Delfo Zorzi
Delfo Zorzi (Arzignano, 3 luglio 1947) è un imprenditore italiano naturalizzato giapponese.
Alla fine degli anni settanta Zorzi, esponente dell'organizzazione extra-parlamentare neofascista Ordine Nuovo, fu accusato di essere l'esecutore materiale della Strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 e della Strage di Piazza della Loggia del 28 maggio 1974 ma, dopo una prima condanna all'ergastolo in primo grado per la prima nel 2001 e un'assoluzione per insufficienza di prove per la seconda nel 2010, fu assolto in appello per entrambe nel 2004 e nel 2012.
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Studi e attività con Ordine Nuovo [modifica]
Entrato in Ordine Nuovo nel 1966, è diventato capocellula a Mestre, dove la sua famiglia commerciava in pellami.
Nel 1968 si è trasferito a Napoli per studiare Lingue orientali all'Istituto Universitario Orientale. Si è laureato con una tesi sul Bushidō, una forma di cultura giapponese legata all'etica marziale e sapienziale dei Samurai, relatore Pio Filippani Ronconi. Il 9 ottobre 1968, con Giampietro Mariga e Martino Siciliano prese parte all'assalto della sede del Partito Comunista Italiano di Campalto a Mestre.
Il 17 novembre del 1968 fu arrestato con Giampietro Mariga perché sorpreso dalla polizia in possesso di un mitra, un elmetto, una tuta mimetica e una piccola quantità di esplosivo.
La strage di Piazza Fontana [modifica]
È stato imputato per la Strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969 a seguito di testimonianze che lo indicavano come esecutore materiale dell'attentato, ovvero come colui che confezionò l'ordigno e lo collocò nei locali della filiale della Banca Nazionale dell'Agricoltura sita in piazza Fontana a Milano.
Zorzi è stato condannato all'ergastolo il 30 giugno 2001 in primo grado. Il governo italiano ha richiesto l'estradizione al Giappone dove Zorzi vive, ottenendone un rifiuto perché nel frattempo Zorzi si era naturalizzato giapponese (pur conservando anche il passaporto italiano).
Successivamente, il 12 marzo 2004, la Corte d'assise d'appello di Milano ha ribaltato il verdetto ed ha assolto Zorzi. La Cassazione ha rigettato il ricorso proposto contro tale sentenza. Le spese processuali sono state imputate ai familiari delle vittime della strage, rimasta senza colpevoli.
Nel giugno 2005, al termine dell'ultimo processo su piazza Fontana, riaperto negli anni '90 a Milano per trovare i complici di Franco Freda e Giovanni Ventura, la Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità di Freda e Ventura in ordine alla strage. Secondo la Cassazione, così come per le corti d'appello, anche "la cellula veneziana di Maggi e Zorzi" nel 1969 organizzava attentati, ma "non è dimostrata la loro partecipazione alla strage del 12 dicembre". La corte giudica così "inattendibile" il pentito di Ordine Nuovo Carlo Digilio, mentre certifica "veridicità e genuinità" di quanto dichiarato da Martino Siciliano, ossia che "Siciliano ha partecipato alla riunione con Zorzi e Maggi dell'aprile '69 nella libreria Ezzelino di Padova" in cui "Freda annunciò il programma degli attentati ai treni". Tuttavia, poiché tali bombe non provocarono vittime, non è dimostrato il coinvolgimento di Maggi e Zorzi nella "strategia stragista di Freda e Ventura".[1]
Negli anni precedenti alle definitive assoluzioni, la persecuzione di Delfo Zorzi ha dato spazio ad una certa quantità di mistificazioni. Esternazioni provenienti sia da malavitosi divenuti per puro interesse collaboratori di giustizia; poi rivelatisi nel corso dei vari processi inaffidabili, così come da biografi spinti da faziosità politica. Esempi, tra i tanti, di queste invenzioni spesso riproposte mediaticamente ma mai provate in giudizio, sono la partecipazione all’assalto della sede del PCI di Campalto a Mestre, così come la presenza di Zorzi alla riunione tenutasi nella libreria Ezzelino di Padova.
La strage di Piazza della Loggia [modifica]
Zorzi è stato indagato e rinviato a giudizio per la Strage di Piazza della Loggia a Brescia, processo nel quale è stato assolto assieme a tutti i 5 imputati, in base all'articolo 530 comma 2, assimilabile alla vecchia insufficienza di prove.[2]
Il pentito Martino Siciliano, teste chiave nei processi per le stragi di Piazza Fontana e di Piazza della Loggia, ad oggi latitante, avrebbe scagionato Delfo Zorzi da ogni accusa e sarebbe stato pagato nel 1994 con 6 000 marchi tedeschi dell'epoca (non si sa a che titolo) provenienti da un conto svizzero riconducibile alla Fininvest/Mediaset[3].
È stato assolto in primo grado il 16 novembre 2010 dalla Corte d'Assise di Brescia per insufficienza di prove.[4]Assolto anche in appello, le spese processuali sono state imputate ai familiari delle vittime della strage, rimasta senza colpevoli.[5]
Trasferimento in Giappone [modifica]
Appassionato di cultura nipponica, nel 1974 Zorzi si trasferisce in Giappone grazie ad una borsa di studio. Lì ha successo come imprenditore.
Nel 1989 ha preso il passaporto giapponese, assumendo il nuovo nome di Hagen Roi, che in giapponese significa "origine delle onde"[6], secondo alcuni (ma senza prove) in assonanza col tedesco Haken-kreuz (pronuncia aken-cròiz); in italiano croce uncinata, svastica.[7]
Oggi Zorzi vive a Tokyo, nel quartiere di Aoyama. Tenuto conto che Delfo Zorzi è stato assolto da tutte le accuse, oggi, finita la sua latitanza, ha potuto dare nuovo impulso imprenditoriale alle sue attività grazie frequenti rientri in Europa e in Italia.
Nel settembre del 2005 un'inchiesta del settimanale L'Espresso[8] ha accusato Zorzi di svolgere affari in Italia nel campo della pelletteria attraverso una serie di società sotto copertura. Nello specifico sarebbe proprietario nel negozio Oxus a Milano, con sede in Galleria Vittorio Emanuele II, in un fondo di proprietà del comune meneghino, di un altro negozio della stessa catena in Piazza Fiume a Roma[9], e di altri negozi Oxus a Conegliano Veneto e Pordenone[10].
Zorzi è intervenuto nel corso della trasmissione televisiva Porta a Porta condotta da Bruno Vespa. La telefonata è stata in parte ritrasmessa durante la trasmissione Blu notte, condotta da Carlo Lucarelli, in una puntata dedicata alla Strage di Piazza Fontana.
Dal Giappone Zorzi, coadiuvato dal nipote, ha continuato la sua carriera imprenditoriale in Italia, tessendo una vasta rete di aziende operanti nel settore tessile e dell'alta moda con filiali in molteplici paesi.
Note [modifica]
- ^ Paolo Biondani, «Freda e Ventura erano colpevoli», Corriere della Sera, 11 giugno 2005.
- ^ "Strage di piazza della Loggia dopo 36 anni tutti assolti i 5 imputati", La Repubblica, 16 novembre 2010.
- ^ "Inchiesta Mediaset, un bonifico porta al pentito delle stragi nere", La Repubblica, primo luglio 2005.
- ^ "Brescia, assolti i cinque imputati per la strage di piazza della Loggia", Il Fatto quotidiano, 16 novembre 2010
- ^ "Piazza della Loggia, nessun colpevole, assolti in quattro al processo d'appello.", La Repubblica, 14 aprile 2012.
- ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, Destra estrema e criminale, Da Stefano Delle Chiaie a Paolo Signorelli, da Mario Tuti ai fratelli Fioravanti: storia, avvenimenti e protagonisti della destra eversiva italiana, Roma, ed. Newton & Compton, 2007, p.42.
- ^ Zorzi: "In Italia non torno, i giudici sono inaffidabili",La Repubblica, 12 novembre 2002.
- ^ [1] L'inchiesta de L'Espresso sugli affari di Zorzi in Italia, settembre 2005.
- ^ Marketing di protesta contro Delfo Zorzi per non dimenticare piazza Fontana
- ^ Delfo Zorzi connection
Bibliografia [modifica]
- Gianfranco Bettin e Maurizio Dianese, La strage. Piazza Fontana: verità e memoria, Milano, Feltrinelli, 1999.
- Anna Cento Bull, Italian Neo-fascism: The Strategy of Tension and the Politics on Non-reconciliation, Berghahn Books, 2007.
Voci correlate [modifica]
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