Umberto Galimberti
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(Umberto Galimberti, Sassuolo 2008)
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Umberto Galimberti (Monza, 3 maggio 1942) è un filosofo, psicoanalista e docente universitario. Conosce e frequenta regolarmente Karl Jaspers, di cui sarà uno dei principali traduttori e divulgatori italiani. Fino al 1978 è insegnante di filosofia al Liceo Ginnasio Zucchi di Monza ,anche se nel frattempo diventa (1976) professore incaricato di antropologia culturale presso la neonata facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, di cui Severino è uno dei fondatori. italiano.
Diviene professore associato di filosofia della storia nel 1983 ed è ordinario di filosofia della storia e di psicologia dinamica dal 1999. Ha insegnato inoltre filosofia morale. Dal 1985 è membro ordinario dell’International Association for Analytical Psychology. È inoltre dal 2003 vicepresidente dell’Associazione Italiana per la Consulenza Filosofica “Phronesis”. Nel 2006 è stato docente alle Vacances de l'Esprit a Soprabolzano (BZ).
Ha collaborato con Il Sole 24 Ore dal 1987 al 1995, e successivamente (fino al 2008) con La Repubblica sia con editoriali su temi d’attualità sia con approfondimenti di carattere culturale. Cura inoltre la rubrica epistolare di “D, La Repubblica delle Donne”, inserto settimanale de La Repubblica. Nel 2002 gli è stato assegnato il premio internazionale “Maestro e traditore della psicanalisi”.
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[modifica] Pensiero
[modifica] Il tempo ciclico nell'età dei greci, e la sua caduta nell'età della tecnica
Galimberti, ereditando tematiche già toccate da Emanuele Severino e Martin Heidegger, approfondisce la tematica del concetto di tempo e del suo rapporto con l'uomo. La sua indagine evidenzia come nell'età degli antichi greci non si pensasse al tempo come lineare ed escatologico, tanto meno vi era associata l'idea di progresso. Essi concepivano il tempo come kyklos, come un ciclo in cui ogni evento è destinato a ripetersi. Nella Grecia antica era impensabile che l'uomo potesse esercitare un controllo sul cosmo, o di imporre su di esso i propri fini. La dimensione dell'uomo era inserita armonicamente all'interno dei cicli naturali che si susseguivano necessariamente e senza alcuno scopo. Nel ciclo infatti il fine (in greco telos) viene a coincidere con la fine e la forza propulsiva (in greco energheia) porta all'attuazione dell' ergon, l'opera, ciò che è compiuto.
Il ciclo si manifesta dunque con l'esplicitarsi dell'implicito: il seme diventerà frutto solo alla fine del ciclo di crescita e maturazione stagionale, ed il frutto coinciderà con il fine del seme, con il dispiegarsi completo dell'energia e delle potenzialità implicitamente contenute in esso. Nel ciclo, in cui tutto si ripete, non si dà progresso: di conseguenza divengono fondamentali la memoria dei cicli passati e quindi la parola dei vecchi, deposito di esperienza, e l'educazione, come trasmissione della memoria e dell'esperienza passata. Tuttavia, l'uomo è da sempre tentato di conciliare il tempo ciclico della natura con il tempo umano, che è un tempo scopico (dal greco skopeo, che indica un guardare mirato). Con questa operazione l'uomo vuole reintrodurre scopi umani nel tempo naturale, naturalmente privo di scopi. Emerge qui dunque la necessità propriamente umana di progettarsi, cioè di gettarsi-fuori di sé verso un obiettivo, cercando di dotare di senso la propria esistenza. Questa tendenza tuttavia, può armonizzarsi con il kyklos solo se l'uomo vive con la consapevolezza tragica di non poter oltrepassare i limiti posti dalla natura, primo tra tutti la sua mortalità. In caso contrario, egli si macchierà di hybris, la tracotanza, l'unico vero peccato riconosciuto dalla saggezza greca.
In termini esemplificativi, il cacciatore esercita il suo guardare mirato nel bosco (skopos) e solo in questo tempo progettuale e nella compresenza di mezzi e fini, il suo arco diventa strumento e la lepre l'obiettivo. Si tratta di un tempo lineare che si muove tra due estremi: i mezzi ed i fini. V'è tuttavia un terzo elemento che si inserisce tra questi termini, impossibile da controllare, ovvero il Kairos, il tempo opportuno, che è anche imprevedibilità, e che può determinare o meno l'incontro tra mezzi e fini. Non è dunque nelle possibilità dell'uomo il tessere il proprio destino. Egli deve saper cogliere il kairos", la circostanza favorevole, ed in essa espandere sè stesso.
Questo equilibrio tra tempo naturale, umano e del kairos è stato sconvolto dall'uomo nell'età della tecnica: obiettivo di quest'ultima è infatti quello di ridurre fino ad annullare la distanza tra mezzi e scopi (in cui si inseriva il kairos, l'imprevedibile) per realizzare così un controllo ed un dominio assoluti sul mondo, che da cosmo a cui accordarsi è divenuto natura da dominare, e per portare a compimento una tirannia completa del tempo umano. Con l'età della tecnica abbiamo scatenato il Prometeo che gli dèi avevano incatenato, determinando il trionfo del potere della techne sulla necessità (in greco ananke) della natura, fino alla paradossale situazione odierna in cui la tecnica non è più strumento nelle mani dell'uomo ma è l'uomo a trovarsi nella condizione di mero ingranaggio, funzionario inconsapevole dell'apparato tecnico.
[modifica] Il Corpo: il gioco dell'ambivalenza e l'equivalente generale
Riflettendo sulle modalità in cui l'uomo abita il mondo, Galimberti approfondisce il tema del rapporto tra corpo, natura e cultura. Studiando genealogicamente il concetto di corpo dal periodo arcaico ad oggi, il filosofo mette in contrasto le diverse modalità in cui esso è stato osservato. Il corpo è stato visto come organismo da sanare per la scienza, come forza lavoro da impiegare per l'economia, come carne da redimere per la religione, come inconscio da liberare per la psicoanalisi, come supporto di segni da trasmettere per la sociologia.
Il passaggio che ha portato l'uomo dalla natura alla cultura ha sancito il sacrificio del significato ambivalente e fluttuante che il corpo ha da sempre assunto. Questa ambivalenza del corpo nasce dal suo sottrarsi all'univocità del pensiero categorizzante, concedendosi invece nella con-fusione dei codici con i quali esso è costituito. Per salvarsi dal panico creato da questa opportunità, il pensiero razionale dell'Occidente ha seguito il principio d'identità, collocando il corpo di volta in volta sotto un equivalente generale che gli garantisse univocità.
Cogliendo lo sfondo in cui il corpo si mostra, Galimberti evidenzia la legge fondamentale che lo governa, ovvero lo scambio simbolico, in cui tutto è reversibile e non vi è demarcazione tra significati. L'ambivalenza è una legge inclusiva per cui ciò che è, è sì se stesso, ma anche altro da sé. In questo modo il corpo conserva la sua oscillazione simbolica tra vita e morte: oscillazione che l'Occidente elimina tracciando una violenta disgiunzione tra vita e morte, tra ciò che è e ciò che non è. Proposito conclusivo della sua riflessione è quello non tanto di emancipare o liberare il corpo dalla restrizione impostagli dal pensiero razionale (che non avrebbe altro effetto che confermare i limiti in cui è recluso), bensì quello di restituire il corpo alla sua originaria innocenza.
[modifica] La questione della violazione di copyright
In seguito a un'inchiesta del Giornale dell' aprile 2008 è emerso che il professor Galimberti si sia appropriato di brani dell'autrice Giulia Sissa per il suo L'ospite inquietante [1]. Galimberti ha ammesso di aver violato il copyright riservandosi di riparare al danno [2]. Ciò non ha comunque soddisfatto la Sissa perchè «quello di Galimberti non è stato un chiedere scusa, piuttosto un cercare delle scuse, un patetico arrampicarsi sugli specchi»[3].
Con il passare dei giorni sono emersi altri precedenti analoghi, infatti anche per Invito al pensiero di Martin Heidegger (1986) Galimberti copiò parti significative di un libro del collega Guido Zingari [4] che di conseguenza lo querelò. I due arrivarono a un accordo che prevedeva l'ammissione da parte di Galimberti dell'indebita appropriazione intellettuale nelle successive edizioni del libro e Zingari si impegnasse "a non tornare più sulla questione". Oltre a Giulia Sissa e Guido Zingari si presumono copiature di testi di Alida Cresti e Salvatore Natoli[5][6].
Per difendersi, a Sassuolo, al Festival filosofia 2008 sulla Fantasia, disse che "in ogni rielaborazione però, c'è uno scatto di novità".[7] In seguito alla vicenda si è interrotta la sua collaborazione con il quotidiano La Repubblica; ha conservato soltanto la sua rubrica sull'inserto D. La Repubblica delle donne.
[modifica] Note
- ^ Articolo del quotidiano "Il Corriere della Sera" del 18 aprile 2008
- ^ Articolo di Matteo Sacchi sul quotidiano Il Giornale del 20 aprile 2008.
- ^ Articolo di Stefano Bucci sul quotidiano "Il Corriere della Sera"
- ^ Articolo di Matteo Sacchi sul quotidiano Il Giornale del 6 giugno 2008
- ^ Lettera apparsa sul Corriere della Sera di Pierluigi Battista rivolta al prof. Umberto Galimberti.
- ^ Articolo di Edoardo Castagna sul quotidiano Avvenire del 22 aprile 2008.
- ^ Corriere della Sera Magazine 9 ottobre 2008 ultima pagina
[modifica] Bibliografia
- Il corpo, Feltrinelli, Milano, 1983 (Premio internazionale S. Valentino d’oro, Terni, 1983), (ristampa 2003) ISBN 8807809931
- La terra senza il male. Jung dall'inconscio al simbolo, Feltrinelli, Milano, 1984 (premio Fregene, 1984), (ristampa 2003) ISBN 8807816733
- Antropologia culturale, ne Gli strumenti del sapere contemporaneo, Utet, Torino, 1985, ISBN 8802039321
- Invito al pensiero di Martin Heidegger, Mursia, Milano, 1986, ISBN 8842500801
- Gli equivoci dell'anima, Feltrinelli, Milano, 1987, (ristampa 2003) ISBN 8807816423
- La parodia dell’immaginario in W. Pasini, C. Crepault, U. Galimberti, L’immaginario sessuale, Cortina, Milano, 1988, ISBN 884522628X
- Il gioco delle opinioni, Feltrinelli, Milano, 1989, (ristampa 2004) ISBN 8807818000
- Idee: il catalogo è questo, Feltrinelli, Milano, 1992, (ristampa 2001) ISBN 8807815273
- Parole nomadi, Feltrinelli, Milano, 1994, (ristampa 2006) ISBN 8807818892
- Paesaggi dell'anima, Mondadori, Milano, 1996, ISBN 8804442239
- Psiche e techne. L'uomo nell'età della tecnica, Feltrinelli, Milano, 1999, ISBN 8807817047
- Psicologia, Garzanti, Milano [le "garzantine"], 1999, ISBN 8811504791
- E ora? La dimensione umana e le sfide della scienza (opera dialogica con Edoardo Boncinelli e Giovanni Maria Pace), Einaudi, Torino, 2000, ISBN 880615365X
- Orme del sacro, Feltrinelli, Milano, 2000 (premio Corrado Alvaro 2001), ISBN 8807170442
- La lampada di psiche, Casagrande, Bellinzona, 2001, ISBN 8877133457
- I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, Milano, 2003, (ristampa 2007) ISBN 8807819961
- Le cose dell'amore, Feltrinelli, Milano, 2004, ISBN 8807840480
- Il tramonto dell'Occidente nella lettura di Heidegger e Jaspers, Feltrinelli, Milano, 2005, ISBN 8807818493
- Filosofia e biografia [con Luca Grecchi], Petite Plaisance, Pistoia, 2005
- La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla pratica filosofica, Feltrinelli, Milano, 2005 (premio internazionale Cesare De Lollis 2006), ISBN 8807103915
- Dizionario di psicologia, nuova ediz., Utet, Torino, 2006, ISBN 8802074801
- Psichiatria e fenomenologia, Feltrinelli, Milano, 2006, ISBN 8807819325
- L'ospite inquietante - il nichilismo e i giovani, Feltrinelli, Milano, 2007, ISBN 8807171430
- Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine, Apogeo, Milano, 2008, ISBN 885032717X
- La morte dell'agire e il primato del fare nell'età della tecnica, Alboversorio, Milano, 2009
[modifica] Opere complete
Presso l'editore Feltrinelli sono in corso di pubblicazione le opere complete di Galimberti. Sono finora usciti i seguenti volumi:
- Opere. Vol. 1-3. Il tramonto dell'Occidente nella lettura di Heidegger e Jaspers.
- Opere. Vol. 4: Psichiatria e fenomenologia.
- Opere. Vol. 5: Il corpo.
- Opere. Vol. 6: La terra senza il male. Jung: dall'inconscio al simbolo.
- Opere. Vol. 7: Gli equivoci dell'anima.
- Opere. Vol. 8: Il gioco delle opinioni.
- Opere. Vol. 10: Parole nomadi.
- Opere. Vol. 12: Psiche e techne. L'uomo nell'età della tecnica.
- Opere. Vol. 14: I vizi capitali e i nuovi vizi.
- Opere. Vol. 16: La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla pratica filosofica.
- Opere. Vol. 17: L'ospite inquietante.Il nichilismo e i giovani
[modifica] Bibliografia su Galimberti
- AA.VV. Sumbállein:Riflessioni sugli scritti di Umberto Galimberti, Petite Plaisance Pistoia, 2005 (Numero monografico della rivista Koinè)
- Luca Grecchi Il pensiero filosofico di Umberto Galimberti, Petite Plaisance Pistoia, 2006 (prefazione di Carmelo Vigna)
[modifica] Voci correlate
- Friedrich Nietzsche
- Karl Jaspers
- Martin Heidegger
- Emanuele Severino
- Ludwig Binswanger
- Carl Jung
- Storia della filosofia occidentale
- Filosofia della storia
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Umberto Galimberti
[modifica] Collegamenti esterni
- Feltrinelli podcast - Umberto Galimberti
- Filosofico.net riporta una breve esposizione del pensiero di Umberto Galimberti
- Video intervista a Umberto Galimberti

