Serse I di Persia

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Serse I
Serse I
Rilievo di Serse sulla porta del suo palazzo a Persepoli
Re di Persia e di Egitto
In carica 485 a.C.465 a.C.
Predecessore Dario I di Persia
Successore Artabano
Nascita 519 a.C.
Morte 465 a.C.
Padre Dario I di Persia
Iscrizione trilingue (antico persiano, babilonese ed elamita) di Serse I.

Serse I (519 a.C.465 a.C.) fu re di Persia e di Egitto dal 485 a.C. al 465 a.C..

Re di Persia[modifica | modifica sorgente]

Appartenente alla dinastia achemenide, era il primo dei quattro figli che Dario I ebbe dalla seconda moglie Atossa, figlia di Ciro il Grande.[1] Pur non essendo il primogenito, fu Dario I a designarlo al trono. Xerxes (Ξερξης) è la traslitterazione greca del nome persiano Khshayarsha o Khsha-yar-shan, che significa Signore degli eroi.

Nella Bibbia ebraica il re persiano Assuero (ebr. אֲחַשְׁוֵרֹושׁ ʾăḥašwērôš) potrebbe corrispondere a Serse I. Alla figura di Serse I George Friedrick Haendel ha dedicato una delle sue opere più conosciute, lo Xerxes o, appunto, il Serse. Serse ebbe una seconda sposa dopo Amestris che si chiamava Hadassa, una giudea della stirpe dei Beniaminiti, che venne conosciuta con il nome babilonese Ester e il cui cugino Mardocheo divenne ciambellano[2][3].

Serse fu un tiranno molto differente rispetto al padre. Egli è infatti ricordato per alcuni episodi cruenti che evidenziano la sua tirannia. Ad esempio per varcare l'Ellesponto costruì un ponte che dopo alcuni giorni crollò a causa di una bufera. Allora Serse si infuriò e decise di decapitare gli ingegneri e flagellò il mare (Flagellazione dell'Ellesponto), considerato colpevole dal sovrano, pronunciando le seguenti parole: «Onda amara, il tuo signore ti infligge questo castigo perché l'hai offeso, senza aver da lui ricevuta offesa alcuna. Il Re Serse ti varcherà, che tu voglia o no. È ben giusto che nessuno fra gli uomini ti offra sacrifici, perché tu non sei che un fiume torbido e salmastro.»[4]

Altro episodio è quello riguardante il figlio di Pitio, un suo amico. Pitio aveva chiesto a Serse se suo figlio, primogenito tra i cinque figli, potesse evitare di entrare a far parte dell'esercito persiano perché doveva badare agli interessi della famiglia. Ma Serse si infuriò: fece tagliare in due il figlio di Pitio e fece passare tutto l'esercito persiano sopra le due parti.

Spedizione in Grecia[modifica | modifica sorgente]

Su consiglio di Mardonio, dei Pisistratidi superstiti e del satrapo Artabano, Serse, intenzionato a vendicare la sconfitta subita da suo padre nella Prima Guerra Persiana, organizzò subito una nuova spedizione contro la Grecia.

Dopo aver ottenuto la collaborazione di Cartagine e una promessa di aiuto da parte di alcune poleis greche, affidò al generale Mardonio la costruzione di ponti di barche sull'Ellesponto per traghettare l'esercito e l'apertura di un canale navigabile (il cosiddetto Canale di Serse) a nord del monte Athos, per il passaggio della flotta, curando l'organizzazione del vettovagliamento dell'esercito.

All'inizio del 480 a.C. ambasciatori di Serse si recarono presso le città greche, eccetto Atene e Sparta, a chiedere la sottomissione formale al Re dei Re, ottenendo in cambio un rifiuto:

« Ad Atene e a Sparta Serse non inviò araldi a chiedere terra per le seguenti ragioni: quando in precedenza Dario aveva inviato identica richiesta, gli Ateniesi avevano gettato i messi nel baratro, gli Spartani in un pozzo, con l'invito a prendere da lì terra e acqua per portarla al re. Ecco perché Serse non mandò a essi dei messaggeri »
(Erodoto. Storie, Libro VII, 133)

Iniziarono le operazioni belliche: mentre la flotta persiana navigava verso l'Attica, l'esercito passò l'Ellesponto su un ponte di barche costruito sullo stretto e penetrò prima in Tracia e poi in Tessaglia.

I Greci si posizionarono al passo delle Termopili, passaggio obbligato verso la Grecia centrale. Nell'agosto del 480 a.C. avvenne la omonima battaglia tra i due eserciti. Dopo giorni di combattimento il grosso dell'esercito greco si ritirò, lasciando sul posto i trecento spartani di Leonida con il compito di ritardare l'avanzata persiana e dare tempo agli alleati di ripiegare. Aggirato il passo con l'aiuto di Efialte, un traditore, i Persiani riuscirono ad avere la meglio sul contingente spartano e dilagarono in Grecia.

L'Attica e la Beozia furono devastate e Atene saccheggiata e incendiata. Pochi giorni dopo la presa della città, si svolse la battaglia di Capo Artemisio.

Un mese dopo, nel settembre, avvenne la decisiva battaglia di Salamina, vinta dai Greci grazie all'abilità strategica e tattica di Temistocle, che trascinò gli avversari in un angusto tratto di mare dove il vantaggio della schiacciante superiorità numerica della flotta persiana non ebbe modo di dispiegarsi.

Un contingente persiano si fermò in Tessaglia, dove assieme ai Tebani nell'agosto del 479 a.C. ripartì l'offensiva persiana. Nella battaglia di Platea l'esercito persiano venne messo in fuga da quello guidato dallo spartano Pausania, mentre in contemporanea sotto il comando di Leotichida, avveniva la battaglia di Micale che si risolse in un'altra sconfitta per i Persiani.

L'anno dopo (478 a.C.) le città ioniche dell'Asia minore furono liberate da una flotta greca guidata dallo spartano Pausania.

Ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Tomba di Serse I a Naqsh-i-Rustam

Sui successivi eventi della vita di Serse, vi sono poche notizie. Dalle fonti sappiamo che il sovrano organizzò una spedizione per tentare la circumnavigazione dell'Africa. In politica interna continuò l'opera paterna, consolidando la struttura dell'impero persiano e abbellendo le città principali, come Ecbàtana e Persepoli.

Serse tentò di instaurare il culto unico di Ahura Mazda. Gli ultimi anni della sua vita furono caratterizzati da vari intrighi di corte, come il tentativo di sedurre la moglie del fratello e la vendetta per il rifiuto subito. Erodoto descrive Serse come un sovrano dispotico e crudele e dal carattere debole, anche se capace di atti di generosità.

Nel 465 fu assassinato, insieme al figlio Dario, dal suo visir Artabano, che fece salire al trono Artaserse I, attribuendo a sé una reggenza di breve durata.

predecessore:
Dario I
Serse I successore:
Artabano

Figli[modifica | modifica sorgente]

Dalla regina Amestris:

Da altre mogli sconosciute:

Re dell'Egitto[modifica | modifica sorgente]

Khsassa (forma egizia di Serse) fu il terzo (quarto se si considera anche Petubastis III) sovrano della XXVII dinastia egizia.

Eventi storici[modifica | modifica sorgente]

Durante i suoi venti anni di regno (sia Sesto Africano che Eusebio di Cesarea gliene attribuiscono entrambi trentasei) Serse seguì una politica, ben diversa da quella paterna, imponendo pesanti tributi e trattando l'Egitto come una turbolenta ed insicura provincia.

Appena salito al trono dovette reprimere, impiegando circa due anni, le rivolte scoppiate nella regione del delta del Nilo poco prima della morte del padre. Riportato l'ordine affidò la satrapia ad Achemene, suo fratello, e si dedicò allo scontro contro la Grecia.

Del periodo di governo di Serse rimangono scarsi documenti in lingua egizia in quanto i funzionari locali che avevano collaborato con l'amministrazione di Dario I si allontanarono, o furono allontanati, dall'amministrazione. Nel 480 a.C. una flotta egizia composta da circa 200 navi, al comando di Achemene, prese parte, sul fronte persiano, alla battaglia di Salamina.

Titolatura[modifica | modifica sorgente]

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
G5
ḥr Horo
Srxtail.jpg
G16
nbty (nebti) Le due Signore
G8
ḥr nbw Horo d'oro
M23
X1
L2
X1
nsw bjty Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
Hiero Ca1.svg
Hiero Ca2.svg
G39 N5
 
s3 Rˁ Figlio di Ra
Hiero Ca1.svg
Aa1 M8 M8 s
Hiero Ca2.svg
ḫ s3 s s3 Khsassa

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Serse è interpretato dall'attore brasiliano Rodrigo Santoro nei film 300 del 2007 di Zack Snyder, ispirato all'omonima opera a fumetti di Frank Miller, e nel suo sequel 300 - L'alba di un impero del 2014, diretto da Noam Murro. L'aspetto fisico nei film appare molto modificato rispetto al Serse storico e poco rispecchia la realtà: il Re persiano non era di carnagione scura, calvo e non presentava tratti androgini come mostrato nei film.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Serse I di Persia
  2. ^ A Scientific Investigation of the Old Testament di Robert Dick Wilson
  3. ^ libro di Ester
  4. ^ Her., Hist., VII, 35, 2

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Signore dell'Alto e del Basso Egitto Successore Double crown.svg
Dario I 486465 a.C. Artabano