La meglio gioventù

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La meglio gioventù
La mеglio gioventù.png
una scena del film
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 2003
Durata 383 min (2 parti)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85 : 1
Genere drammatico, sentimentale
Regia Marco Tullio Giordana
Soggetto Sandro Petraglia, Stefano Rulli
Sceneggiatura Sandro Petraglia, Stefano Rulli
Casa di produzione BiBi Film
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Roberto Forza
Montaggio Roberto Missiroli
Musiche Johann Sebastian Bach, Wolfgang Amadeus Mozart, The Animals, Astor Piazzolla
Scenografia Franco Ceraolo
Interpreti e personaggi
Premi

La meglio gioventù è un film del 2003, diretto da Marco Tullio Giordana. Racconta trentasette anni di storia italiana, dall'estate del 1966 fino alla primavera del 2003, attraverso le vicende di una famiglia romana.

Il titolo della pellicola è ispirato alla omonima raccolta di poesie pubblicata nel 1954 da Pier Paolo Pasolini.

Il film[modifica | modifica wikitesto]

Il film era stato prodotto originariamente per essere trasmesso dalla RAI in 4 puntate. La RAI ne sospese la messa in onda sui teleschermi posticipandola a dopo la presentazione al 56º Festival di Cannes, dove il film vinse il premio come miglior film della sezione Un Certain Regard.[1]

Il film uscì quindi nelle sale italiane il 22 giugno 2003, diviso in due atti di tre ore ciascuno. Successivamente fu trasmesso su Rai 1 in quattro puntate da 90 minuti nei giorni 7, 8, 14 e 15 dicembre 2003, con notevoli dati di ascolto. Nella primavera del 2006 è stato replicato in prima serata su Rai 3 e in seguito, ad orari alterni, su canali satellitari e del digitale terrestre, per poi ritornare in prima serata su Rai 1 in due puntate da tre ore circa ognuna il 21 e 27 agosto 2013. È uscito anche negli USA (col titolo di The Best of Youth e distribuito da Miramax) il 2 marzo del 2005 ricevendo un'ottima accoglienza da parte dei critici (tanto da guadagnare la sesta posizione nella classifica stilata da Metacritic per l'anno 2005). Marcela Serrano, nel suo libro DIECI DONNE, a pagina 69, capitolo Manè, cita La meglio gioventù.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La meglio gioventù è una saga familiare che si dipana dall'Italia del 1966 a quella del 2003. La pellicola narra la storia di una famiglia di Milano, trasferitasi a Roma, i Carati, concentrandosi principalmente sulle figure dei due fratelli Matteo (Alessio Boni) e Nicola (Luigi Lo Cascio). In essa vengono documentate pressoché tutte le fasi della loro vita, dal loro viaggio nel fiore della loro giovinezza, negli anni della contestazione e della controcultura agli anni della maturità, nel 2000. Fra i temi centrali del film vi sono l'interazione fra la sfera personale e quella politica, l'analisi storica dei periodi considerati ed il tema del bivio (si sottolinea come anche i piccoli eventi della vita possano diventare punti di svolta per scelte più importanti nel futuro, nelle sue certezze ed ucronie).

Estate 1966[modifica | modifica wikitesto]

Il film narra la storia di due fratelli romani, Matteo e Nicola Carati, rispettivamente laureandi in Lettere e Medicina. Essi vivono con i genitori Angelo (Andrea Tidona) ed Adriana (Adriana Asti) e hanno due sorelle: la maggiore, Giovanna (Lidia Vitale) e la più piccola, Francesca (Valentina Carnelutti). Durante la prima parte del film vengono presentati i personaggi principali, gli amici più cari Carlo (Fabrizio Gifuni) e Berto (Giovanni Scifoni), i rapporti più importanti. La premessa di partenza della pellicola è l'innamoramento di Matteo nei confronti di Giorgia (Jasmine Trinca), ragazza problematica tenuta rinchiusa in un manicomio, a causa di vicende gravi e ignote all'interno della sua famiglia. La ragazza non parla quasi mai, ha paura di toccare gli altri e viene "curata" tramite l'elettroshock. Matteo la conosce e riesce a starle vicino lavorando come logoterapista (figura che accompagna i malati, parlandoci e passeggiandoci per farli sentire a proprio agio) nella clinica in cui lei è rinchiusa. In questo periodo stringe amicizia con lei, parlandole e condividendo le sue passioni per la letteratura e per la fotografia. Fra i due si crea un legame ed una notte Matteo, impietosito, decide di portarla via da quella violenta istituzione. L'occasione giusta per sottrarla a tale luogo è la vacanza estiva con meta Capo Nord che il fratello Nicola ed i suoi amici hanno programmato per chiudere l'anno universitario. Il giorno della partenza Matteo si presenta con la ragazza al seguito; nel gruppo di ragazzi si sollevano pareri discordanti su questa decisione. Per ovviare al "problema" i fratelli Matteo e Nicola decidono di separarsi momentaneamente dal gruppo e di deviare il proprio viaggio per portare la ragazza al sicuro, da suo padre: questa decisione è legata al fatto che per andare all'estero sarebbe stato necessario passare dal Brennero e, in assenza di un passaporto della giovane, i ragazzi sarebbero stati facilmente individuati come fuggiaschi. Arrivati dal padre della ragazza, questi non si mostra interessato ai problemi che affliggono la figlia, preferendo liquidarla con una scusa e lasciarla in compagnia dei due fratelli. Alterato, Matteo reagisce violentemente contro di lui, ma infine i tre si allontanano. Stando insieme, il rapporto fra i giovani si cementa ed anche Nicola si innamora di Giorgia, con la dolcezza e l'umanità che solo un aspirante medico ha verso un malato. I tre giovani si spostano di stazione in stazione, fin quando un giorno, per una distratta fatalità del destino, Giorgia viene catturata dalla polizia e riportata in manicomio. I due fratelli soffrono fortemente per aver perso le sue tracce, ma in loro permane il ricordo di una estate diversa ed in un certo senso unica.

Le strade dei due si dividono: Matteo torna a Roma, smette gli studi e decide di arruolarsi nell'esercito. Nicola, invece, in attesa di ricominciare l'Università raggiunge infine la Norvegia, mantenendosi lavorando in una segheria. I due si scrivono per un po', mandandosi cartoline e lettere piene d'affetto; questa fase di transizione viene spezzata nel momento in cui Nicola viene a conoscenza, tramite la tv norvegese, dell'alluvione che ha colpito la città di Firenze. Decide di partire per la città come angelo del fango e qui rincontra suo fratello, anch'esso in missione umanitaria. Il capitolo si chiude con l'incontro fra Nicola ed una studentessa universitaria di Torino, Giulia, che lo incanta suonando il pianoforte nel fangoso ed affollato Piazzale degli Uffizi.

Febbraio 1968[modifica | modifica wikitesto]

Sono passati due anni e Nicola, che ha deciso di specializzarsi in psichiatria, e Giulia vivono insieme a Torino. Sono innamorati e nel pieno fervore della grande contestazione, di cui sono strenui difensori. I due ancora non sono intenzionati a sposarsi. Il fratello Matteo, già misuratosi con l'inclemenza dell'arma, sta facendo carriera al suo interno.

1974[modifica | modifica wikitesto]

La lotta fra forze di polizia e manifestanti continua ad impazzare come una scia senza fine dopo la cortina di fumo del Sessantotto. Nicola e Giulia si trovano in uno scontro di piazza a Torino e si trovano a scappare dai manganelli della polizia. Giulia, suonando ad un campanello a caso, urla di dover entrare perché incinta ed in pericolo. Nicola prende questa affermazione come una pensata dell'ultimo momento, ma Giulia lo guarda negli occhi facendogli capire che aspetta veramente un bambino. Sentendo che è una femmina, i due decidono di chiamarla Sara. La figlia nasce lo stesso anno, fuori dal matrimonio, ma è come un dono dal cielo per tutta la famiglia: i nonni Angelo e Adriana visitano la casa di Nicola a Torino per vedere la loro nipotina ed anche Matteo si fa vivo. La loro vita sembra procedere tranquilla, ma purtroppo le loro differenze caratteriali iniziano a farsi vedere. Giulia continua a frequentare l'ambiente dei collettivi, la sua ideologia comunista, mentre Nicola si allontana dai suoi fervori giovanili, capendo che è il momento della responsabilità. Inizia a lavorare come psichiatra in una casa di cura per mantenere la sua famiglia. La passione per questo incarico, grazie anche alla vicinanza della sorella maggiore Giovanna (divenuta un giudice rispettabile), gli permetteranno di combattere dall'interno i mali della malaorganizzazione dei manicomi; su tutti, i maltrattamenti verso i malati di psichiatri apparentemente integerrimi, che lui smaschera per i mostri che sono.

Matteo nel frattempo si è unito ai reparti mobili della polizia: si trova dal lato dei manganelli e osserva disilluso il dolore della contestazione dall'interno (uno dei suoi compagni di reparto viene picchiato e ridotto su una sedia a rotelle da dei manifestanti). Turbato dalla situazione, Matteo accetta un altro incarico come fotografo forense in Sicilia, luogo in cui la mafia la fa da padrona.

1977[modifica | modifica wikitesto]

Nicola e Giulia stanno arrivando ad un punto di svolta: la bambina sta crescendo e Giulia non riesce a separarsi dalle sue idee anarchiche e sovversive, arrivando a frequentare le Brigate rosse. L'ideologia della donna è degenerata: si è passati dai sassi alle pistole. Ormai disinteressata del marito e della vita familiare, una notte prepara di nascosto le valigie per andarsene per sempre da casa. Scoperta da Nicola, viene fermata sulla porta, ma non riesce a dare spiegazioni. Nicola, pur sapendo di dover allevare una figlia da solo, la lascia andare e ne è lacerato. Ad ogni modo decide di continuare la sua attività di psichiatra, combattendo ancora per la liberazione dei malati (il suo modello ispiratore è Franco Basaglia). Accompagnato dai carabinieri, durante un controllo sulla qualità di una casa di cura apparentemente pulita, egli scopre che nei sotterranei di quest'ultima vengono tenuti rinchiusi decine di malati in condizioni umane ed igieniche deplorevoli. Fra questi malati ritrova anche Giorgia, la ragazza dell'estate del '66, la quale riversa in uno stato di semicoscienza e delirio. Il manicomio viene chiuso e Nicola decide di seguire clinicamente la sua amica perduta da tempo.

Matteo invece vive da solo in Sicilia fotografando scene del crimine e non portando avanti alcun rapporto umano. Quasi per combinazione, fra i tavoli di un caffè vicino al porto di Palermo, incontra una fotografa, Mirella (Maya Sansa). Egli si presenta come "Nicola", non volendo dire il suo vero nome e nascondendo i particolari sulla sua vita: di rimando Mirella appare molto aperta e parla della sua vita, della sua casa vicino allo Stromboli e del suo sogno di diventare bibliotecaria. Il dialogo fra i due si chiude con lui che le consiglia di lavorare in una bella biblioteca che frequentava quando viveva a Roma. A causa del suo carattere, violento ed insubordinato, Matteo decide di lasciare momentaneamente la Sicilia sfruttando delle ferie, seppur forzate dal proprio superiore. Matteo decide di recarsi così a Torino, passando per la natìa Roma, dove però decide di non incontrare la famiglia. Il padre Angelo, nel frattempo, si è ammalato di cancro. Il tempo passa e le cure risultano palliativi. La medicina non è in grado di curare Angelo ed egli muore, prima che il figlio Matteo riesca a parlargli per un'ultima volta (nonostante lo abbia osservato di nascosto dai finestrini della sua macchina).

Estate 1982[modifica | modifica wikitesto]

L'Italia si appresta a vincere il suo terzo Mondiale e le vite dei personaggi procedono in modo piuttosto canonico. La figlia di Nicola, Sara, è cresciuta ed esprime il lecito desiderio di rivedere la madre. La madre Giulia, di rimando, è sempre più invischiata nelle Brigate Rosse e si dà alla macchia. Tuttavia, colta da nostalgia per la figlia, contatta Vitale Micavi - che nel frattempo si è riconvertito a manovale - perché chieda a Nicola di permetterle di rivedere la figlia Sara proprio nel corso della finale del Mondiale; Giulia si troverà al Museo regionale di scienze naturali di Torino. Per tale ragione Nicola farà in modo di trovarsi lì con la figlia, che la vedrà di sfuggita senza riconoscerla.

1983[modifica | modifica wikitesto]

Un anno dopo gli eventi appena descritti Matteo (che ha ora un incarico molto più rilevante nella polizia) cammina per la biblioteca di cui parlava a Mirella e la incontra nuovamente, questa volta in veste di bibliotecaria. Poche parole e i due si innamorano e, qualche sera dopo, dopo una partita di bowling di coppia, fanno l'amore in macchina. Ma la vita per Matteo non è facile: è angosciato dai suoi obiettivi di lavoro (incredibilmente fra questi c'è quello di stanare terroristi, fra cui Giulia, e questo lo tormenta), percepisce la solitudine ed il rischio di chi si trova in una posizione come la sua. Combattuto, decide di uscire dalla vita di Mirella.

Dicembre 1983[modifica | modifica wikitesto]

È la sera di Capodanno. La famiglia Carati si è ritrovata al gran completo a giocare a carte: c'è Nicola, la mamma, le sorelle, l'amico Carlo (ora sposato con la sorella minore, Francesca), i figli. Si respira aria di gioia in attesa della mezzanotte, ma Matteo non c'è. Matteo si trova al commissariato, sta facendo gli straordinari su un caso di spaccio di cocaina. Uscito dalla stanza dell'interrogatorio, nervoso e snervato, incontra Mirella: la ragazza è lì per chiedergli perché è sparito da giorni e per sapere perché gli ha sempre mentito sul suo nome (per anni ormai Mirella ha creduto che si chiamasse Nicola) e sulla sua professione (fino a quel giorno, prima che si informasse, pensava fosse un ingegnere). Lui le risponde violentemente, la scaccia via e lei non riesce a dirgli che in realtà era venuta per svelare la sua dolce attesa.

Matteo decide di uscire dal commissariato, visitare finalmente sua madre e festeggiare con la sua famiglia. Dopo poco però se ne va via, quasi senza salutare. L'unico che saluta è suo fratello, sulla porta, con uno sguardo commosso e che sa di presentimento. Sarà il loro ultimo incontro.

Tornato a casa, telefona a Mirella, ma quando questa decide finalmante di alzare la cornetta, Matteo ha già messo giù. A quel punto Matteo si mette pigramente ad innaffiare le piante del suo balconcino e poi, mentre in una trasmissione in TV così come tutta la sua famiglia, fanno il conto alla rovescia per il nuovo anno, in modo del tutto inaspettato si lancia dal balcone, uccidendosi.

La famiglia è devastata dalla tragedia. La madre, Adriana, non si sente più in grado di fare il suo lavoro di insegnante, preferendo una vita in solitudine a Roma. Nicola, con la sensazione che avrebbe potuto salvare Matteo e non volendo fare lo stesso errore nuovamente, organizza con la sorella Giovanna la cattura di Giulia, per impedirle di uccidere qualcun altro o di rimanere uccisa. Giulia viene condannata a 17 anni di carcere. Durante questo periodo di prigionia Nicola le fa visita, chiedendole la sua mano, ma viene respinto.

Primavera 1992 - 1995[modifica | modifica wikitesto]

Camminando per la strada Nicola trova un manifesto di una mostra di fotografia, nel quale riconosce gli occhi di suo fratello. La fotografia è stata scattata da Mirella. A seguito di questo evento viene incoraggiato da Giorgia (il cui stato di malattia è migliorato ancora, tanto da poter finalmente uscire dalla casa di cura e vivere la sua vita) ad incontrare Mirella, di cui Nicola non sa nulla. Giorgia riesce a convincere Nicola, che si informa direttamente dalla galleria d'arte sulla autrice della foto di suo fratello.

Mirella ora vive sullo Stromboli ed è impegnata in Sicilia in un servizio fotografico sulla strage di Capaci, in cui perse la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone. Incontrata Mirella, in una chiesa, Nicola scopre di avere un nipote, Andrea, di cui Matteo era padre biologico. Nicola ne parla con la madre Adriana e decide di visitare con lei il ragazzo, che ora ha sette anni e sta in Sicilia. La madre, ispirata da un nuovo significato della sua vita, decide di restare con Mirella e suo nipote. Morirà lì, qualche anno più tardi. Nicola, dopo aver saputo della dipartita della madre, si reca in Sicilia per visitare Mirella e stare vicino a questa parte della sua famiglia.

Nel frattempo, Sara, ora poco più che ventenne, sta ancora male per le scelte sbagliate intraprese dalla madre. Decide quindi di trasferirsi a Roma, dalla zia Francesca e lo zio Carlo, per studiare restauro. Qui si fidanza con un ragazzo, Mimmo.

Primavera 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nicola, nell'ubriachezza di una sera a casa di Carlo, finalmente riesce a farsi aprire gli occhi sulla morte di suo fratello Matteo, che è oggettivamente l'unico ostacolo fra lui e Mirella per essere felici. Nicola e Mirella, camminando in silenzio, riescono finalmente a superare il dolore e a lasciar andar via la figura di Matteo per sempre. Si baciano e capiscono di dover stare insieme da lì in avanti.

Giulia, dopo l'uscita di prigione, è seriamente pentita nei confronti della figlia Sara. Lavora ora come archivista alla Biblioteca Nazionale di Firenze ed invia alla figlia una foto che ha ritrovato: in essa vi sono lei e suo padre nel 1966, quando erano giovani ed innamorati nella Firenze dell'alluvione. Sara, ora felice e rafforzata dalla vita, è incoraggiata da Nicola ad affrontare la madre e a cercare di sistemare le cose. Giulia e Sara si incontrano e ritrovano finalmente un legame. Trascinata dall'evento Sara dice alla madre un segreto che nessuno ancora sa: è incinta di Mimmo ed il suo unico desiderio è che la mamma suoni il pianoforte per lei. Giulia suona per la figlia e le promette che la andrà a trovare alla nascita del bambino.

2003[modifica | modifica wikitesto]

Il film si conclude con il figlio di Matteo, Andrea, che visita la Norvegia, in particolare Capo Nord, luogo in cui il padre e Nicola sarebbero dovuti andare insieme in quell'estate del 1966, senza mai completare il loro viaggio.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato un eccellente successo di critica ricevendo valutazioni molto elevate anche da testate online internazionali: IMDb ha registrato una valutazione media di 8.5/10 per il film di Giordana[2]. L'aggregatore di recensioni online Rotten Tomatoes ha registrato invece un punteggio di 95% per la critica (su una base di 62 recensioni specialistiche) e 97% per il pubblico (su una base di 7216 voti)[3]. Infine il sito Metacritic, anch'esso fra i migliori indicizzatori e aggregatori di recensioni al mondo, ha registrato una valutazione di 8.9/10 per la critica (basato su 28 recensioni specialistiche) e di 9.2/10 per il pubblico (basato su 140 recensioni)[4].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Musiche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards 2003, festival-cannes.fr. URL consultato l'8 luglio 2011.
  2. ^ Pagina de La meglio gioventù su IMDb.com. URL consultato il 20 novembre 2012.
  3. ^ Pagina de La meglio gioventù su rottentomatoes.com. URL consultato il 20 novembre 2012.
  4. ^ Pagina de La meglio gioventù su metacritic.com. URL consultato il 20 novembre 2012.

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