Silvia Montefoschi

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Silvia Montefoschi (Roma, 12 giugno 1926Zurigo, 16 marzo 2011) è stata un medico, biologo e psicoanalista italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la laurea in Medicina e quella in Biologia, ottenute nell'immediato dopoguerra, Montefoschi si trasferisce a Napoli, dove inizia una breve esperienza di ricerca in ambito biologico.

Rientrata a Roma, nel 1952 inizia quindi l'analisi personale presso Ernst Bernhard, psicologo analista di origini tedesche e allievo di Carl Gustav Jung.

Membro della Società Internazionale di Psicologia Analitica, assieme a Bernhard è membro fondatore dell'Associazione Italiana di Psicologia Analitica; intorno al 1970 è uscita da entrambe le associazioni per il rifiuto per quella che riteneva l'inevitabile identificazione dogmatica del pensiero nell'appartenenza ad una "scuola".

Nei primi anni sessanta Montefoschi si trasferisce a Milano dove inizia l'attività di psicoanalista e, nel contempo, collabora con il Centro Studi di Psicologia Clinica di Milano. A questo periodo risalgono i suoi primi contributi teorici.

In parallelo all'attività psicoterapeutica si occupa, soprattutto attraverso la costituzione di successivi gruppi di lavoro, della supervisione e della formazione di nuovi allievi. Nei primi anni ottanta si trasferisce a Genova dove insieme ad un gruppo di allievi liguri fonderà il "Laboratorio Ricerche Evolutive Silvia Montefoschi". L'esperienza avrà vita breve. Intorno al 2000 Montefoschi si trasferisce a Sarzana. Muore a Zurigo nel marzo del 2011.

Il metodo psicoanalitico e/è il metodo dell'intersoggettività[modifica | modifica wikitesto]

Lo studio della Montefoschi si è concentrato in particolare sulla psicoanalisi come metodo conoscitivo che abbraccia progressivamente tutti gli aspetti del reale. Inizialmente il suo pensiero si caratterizza per l'interpretazione in chiave dialettica del pensiero junghiano. Successivamente, con L'uno e l'altro. Interdipendenza e intersoggettività nel rapporto psicoanalitico (1977) esplicita la relazione analitica tra analista e analizzando in senso relazionale, descrivendola come il passaggio dal rapporto di interdipendenza al rapporto di intersoggettività.

L'intersoggettività tra analista e analizzando si realizza quando ciascuno riconosce l'altro come soggetto della relazione e non più come oggetto di soddisfacimento dei propri bisogni. In quest'ottica rilegge radicalmente tutto il metodo psicoanalitico.

Il tabù dell'incesto legge dell'evoluzione universale[modifica | modifica wikitesto]

La dinamica del tabù dell'incesto nella sua doppia formulazione come violabile e inviolabile ad un tempo, viene letta come dinamica conoscitiva e considerata come teoria della conoscenza e dell'evoluzione. In questo fedele al dato di fatto che la dinamica del tabù dell'incesto è sempre stata quella teoria della conoscenza che la psicoanalisi, sin dal suo primo nascere con Freud, porta con sé.

Il suo pensiero si sintetizza nel 1985 con la pubblicazione de Il sistema uomo; il passaggio dall'interdipendenza all'intersoggettività viene esteso oltre il rapporto psicoanalitico, e applicato a tutta la conoscenza del reale.

L'uomo, riflettendo su di sé, si accorge di essere Soggetto riflessivo e non si identifica più unicamente con l'Io e con la corporeità. Il Soggetto riflessivo coglie la propria coincidenza con l'Essere tutto del reale, anzi, è l'Essere stesso che conosce progressivamente se stesso attraverso il pensiero umano, culmine di tutta la storia della conoscenza della realtà.

Nel 1987, con Il principio cosmico o del tabù dell'incesto, che reca come sottotitolo Storia della preistoria del Verbo, Montefoschi aprirà l'ultima fase del suo pensiero. Il libro interpreta tutta la storia dell'universo come la progressiva evoluzione del Pensiero, che conosce se stesso attraverso le forme viventi che incarnano livelli di riflessione via via sempre più elevati ed ampi.

Negli ultimi anni questo processo evolutivo è descritto più compiutamente: l'Essere (il Pensiero Uno), quale ideante, si dice nell'idea come effetto del suo ideare. Così l'universo passa dalla potenza all'atto sin dal primo momento del conoscersi (il big bang). In questa conoscenza, che necessariamente differenzia l'ideante (il soggetto) dall'idea (l'oggetto), l'Essere quale Pensiero Uno si frammenta via via nella materia.

Come il termine uni-verso fa intendere, finalità ultima della conoscenza dell'Essere è quella di recuperare a sé in modo dialettico il Pensiero Uno, andando oltre la frammentarietà del reale. Per questo Montefoschi teorizza un ultimo salto riflessivo oltre il "sistema uomo", dove l'Essere si conoscerà originariamente come essere duale, intersoggettivo.

La storia della psicoanalisi ultimo brano della storia dell'universo[modifica | modifica wikitesto]

« E la psicoanalisi svelando l'unitarietà di tutti gli ambiti dello scibile, è arrivata alla visione unitaria dell'essere [...] »
(L'ultimo tratto di percorso del Pensiero Uno - Escursione nella filosofia del XX secolo, 2006, Silvia Montefoschi)

La psicoanalisi, proprio come metodo di continua riflessione su di sé e sulla realtà, secondo la Montefoschi segnerebbe l'avvento di quest'ultimo salto evolutivo della conoscenza.

Simbolicamente questo salto coincide con il recupero a sé del femminile da parte del Pensiero Uno che, sinora nella storia, si è vissuto solo come soggetto maschile. Infatti, all'uomo sempre è stato dato il ruolo di portatore del pensiero e dello spirito, mentre la donna si è sempre identificata nell'essere che doveva portare avanti l'oggettualità materiale della vita.

Ma sarebbe un errore e comunque riduttivo interpretarlo come una presa di posizione in difesa della donna, che è tipica del femminismo classico. Il pensiero qui si muove piuttosto in difesa dell'emancipazione del pensiero stesso, in quanto il femminile è prima di tutto una funzione del pensiero la cui emancipazione è necessaria principalmente per poter finalmente esercitare per la prima volta la vera funzione del pensiero, che è quella di pensare l'amore così come di riflesso la vera funzione dell'amore è quella di amare il pensiero.

Il testo che traccia quest'ultima tappa del pensiero di Montefoschi è in particolare La storia di colui che è narrata in coloro che sono (2005).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L'uno e l'altro. Interdipendenza e intersoggettività nel rapporto psicoanalitico, Feltrinelli, 1977
  • Oltre il confine della persona, Feltrinelli, 1979
  • La dialettica dell'inconscio, Feltrinelli, 1980
  • Al di là del tabù dell'incesto, Feltrinelli, 1982
  • Il primo dirsi dell'essere nella parola, i miti cosmo-antropogonici, CLESP, Padova, 1984
  • Psicoanalisi e dialettica del reale, Bertani, 1984
  • C.G. Jung: un pensiero in divenire, Garzanti, 1985
  • Il sistema uomo. Catastrofe e rinnovamento, R. Cortina, 1985
  • Essere nell'essere, Cortina, 1986
  • La coscienza dell'uomo e il destino dell'universo, Bertani, 1986
  • Il principio cosmico o del tabù dell'incesto. Storia della preistoria del verbo, Bertani, 1987
  • Il vivente, Laboratorio Ricerche Evolutive, Genova, 1989
  • Fu una pioggia di stelle sul mio viso (Napoli 1952), Laboratorio Ricerche Evolutive, Genova, 1989
  • 1 - Il senso della psicoanalisi. Da Freud a Jung e oltre, Zephyro, 2004
  • La storia di colui che è narrata in coloro che sono, Zephyro, 2005
  • Oltre l'Omega, Zephyro, 2006
  • L'ultimo tratto di percorso del Pensiero Uno, Zephyro, 2006
  • 2* - L'evoluzione della coscienza. Dal sistema uomo al sistema cosmico, Zephyro, 2006
  • 2** - L'evoluzione della coscienza. Dal sistema uomo al sistema cosmico, Zephyro, 2008
  • Il manifestarsi dell'essere in Silvia Montefoschi, con B. Pietrini e F. Raggi, Zephyro, 2009
  • 3 - Il tabù dell'incesto e la storia dell'universo, Zephyro, 2011

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