Simbolo
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Il simbolo è un elemento della comunicazione, rappresentante un concetto o una quantità (come ad esempio un'idea, un oggetto, una qualità).
Il simbolo è un segno che può essere di due tipi:
- convenzionale, in virtù di una convenzione sociale;
- analogico, capace di evocare una relazione tra un oggetto concreto e un'immagine mentale.
Ad esempio, il linguaggio parlato consiste di distinti elementi uditivi adoperati per rappresentare concetti simbolici (parole) e disposti in un ordine che precisa ulteriormente il loro significato.
I simboli possiedono un forte carattere intersoggettivo, in quanto sono condivisi da un gruppo sociale.
I simboli sono diversi dai segnali, poiché questi ultimi hanno un puro valore informativo e non evocativo. I simboli si differenziano anche dai marchi, che hanno un valore solamente soggettivo.
Indice |
[modifica] Etimologia
La parola "simbolo" deriva dal latino symbolum ed a sua volta dal greco σύμβολον súmbolon dalle radici σύμ- (sym-, "insieme") e βολή (bolḗ, "un lancio"), avente il significato approssimativo di "mettere insieme" due parti distinte. In greco antico, il termine simbolo (Σύμβολον) aveva il significato di "tessera di riconoscimento" o "tessera ospitale", secondo l'usanza per cui due individui, due famiglie o anche due città, spezzavano una tessera, di solito di terracotta, e ne conservavano ognuno una delle due parti a conclusione di un accordo o di un'alleanza, da cui anche il significato di "patto" o di "accordo" che il termine greco assume per traslato. Il perfetto combaciare delle due parti della tessera provava l'esistenza dell'accordo. Nel XVI secolo, il simbolo nella Repubblica di Venezia era in uso come abbreviazione dell'anfora.
[modifica] Differenza tra simbolo e allegoria
Un simbolo è qualcosa di più concreto, statico, assoluto rispetto all'allegoria. Per esempio, un'aquila può essere simbolo di regalità, di forza, ecc. Anche un'aquila in volo o in un'altra azione generica spesso ha valenza di simbolo, indipendente dal contesto entro il quale viene posta. Quando invece il contesto è basilare nell'interpretazione si parla di allegoria; un'aquila che, all'interno di una narrazione, scenda dal cielo e faccia una serie di azioni significative può rappresentare un'immagine più complessa (ad esempio simboleggiava il Sacro Romano Impero e in base alle azioni che può compiere nello specifico si può estrapolare una situazione politica specifica). Spesso l'allegoria, nella sua complessità maggiore, ha un'interpretazione "soggettiva", cioè legata al tipo di lettura che se ne fa. Il legame tra oggetto significato e immagine significante nell'allegoria è arbitrario e intenzionale, a differenza del simbolo in cui è piuttosto convenzionale; nell'allegoria non può essere decodificato in maniera intuitiva e immediata, ma necessita di un'elaborazione intellettuale. L'allegoria è comunque sempre "relativa" (al contrario di "assoluta"), ovvero è suscettibile di una discussione critica nella fase di interpretazione.
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Un'aquila come simbolo (aquila araldica) |
Un'aquila come allegoria (A-L. de Roussy-Trioson, Apoteosi dei soldati francesi caduti nella guerra di liberazione) |
[modifica] Simbolo e significato tradizionale
Se, come sostiene René Alleau,[1] una società senza simboli non può evitare di cadere al livello delle società infraumane, poiché la funzione simbolica è un modo di relazione tra l'umano ed il sovraumano, sulla interpretazione dei simboli e sul loro impiego da sempre gli uomini sono divisi. Tale atteggiamento è spesso dovuto al fatto che spesso l'uomo tenta di trovare un significato ad un simbolo anche se questo non ne ha; può evocare e focalizzare, riunire e concentrare, in modo analogicamente polivalente, una molteplicità di sensi che non si riducono a un unico significato e neppure ad alcuni significati soltanto[2]. All'interno del medesimo simbolo vi sono evocazioni simboliche molteplici e gerarchicamente sovrapposte che non si escludono reciprocamente, ma sono anzi concordanti tra loro, perché in realtà esprimono le applicazioni di uno stesso principio a ordini diversi[3] , ed in tal modo si completano e si corroborano, integrandosi nell'armonia della sintesi totale. Questo che rende il simbolismo un linguaggio meno limitato del linguaggio comune ed adatto per l'espressione e la comunicazione di certe verità, facendone il linguaggio iniziatico per eccellenza ed il veicolo indispensabile di ogni insegnamento tradizionale[4].
[modifica] Bibliografia
- L. Gattamorta, Teorie del simbolo. Studio sulla sociologia fenomenologica, FrancoAngeli, Milano, 2005.
- C. Gentili, Il simbolo tra mito e segno. Statuto ambiguo di una nozione nella cultura greca, in idem, Ermeneutica e metodica. Studi sulla metodologia del comprendere, Marietti, Genova, 1996.
- Omraam Mikhaël Aïvanhov, Linguaggio simbolico, linguaggio della natura, Edizioni Prosveta, 1999.
- Nicola Guerra, Storia ed uso della croce celtica nella destra politica italiana, Settentrione - Rivista di Studi italo-finlandesi n.20/2008 a cura della Società finlandese di Lingua e Cultura Italiana.
[modifica] Note
- ^ René Alleau, La scienza dei simboli, Sansoni Editore 1983, Firenze, pag. 166
- ^ René Alleau,La scienza dei simboli, Sansoni Editore 1983, Firenze, pag.9
- ^ Nicola Guerra, Storia ed uso della croce celtica nella destra politica italiana, Settentrione - Rivista di Studi italo-finlandesi n.20/2008 a cura della Società finlandese di Lingua e Cultura Italiana
- ^ René Guénon,Il Simbolismo della Croce, Luni Editrice 1998, Milano, pagg. 14-15
[modifica] Voci correlate
- Ernst Cassirer
- Alchimia
- Comunicazione
- Icona
- Interpretazione dei sogni
- Lettera
- Logo (grafica)
- Panoramica storica delle notazioni matematiche
- Parola
- Rappresentazione
- Semiotica
- Segno
- Simbolismo religioso
- Simbolismo numerico
- Tavola delle principali notazioni simboliche matematiche
- Libido
- Ermeneutica
[modifica] Collegamenti esterni
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