Franco Basaglia
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| « Dal momento in cui oltrepassa il muro dell'internamento, il malato entra in una nuova dimensione di vuoto emozionale ([...]); viene immesso, cioè, in uno spazio che, originariamente nato per renderlo inoffensivo ed insieme curarlo, appare in pratica come un luogo paradossalmente costruito per il completo annientamento della sua individualità, come luogo della sua totale oggettivazione. Se la malattia mentale è, alla sua stessa origine, perdita dell'individualità, della libertà, nel manicomio il malato non trova altro che il luogo dove sarà definitivamente perduto, reso oggetto della malattia e del ritmo dell'internamento. L'assenza di ogni progetto, la perdita del futuro, l'essere costantemente in balia degli altri senza la minima spinta personale, l'aver scandita e organizzata la propria giornata su tempi dettati solo da esigenze organizzative che – proprio in quanto tali – non possono tenere conto del singolo individuo e delle particolari circostanze di ognuno: questo è lo schema istituzionalizzante su cui si articola la vita dell'asilo » | |
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(Franco Basaglia, 1964)
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Franco Basaglia (Venezia, 11 marzo 1924 – Venezia, 29 agosto 1980) è stato uno psichiatra italiano, rappresentante famoso della psichiatria italiana del Novecento.
A lui si deve l'introduzione in Italia della "legge 180/78", dal suo nome chiamata anche Legge Basaglia, che introdusse una importante revisione ordinamentale sui manicomi e promosse notevoli trasformazioni nei trattamenti psichiatrici sul territorio.
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[modifica] Biografia
Secondo di tre figli, trascorre un'adolescenza tranquilla e agiata. Dopo aver conseguito la maturità classica, nel 1949 si laurea in Medicina e chirurgia all'Università di Padova. In questo periodo si dedica ai classici dell'esistenzialismo: Sartre, Maurice Merleau-Ponty, Husserl, Heidegger.
Nel 1953 si specializza in Malattie nervose e mentali. Lo stesso anno sposa Franca Ongaro, che gli darà due figli, sarà coautrice col marito di alcune opere sulla psichiatria e entrerà in Parlamento per Sinistra Indipendente. Nel 1958 Basaglia ottiene la libera docenza in Psichiatria. Per le sue idee innovative e rivoluzionarie non viene bene accolto in ambito accademico, cosicché nel 1961 decide di rinunciare alla carriera universitaria e di trasferirsi a Gorizia per dirigere l'ospedale psichiatrico della città. L'impatto con la realtà del manicomio è durissimo. Teoricamente si avvicina alle correnti psichiatriche di ispirazione fenomenologica ed esistenziale (Karl Jaspers, Minkowski, Ludwig Binswanger), ma anche a Michel Foucault e Erving Goffman per la critica all'istituzione psichiatrica.
Cerca di trasferire il modello della "comunità terapeutica" all'interno dell'ospedale e inizia una vera e propria rivoluzione. Si eliminano tutti i tipi di contenzione fisica e le terapie elettroconvulsivanti (elettroshock), vengono aperti i cancelli dei reparti. Non più solo terapie farmacologiche, ma anche rapporti umani rinnovati con il personale. I pazienti devono essere trattati come uomini, persone in crisi.
Nel 1967 cura il volume "Che cos'è la psichiatria?", nel 1968 pubblica "L'istituzione negata. Rapporto da un ospedale psichiatrico", dove racconta al grande pubblico l'esperienza dell'ospedale psichiatrico di Gorizia: un successo editoriale strepitoso.
Nel 1969 lascia Gorizia e, dopo due anni a Parma dove dirige l'ospedale di Colorno, nell'agosto del 1971, diviene direttore del manicomio di Trieste. Basaglia istituisce subito, all'interno dell'ospedale psichiatrico, laboratori di pittura e di teatro. Nasce anche una cooperativa di lavoro per i pazienti, che così cominciano a svolgere lavori riconosciuti e retribuiti. Ma ormai sente il bisogno di andare oltre la trasformazione della vita all'interno dell'ospedale psichiatrico: il manicomio per lui va chiuso ed al suo posto va costruita una rete di servizi esterni, per provvedere all'assistenza della persone affette da disturbi mentali. La psichiatria, che non ha compreso i sintomi della malattia mentale, deve cessare di giocare un ruolo nel processo di esclusione del "malato mentale", voluto da un sistema ideologico convinto di poter negare e annullare le proprie contraddizioni allontanandole da sé ed emarginandole. Nel 1973 Trieste viene designata "zona pilota" per l'Italia nella ricerca dell'OMS sui servizi di salute mentale. Nello stesso anno Basaglia fonda il movimento Psichiatria Democratica favorendo la diffusione in Italia dell'antipsichiatria, una corrente di pensiero sorta in Inghilterra nel quadro della contestazione e dei fermenti rivoluzionari del 1968 ad opera principalmente di D. Cooper.
Nel gennaio 1977 viene annunciata la chiusura del manicomio "San Giovanni" di Trieste entro l'anno. L'anno successivo, il 13 maggio 1978, in Parlamento viene approvata la legge 180 di riforma psichiatrica. Nel 1979 Basaglia parte per il Brasile, dove attraverso una serie di seminari raccolti successivamente nel volume Conferenze brasiliane, testimonia la propria esperienza. Nel novembre del 1979 lascia la direzione di Trieste e si trasferisce a Roma, dove assume l'incarico di coordinatore dei servizi psichiatrici della Regione Lazio.
Nella primavera del 1980 si manifestano i primi sintomi di un tumore al cervello che in pochi mesi lo porterà alla morte, avvenuta il 29 agosto 1980, nella sua casa di Venezia. A distanza di quasi 30 anni, benché sia stata più volte oggetto di discussione e di tentativi di revisione, la legge 180 è ancora la legge quadro che regola l'assistenza psichiatrica in Italia.
[modifica] Controversie
Fu tra gli intellettuali che firmarono un manifesto, pubblicato sull' Espresso con cui accusarono il commissario Luigi Calabresi di essere un torturatore e di essere responsabile della fine dell'anarchico Pinelli.
[modifica] Bibliografia e filmografia
[modifica] Volumi di Basaglia
- Franco Basaglia (a cura di) Che cos'è la psichiatria?. Parma, Amministrazione provinciale di Parma, 1967. (Estratti [1])
- Franco Basaglia (a cura di) Che cos'è la psichiatria?. Collana: Piccola biblioteca Einaudi. Torino, Einaudi, 1973. EAN 9788806365905
- Franco Basaglia (a cura di) Che cos'è la psichiatria. Collana I Nani. Milano, Baldini Castoldi Dalai, 1997. ISBN 8880893246
- Franco Basaglia. L'istituzione negata. Torino, Einaudi, 1968.
- Franco Basaglia. L'istituzione negata. Collana I Nani. Milano, Baldini Castoldi Dalai, 1998. ISBN 888089381
- Franco Basaglia; Franca Ongaro. Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin (libro fotografico). Torino, Einaudi, 1969. ISBN 8806036815 (ISBN-13 9788806036812)
- Franco Basaglia; Franca Ongaro. La maggioranza deviante. Torino, Einaudi, 1971.
- Franco Basaglia. Crimini di pace. (cui partecipano tra gli altri Foucault, Goffman, Laing, Chomsky). Torino, Einaudi, 1971.
- Franco Basaglia. La instituciòn en la picota. (in spagnolo) Buenos Aires, Editorial Encuadre, 1974.
- Franco Basaglia. A psyquiatria alternativa. Contra o pessimismo da razao, o otimismo da pratica. Conferencias no Brasil. (in portoghese) San Paolo del Brasile, Brasil Debates, 1979.
- Edizione italiana: Franco Basaglia. Franca Ongaro (a cura di) Conferenze brasiliane. Contributi di Maria Grazia Giannichedda. Collana: Minima. Milano, Raffaello Cortina, 2000. ISBN 88-7078-614-5
[modifica] Raccolte di scritti di Basaglia
- Franco Basaglia. Scritti I, 1953-1968. Dalla psichiatria fenomenologica all'esperienza di Gorizia. Torino, Einaudi, 1981.
- Franco Basaglia. Scritti II, 1968-1980. Dall'apertura del manicomio alla nuova legge sull'assistenza psichiatrica. Collana: Paperbacks. Torino, Einaudi, 1982. ISBN 8806526707
[modifica] Articoli e saggi di Basaglia
Seguono soltanto alcuni dei numerosissimi (più di 120) altri scritti di Basaglia, la cui bibliografia completa è su: Franco Basaglia. Franca Ongaro (a cura di) L'utopia della realtà. Contributi di Maria Grazia Giannichedda. Collana: Piccola Biblioteca Einaudi. Torino, Einaudi, 2005. ISBN 8806176692.
- Franco Basaglia. Il malato artificiale. Torino, Einaudi, 1969.
- Corso di aggiornamento per operatori psichiatrici, 1979
- La chiusura dell'ospedale psichiatrico, 1976
- Le contraddizioni della comunità terapeutica, 1970
- La distruzione dell'ospedale psichiatrico come luogo di istituzionalizzazione, 1964
- Franco Basaglia; Franco Fornari. Graziella Controzzi, Gian Piero Dell'Acqua (a cura di) La violenza. Firenze, Vallecchi, 1978.
- Franco Basaglia. Franca Ongaro (a cura di) L'utopia della realtà (raccolta di saggi scritti tra il 1963 e il 1979). Contributi di Maria Grazia Giannichedda. Collana: Piccola Biblioteca Einaudi. Torino, Einaudi, 2005. ISBN 8806176692
[modifica] Interviste
- Franco Basaglia; Franca Ongaro . S. Taverna, A. Pirella (a cura di) La nave che affonda. Psichiatria e antipsichiatria a dieci anni da "L’istituzione negata" un dibattito. Roma, Savelli, 1978.
- E. Venturini (a cura di) Il giardino dei gelsi. Torino, Einaudi, 1979.
- AA.VV.. Luigi Onnis, Giuditta Lo Russo (a cura di) Dove va la psichiatria?. Pareri a confronto su salute mentale e manicomi dopo la nuova legge. Milano, Feltrinelli, 1980.
[modifica] Scritti su Basaglia
- Mario Colucci; Pierangelo Di Vittorio. Franco Basaglia. Milano, Bruno Mondadori, 2001. ISBN 8842495174 (Estratto dal libro[2])
- Pierangelo Di Vittorio. Foucault e Basaglia. L'incontro tra genealogie e movimenti di base. Collana Culture. Verona, Ombre corte, 1999. ISBN 8887009120
- Nico Pitrelli. L'uomo che restituì la parola ai matti. Franco Basaglia, la comunicazione e la fine dei manicomi. Collana: Saggi Società. Roma, Editori Riuniti, gennaio 2004. ISBN 8835953898
- Francesco Parmegiani; Michele Zanetti. Basaglia. Una biografia. Trieste, Lint Editoriale Associati, 2007. ISBN 8881902230
[modifica] Film su Basaglia
- La seconda ombra, Regia di Silvano Agosti, con Remo Girone, Victoria Zinny, Eva Mauri, 2000, Istituto Luce.
[modifica] Note
- ^ Estratti da "Che cos'è la psichiatria?".
- ^ Estratto da "Franco Basaglia" di Mario Colucci e Pierangelo Di Vittorio
[modifica] Collegamenti esterni
- [1]
- Testo della Legge 180/1978 come recepita dalla Legge 833/1978
- Piccola antologia di citazioni di F. Basaglia
- Umberto Galimberti ricorda Franco Basaglia a 25 anni dalla morte
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