Charles Horman

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Charles Horman (New York, 15 maggio 1942Santiago del Cile, 19 settembre 1973) è stato un giornalista statunitense.

È stato una delle vittime del golpe cileno del 1973 guidato dal generale Augusto Pinochet, che depose il presidente socialista regolarmente eletto, Salvador Allende. Il caso di Horman divenne famoso grazie al film del 1982 diretto da Costa-Gavras, Missing - Scomparso.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Horman nasce e cresce a New York, dove frequenta la Allen-Stevenson School, presso cui si diploma nel 1957. Si laurea alla Phillips Exeter Academy nel 1960 e alla Harvard University nel 1964, in seguito a cui lavora per diversi anni nei media statunitensi. Nel 1972 si stabilisce temporaneamente in Cile dove lavora come giornalista freelance.[1]

Il 17 settembre 1973, sei giorni dopo il colpo di stato militare, Horman viene prelevato dai soldati cileni e portato allo Stadio Nazionale di Santiago, trasformato dai militari in campo di concentramento, dove i prigionieri venivano interrogati, torturati e uccisi. Per circa un mese dopo la sparizione di Horman, l'ubicazione del corpo di Horman non venne rivelato, anche se in seguito fu stabilito che esso fu sepolto all'interno di un muro dello Stadio Nazionale, trasformato in camera mortuaria. Un secondo giornalista statunitense, Frank Teruggi ha incontrato un destino simile.

Al tempo del colpo di stato, Horman era nella località turistica di Viña del Mar, nelle vicinanze del porto di Valparaíso, che fu utilizzato come base dai golpisti. Nel film Missing - Scomparso di Costa-Gavras viene mostrato Horman parlare con diverso personale operativo statunitense che assiste la giunta militare cilena. Il film suggerisce l'idea che Horman avesse scoperto prove della complicità degli Stati Uniti nel colpo di stato, cosa che avrebbe portato al suo arresto, sparizione e assassinio.

È ancora da chiarire perché Horman fu ucciso dai militari cileni. Gli sforzi per indagare sulla sua scomparsa, incontrarono inizialmente la resistenza e la doppiezza dell'ambasciata statunitense di Santiago.[1]

Il caso nei media[modifica | modifica wikitesto]

Il caso di Horman è stato reso celebre dal film hollywoodiano Missing - Scomparso, diretto nel 1982 dal regista greco Costa-Gavras, e interpretato da Jack Lemmon e Sissy Spacek nelle parti del padre e della moglie di Horman, il protagonista è invece impersonato da John Shea. Il film è basato sul libro The Execution of Charles Horman: An American Sacrifice, di Thomas Hauser, pubblicato nel 1978 e ristampato nel 1982 con il titolo Missing.

Quando il film venne realizzato dalla Universal, Nathaniel Davis, ambasciatore statunitense in Cile dal 1971 al 1973, fece causa al regista e allo studio di produzione per diffamazione, chiedendo un risarcimento di 150 milioni di dollari, anche se il suo nome non venne fatto nel film, ma solamente nel libro. Il giudice alla fine respinse la causa di Davis.[1]

L'ultimo episodio della decima stagione della serie televisiva Law & Order, intitolato Vaya Con Dios, era basato sulla vicenda di Charles Horman.[1]

Memorandum del Dipartimento di Stato[modifica | modifica wikitesto]

Per molti anni dopo la morte di Horman, il governo statunitense ha fermamente mantenuto la sua posizione, affermando la propria estraneità al fatto. Solo nell'ottobre del 1999, Washington ha rilasciato un documento che prova che gli agenti del servizio segreto statunitense ebbero un ruolo nella morte di Horman. Il memorandum del Dipartimento di Stato, datato 25 agosto 1976, venne declassificato l'8 ottobre del 1999, assieme ad altri 1100 altri documenti di agenzie e che fanno tutti riferimento agli anni del golpe.

Scritto dai tre funzionari del Dipartimento di Stato Rudy Fimbres, R. S. Driscolle e W. V. Robertson, e indirizzata a Harry Schlauderman, un funzionario di alto rango della divisione latino-americana del dipartimento, il documento di agosto descrive il caso di Horman come "fastidioso", riferisce che le indagini della stampa e del Congresso imputano la vicenda a una «negligenza da parte nostra o, peggio, complicità nella morte di Horman». Il memo dichiara inoltre che il Dipartimento di Stato ha avuto la responsabilità di «smentire categoricamente queste insinuanzioni in difesa dei funzionari degli Stati Uniti». Il documento riconosce tuttavia, che tali "insinuazioni" erano fondate.[1]

I tre funzionari del Dipartimento di Stato affermavano di aver dimostrato che «il GOC (Governo del Cile) cercava Horman e si sentiva sufficientemente minacciata da ordinare la sua esecuzione immediata. Il GOC riteneva che questo americano poteva essere ucciso senza ricadute negative da parte del USG (Governo degli Stati Uniti).»[1]

La relazione prosegue dichiarando che le prove indiziarie indicavano che «i servizi segreti degli Stati Uniti potrebbero aver avuto un ruolo sfortunato nella morte di Horman. Nella migliore delle ipotesi si sono limitati a fornire o confermare le informazioni che hanno contribuito a motivare il suo omicidio da parte del GOC. Nel peggiore dei casi, i servizi segreti statunitensi era al corrente che Horman era visto in cattiva luce da parte del GOC e i funzionari degli Stati Uniti non hanno fatto nulla per scoraggiare la logica conseguenza della paranoia del GOC.»[1]

Dopo la pubblicazione del memorandum del Dipartimento di Stato, la vedova di Horman, Joyce, lo ha descritto «come fumo di pistola.» Lo stesso documento era stato inviato alla famiglia Horman più di venti anni prima, ma con i punti di cui sopra, oscurati dal Dipartimento di Stato. L'ultima versione contiene ancora passaggi oscurati per ragioni di "sicurezza nazionale", ma rivela più della precedente.[1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i (ES) Charles Horman: El americano bueno

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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