Valerio Fioravanti
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Giuseppe Valerio Fioravanti detto Giusva (Rovereto, 28 marzo 1958) è un ex terrorista italiano.
Dopo una breve carriera di attore diviene un militante neofascista a capo del gruppo terroristico di estrema destra Nuclei Armati Rivoluzionari. Riconosciuto colpevole con sentenze passate in giudicato dell'omicidio di 93 persone,[1] dopo diciotto anni di detenzione è attualmente in regime di semilibertà presso il carcere romano di Rebibbia e collabora con l'associazione Nessuno tocchi Caino.
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[modifica] Biografia
Nato a Rovereto in provincia di Trento, ma cresciuto a Roma nel quartiere Monteverde, Giuseppe Valerio Fioravanti è il primogenito di Mario (ex annunciatore RAI) e di Ida (casalinga). Dopo di lui vengono due gemelli: Cristiano e Cristina.
[modifica] La breve carriera attoriale
Grazie all'aiuto del padre, Valerio recita alcuni ruoli televisivi e cinematografici minori insieme ai fratelli. Esordisce come comparsa in un episodio di Boccaccio '70 per la regia di Fellini. A cinque anni recita insieme ai due fratelli in alcuni spot pubblicitari per la trasmissione Carosello: è in questa circostanza che gli viene attribuito il soprannome di Giusva.[2] Nel 1967 appare nello sceneggiato televisivo La fiera della vanità.
Diventa popolare l'anno successivo con un'altra serie televisiva: La famiglia Benvenuti di Alfredo Giannetti con Enrico Maria Salerno. Prosegue poi lavorando in alcuni film western all'italiana: Cjamango (1967), L'odio è il mio Dio (1969), La taglia è tua... l'uomo l'ammazzo io (1969) e Shango, la pistola infallibile (1970).
Viene iscritto al Liceo Scientifico John Fitzgerald Kennedy di Roma, nella zona di Trastevere, e nel frattempo inizia la sua militanza d'estrema destra. Parte per gli Stati Uniti per un anno di studio a Portland, nell'Oregon.
Torna in Italia per le riprese del film Grazie... nonna (1975), una commedia erotica all'italiana con Edwige Fenech e con Gianfranco D'Angelo ed Enrico Simonetti dove ha il ruolo da protagonista di un timido adolescente.
[modifica] Eversione e terrorismo
Ritornato a Roma si iscrive all'Istituto Paritario "Mons. Tozzi", nella zona di Monteverde. La frequenza dell'istituto e della locale sezione del MSI gli farà conoscere Franco Anselmi, Massimo Carminati e Alessandro Alibrandi, quest'ultimo figlio del giudice Antonio Alibrandi e anch'egli, come Fioravanti, tra i fondatori dei Nuclei Armati Rivoluzionari.
Il primo episodio criminale per cui è stato riconosciuto colpevole risale al 1978: il 28 febbraio Fioravanti uccide con alcuni colpi di arma da fuoco il ventiquattrenne Roberto Scialabba, militante comunista, finendolo con un colpo alla nuca in piazza Don Bosco a Cinecittà dove Scialabba lavorava come elettricista.
Partecipa poi a uno scontro a fuoco con la polizia davanti al cinema romano Rouge et Noir, dove si proietta Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini. In questa circostanza viene arrestato e trattenuto per alcuni giorni per aver lanciato un tubo Innocenti contro un agente.
Iscrittosi all'Università di Perugia, l'abbandona per arruolarsi alla scuola per sottufficiali di Cesano, per poi poter essere inviato alla SMIPAR (Scuola Militare di Paracadutismo) di Pisa.
Nei quattro mesi di permanenza a Pisa, tuttavia, si rivela estremamente insofferente alla disciplina militare, colleziona diverse punizioni e viene infine inviato alla caserma di Spilimbergo. Una sera in cui è di guardia alla polveriera, viene a trovarlo Alibrandi in compagnia di altri amici romani. Valerio decide di appropriarsi di una Campagnola dell'esercito e di portare in giro gli amici. Quella stessa sera vengono sottratte dalla polveriera 144 bombe a mano. La mancanza viene scoperta e Fioravanti verrà poi condannato dal Tribunale Militare di Padova (con sentenza del 14 giugno 1979) a otto mesi di reclusione, con i doppi benefici di legge, per il furto dell'automezzo e l'abbandono del posto di guardia.
Il 9 gennaio 1979 Fioravanti, insieme ad altre tre persone, assalta la sede romana di Radio Città Futura dove è in corso una trasmissione gestita da un gruppo femminista. Il gruppo appicca il fuoco ai locali della radio e ferisce a colpi di mitra quattro impiegate che cercano di fuggire. Il 16 giugno dello stesso anno guida l'assalto alla sezione del PCI dell'Esquilino a Roma dove si tiene un'assemblea congiunta (del quartiere e dei ferrovieri) con oltre cinquanta persone. A seguito del lancio di due bombe a mano, nonché svariati colpi di arma da fuoco, rimangono ferite venticinque persone. Nonostante una sentenza passata in giudicato lo accusi di aver guidato il commando, Fioravanti ha sempre negato questo addebito.[3]
Il 17 dicembre pianifica, insieme ad altri terroristi, l'omicidio dell'avvocato Giorgio Arcangeli, ritenuto responsabile della cattura di Pierluigi Concutelli, leader neofascista. Fioravanti non ha mai visto la vittima e ne conosce solo una sommaria descrizione. L'agguato viene teso sotto lo studio dell'avvocato, ma ad essere ucciso è un inconsapevole geometra di 24 anni, Antonio Leandri, vittima di uno scambio di persona e colpevole di essersi voltato al grido Avvocato! lanciato da Fioravanti.[4]
Il 6 febbraio 1980 Fioravanti uccide il poliziotto diciannovenne Maurizio Arnesano. Lo scopo dell'omicidio è quello di impadronirsi del suo mitra. Al sostituto procuratore di Roma, il 13 aprile 1981, il fratello Cristiano dichiara: «La mattina dell'omicidio Arnesano, Valerio mi disse che un poliziotto gli avrebbe dato un mitra; io, incredulo, chiesi a che prezzo ed egli mi rispose: "Gratuitamente"; fece un sorriso ed io capii».[5]
Il 30 marzo 1980 assieme a un commando di terroristi assalta il distretto militare di via Cesarotti a Padova. Un sergente viene ferito e vengono rubati 4 mitragliatori M.C, 5 fucili a ripetizione, pistole e proiettili. Sul muro della caserma, prima di andarsene, Francesca Mambro firma la rapina con la sigla BR per depistare le indagini.
Il 23 giugno 1980 Fioravanti, Francesca Mambro e Gilberto Cavallini, quest'ultimo esecutore materiale dell'omicidio, uccidono a Roma il sostituto procuratore Mario Amato.[6] Il magistrato aveva ereditato i fascicoli d'indagine dal giudice Vittorio Occorsio e da due anni conduceva le principali inchieste sui movimenti eversivi di destra. Poco tempo prima di essere assassinato aveva chiesto l'uso di un'auto blindata che gli era stato negato. All'indomani dell'omicidio i NAR telefonano ad un quotidiano e fanno ritrovare un volantino di rivendicazione: «Oggi 23 giugno 1980 alle ore 8.05, abbiamo eseguito la sentenza di morte emanata contro il sostituto procuratore Mario Amato, per le cui mani passavano tutti i processi a carico dei camerati. Oggi egli ha chiuso la sua squallida esistenza imbottito di piombo. Altri, ancora, pagheranno». Amato aveva annunciato che le sue indagini lo stavano portando «alla visione di una verità d'assieme, coinvolgente responsabilità ben più gravi di quelle stesse degli esecutori degli atti criminosi».
[modifica] La strage di Bologna
| Per approfondire, vedi la voce Strage di Bologna. |
Il 2 agosto 1980 alle ore 10.25, nella sala d'aspetto di 2° Classe della Stazione di Bologna Centrale, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, esplode uccidendo ottantacinque persone e ferendone oltre duecento. Il 26 agosto dello stesso anno la Procura della Repubblica di Bologna emette ventotto ordini di cattura nei confronti di altrettanti militanti di gruppi di estrema destra, tra cui Fioravanti.
Lentamente e con fatica, attraverso una complicata e discussa vicenda politica e giudiziaria, e grazie alla spinta civile dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 si giunge ad una sentenza definitiva: il 23 novembre 1995 Fioravanti è condannato dalla Corte di Cassazione all'ergastolo con l'accusa di essere l'esecutore materiale, insieme a Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, della strage.
Fioravanti, Mambro e Ciavardini, anche dopo la condanna in Cassazione, hanno sempre negato di essere coinvolti nella strage: i tre hanno sempre affermato di trovarsi effettivamente insieme quel giorno, ma a Padova, non a Bologna.
[modifica] Gli ultimi omicidi e la cattura
Il 9 settembre alcuni appartenenti ai NAR, tra cui Giorgio Vale, Mambro, Fioravanti e il fratello Cristiano, uccidono Francesco Mangiameli -dirigente di Terza Posizione in Sicilia- accusato di aver sottratto agli stessi NAR i soldi destinati ad organizzare l'evasione del terrorista Pierluigi Concutelli.
Il 5 febbraio 1981 Mambro e Fioravanti, insieme ad altri militanti NAR, tentano di recuperare delle armi nascoste in un canale presso Padova. Vengono però scoperti da due carabienieri: Enea Codotto, 25 anni e Luigi Maronese, 23 anni. Dagli atti del processo emerge che, una volta scoperto, Fioravanti finge di arrendersi. Poi grida alla Mambro, nascosta dietro un'auto: «Spara, spara!».[7] Fioravanti viene però ferito durante il conflitto a fuoco, in seguito al quale i due carabinieri rimangono uccisi. Ferito gravemente alle gambe, viene abbandonato dai sodali in un appartamento nel centro di Padova, ed arrestato la notte stessa.
Il 30 settembre 1981 i NAR uccidono il ventitreenne Marco Pizzari, estremista di destra e intimo amico di Luigi Ciavardini, poiché sospettato di delazione. Alla spedizione punitiva partecipa anche Francesca Mambro.
Suo fratello Cristiano, una volta arrestato, non esita ad accusarlo di molti altri crimini, tra i quali l'omicidio di Pecorelli e di Mattarella. Pur venendogli contestati vari reati (omicidio, rapina, conflitto a fuoco) viene liberato dopo poco tempo a seguito del suo ruolo di pentito e collaboratore di giustizia.
[modifica] Vita dopo le condanne giudiziarie
Nel febbraio del 1985 Valerio Fioravanti sposa in carcere Francesca Mambro. Oggi hanno una figlia.
Nel 1997 scrive un film-documentario sul carcere insieme allo scrittore Pablo Echaurren e a Francesca D'Aloja e ne cura anche la regia. Il film si intitola Piccoli ergastoli e viene presentato al Festival di Venezia dello stesso anno nella sezione "Eventi speciali".[8] In occasione della proiezione Fioravanti – insieme alla Mambro – gode di un permesso premio di 10 giorni.[9]
Dal luglio del 1999 è in regime di semilibertà nonostante sei sentenze della Corte d’Assise d’Appello, che gli hanno comminato 8 ergastoli, oltre all'accumulo complessivo di 134 anni e 8 mesi di reclusione, per numerosi reati (furto e rapina, violazione di domicilio, sequestro di persona, detenzione illegale di armi e altri reati).[10] Tecnicamente si trova in regime di lavoro esterno presso l'associazione Nessuno tocchi Caino.
[modifica] Filmografia
[modifica] Attore
- La fiera della vanità, sceneggiato televisivo, regia di Anton Giulio Majano (1967)
- Cjamango, regia di Edoardo Mulargia (1967)
- La famiglia Benvenuti, serial tv, regia di Alfredo Giannetti (1968)
- L'odio è il mio Dio, regia di Claudio Gora (1969)
- La scoperta, regia di Elio Piccon (1969)
- La taglia è tua... l'uomo l'ammazzo io, regia di Edoardo Mulargia (1969)
- Shango, la pistola infallibile, regia di Edoardo Mulargia (1970)
- Grazie... nonna, regia di Marino Girolami (1975)
[modifica] Regista e autore
- Piccoli ergastoli, scritto e diretto con Pablo Echaurren e Francesca D'Aloja (1997)
[modifica] Curiosità
- Di Valerio Fioravanti si parla nella canzone Sensibile degli Offlaga Disco Pax, nell'album Bachelite del 2008
[modifica] Note
- ^ Archivio '900
- ^ Cfr. Giusti, M. (2004) Il grande libro di Carosello, Milano, Frassinelli, ISBN 9788876847851
- ^ http://www.stragi.it/pagina.php?id=curriculacriminali
- ^ Cfr. Bianconi, G. (2007) A mano armata. Vita violenta di Giusva Fioravanti, terrorista neo-fascista quasi per caso, Baldini Castoldi Dalai, ISBN 9788860731784
- ^ Gli episodi criminosi più eclatanti
- ^ Paolo Bolognesi ricorda il Giudice Mario Amato
- ^ Gli episodi criminosi più eclatanti
- ^ Cfr. la scheda del film sull'Internet Movie Database
- ^ Cfr. articolo su Il Messaggero del 27 dicembre 1997
- ^ http://www.stragi.it/pagina.php?id=curriculacriminali
[modifica] Bibliografia
- Bianconi, G. (2007) A mano armata. Vita violenta di Giusva Fioravanti, terrorista neo-fascista quasi per caso, Baldini Castoldi Dalai, ISBN 9788860731784.
- Capaldo, G.; D'Ambrosio, L. (1986) L'eversione di destra a Roma dal 1977 al 1983 in: Borraccetti, V. (a cura di) Eversione di destra, terrorismo e stragi. I fatti e l'intervento giudiziario, Milano, Franco Angeli
- Caprara, M.; Semprini, G. (2007): Destra estrema e criminale, Roma, Newton Compton, ISBN 9788854108837.
- Colombo, A. (2007) Storia nera. Bologna la verità di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, Torino, Cairo Publishing, ISBN 9788860520913.
- Corsini, P. A. (1999) Storia di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, Pironti, ISBN 9788879372220.
[modifica] Voci correlate
- Anni di piombo
- Francesca Mambro
- Mario Amato
- Neofascismo
- Nuclei Armati Rivoluzionari
- Organizzazioni armate di destra in Italia
- Strage di Bologna
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Valerio Fioravanti dell'Internet Movie Database
- Testo integrale della sentenza della Corte di Cassazione del 23/11/1995. URL consultato il 04-06-2008.
- La storia siamo noi: puntata sull'omicidio di Mario Amato. URL consultato il 11-06-2008.
- Giudice Mario Amato Ucciso dai N.A.R
- 2 agosto Inferno alla stazione

