Hýbris
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Hýbris è un termine tecnico della tragedia greca che compare nella Poetica di Aristotele (il più antico studio critico su questo genere). Il greco ὕβρις significa letteralmente "tracotanza", "eccesso" "superbia", “orgoglio” o "prevaricazione".
Nella trama della tragedia, la hýbris è un evento accaduto nel passato che influenza in modo negativo gli eventi del presente. È una “colpa” dovuta a un’azione che vìola leggi divine immutabili, ed è la causa per cui, anche a distanza di molti anni, i personaggi sono portati a commettere crimini o subire azioni malvagie.
[modifica] Origine del termine
Prima di assumere un significato prevalentemente letterario, nell'Atene classica hýbris era un termine di uso giuridico. Indicava una tipologia di reato o un affronto di particolare gravità, pur senza definire un'azione precisa. Una hýbris era un'azione delittuosa oppure un offesa personale compiuta allo scopo di umiliare, il cui movente è dato non da un utile ma dal piacere, dall'orgoglio di sè che l'autore dell'atto traeva dalla malvagità dell'atto stesso, mostrando la sua superiore forza sulla vittima.
Hýbris è il nome di una figura correlata al mito greco. Passava per essere la madre di Coros («la Sazietà»), oppure Coros era ritenuto suo padre, secondo il gioco dei simboli. Non possiede alcuna leggenda in nessun mito. Una tradizione poco conosciuta narra che si unì a Zeus, e che da lui ebbe un figlio, il dio Pan, divinità dei boschi.
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