Anticapitalismo
L'anticapitalismo è l'opposizione al capitalismo, in termini teorici e pratici. Si tratta pertanto di un termine ombrello, che copre un ampio insieme di ideologie e di comportamenti. Gli anticapitalisti in senso stretto sono coloro che intendono rimpiazzare completamente il capitalismo con un altro sistema economico; tuttavia, ci sono anche ideologie che possono essere caratterizzate come parzialmente anticapitaliste, nel senso che cercano di sostituire od abolire solamente certi aspetti del capitalismo piuttosto che l'intero sistema.
Le forme più note di anticapitalismo sono il comunismo, il socialismo massimalista, il fascismo, il nazismo, il tradizionalismo, l'ecologismo e le numerose varianti dell'anarchismo.
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Anarchismo [modifica]
Gli Anarchici aspirano alla totale abolizione dello Stato, e molti di essi si oppongono al capitalismo a causa delle inequità sociali (basate sulla ricchezza) e della gerarchia coercitiva (attraverso i rapporti di lavoro). Alcune forme di anarchismo si oppongono allo Stato capitalista pur difendendo alcune istituzioni capitaliste, come i mercati (nel caso dei mutualisti) o addirittura la proprietà privata (nel caso degli anarco-liberisti).
Comunismo [modifica]
Il Comunismo, specie nella sua più nota accezione del Marxismo, mira alla proprietà comune dei mezzi di produzione e delle decisioni economiche della società, con l'abolizione della proprietà privata e del governo. Friedrich Engels, uno dei fondatori della moderna teoria comunista, invoca la creazione di una società che consenta tramite l'applicazione della moderna tecnologia di razionalizzare l'attività economica, eliminando l'anarchia della produzione capitalista.[1]
Fascismo [modifica]
Il Fascismo ha un atteggiamento misto verso il capitalismo: supporta il diritto alla proprietà privata, ma è ostile al concetto di liberismo, di libero mercato, di individualismo economico e di materialismo, nonché alla cultura borghese. Il Fascismo riconosce l'esistenza di un conflitto di classe nelle società capitaliste, ma cerca di risolverlo tramite la mediazione fra le stesse (corporativismo) piuttosto che tramite l'imposizione di una classe sull'altra.
Socialismo [modifica]
Il socialismo include numerose teorie di organizzazione economica che invocano la proprietà pubblica o la direzione diretta dei lavoratori, nonché l'amministrazione dei mezzi di produzione e la ridistribuzione delle risorse, come anche una società caratterizzate da un equo accesso alle risorse per ogni individuo, con un metodo egualitario di compensazione. I socialisti richiedono la cooperazione o il controllo Statale dell'economia; la maggior parte invoca un controllo democratico del popolo sullo Stato, sebbene ci siano state anche teorie non-democratiche che invocano il primato dello Stato nella distribuzione delle risorse. La proprietà Statale e la cooperativa dei lavoratori è in opposizione radicale alla proprietà privata dei mezzi di produzione, che è il pilastro del capitalismo.
Tradizionalismo [modifica]
Esistono correnti conservatrici che si dichiarano insofferenti verso il capitalismo liberale. Nell'Europa continentale, molti conservatori si dicono scontenti dell'impatto che il capitalismo ha inferto alla cultura e alle tradizioni delle nazioni. L'opposizione conservatrice al liberalismo individualista come teoria politica e pratica sociale cerca di mantenere le tradizionali gerarchie e istituzioni sociali. Esiste inoltre una corrente del protezionismo di stampo conservatore, che si oppone al libero mercato globalista. I paleoconservatori e altri gruppi tradizionalisti sono spesso in opposizione con l'etica capitalista e sui suoi effetti sulla società, che vedono come lesivi dell'ordine sociale. I gruppi nazionalisti ritengono che il libero mercato sia lesivo verso la sovranità nazionale, le industrie locali e le tradizioni nazionali, e che proteggere tutto ciò sia più importante del semplice profitto.
Note [modifica]
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