Strategia della tensione
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La locuzione "strategia della tensione", si riferisce ad una teoria interpretativa che accomuna in un unico disegno politico l'insieme delle stragi e degli attentati terroristici avvenuti in Italia nei decenni successivi alla vittoria alleata della Seconda guerra mondiale, con particolare intensità tra il 1969 e il 1984 ma, anche se in misura minore, anche nei decenni successivi. Alcune fonti individuano nell'attentato di Piazza Fontana l'atto iniziale del dispiegarsi in Italia della "strategia della tensione"[1]. La "strategia della tensione" mantiene uno stretto legame con il fenomeno generale del terrorismo di stato[1].
L'espressione è stata ripresa dalla traduzione letterale dell'inglese "strategy of tension", utilizzata dal settimanale The Observer[2], il 7 dicembre 1969, per definire la politica degli Stati Uniti, con il fattivo appoggio del regime militare greco, tesa a destabilizzare i governi democratici delle nazioni con particolare valenza strategica nell'area mediterranea, nella fattispecie Italia e Turchia, attraverso una serie di atti terroristici, allo scopo di favorire l'instaurazione di dittature militari.
| Per approfondire, vedi la voce Organizzazione Gladio in Italia. |
Indice |
[modifica] Scopi della strategia
Il movente principale sarebbe stato di destabilizzare la situazione politica italiana. In tale ottica, tra i moventi di tale strategia, soprattutto in Italia e nel quadro della Guerra fredda, sarebbe stato quello di influire sul sistema politico democratico, rendendo instabile la democrazia. Vi furono molte ipotesi, che portarono a sospettare i servizi segreti, italiani e stranieri, di aver un ruolo in tale strategia.
La strategia della tensione avrebbe agito attraverso l'infiltrazione in gruppi terroristici, di modo da spingerli a compiere azioni tali da creare allarme e terrore nell'opinione pubblica. In questo modo si sarebbero giustificate reazioni estreme come l'instaurazione di uno stato di polizia, o si sarebbe destabilizzata la posizione dell'Italia nelle sue alleanze. Un altro metodo della Strategia della tensione era il confezionamento di attentati stragisti congegnati in modo tale da farli apparire ideati ed eseguiti da membri di organizzazioni dell'estrema sinistra o dell'estrema destra, o tramite lo sfruttamento mediatico di attentati effettuati da normali terroristi.
[modifica] Attentati e stragi riferibili alla Strategia della tensione
Rispetto alla congerie di azioni violente che hanno caratterizzato la cronaca politica italiana degli ultimi trent'anni, si inscrive nella strategia della tensione il periodico verificarsi di stragi od attentati privi di rivendicazione, tendenzialmente compiuti con esplosivi in luoghi pubblici o mezzi di locomozione di massa:
- Il 1 Maggio 1947 a Portella della Ginestra avvenne una strage collocata storicamente solo di recente nella Strategia della Tensione. Morirono 11 persone e 27 feriti (alcuni dei quali morirono in seguito).[senza fonte]
- Il 12 dicembre 1969 avvenne un attentato a Milano, la strage di Piazza Fontana; morirono 17 persone e 88 furono ferite.
- Il 17 maggio 1973 avvenne la strage della Questura di Milano, in cui morirono 4 persone e altre 46 rimasero ferite [3].
- Il 28 maggio 1974 avvenne la strage di Piazza della Loggia, a Brescia, in cui morirono 8 persone.
- Il 4 agosto 1974 avvenne l'attentato al treno Italicus a San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna, in cui morirono 12 persone e altre 105 rimasero ferite.
- Il 2 agosto 1980 avvenne la Strage di Bologna, in cui morirono ottantacinque persone e furono ferite oltre duecento.
- Il 23 dicembre 1984, antivigilia di Natale, avvenne l'attentato al treno rapido 904, ancora a San Benedetto Val di Sambro, in cui 17 persone persero la vita e oltre 260 rimasero ferite.
Ad eccezione della strage dell'antivigilia, che produsse una serie di condanne definitive in Cassazione nei confronti di un gruppo di fuoco composto da estremisti di destra, mafiosi, camorristi e componenti della banda della Magliana, in tutti gli altri casi i processi non sono riusciti a trovare i responsabili o i mandanti.
Gli attentati dinamitardi del 1993 a Firenze, Roma e Milano, pur essendo tecnicamente riconducibili alle medesime caratteristiche, non possono essere annoverati nella strategia della tensione perché i relativi processi li hanno addebitati ad un preciso disegno della Mafia, che avrebbe cercato in questo modo di fermare l'offensiva intrapresa dallo Stato dopo l'assassinio dei giudici Falcone e Borsellino.
[modifica] Prove
Si sono raccolte prove, di collegamenti tra gli esecutori materiali di tale strategia, sovente individuati in appartenenti a movimenti politici, spesso legati ad ambienti di estrema destra o di estrema sinistra e di strutture afferenti ai servizi segreti civili e militari di quasi tutti i Paesi NATO e dell'Europa Orientale, e persino di Stati neutrali, come la Svizzera.
- Fu accertata la disponibilità di "luoghi sicuri", comunemente detti, "Santuari", all'estero a disposizione di terroristi italiani implicati in attentati in Italia.
- Furono raccolte prove di viaggi di terroristi italiani per incontrarsi con terroristi italiani e stranieri in presunti istituti scolastici all'estero. Magistrati italiani che volevano perquisire tali ambienti furono ostacolati. [4]
- Fu accertata l'attiva interferenza di servizi segreti stranieri, con l'addestramento all'estero di terroristi italiani [5]
- sulla intromissione di servizi stranieri.
- sulla fornitura di armi e/o esplosivi da parte di organizzazioni straniere.[6]
Le prove sono molte e abbondanti, non appare tuttavia sia stato effettuato un accertamento coordinato e congiunto di tali prove, tale da poter individuare i filoni conduttori di tali intromissioni nell'operato dei terroristi.
Inoltre le prove sembrano riguardare la protezione dei terroristi dopo il fatto terroristico, non la complicità nel fatto. (salvo pochi casi esterni al filone principale, 4 o 5 connessi col terrorismo medioorientale).
[modifica] Prove di partecipazione esterna a fatti terroristici
Ci sono alcune prove accertate di effettiva partecipazione esterna a eventi terroristici, riguardano tuttavia fatti assai specifici, riguardanti il Medio-Oriente.
- Un caso specifico riguarda il rapporto di collaborazione instauratosi tra Mossad Israeliano e Brigate Rosse, in cui l'elemento causale originante fu l'aiuto del Mossad alle Brigate Rosse per l'individuazione del luogo dove si nascondeva Marco Pisetta, il primo pentito delle Brigate Rosse. [7]
- Nel 1984 (15 febbraio), su richiesta dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), con la quale i brigatisti collaboravano da anni, le BR-PCC uccisero a Roma Ray Leamon Hunt, il comandante in capo della Sinai Multinational Force and Observer Group.[8]
- sulla fornitura di armi e/o esplosivi da parte di organizzazioni straniere.[6]
| Per approfondire, vedi la voce Hyperion (Parigi). |
[modifica] Terroristi Latitanti
Nel marzo 2007 il Ministro della Giustizia Clemente Mastella e il Ministro dell'Interno Giuliano Amato, rispondendo a interrogazioni parlamentari, hanno divulgato una lista di terroristi latitanti "ricercati in campo internazionale per atti di associazione terroristica, banda armata o associazione sovversiva" in cui risultano "113 soggetti, di cui 59 appartenenti a gruppi terroristici considerati di estrema sinistra, 11 a gruppi considerati di estrema destra e 43 appartenenti a gruppi terroristici internazionali".[9]
| Per approfondire, vedi la voce Dottrina Mitterrand. |
[modifica] Un possibile successo della Strategia della tensione
Qualcuno ritiene però che l'emanazione da parte dello Stato di leggi repressive, le cosiddette leggi speciali, fosse una parziale vittoria della strategia della tensione.
[modifica] Teorie ed opinioni
| Per approfondire, vedi la voce P2. |
Accanto ad una mancanza di accertamento documentario vi sono molte teorie di varia parte. Ogni teoria essendo espressione di una persona che cerca di dare la sua spiegazione ai fatti ha una sua validità.
La pianificazione di questa strategia politica sotterranea viene attribuita da fonti pubblicistiche e istituzionali (come la Commissione Stragi) ai partecipanti del Convegno dell'Hotel Parco dei Principi organizzato dall'Istituto di studi militari Alberto Pollio nel maggio 1965 avente come tema la "guerra rivoluzionaria". Al convegno che aveva come obiettivo quello di sviluppare una strategia per contrastare l'avanzata delle forze comuniste in occidente parteciparono personalità del mondo imprenditoriale, alti ufficiali dell'esercito, giornalisti, politici ed esponenti neofascisti (tra cui Pino Rauti, Stefano Delle Chiaie e Mario Merlino).
Riportiamo un estratto della relazione delle Brigate Rosse sul loro interrogatorio dell'On. Aldo Moro durante la sua prigionia.
| « La c.d. strategia della tensione ebbe la finalità, anche se fortunatamente non conseguì il suo obiettivo, di rimettere l'Italia nei binari della "normalità" dopo le vicende del '68 ed il cosiddetto autunno caldo. Si può presumere che Paesi associati a vario titolo alla nostra politica e quindi interessati a un certo indirizzo vi fossero in qualche modo impegnati attraverso i loro servizi d'informazioni.... Fautori ne erano in generale coloro che nella nostra storia si trovano periodicamente, e cioè ad ogni buona occasione che si presenti, dalla parte di [chi] respinge le novità scomode e vorrebbe tornare all'antico. » |
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Alex Boschetti e Anna Ciammitti nel loro libro "La strage di Bologna"(edizioni BeccoGiallo), che analizza la strage del 2 agosto 1980 e tutti i riscontri delle indagini, compresi i depistaggi attuati da Licio Gelli, considerano i NAR un punto di snodo nella strategia della tensione insieme con la P2 e la CIA per attuare uno spostamento dell'Italia verso destra con un golpe strisciante aiutato da gran parte dei rappresentanti di governo e servizi segreti (in buona parte iscritti alla loggia coperta P2).
Fu ipotizzato il coinvolgimento della P2 nella Strage dell'Italicus.[11] Alla detta loggia viene inoltre attribuita impronta "atlantica".[12] Destabilizzare per stabilizzare, quindi una presa violenta del Paese così come era teorizzato dal manuale trovato nella valigetta di Gelli[13] "Field Manual" di provenienza CIA che forse finanziò e favorì tale situazione per non permettere l'accesso al governo dei comunisti in Italia, sarebbe stato cioè un coinvolgimento dei servizi segreti italiani, uno dei cui direttori, Vito Miceli, fu arrestato nel 1974.
Gian Adelio Maletti, l'ex capo dell'ufficio D del SID (dal 1971 al 1975), ora cittadino sudafricano e con diverse condanne pendenti in Italia (tra cui quelle relative ai depistaggi dei servizi nelle indagini sulla strage di piazza Fontana) il 4 agosto 2000 rilascia un'intervista[14] al quotidiano La Repubblica in cui parla del coinvolgimento della CIA nelle stragi compiute dai gruppi di destra: secondo Maletti non sarebbe stata determinante nella scelta dei tempi e degli obbiettivi, ma avrebbe fornito ad Ordine Nuovo e ad altri gruppi di destra attrezzature ed esplosivo (tra cui, in base a quanto riferisce Maletti sulle indagini effettuate allora dal SID, anche quello impiegato nella strage di piazza Fontana) con lo scopo di creare un clima favorevole ad un colpo di stato simile a quello avvenuto nel 1967 in Grecia e del fatto che al SID, nonostante questo servizio informasse il governo di quanto scoperto, non fu mai chiesto di intervenire.
Gian Adelio Maletti venne ascoltato il 21 marzo 2001 dal tribunale di Milano, relativamente ai processi su Piazza Fontana (evento per cui era stato condannato nel 1981 per depistaggo). Sulla forma della sua deposizione vi fu uno scontro tra difesa e accusa. La difesa sosteneva che dovesse deporre come teste, quindi sotto giuramento e quindi obbligato a dire la verità. L'accusa sostenne invece che dovesse deporre come imputato e quindi senza giuramento e senza il conseguente obbligo di dire la verità. La corte sentenziò a favore delle tesi dell'accusa. Il Maletti depose quindi come imputato e quindi senza obbligo di attenersi al vero nella sua deposizione.[15] Maletti dichiarò che esisteva una "regia internazionale" delle stragi relative alla strategia della tensione. Su domanda della difesa dichiarò tuttavia di non avere prove da poter mostrare[15]. In un'intervista rilasciata dopo la deposizione Maletti confermerà la sua convinzione che gli Stati Uniti avrebbero fatto di tutto per evitare uno spostamento a sinistra dell'Italia e che simili azioni avrebbero potuto essere state attuate anche in altri paesi.[16] La Cia alcuni mesi dopo respingerà esplicitamente le accuse.
[modifica] La riorganizzazione dei servizi segreti
Le proteste e le interrogazioni parlamentari per le deviazioni dei servizi segreti (quindi principalmente il SID) portarono nel 1977 ad una riorganizzazione che avrebbe dovuto dare maggiori garanzie democratiche, invece i Generali di SISDE (Giulio Grassini) e SISMI (Giuseppe Santovito), iscritti alla P2 rimasero in carica dalla riorganizzazione alla scoperta della detta loggia (1981).
[modifica] Note
- ^ a b «Strategia della tensione» da MSN Encarta
- ^ Francesco Biscione, L'Italia repubblicana nella crisi degli anni Settanta, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2001, pag.242
- ^ Articolo sulle conclusioni del primo processo, da Repubblica del 21 marzo 1995
- ^ http://www.valeriolucarelli.it/Hyperion.htm
- ^ Articolo sul processo all'attentatore della strage di Milano: "Bertoli era in contatto con ambienti dei servizi francesi e israeliani". Da Repubblica del 22 marzo 1995.
- ^ a b La rete internazionale del terrorismo italiano, dalla rivista GNOSIS del SISDE "Gnosis" n. 3/2005 - Luglio - Settembre 2005.
- ^ [http://www.parlamento.it/bicam/terror/stenografici/steno37.htm
- ^ Il 15 febbraio 1984, a Roma, l'auto blindata del diplomatico statunitense Leamon Ray Hunt, responsabile logistico della forza militare multinazionale dell'ONU nel Sinai, viene raggiunta da vari colpi. Il diplomatico resta ucciso. L'attentato mortale viene rivendicato dalle BR-PCC con un documento nel quale, a fronte del riacutizzarsi delle tensioni internazionali, viene affermata la necessità di un intervento antimperialista. Le FARL (Frazioni Armate Rivoluzionarie Libanesi) rivendicano l'azione insieme alle BR-PCC. Giorgio Galli, nel suo libro: "Storia del Partito Armato", indica in Maurizio Folini ("Corto Maltese") il tramite per cui le armi dell'OLP e di Muhammar Gheddafi giungevano alle BR, circostanza confermata dal terrorista in persona il quale utilizzava la sua barca da diporto per il trasporto del materiale bellico. Secondo un articolo sul Corriere della Sera di Marco Imarisio [1] le BR erano in contatto fin dal 1973 con l'OLP al fine di ricercare un trampolino di lancio sulla scena internazionale. La figura della terrorista palestinese Leila Khaled affascinava addirittura Mara Cagol.
- ^ Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n.136 del 28/3/2007
- ^ Interrogatorio di Aldo Moro effettuato e trascritto dalle Brigate Rosse durante la sua prigionia, II tema: La cosiddetta strategia della tensione e la strage di Piazza Fontana., estratti dei documenti delle Brigate Rosse acquisiti dalla Commissione Moro e dalla Commissione Stragi, riportati dal sito Clarence.net
- ^ Relazione di maggioranza della Commissione Parlamentare sulla Loggia P2
- ^ Sergio Flamigni - Trame atlantiche
- ^ Gli anni del disonore, Mario Guarino, Fedora Raugei. Ed. Dedalo, maggio 2006, pp. 416 - ISBN 9788822053602
- ^ Maletti, la spia latitante La Cia dietro quelle bombe, articolo de "La Repubblica", del 4 agosto 2000
- ^ a b Piazza Fontana, matrice estera, articolo de "La Repubblica", del 21 marzo 2001
- ^ (EN) Terrorists 'helped by CIA' to stop rise of left in Italy, articolo di "The Guardian", del 26 marzo 2001
[modifica] Bibliografia
- Maurizio Calvi, Alessandro Ceci, Angelo Sessa, Guilio Vasaturo. Le date del terrore. La genesi del terrorismo italiano e il microclima dell'eversione dal 1945 al 2003. Roma, Luca Sossella Editore, 2003. ISBN 88-87995-58-3.
- Stuart Christie, Stefano Delle Chiaie: Portrait of a Black Terrorist, London: Anarchy Magazine/Refract Publications, 1984. 182 pages. ISBN 0-946222-09-6
- Chernyavsky, V., ed. The CIA in the Dock: Soviet Journalists on International Terrorism, Moscow: Progress Publishers, 1983. 176 pages.
- Daniele Ganser: Nato's Secret Armies: Operation Gladio and Terrorism in Western Europe. Frank Cass, London 2005, ISBN 0714685003
- Philip Willan, Puppetmasters: The Political Use of Terrorism in Italy, London: Constable and Company, 1991. 375 pages. ISBN 0-09-470590-9
- Giuseppe De Lutiis: "Storia dei servizi segreti in Italia", Roma : Editori Riuniti, 1984(1994). 313 pagine (ISBN: 883593432X)
- Giuseppe De Lutiis: "Storia dei servizi segreti in Italia", Roma : Editori Riuniti, 1984(1994). 313 pagine (ISBN: 883593432X)
- Paolo Pelizzari: La stabilità democratica italiana. Gli anni Settanta e le carte americane, in «Storia e Futuro», n. 20, giugno 2009 (http://www.storiaefuturo.com/it/numero_20/laboratorio/).
- Paolo Pelizzari: La strage di piazza Loggia e l’occhio statunitense, in «Storia e Futuro», n. 20, giugno 2009 (http://www.storiaefuturo.com/it/numero_20/articoli/1_strage-loggia-usa~1245.html).
[modifica] Voci correlate
- Terrorismo italiano - Terrorismo di stato
- Opposti Estremismi
- Lista delle stragi avvenute in Italia
- Anni di piombo
- Brigate Rosse
- Hyperion (Parigi)
- Lista delle principali organizzazioni armate di destra in Italia
- Lista delle principali organizzazioni armate di sinistra in Italia
[modifica] Collegamenti esterni
- Misteri d'Italia: La strategia della tensione
- Gli anni oscuri: il terrorismo e la strategia della tensione in Italia
- dalla rivista GNOSIS del SISDE "Gnosis" n. 3/2005 - Luglio - Settembre 2005
- Strategia della tensione e Piazza Fontana - Stralci del verbale dell'interrogatorio delle BR ad Aldo Moro
- Considerazioni conclusive del rapporto della commissione parlamentare sulla P2
- Articoli su Archivio '900
- Strage di stato - controinformazione - cap. V
- Le stragi impunite. Tesi di laurea: Nuovi materiali documentari per una ricerca sulla strategia della tensione
- Bibliografia e risorse on line dal libro Le date del terrore
- (EN) Voce Strategy of the tension su Economy-point.org
- (EN) The Strategy of Tension su libcom.org

