Walter Benjamin

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Walter Benjamin nel 1928

Walter Bendix Schoenflies Benjamin (pronuncia tedesca [ˈvaltɐ ˈbɛnjamiːn])[1] (Charlottenburg, 15 luglio 1892Portbou, 26 settembre 1940) è stato un filosofo, scrittore, critico letterario e traduttore tedesco.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Benjamin nasce a Berlino il 15 luglio del 1892, in una famiglia ebraica. Il padre, Emil, era un ricco antiquario e la madre, Paula Schönflies, proveniva da un'agiata famiglia di commercianti. A Walter seguono altri due figli: Dora (che morirà a Zurigo nel 1946) e Georg (futuro dirigente del Partito Comunista Tedesco, che morirà nel 1942 nel campo di concentramento di Mauthausen).

Nel 1902 Walter frequenta a Berlino il Friedrich-Wilhelm Gymnasium dal quale verrà trasferito per motivi di salute nel 1905 e presso il quale tornerà nuovamente nel 1907 per terminare gli studi liceali con la maturità nel 1912. Nello stesso anno si iscrive al corso di filosofia dell'Università di Berlino. Alterna la frequenza a questi corsi con quella presso l'Università di Friburgo in Brisgovia. Qui conosce il giovane poeta Christoph Friedrich Heinle, cui dedicherà un cospicuo corpus di poesie, composte tra il 1915 e il '25. In questi anni intensifica la sua attività nella Jugendbewegung, un'organizzazione universitaria giovanile con la quale aveva iniziato a collaborare fin dai primi mesi universitari. Degli anni 1914-1915 è anche il manoscritto incompiuto di Metafisica della gioventù.

Il 21 luglio 1915, a Berlino, avviene il primo incontro con Gershom Scholem, col quale stringerà una profonda amicizia e un saldo legame intellettuale. Scholem, che abbandonerà poco dopo gli studi di matematica e filosofia per dedicarsi allo studio della mistica ebraica, favorirà l'avvicinamento di Benjamin agli studi sull'ebraismo e un'analisi approfondita del rapporto tra l'ebraismo e la filosofia. A tale proposito si veda il libro di Gershom Sholem: Walter Benjamin. Storia di un'amicizia, Adelphi, Milano, 1992.

Nel 1917 sposa Dora Kellner, già sposata con Max Pollak e da questo divorziatasi per la relazione con Benjamin. Nel 1918 nasce il suo unico figlio, Stefan (che morirà a Londra nel 1972).

Il 27 giugno del 1919 si laurea summa cum laude in filosofia discutendo una tesi su Il concetto di critica nel primo romanticismo tedesco. Tutt'altro che opera immatura, questo lavoro legge in modo del tutto originale la critica letteraria dei fratelli Schlegel, concentrandosi sul concetto di rispecchiamento (Wiederspiegelung), cioè di un'opera letteraria che sia commento e riflessione sulla letteratura stessa, anticipando così temi propri della letteratura postmoderna.

Gli anni dal 1920 al 1927 sono anni di grande impegno intellettuale; scrive, in ordine cronologico, Per la critica della violenza, Il compito del traduttore, Saggio su Le affinità elettive di Goethe e la complessa opera Il dramma barocco tedesco. In questi anni conosce Ernst Bloch, Franz Rosenzweig, Theodor W. Adorno, Erich Fromm. Nel 1924 aveva conosciuto Asja Lacis, una regista rivoluzionaria lettone con la quale inizierà un rapporto intellettuale e sentimentale che sarà determinante per la sua decisa svolta in senso marxista e comunista. Nello stesso anno fallisce il tentativo di ottenere l'abilitazione presso l'Università di Francoforte ed entrare così nel mondo accademico. La dissertazione presentata da Benjamin in quest'occasione è il fondamentale saggio che oggi conosciamo come Il dramma barocco tedesco. Sul fronte letterario si occupa anche di divulgare l'opera della cugina, la poetessa berlinese Gertrud Kolmar, che verrà deportata ad Auschwitz nel marzo del 1943, alla quale, proprio in questi anni, dedica diversi articoli e recensioni su alcune riviste.

Nel 1928 stringe un'altra importante amicizia anch'essa determinante per la sua ulteriore evoluzione intellettuale: incontra e si lega a Bertolt Brecht. A partire dagli anni trenta si avvicina all'Istituto per la ricerca sociale diretto da Max Horkheimer, con il quale i rapporti si faranno più intensi a partire dal 1934-1935. Negli stessi anni si impegna sempre più, oltre che in saggi letterari densi di riflessioni filosofiche (il Leskov, il saggio su Kafka, quello su Baudelaire e il saggio L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica), in un'opera filosofica che, contenuta nelle intenzioni, lo accompagnerà, incompiuta ed estremamente vasta, fino alla morte: il Passagen-Werk.

Ormai stabilitosi a Parigi ove sarà "un ascoltatore assiduo delle conferenze del Collège de sociologie"[2], nel settembre del 1939, allo scoppio della guerra, viene internato in un campo di lavori forzati in quanto cittadino tedesco. Tra la fine del 1939 e il maggio del 1940 scrive le Tesi sul concetto di storia, il suo ultimo lavoro e testamento spirituale. Le Tesi avrebbero dovuto essere l'introduzione del Passagen-Werk, che Benjamin non poté completare e che grazie a Georges Bataille fu nascosto e conservato alla Bibliothèque Nationale[3], gli abbozzi furono trovati da Giorgio Agamben nel 1981 alla Bibliothèque Nationale tra le carte di Bataille[4]; essi furono pubblicati in Italia da Einaudi, prima nel 1986 col titolo Parigi, capitale del XIX secolo e poi nel 2000 col titolo I «passages» di Parigi.

Il 14 giugno del 1940 Parigi è occupata dai tedeschi. Benjamin fugge verso sud nel tentativo di varcare il confine spagnolo. Il suo piano prevede di raggiungere una località di mare iberica e da lì imbarcarsi verso gli Stati Uniti dove già si erano rifugiati i suoi amici dell'Istituto per la ricerca sociale, tra cui Theodor W. Adorno.

Giunto nella località catalana di Port Bou il 25 settembre 1940, si vede però ritirare il visto di transito. Benjamin sente che la sua cattura da parte da parte della polizia di frontiera spagnola è probabile. Con la cattura, diverrebbe automatica l'espulsione dalla Spagna verso il territorio francese, ormai saldamente nelle mani dell'esercito nazista. Preso dal panico, la notte stessa lo scrittore si suicida con una overdose di morfina. Aveva con sé una valigia nera che custodiva gelosamente, in cui erano contenuti probabilmente dei manoscritti o delle pagine incompiute. Il giorno dopo ai suoi compagni di viaggio sarebbe stato permesso di proseguire per la loro destinazione. Altri suoi amici — tra cui Henny Gurland, futura moglie di Erich Fromm — provvidero alla sua tumulazione nel cimitero di Port Bou, pagando il fitto del loculo per soli cinque anni. Dopo tale periodo il suo corpo fu calato in una fossa comune, rendendo impossibile la sua identificazione; la sua valigia nera fu ritrovata alcuni decenni dopo presso il tribunale di Figueres, ma non conteneva il manoscritto cui Benjamin pare tenesse moltissimo.

Oggi a Portbou esiste un memoriale che ricorda la figura di Walter Benjamin. Ironia della sorte vuole che il visto che stava attendendo per imbarcarsi per gli Stati Uniti arrivò il pomeriggio successivo al suo suicidio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Duden Aussprachewörterbuch, 6a edizione, Mannheim, Bibliographisches Institut & F.A. Brockhaus AG, 2006.
  2. ^ «Le divagazioni di Caillois su una comunità aristocratica composta da individui spietati, tirannici, pronti ad affrontare i rigori di un'imminente età glaciale che avrebbe provocato una selezione implacabile, avevano un suono ancora più equivoco. Le connotazioni fascistizzanti di questi discorsi furono prontamente segnalate da critici di sinistra, socialisti e comunisti, nonché da un ascoltatore assiduo delle conferenze del Collège come Walter Benjamin» (da Carlo Ginzburg, Miti emblemi spie. Morfologia e storia, Einaudi, 1986, n.ed. 2000, p. 230).
  3. ^ «Da ricordare anche la nota con la quale terminano i volumi della corrispondenza [di Benjamin]: segnala che il dossier dei Passages (titolo del progetto al quale Benjamin stava lavorando alla fine della sua vita) è stato nascosto alla Bibliothèque Nationale di Parigi grazie a Bataille.» (da Il Collegio di sociologia. 1937-1939, Bollati Boringhieri 1991, p. 487).
  4. ^ Roberto Gilodi, Benjamin - Uno «straccivendolo» alla ricerca capillare dei rifiuti di Baudelaire in Alias (Roma), il manifesto, 24 marzo 2013, p. 3. URL consultato il 1º aprile 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Opere di Walter Benjamin[modifica | modifica sorgente]

  • Der Begriff der Kunstkritik in der deutschen Romantik, Verlag A. Francke, Bern 1920
  • Charles Baudelaire, Tableaux Parisiens. Deutsche Übertragung mit einem Vorwort über die Aufgabe des Übersetzers. Verlag von Richard Weißbach, Heidelberg 1923
  • Einbahnstraße, Rowohlt, Berlin 1928
  • Ursprung des deutschen Trauerspiels, Rowohlt, Berlin 1928
  • Deutsche Menschen. Eine Folge von Briefen. Auswahl und Einleitungen von Detlef Holz [Pseudonym]. Vita Nova Verlag, Luzern 1936
  • Zur Kritik der Gewalt, in: Archiv für Sozialwissenschaften und Sozialpolitik, 1921 (pdf)
  • Goethes Wahlverwandtschaften, in: Neue Deutsche Beiträge 1924/1925
  • Der Sürrealismus, in: Die literarische Welt, 1929
  • Karl Kraus, in: Frankfurter Zeitung, 1931
  • Franz Kafka. Zur zehnten Wiederkehr seines Todestages, Auszüge in: Jüdische Rundschau, 21. Dezember und 28. Dezember 1934
  • Das Kunstwerk im Zeitalter seiner technischen Reproduzierbarkeit, in: Zeitschrift für Sozialforschung, 1936
  • Der Erzähler. Betrachtungen zum Werk Nikolai Lesskows, in: Orient und Occident, 1936
  • Eduard Fuchs, der Sammler und der Historiker, in: Zeitschrift für Sozialforschung, 1937
  • Über einige Motive bei Baudelaire, in: Zeitschrift für Sozialforschung, 1939
  • Über den Begriff der Geschichte, in: Die Neue Rundschau, 1950
  • Das Passagen-Werk, hrsg. von Rolf Tiedemann, 2 Bände, Suhrkamp, Frankfurt am Main 1983 [Taschenbuchausgabe]
  • Berliner Kindheit um Neunzehnhundert. Mit einem Nachwort von Theodor W. Adorno und einem editorischen Postskriptum von Rolf Tiedemann. Fassung letzter Hand und Fragmente aus früheren Fassungen. Suhrkamp, Frankfurt am Main 1987
  • Berliner Kindheit um Neunzehnhundert. Gießener Fassung, hrsg. und mit einem Nachwort von Rolf Tiedemann. Suhrkamp, Frankfurt am Main 2000

Edizioni critiche[modifica | modifica sorgente]

  • Schriften. Hrsg. von Theodor W. Adorno und Gretel Adorno unter Mitwirkung von Friedrich Podszus. 2 Bände. Suhrkamp, Frankfurt am Main 1955
  • Illuminations. Walter Benjamin: Essays and Reflections. Vorwort, Bearbeitung und Hrsg. Hannah Arendt. Schocken Verlag, New York 1969, ISBN 0-8052-0241-2
  • Gesammelte Schriften. Unter Mitwirkung von Theodor W. Adorno und Gershom Scholem hrsg. von Rolf Tiedemann und Hermann Schweppenhäuser. Bde. I–VII, Suppl. I–III (in 17 Bänden gebunden). 1. Auflage, Suhrkamp, Frankfurt am Main 1972–1999. Revidierte Taschenbuch-Ausgabe: Bde. I–VII (in 14 Bänden gebunden), Suhrkamp, Frankfurt am Main 1991
    • Bd. I/1: Abhandlungen, S. 1–430.
      Der Begriff der Kunstkritik in der deutschen Romantik; Goethes Wahlverwandtschaften; Ursprung des deutschen Trauerspiels; Das Kunstwerk im Zeitalter seiner technischen Reproduzierbarkeit, Erste und Zweite Fassung
    • Bd. I/2: Abhandlungen, S. 435–796.
      "Charles Baudelaire. Ein Lyriker im Zeitalter des Hochkapitalismus", 3 Teile: "Das Paris des Second Empire bei Baudelaire", "Über einige Motive bei Baudelaire", "Zentralpark"; "Über den Begriff der Geschichte"; Selbstanzeige der Dissertation; "L'oeuvre d'art à l'époque de sa reproduction mécanisée"; "Notes sur les Tableaus parisiens de Baudelaire"
    • Bd. I/3: Abhandlungen, S. 797–1272. Anmerkungen der Herausgeber
    • Bd. II/1: Aufsätze, Essays, Vorträge, S. 1–406.
    • Bd. II/2: Aufsätze, Essays, Vorträge, S. 407–813.
    • Bd. II/3: Aufsätze, Essays, Vorträge, S. 815–1526.
    • Bd. III: Kritiken und Rezensionen, 727 S.
      Kritiken und Rezensionen 1912–1939/1940; Anhang: Entwürfe zu Rezensionen; Vorschläge für den Besprechungsteil der "Zeitschrift für Sozialforschung"
    • Bd. IV/1: Kleine Prosa, Baudelaire-Übertragungen, S. 1–605.
    • Bd. IV/2: Kleine Prosa, Baudelaire-Übertragungen, S. 607–1108.
      "Illustrierte Aufsätze"; "Hörmodelle"; "Geschichten und Novellistisches"; "Miszellen"
    • Bd. V/1: Das Passagen-Werk, S. 1–654.
    • Bd. V/2: Das Passagen-Werk, S. 655–1350.
    • Bd. VI: Fragmente, Autobiographische Schriften, 840 S.
      "Zur Sprachphilosophie und Erkenntniskritik"; "Zur Geschichtsphilosophie und Erkenntniskritik"; Lebensläufe; Aufzeichnungen 1906–1932; "Berliner Chronik um Neunzehnhundert"
    • Bd. VII/1: Nachträge, S. 1–519.
    • Bd. VII/2: Nachträge, S. 525–1024.
    • Supp. I: Kleinere Übersetzungen: Tristan Tzara, D'Annunzio, Aragon, Proust, Léon Bloy, Adrienne Monnier, Saint-John Perse, Balzac, Jouhandeau, 457 S.
    • Supp. II: Marcel Proust, Im Schatten der jungen Mädchen, 535 S.
    • Supp. III: Übersetzung (mit Franz Hessel): Marcel Proust, Guermantes, 596 S.
  • Briefe. Hrsg. und mit Anmerkungen versehen von Gershom Scholem und Theodor W. Adorno. 2 Bände. Suhrkamp, Frankfurt am Main 1955.
  • Gesammelte Briefe. Hrsg. vom Theodor-W.-Adorno-Archiv. 6 Bände, hrsg. von Christoph Gödde und Henri Lonitz. Suhrkamp, Frankfurt am Main 1995–2000

Opere di Walter Benjamin in italiano[modifica | modifica sorgente]

  • Walter Benjamin in Umberto Gandini (a cura di), Tre drammi radiofonici, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1978, ISBN 88-06-01925-2.
  • Walter Benjamin, Avanguardia e rivoluzione. Saggi sulla letteratura, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1979, ISBN 88-06-36772-2.
  • Walter Benjamin, Critiche e recensioni. Tra avanguardie e letteratura di consumo, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1979, ISBN 88-06-26443-5.
  • Walter Benjamin, Uomini tedeschi. Una scelta di lettere, con un saggio di Theodor Adorno, Milano, Adelphi, 1979, ISBN 88-459-0394-X.
  • Walter Benjamin in Giulio Schiavoni (a cura di), Orbis pictus. Scritti sulla letteratura infantile, Milano, Emme Edizioni, 1981.
  • Walter Benjamin in Gary Smith (a cura di), Diario moscovita, prefazione di Gershom Scholem, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1983, ISBN 88-06-56044-1.
  • Walter Benjamin in Giorgio Agamben (a cura di), Parigi, capitale del XIX secolo. Progetti appunti e materiali 1927-1940, traduzione di Gianni Carchia, Massimo De Carolis, Antonella Moscati, Francesco Porzio, Giuseppe Russo, Renato Solmi, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1986.
  • Walter Benjamin in Giulio Schiavoni (a cura di), Burattini, streghe, briganti. Illuminismo per ragazzi (1929-1932), Genova, il melangolo, 1989.
  • Walter Benjamin in Giorgio Agamben (a cura di), Ombre corte. Scritti 1928-1929, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1993, ISBN 88-06-13253-9.
  • Walter Benjamin, Sull'hascisch, traduzione di Giorgio Backhaus, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1996, ISBN 88-06-14115-5.
  • Walter Benjamin, Il concetto di critica nel romanticismo tedesco. Scritti 1919-1922, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1997, ISBN 88-06-54973-1.
  • Walter Benjamin in Giorgio Agamben (a cura di), Metafisica della gioventù. Scritti 1910-1918, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1997, ISBN 88-06-52969-2.
  • Walter Benjamin in Giorgio Agamben (a cura di), Strada a senso unico. Scritti 1926-1927, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1997, ISBN 88-06-56259-2.
  • Walter Benjamin in Gianfranco Bonola e Michele Ranchetti (a cura di), Sul concetto di storia, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1997, ISBN 978-88-06-14394-7.
  • Walter Benjamin, Il dramma barocco tedesco, introduzione di Giulio Schiavoni, traduzione di Flavio Cuniberto, nuova edizione, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1999, ISBN 978-88-06-15213-0.
  • Walter Benjamin in Renato Solmi (a cura di), Angelus Novus, con un saggio di Fabrizio Desideri, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2006, ISBN 978-88-06-18274-8.
  • Walter Benjamin in Giulio Schiavoni (a cura di), Strada a senso unico, nuova edizione accresciuta, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2006, ISBN 88-06-17627-7.
  • Walter Benjamin, L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica Unicità e Duplicità secondo Benjamin, traduzione di Enrico Filippini, prefazione di Cesare Cases, Torino, Giulio Einaudi editore [1955 (posth.)], 2000, ISBN 88-06-15443-5.
  • Walter Benjamin in Rolf Tiedemann (a cura di), Opere complete - Vol. IX - I "passages" di Parigi, edizione italiana a cura di Enrico Ganni, traduzione di Elena Agazzi, Giorgio Backhaus, Gianni Carchia, Massimo De Carolis, Fabrizio Desideri, Anna Maria Marietti, Antonella Moscati, Francesco Porzio, Giuseppe Russo, Renato Solmi riveduta da Hellmut Riediger, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2000, ISBN 978-88-06-13313-9.
  • Walter Benjamin in Rolf Tiedemann e Hermann Schweppenhäuser (a cura di), Opere complete - Vol. II - Scritti 1923-1927, edizione italiana a cura di Enrico Ganni, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2001, ISBN 978-88-06-14029-8.
  • Walter Benjamin in Rolf Tiedemann e Hermann Schweppenhäuser (a cura di), Opere complete - Vol. IV - Scritti 1930-1931, edizione italiana a cura di Enrico Ganni con la collaborazione di Hellmut Riediger, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2002, ISBN 978-88-06-16169-9.
  • Walter Benjamin in Rolf Tiedemann e Hermann Schweppenhäuser (a cura di), Opere complete - Vol. V - Scritti 1932-1933, edizione italiana a cura di Enrico Ganni con la collaborazione di Hellmut Riediger, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2003, ISBN 978-88-06-16575-8.
  • Walter Benjamin in Rolf Tiedemann e Hermann Schweppenhäuser (a cura di), Opere complete - Vol. VI - Scritti 1934-1937, edizione italiana a cura di Enrico Ganni con la collaborazione di Hellmut Riediger, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2004, ISBN 978-88-06-17083-7.
  • Walter Benjamin in Rolf Tiedemann e Hermann Schweppenhäuser (a cura di), Opere complete - Vol. VII - Scritti 1938-1940, edizione italiana a cura di Enrico Ganni con la collaborazione di Hellmut Riediger, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2006, ISBN 978-88-06-18216-8.
  • Walter Benjamin in Rolf Tiedemann e Hermann Schweppenhäuser (a cura di), Opere complete - Vol. I - Scritti 1906-1922, edizione italiana a cura di Enrico Ganni, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2008, ISBN 978-88-06-19329-4.
  • Walter Benjamin in Enrico Ganni (a cura di), Infanzia berlinese intorno al Millenovecento, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2007, ISBN 978-88-06-18850-4.
  • Walter Benjamin in Enrico Ganni (a cura di), Immagini di città, traduzione di Giorgio Backhaus, Marisa Bertolini, Gianni Carchia, Enrico Ganni e Hellmut Riediger, prefazione di Claudio Magris, con un scritto di Peter Szondi, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2007, ISBN 978-88-06-18917-4.
  • Walter Benjamin in Rolf Tiedemann (a cura di), I "passages" di Parigi (2 voll.), edizione italiana a cura di Enrico Ganni, traduzione di Elena Agazzi, Giorgio Backhaus, Gianni Carchia, Massimo De Carolis, Fabrizio Desideri, Anna Maria Marietti, Antonella Moscati, Francesco Porzio, Ginevra Quadrio Curzio, Giuseppe Russo e Renato Solmi riveduta da Hellmut Riediger, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2007, ISBN 978-88-06-18672-2.
  • Walter Benjamin in Rolf Tiedemann e Hermann Schweppenhäuser (a cura di), Opere complete - Vol. III - Scritti 1928-1929, edizione italiana a cura di Enrico Ganni, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2010, ISBN 978-88-06-19684-4.
  • Walter Benjamin in Rolf Tiedemann (a cura di), Sonetti e poesie sparse, traduzione di Francesca Boarini, Silvia Bortoli, Umberto Gandini, Enrico Ganni, Claudio Groff, Ida Porena e Hellmut Riediger, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2010, ISBN 978-88-06-17572-6.
  • Walter Benjamin in Giulio Schiavoni (a cura di), L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica e altri scritti sui media, Milano, Bur Rizzoli Editore, 2013, ISBN 978-88-17-06329-6.
  • Walter Benjamin in Giulio Schiavoni (a cura di), Burattini, streghe e briganti. Racconti radiofonici (1929-1932), Milano, Bur Rizzoli Editore, 2014. ISBN 978-88-17-07134-5.
  • Walter Benjamin in Herman Schweppenhäuser (a cura di), Opere complete - Vol. VIII - Frammenti e Paralipomena, edizione italiana a cura di Hellmut Riediger e Enrico Ganni, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2014. ISBN 9788806192488

Opere su Walter Benjamin[modifica | modifica sorgente]

  • Furio Jesi, «Ermetismo di Benjamin» (1970), Cultura tedesca, 12, dicembre 1999, pp.145-146
  • Gershom Scholem, Walter Benjamin e il suo angelo, tr. Maria Teresa Mandalari, Adelphi, Milano 1978
  • Riccardo Gavagna, Benjamin in Italia. Bibliografia italiana 1956/80, Firenze, Sansoni, 1982
  • Franco Rella (a cura di), Critica e storia. Materiali su Benjamin, Cluva, Venezia, 1980 (testi di Franco Rella, Massimo Cacciari, Jacques Derrida, Fabrizio Desideri, Giorgio Franck, Rosetta Infelise-Fronza, Günther Mensching, Walter Benjamin)
  • Giorgio Agamben, «Paesaggi benjaminiani», aut aut, 189-190, maggio-agosto 1982 (testi di Walter Benjamin, Giorgio Agamben, Pierre Klossowski, Peter Szondi, Antonella Moscati, Remo Bodei, Antonio Prete, Wolfgang Kemp, Barbara Kleiner, Edoardo Greblo)
  • Lucio Belloi e Lorenzina Lotti (a cura di), Walter Benjamin. Tempo storia linguaggio, Editori Riuniti, Roma, 1983 (Convegno di Modena 22-24 aprile 1982, testi di Fabrizio Desideri, Liliana Rampello, Ferruccio Masini, Hermann Schweppenhäuser, Giorgio Agamben, Jean-Michel Rey, Antonio Prete, Burkhardt Lindner, Franco Rella, Giulio Schiavoni, Gianni Carchia, Remo Bodei, Irving Wohlfarth)
  • Gianni Carchia, «Il Passagenwerk di Walter Benjamin», aut aut, 197-198, settembre-dicembre 1983, pp.32-37
  • Edoardo Greblo, «L'ascesi della teoria. Walter Benjamin dal neokantismo alla filosofia concreta», aut aut, 202-203, luglio-ottobre 1984, pp. 113-125
  • Emanuele Castrucci, Diritto come mito. Sul giovane Benjamin, in: Emanuele Castrucci, La forma e la decisione. Studi critici, Giuffrè, Milano 1985, pp. 67-89
  • Andrea Lanza, Musica e società di massa', in: Il secondo Novecento (Storia della musica, 12), EDT, Torino, 1991
  • Bernd Witte, Walter Benjamin. Introduzione alla vita e alle opere, tr. Petra Dal Santo, Lucarini, Roma, 1991
  • Gershom Scholem, Walter Benjamin. Storia di un'amicizia, tr. Emilio Castellani e altri, Adelphi, Milano 1992
  • Hannah Arendt, Il pescatore di perle: Walter Benjamin (1892-1940), SE, Milano 1993
  • Fabrizio Desideri, La porta della giustizia. Saggi su Walter Benjamin, Pendragon, Bologna 1995
  • Andrea Pinotti, Piccola storia della lontananza. Walter Benjamin storico della percezione, Libreria Cortina, Milano, 1999
  • Girolamo de Michele, Tiri mancini: Walter Benjamin nella critica italiana, Mimesis, Milano 2000
  • Bruno Arpaia, L'angelo della storia, Guanda 2001.
  • Tamara Tagliacozzo, Esperienza e compito infinito nella filosofia del primo Benjamin, Quodlibet, Macerata, 2003
  • Giulio Schiavoni, Walter Benjamin. Il figlio della felicità. Un percorso biografico e concettuale, Einaudi, Torino, 2001
  • Eleonora de Conciliis, La redenzione ineffettuale. Walter Benjamin e il messianismo moderno, La Città del Sole, Napoli 2001
  • Michael Lowy "Segnalatore d'incedio" Una lettura delle tesi Sul concetto di storia di Walter Benjamin, Bollati Boringhieri, Torino, 2004
  • Tilla Rudel, Walter Benjamin: l'Ange assassiné, éd. Menges - Place Des Victoires, 2006
  • Laura Sturma, «La nominazione secondo Walter Benjamin», aut aut, 331, luglio-settembre 2006, pp.216-23
  • Maria Teresa Costa, Il carattere distruttivo. Walter Benjamin e il pensiero della soglia, Quodlibet, Macerata, 2008
  • Sandro Pignotti: Walter Benjamin - Judentum und Literatur. Tradition, Ursprung, Lehre mit einer kurzen Geschichte des Zionismus. Rombach, Friburgo 2009
  • Alice Barale: La malinconia dell'immagine. Rappresentazione e significato in Walter Benjamin e Aby Warburg, Firenze University Press, Firenze 2009
  • Dario Gentili, Topografie politiche. Spazio urbano, cittadinanza, confini in Walter Benjamin e Jacques Derrida, Quodlibet, Macerata 2009
  • Gianni Carchia, Nome e immagine. Saggio su Walter Benjamin, Quodlibet, Macerata 2010
  • Giovanni Gurisatti, Costellazioni. Storia, arte e tecnica in Walter Benjamin, Quodlibet, Macerata 2010
  • Eric Jacobson: Metaphysics of the Profane: The Political Theology of Walter Benjamin and Gershom Scholem. Columbia University Press, New York. 2003.
  • Carlo Saletti (a cura di) "FINE TERRA Benjamin a Portbou", Ombre Corte Documenta Verona 2010.
  • Idolo Hoxhvogli, Città e storia. A partire da Walter Benjamin, «La mosca di Milano», n. 22 (2010); «Poliscritture», n. 7 (2010).
  • Stefan Gandler, «Perché l’angelo della storia guarda indietro?», Marxismo oggi. Rivista quadrimestrale di cultura e politica, n. 1, Milano, Teti, primavera 2004, pp.145-146.
  • Andrea Galgano, «Walter Benjamin. Il sommerso del dolore», in Mosaico, Roma, Aracne 2013, pp. 431-433.
  • Fabio Antonio Scrignoli, La vita oltre l'opera - I concetti della Kunstkritik di Walter Benjamin (1919-1925) Editoriale Artemide, 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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