Delfo Zorzi
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Delfo Zorzi (Arzignano, 3 luglio 1947) è un imprenditore italiano, ora cittadino giapponese, in passato esponente dell'organizzazione extra-parlamentare neofascista Ordine Nuovo, attualmente latitante[1], vive in Giappone.
Indice |
[modifica] Biografia
Entrato in Ordine Nuovo nel 1966, è diventato capocellula a Mestre, dove la sua famiglia commerciava in pellami.
Nel 1968 si è trasferito a Napoli per studiare Lingue orientali. Si è laureato con una tesi sul Bushidō, una forma di cultura giapponese legata all'etica guerriera, relatore Pio Filippani Ronconi. Il 9 ottobre 1968, con Giampietro Mariga e Martino Siciliano prese parte all'assalto della sede del Partito Comunista Italiano di Campalto a Mestre.
Il 17 novembre del 1968 fu arrestato con Giampietro Mariga perché sorpreso dalla polizia in possesso di un mitra, un elmetto, una tuta mimetica e una piccola quantità di esplosivo.
È stato imputato per la Strage di Piazza Fontana del 1969 a seguito di testimonianze che lo indicavano come esecutore materiale dell'attentato, ovvero come colui che confezionò l'ordigno e lo collocò nei locali della filale della Banca Nazionale dell'Agricoltura sita in piazza Fontana a Milano, venendo prosciolto dall'accusa.
Nel 1974 si è trasferito in Giappone e nel 1989 ha preso il passaporto giapponese, assumendo il nuovo nome di Hagen Roi, in assonanza col tedesco Haken-kreuz (pronuncia aken-cròiz); in italiano croce uncinata, svastica.[2]
Il pentito ora latitante Martino Siciliano, teste chiave nei processi per le stragi di Piazza Fontana e di Piazza della Loggia, ad oggi latitante, avrebbe scagionato Delfo Zorzi da ogni accusa e sarebbe stato pagato nel 1994 con 6 mila marchi tedeschi dell'epoca (non si sa a che titolo) provenienti da un conto svizzero riconducibile alla Fininvest/Mediaset[3].
Zorzi è stato indagato e rinviato a giudizio per la Strage di Piazza della Loggia a Brescia, processo nel quale è tuttora imputato.[4]
Oggi Zorzi vive a Tokyo, nel quartiere di Aoyama, e grazie alla sua cittadinanza giapponese non può essere estradato in Italia. Commerciante di successo, coordina da Tokyo diverse aziende di import-export in Asia e in Europa.
Nel settembre del 2005 un'inchiesta del settimanale L'Espresso ha accusato Zorzi di svolgere affari in Italia nel campo della pelletteria attraverso una serie di società sotto copertura. Nello specifico sarebbe proprietario nel negozio Oxus a Milano, con sede in Galleria Vittorio Emanuele II, in un fondo di proprietà del comune meneghino, di un altro negozio della stessa catena in Piazza Fiume a Roma[5], e di altri negozi Oxus a Conegliano Veneto e Pordenone[6].
È intervenuto nel corso della trasmissione televisiva Porta a Porta condotta da Bruno Vespa. La telefonata è stata in parte ritrasmessa durante la trasmissione Blu notte, condotta da Carlo Lucarelli, in una puntata dedicata alla Strage di Piazza Fontana.
[modifica] Note
- ^ Per la giustizia italiana è imputato per la Strage di Piazza della Loggia (28 maggio 1974).
- ^ Zorzi: "In Italia non torno, i giudici sono inaffidabili" - La Repubblica, 12 Novembre 2002
- ^ La Fininvest paga il pentito che ha scagionato Delfo Zorzi
- ^ Brescia, sei rinviati a giudizio per la strage di piazza della Loggia
- ^ Marketing di protesta contro Delfo Zorzi per non dimenticare piazza Fontana
- ^ Delfo Zorzi connection
[modifica] Bibliografia
- G. Bettin e M. Dianese, La strage. Piazza Fontana: verità e memoria, 1999.
- Anna Cento Bull, Italian Neofascism: The Strategy of Tension and the Politics of ..., 2007.
[modifica] Collegamenti esterni
- [1] L'inchiesta de L'espresso sugli affari di Zorzi in Italia

