitanti.

Nel momento del suo massimo sviluppo Villa Baviera ospitava circa 300 residenti tra tedeschi e cileni, distribuiti su una superficie di 137 chilometri quadrati. Le principali attività economiche erano legate all'agricoltura; la colonia ospitava una scuola, un ospedale, due piste di atterraggio, un ristorante e una centrale energetica. Il villaggio, circondato da una barriera elettrificata con torri di osservazione e proiettori di ricerca, era difesa da armi di vario genere tra cui un carro armato.

Legami col Nazismo[modifica | modifica wikitesto]

Sia la Central Intelligence Agency che Simon Wiesenthal hanno presentato un'ampia documentazione che testimonia come Josef Mengele, noto per la sua sperimentazione umana nei campi di concentramento durante l'Olocausto, abbia vissuto nella colonia.[1] [2]

Torture[modifica | modifica wikitesto]

Durante la dittatura militare di Augusto Pinochet la colonia servì come centro di tortura. Nel 1991 il Centro nazionale per la verità e la riconciliazione ha rivelato che "un certo numero di persone sono state prelevate, tenute prigioniere nella colonia e sono state soggette a tortura da parte di agenti della DINA, ma alcuni residenti hanno partecipato alle azioni".[3]

Accuse di abusi[modifica | modifica wikitesto]

Alcune persone che hanno lasciato la colonia l'hanno descritta come un culto in cui il leader Paul Schäfer deteneva il potere. Essi asseriscono che ai residenti non era permesso lasciare la colonia e che erano segregati per sesso. Televisione, telefoni e calendari erano banditi. I residenti dovevano lavorare indossando vestiti di foggia bavarese e cantando canzoni in tedesco. Il sesso era bandito e alcuni residenti erano forzati a prendere farmaci che riducevano il desiderio. Farmaci venivano utilizzati per sedare, soprattutto le giovani ragazze, ma anche maschi. La disciplina così severa veniva messa in pratica attraverso pestaggi e torture. Schäfer definiva la disciplina spiritualmente arricchente.[4]

Molestie su bambini[modifica | modifica wikitesto]

Paul Schäfer, ex ufficiale paramedico della Luftwaffe, era stato il fondatore e primo leader della Colonia Dignidad. Egli aveva lasciato la Germania nel 1961 dopo essere stato accusato di avere abusato sessualmente di due ragazzi. Il 20 maggio 1997 lasciò il Cile, perseguito dalle autorità con l'accusa di avere molestato 26 bambini della colonia. Nel marzo 2005 fu arrestato in Argentina e estradato in Cile. Schäfer era anche ricercato in relazione alla scomparsa, nel 1985 di Boris Weisfeiler, un ebreo americano, professore di matematica di origine russa.[5] Schäfer è morto in prigione per un attacco di cuore dopo essere stato condannato a 20 anni di reclusione nel penitenziario di Santiago, il 24 aprile 2010.[6] Altri 22 membri della Colonia Dignidad, incluso il dottor Hartmut Hopp, secondo in comando, sono stati dichiarati colpevoli di aver favorito gli abusi sui minori.

Detenzione di armi[modifica | modifica wikitesto]

Tra giugno e luglio 2000 la polizia cilena ha trovato due depositi di armi dentro o nelle vicinanze della colonia. Il primo, ritrovato dentro la colonia conteneva mitragliatrici, fucili automatici, lanciarazzi e una grande quantità di munizioni, alcune vecchie di 40 anni. Un carro armato venne trovato sotto terra. Questo ritrovamento è stato definito come il più grosso deposito d'armi in mani private in Cile. Il secondo deposito, trovato fuori dalla colonia, conteneva lanciarazzi e granate.

In gennaio 2005 Michael Townley ha raccontato ad agenti dell'Interpol delle relazioni tra la DINA e Colonia Dignidad. Townley ha dato informazioni su un laboratorio batteriologico dove avrebbe lavorato il chimico Eugenio Berríos. Townley ha fornito evidenze degli esperimenti biologici svolti nella colonia. [1].1

L'era di Villa Baviera[modifica | modifica wikitesto]

La colonia esiste a tutt'oggi ma i leader dichiarano che sono stati apportati molti cambiamenti. L'attuale leader, Peter Müller, sta cercando di modernizzare la colonia, permettendo ai residenti di andare via per studiare all'università e aprendo la colonia ai turisti. Il 26 agosto 2005, le autorità cilene hanno preso controllo della colonia e delle proprietà in relazione all'investigazione sui leader precedenti. Da allora il controllo è stato assegnato ad un avvocato di stato.

Nell'aprile 2006, i membri della colonia hanno elargito delle pubbliche scuse e chiesto perdono per 40 anni di abusi perpetrati sui minori e altre violazioni dei diritti dell'uomo, in una pubblica lettera pubblicata su |El Mercurio", uno dei giornali Cileni principali. Gli ex-membri della colonia dicono che il loro precedente leader carismatico Paul Schäfer li aveva soggiogati moralmente e corporalmente mentre molestava i loro stessi figli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Infield, p.207
  2. ^ Peter Levenda in Satana e la svastica ( Oscar Mondadori, 2011, pp. 285-298) tratta anche dei legami di Colonia Dignidad con i nazisti tra cui Klaus Barbie (venditore di armi al Cile), con i gruppi neonazisti Patria y Libertad e il Partito nazista cileno, movimenti a cui era legato anche il neofascista italiano Stefano Delle Chiaie.
  3. ^ The American Scholar: The Torture Colony - Bruce Falconer
  4. ^ Fugitive Nazi cult leader arrested | World news | The Guardian
  5. ^ Luke Harding, Fugitive Nazi cult leader arrested in The Guardian (London), 12 marzo 2005. URL consultato il 2 aprile 2008.
  6. ^ "Ex-Nazi Paul Schaefer dead in Chile age 88: prison," Agence France-Presse, April 25, 2010, retrieved April 24, 2010 at http://sg.news.yahoo.com/afp/20100425/twl-chile-germany-nazi-schaefer-6b0205e.html