Teoria della strategia della tensione

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« La c.d. strategia della tensione ebbe la finalità, anche se fortunatamente non conseguì il suo obiettivo, di rimettere l'Italia nei binari della "normalità" dopo le vicende del '68 ed il cosiddetto autunno caldo. Si può presumere che Paesi associati a vario titolo alla nostra politica e quindi interessati a un certo indirizzo vi fossero in qualche modo impegnati attraverso i loro servizi d'informazioni....
Fautori ne erano in generale coloro che nella nostra storia si trovano periodicamente, e cioè ad ogni buona occasione che si presenti, dalla parte di [chi] respinge le novità scomode e vorrebbe tornare all'antico. »

Indice

[modifica] La Teoria

La locuzione "strategia della tensione", utilizzata per la prima volta dopo l'attentato di Piazza Fontana, si riferisce ad una teoria interpretativa dell'insieme delle stragi e degli attentati terroristici italiani ed Europei avvenuti nei decenni successivi alla vittoria alleata nella Seconda guerra mondiale e, in Italia, con particolare intensità, tra il 1969 e il 1984, ed in misura minore anche successiva.

Si sono raccolte prove[citazione necessaria], di collegamenti tra gli esecutori materiali di tale strategia, sovente individuati in appartenenti a movimenti politici, spesso legati ad ambienti di estrema destra o di estrema sinistra e di strutture afferenti ai servizi segreti civili e militari di quasi tutti i Paesi NATO e dell'Europa Orientale, e persino di Stati neutrali, come la Svizzera. In particolar modo è noto un piano "false flag" ideato dalla C.I.A. nel 1963 chiamato Operazione CHAOS, il quale avrebbe influenzato gli avvenimenti mondiali culminati nel '68.

La data di nascita della "strategia della tensione" in Italia di solito si identifica con il convegno dell'Hotel Parco dei Principi sulla guerra rivoluzionaria tenuto dall' Istituto Pollio nel 1965.

[modifica] Attuazione

La strategia della tensione si può suddividere in due fasi: la prima consistita nel tentativo di delegittimazione della sinistra, presumibilmente iniziata attorno al 1966 e abbandonata dopo la strage di piazza Fontana in seguito al fallimento delle aspettative, in quanto non aveva portato a diminuzione di consensi al partito comunista e quindi a progressi elettorali democristiani, ma solo aumentato i consensi al Movimento Sociale Italiano, inutili al fine della governabilità del paese in quanto tale partito era prioristicamente precluso a partecipare a governi, dopo i fatti del governo Tambroni.[citazione necessaria] La seconda fase iniziata dopo il 1969 quindi aveva prioritariamente lo scopo di rimediare a questo difetto provocato dalla prima fase. Ed in tale fase prende la denominazione di teoria degli opposti estremismi in quanto prospettata con lo scopo di portare lo scontro tra le ali estreme della politica con lo scopo di un eliminazione reciproca e di un "far quadrato" con il centro contro il rispettivo avversario estremo. In tale contesto si inquadrano le iniziative della magistratura e le denuncie della politica, e le stragi tipicamente riconducibili alla destra e come tali classificate.[citazione necessaria] Tale fase e quindi la strategia della tensione è terminata dopo il 1974 a seguito del cambio di amministrazione USA e quindi delle strategie politiche di quel paese verso gli stati alleati. Dopo tale data vi fu una specie di abbandono di ogni strategia americana in Italia che lasciò campo libero ad iniziative locali fino al 1978 quando gli USA ripresero le redini dell' iniziativa.[citazione necessaria] Una delle iniziative locali attuate nel periodo di latenza fu il piano di rinascita democratica che ha caratterizzato tutto il periodo seguente e continua tutt' oggi.[citazione necessaria]

[modifica] Scopi della Strategia

Lo scopo di tale strategia sarebbe stato quello di creare allarme e terrore nell'opinione pubblica al fine di giustificare l'instaurazione di uno stato di polizia, o di una dittatura di tipo orientale, anche attraverso il confezionamento di attentati congegnati in modo tale da farli apparire ideati ed eseguiti da membri di organizzazioni dell'estrema sinistra o dell'estrema destra. Fu accertata l'attiva interferenza di servizi segreti stranieri[citazione necessaria], con l'addestramento all'estero di terroristi italiani e l'invio in Italia di armi. Fu accertata la disponibilità di 'Santuari' all'estero a disposizione di terroristi italiani implicati in attentati in Italia.

Il movente principale fu di destabilizzare la situazione politica italiana, in tale ottica, tra i moventi di tale strategia, soprattutto in Italia e nel quadro della Guerra fredda, sarebbe stato quello di influire sul sistema politico democratico, e rendere incerto il percorso del Partito Comunista Italiano (PCI) che, proprio negli "anni della contestazione" (1968 - 1978), arrivò ad un soffio dal divenire il primo partito italiano (34% dei consensi, nel 1976), e contemporaneamente con il progetto di 'compromesso storico' poteva modificare il quadro politico italiano.

[modifica] Attentati e stragi più gravi plausibilmente connettibili

Per approfondire, vedi la voce Cronologia della strategia della tensione.

Il 12 dicembre 1969 avvenne un attentato alla Banca Nazionale dell'Agricoltura in Piazza Fontana a Milano. Nella strage di Piazza Fontana morirono 16 persone e 88 furono ferite.
Il 4 agosto 1974, un attentato di grande rilievo riconducibile alla stagione più calda della strategia della tensione in Italia fu la strage dell'Italicus a San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna, in cui morirono 12 persone e altre 105 rimasero ferite.
Il 16 marzo 1978 avvenne il rapimento di Aldo Moro e l'uccisione dei 5 uomini della sua scorta.
Il 2 agosto 1980 avvenne la strage di Bologna, in cui morirono ottantacinque persone e furono ferite oltre duecento.
Il 17 dicembre 1981 venne rapito a Verona il generale americano James Lee Dozier.
Il 15 febbraio 1984 venne ucciso a Roma il generale americano Ray Leamon Hunt, comandante in capo della Sinai Multinational Force and Observer Group.
Il 23 dicembre 1984 avvenne un attentato al treno Rapido 904.
Il 27 dicembre 1985 avvenne la Strage di Fiumicino ad opera di terroristi stranieri, con l'uccisione di 13 persone.
Il 10 marzo 1987 Licio Giorgieri, generale dell'aereonautica, fu ucciso a Roma.

[modifica] Prove

Il passaggio da semplice Teoria, fatto astratto, a fatto reale necessitava di prove.
Furono raccolte prove :[citazione necessaria]

  • sulla intromissione di servizi stranieri.
  • sull'addestramento di terroristi italiani in paesi stranieri.
  • sulla fornitura di armi e/o esplosivi da parte di organizzazioni straniere.[2]
  • Furono inoltre acquisite prove documentate dell'esistenza di santuari in paesi stranieri, in cui i terroristi potevano rifugiarsi tranquilli nei momenti difficili.
  • Furono raccolte prove di viaggi di terroristi italiani per incontrarsi con terroristi italiani e stranieri in supposti istituti scolastici all'estero. Magistrati italiani che volevano perquisire tali ambienti furono ostacolati.

*L'elemento più esplicito di prova si ebbe in occasione del sequestro del giudice Sossi e di Aldo Moro, in cui i rapitori chiesero la liberazione di terroristi detenuti, precisando esattamente lo stato nella cui giurisdizione gradivano fossero portati.[citazione necessaria]

Le prove sono molte e abbondanti, non appare tuttavia sia stato effettuato un accertamento coordinato e congiunto di tali prove, tale da poter individuare i filoni conduttori di tali intromissioni nell'operato dei terroristi.
Accanto ad una mancanza di accertamento documentario vi sono molte teorie di varia parte.

[modifica] Teorie ed Opinioni

Alex Boschetti e Anna Ciammitti nel loro libro "La strage di Bologna"(edizioni BeccoGiallo), che analizza la strage del 2 agosto 1980 e tutti i riscontri delle indagini, compresi i depistaggi attuati da Licio Gelli, considerano i NAR un punto di snodo nella strategia della tensione insieme con la P2 e la CIA per attuare uno spostamento dell'Italia verso destra con un golpe strisciante aiutato da gran parte dei rappresentanti di governo e servizi segreti (in buona parte iscritti alla loggia coperta P2).

Destabilizzare per stabilizzare, quindi una presa violenta del Paese così come era teorizzato dal manuale trovato nella valigetta di Gelli[citazione necessaria] "Field Manual" di provenienza CIA che forse finanziò e favorì tale situazione per non permettere l'accesso al governo dei comunisti in Italia, sarebbe stato cioè un coinvolgimento dei servizi segreti italiani, uno dei cui direttori, Vito Miceli, fu arrestato nel 1974.

Gian Adelio Maletti, l'ex capo dell'ufficio D del SID (dal 1971 al 1975), ora cittadino sudafricano e con diverse condanne pendenti in Italia (tra cui quelle relative ai depistaggi dei servizi nelle indagini sulla strage di piazza Fontana) il 4 agosto 2000 rilascia un'intervista al quotidiano La Repubblica in cui parla del coinvolgimento della CIA nelle stragi compiute dai gruppi di destra: secondo Maletti non sarebbe stata determinante nella scelta dei tempi e degli obbiettivi, ma avrebbe fornito ad Ordine Nuovo e ad altri gruppi di destra attrezzature ed esplosivo (tra cui, in base alle indagini effettuate allora dal SID, anche quello impiegato nella strage di piazza Fontana) con lo scopo di creare un clima favorevole ad un colpo di stato simile a quello avvenuto nel 1967 in Grecia e del fatto che al SID, nonostante questo servizio informasse il governo di quanto scoperto, non fu mai chiesto di intervenire.

[modifica] La riorganizzazione dei servizi segreti

Le proteste e le interrogazioni parlamentari per le deviazioni dei servizi segreti (quindi principalmente il SID) portarono nel 1977 ad una riorganizzazione che avrebbe dovuto dare maggiori garanzie democratiche.

[modifica] Note

  1. ^ Interrogatorio di Aldo Moro effettuato e trascritto dalle Brigate Rosse durante la sua prigionia, II tema: La cosiddetta strategia della tensione e la strage di Piazza Fontana., estratti dei documenti delle Brigate Rosse acquisiti dalla Commissione Moro e dalla Commissione Stragi, riportati dal sito Clarence.net
  2. ^ [http://www.brigaterosse.org/brigaterosse/documenti/archivio/doc0056.htm dalla rivista GNOSIS del SISDE "Gnosis" n. 3/2005 - Luglio - Settembre 2005.

[modifica] Bibliografia

  • Maurizio Calvi, Alessandro Ceci, Angelo Sessa, Guilio Vasaturo. Le date del terrore. La genesi del terrorismo italiano e il microclima dell'eversione dal 1945 al 2003. Roma, Luca Sossella Editore, 2003. ISBN 88-87995-58-3.
  • Stuart Christie, Stefano Delle Chiaie: Portrait of a Black Terrorist, London: Anarchy Magazine/Refract Publications, 1984. 182 pages. ISBN 0-946222-09-6
  • Chernyavsky, V., ed. The CIA in the Dock: Soviet Journalists on International Terrorism, Moscow: Progress Publishers, 1983. 176 pages.
  • Daniele Ganser: Nato's Secret Armies: Operation Gladio and Terrorism in Western Europe. Frank Cass, London 2005, ISBN 0714685003
  • Philip Willan, Puppetmasters: The Political Use of Terrorism in Italy, London: Constable and Company, 1991. 375 pages. ISBN 0-09-470590-9

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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