Maurice Merleau-Ponty

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Maurice Merleau-Ponty (Rochefort-sur-Mer, 14 marzo 1908Parigi, 3 maggio 1961) è stato un filosofo francese, esponente di primo piano della fenomenologia francese del Novecento.

Maurice Merleau-Ponty.jpg

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli studi secondari, terminati al liceo Louis-le-Grand di Parigi, Maurice Merleau-Ponty diviene allievo della École normale supérieure, nello stesso periodo di Sartre, e consegue il diploma di laurea in filosofia (agrégé) nel 1930. Dopo il servizio militare inizia la sua carriera di insegnante nei licei. Prima a Beauvais, dal 1930 al 1933, poi a Chartres fino a 1939 e dal 1940 al 1944 a Parigi, al liceo Carnot. Entrato nella Resistenza continua a studiare e a scrivere per il dottorato, che consegue nel 1945. Il dottorato in Lettere 1945 lo ottiene con due libri già molto significativi: La struttura del comportamento (1942) e La fenomenologia della percezione (1945). Nel 1948 è docente all'Università di Lione, ma nel 1949 ottiene la docenza in psicologia e pedagogia alla Sorbona. Dal 1952 fino alla morte, avvenuta nel 1961, sarà titolare della cattedra di filosofia del Collegio di Francia: diventando il più giovane eletto a una cattedra. È stato anche membro del comitato direttivo della rivista "Les Temps modernes", oltre che editorialista politico, dalla fondazione della rivista nell'ottobre 1945 fino al dicembre 1952. Merleau-Ponty muore per arresto cardiaco la sera del 3 maggio 1961 all'età di 53 anni e viene sepolto al cimitero Père Lachaise a Parigi.

Nella formazione di Merleau-Ponty sono importanti l'influenza dal pensiero di Edmund Husserl, che però egli interpreta in maniera originale, e di Max Scheler, inoltre il rapporto con Sartre, Simone de Beauvoir e altri intellettuali della Parigi degli anni '40, coi quali condivide un clima culturale che permea il suo pensiero. Un rapporto però per niente pacifico e spesso conflittuale, che porterà alla fine alla rottura con Sartre e non solo per ragioni politiche ma anche prettamente speculative. Può essere ragionevolmente classificato come un pensatore esistenzialista anche proprio per la sua affinità di fondo con Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir e la sua concezione fondamentalmente heideggeriana dell'essere.

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Il primato della percezione[modifica | modifica wikitesto]

Fin dall'epoca de La struttura del comportamento (1942) e La fenomenologia della percezione (1945), Maurice Merleau-Ponty si pone il problema di dimostrare che la percezione non è affatto la risultante di sensazioni atomiche causali contrariamente a ciò che afferma la tradizione illuministica che inizia da John Locke, la cui concezione atomistico-causale si perpetua in alcune correnti della psicologia contemporanea (cfr. comportamentismo). Secondo Merleau-Ponty la percezione ha piuttosto una dimensione attiva in quanto apertura primordiale, innata e strutturale, al mondo della vita (cfr. Lebenswelt).

In questo senso, e anche per l’idea del carattere morale della percezione, appare rievocata la posizione di Emerson, con la sua etica della percezione come realtà attiva e già intrinsecamente morale.[1]

Secondo una formula della fenomenologia di Edmund Husserl, «ogni coscienza è coscienza di qualche cosa», si impone quindi una distinzione tra l'«atto del pensare» (noesi) e «l'oggetto intenzionale del pensiero» (noema); tale impostazione fa della correlazione noetico-noematica il fondamento stesso della costituzione di ogni analisi della coscienza.

Studiando i manoscritti postumi di Husserl, Merleau-Ponty mostra come vi siano fenomeni non riconducibili alla correlazione noetico-noematica. In particolare Merleau-Ponty evidenzia come non rientrino in questi casi:

  • le autopercezioni corporali (nelle quali si è contemporaneamente corpo-oggetto e corpo-soggetto),
  • la percezione soggettiva del tempo (la coscienza non è né un atto di coscienza né un oggetto di pensiero), e
  • la percezione dell'altro (le prime considerazioni dell'altro in Husserl sembrano condurre al solipsismo).

La distinzione tra noema e noesi non sembra dunque costituire un fondamento irriducibile: può piuttosto comparire ad un livello di analisi più profondo. Di conseguenza Merleau-Ponty rinuncia alla postulazione husserliana («ogni coscienza è coscienza di qualche cosa») e sviluppa la tesi secondo la quale «ogni coscienza è coscienza percettiva». Egli definisce così uno sviluppo teorico alternativo all'interno della fenomenologia, indicando che la concettualizzazione deve essere riesaminata alla luce di un primato della percezione.

Quadro generale dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

La corporeità[modifica | modifica wikitesto]

René Descartes (Cartesio)

Partendo dallo studio della percezione, Merleau-Ponty giunge alla conclusione che il corpo proprio non è solamente una cosa, un potenziale oggetto di studio della scienza, ma è anche la condizione necessaria dell'esperienza: il corpo costituisce l'apertura percettiva al mondo. Per così dire, il primato della percezione significa un primato dell'esperienza, nel momento in cui la percezione riveste un ruolo attivo e costitutivo.

Lo sviluppo di suoi lavori instaura quindi un'analisi che riconosce sia una dimensione corporea della coscienza sia una sorta di intenzionalità del corpo. L'argomentazione è in netto contrasto, di fatto, con l'ontologia dualista delle categorie corpo-spirito di René Descartes (un pensatore che riveste per Merleau-Ponty un'importanza particolare, malgrado le evidenti divergenze che li separano). Comincia quindi uno studio dell'incarnazione dell'individuo nel mondo, cercando di superare l'alternativa tra una pura libertà ed un puro determinismo, come anche di superare il divario tra il corpo-per-sé ed il corpo-per-altri.

Il linguaggio[modifica | modifica wikitesto]

Pertanto la corporeità ha una dimensione espressiva intrinseca, fondamentale per la costituzione dell'ego: è una delle conclusioni de La struttura del comportamento sulla quale Merleau-Ponty ritornerà continuamente nei successivi lavori. Seguendo questo filone, egli procede all'analisi delle modalità con cui un soggetto incarnato realizza attività che superano il livello organico, come nel caso delle attività intellettuali e tutto ciò che pertiene la vita culturale.

Egli considera dunque attentamente il linguaggio in quanto nocciolo della cultura, esaminando soprattutto i legami fra lo sviluppo del pensiero e del senso, arricchendo contemporaneamente la sua prospettiva, non solo attraverso l’analisi dell’acquisizione del linguaggio e dell’espressività del corpo, ma anche prendendo in considerazione le patologie del linguaggio, nei campi della pittura, il cinema, gli utilizzi letterari del linguaggio e la poesia.

Si può notare che questa preoccupazione per il linguaggio include fin dal principio una considerazione delle espressioni rilevanti della sfera artistica, come testimonia La struttura del comportamento che contiene tra l'altro un passaggio sul pittore el Greco (p. 219 sgg.) prefigurando i propositi che sviluppa nel 1945 in Il dubbio di Cézanne, in seguito alle considerazioni della Fenomenologia della percezione.

In tale misura, il lavoro che realizza quando si occupa del corso di Psicologia del bambino e di Pedagogia all'Università della Sorbona non è un intermezzo alle sue preoccupazione filosofiche e fenomenologiche, ma rappresenta piuttosto un momento significativo dello sviluppo delle sue riflessioni.

Come indicano gli appunti dei suoi corsi alla Sorbona, durante questo periodo Merleau-Ponty mantiene un dialogo tra la fenomenologia e i diversi lavori realizzati in psicologia, sempre ritornando sullo studio dell'acquisizione del linguaggio da parte del bambino, oltre a sfruttare ampiamente l'apporto dei lavori di linguistica di Ferdinand de Saussure e a lavorare sulla nozione della struttura mediante una discussione dei lavori in psicologia, in linguistica ed in antropologia sociale.

Le arti[modifica | modifica wikitesto]

È importante precisare che l'attenzione che Merleau-Ponty ha per le diverse forme d'arte (visive, plastiche, letterarie, poetiche, etc.) non dipende affatto dalle problematiche intorno al bello, né è orientata all'elaborazione di criteri normativi sull'arte. Perciò non è possibile trovare nei suoi lavori una teoria su cosa costituirebbe un capolavoro, un'opera d'arte o un manufatto artigianale. Il suo obiettivo è prima di tutto analizzare le strutture invarianti che stanno alla base dell'espressività, affiancando alle proprie considerazioni sul linguaggio un'attenzione particolare al lavoro degli artisti, dei poeti e degli scrittori. Tuttavia, malgrado non stabilisca dei criteri normativi sull'arte in quanto tale, nelle sue opere Merleau-Ponty mantiene una distinzione prevalente tra espressione prima ed espressione seconda, teorizzata tra l'altro nella Fenomenologia della percezione (p. 207 dell'edizione francese, seconda nota a piè di pagina), e ripresa talvolta con i termini di linguaggio parlato e linguaggio parlante (La prose du monde, p. 17-22). Il linguaggio parlato (o espressione seconda) rinvia al nostro bagaglio linguistico, all'eredità culturale che abbiamo acquisito, nonché alla massa bruta del rapporto dei segni e delle significazioni. Il linguaggio parlante (o espressione prima) è il linguaggio in quanto formalizzazione di un senso, il linguaggio nel momento in cui procede alla realizzazione di un pensiero, al momento in cui si fa realizzazione di senso. Quest'ultimo è il linguaggio che interessa Merleau-Ponty nel momento in cui tratta della natura della produzione e della recezione delle espressioni: un soggetto che implica anche un'analisi dell'azione, dell'intenzionalità, della percezione, nonché dei rapporti tra la libertà e le determinazioni esterne.

Les joueurs de cartes, Paul Cézanne

Riguardo all’opera pittorica, Merleau-Ponty constata che, nel momento dell'attività creativa, l’artista pittore può avere inizialmente una certa idea e desiderare di realizzarla, o, ancora, che questi può dapprima lavorare il materiale nel tentativo di farne scaturire una certa idea o emozione, ma che in un caso come nell’altro, c’è nell’attività del pittore una elaborazione dell’espressione che si ritrova intimamente in connessione con il senso che è messo in opera. È a partire da questa constatazione di base che egli cerca di esplicitare le strutture invarianti che caratterizzano l’espressività, nel tentativo di dare conto della sovradeterminazione di senso che egli ha affermato ne Il dubbio di Cézanne.

Tra le strutture da considerare, lo studio della nozione di stile occuperà un posto importante ne: Le langage indirect et les voix du silence (1960). A dispetto di alcune sintonie con André Malraux, il filosofo evidenzia la distanza in relazione a tre concezioni del concetto di stile che costui adopera ne: Les voix du silence (pubblicato nella collezione La Pléiade e che raggruppa i quattro volumi di Psicologia dell’arte pubblicati dal 1947 al 1950). Merleau-Ponty osserva che, in quest’opera, il concetto di stile risulta impiegato da Malraux talvolta in un’ottica molto soggettiva venendo assimilato ad una proiezione dell’individualità dell’artista, talvolta, al contrario, in un’ottica più metafisica, e cioè mistica, a suo dire, dove il concetto di stile è quindi legato ad una concezione di “superartista” che esprime Lo Spirito della pittura, mentre, infine, talvolta si riduce semplicemente a designare una categorizzazione di scuola o di movimento artistico.

Per Merleau-Ponty, sono questi diversi utilizzi della nozione di stile che portano André Malraux a postulare una scissione tra l’oggettività della pittura del Rinascimento italiano e la soggettività della pittura del suo tempo, cosa a cui Merleau-Ponty si oppone. Secondo lui, è fondamentale considerare questa problematica alla radice, riconoscendo che lo “stile” è innanzi tutto un’esigenza dovuta al primato percettivo, ciò che implica anche prendere in considerazione gli ambiti della storicità e dell’intersoggettività.

La storia e l'intersoggettività[modifica | modifica wikitesto]

Sia i suoi lavori sulla corporeità che quelli sul linguaggio rivelano l'importanza, per la comprensione dell'espressività, del radicamento dell'individuo nel cuore del mondo vissuto. O meglio, questo radicamento include le dimensioni della storicità e dell'intersoggettività, che egli si sforza dunque di rendere intelligibili.

Il problema filosofico di fondo in Merleau-Ponty è quello del relazionarsi dell'uomo al mondo nella sua totalità, come natura e come altro da sé specchiato in sé. L'uomo è una coscienza inserita in un tutto e il rapporto tra il sé e il tutto è l'orizzonte esistenziale in cui il filosofo francese si pone.

Merleau-Ponty si oppone fortemente a concepire l'anima e il corpo separatamente. Essi sono soltanto le "modalità" dl comportamento, o meglio i "livelli" percettivi che possono far pensare a una separazione che in realtà non esiste. Si legga:

« La distinzione tanto frequente di psichico e somatico trova luogo in patologia, ma non può servire alla conoscenza dell'uomo normale, cioè dell'uomo integrato, perché per esso i processi somatici non si svolgono isolatamente ma sono inseriti in un raggio di azione più ampio. »
(La struttura del comportamento, Bompiani, Milano 1963, p.292)

In La struttura del comportamento egli afferma in definitiva che il vero problema filosofico sta nel saper distinguere tra ciò che è struttura e ciò che è significato. L'altro da me, essendo strutturato come me, mi è accessibile purché io sappia cogliere il "significato" del suo comportamento.

Come punto di partenza per la considerazione della storia dell'intersoggettività, egli sottolinea che l'individuo non è né soggetto - giacché egli fa parte di un universo socio-culturale e linguistico già strutturato -, né prodotto (poiché egli partecipa alle istituzioni già strutturate di cui si è detto, e vi influisce per l'uso che ne fa, compreso (ad esempio) ciò che egli trae dal linguaggio convenzionale per plasmare un modello di studio per la comprensione di questi medesimi fenomeni (come Merleau-Ponty rilevò nel dossier di studi presentati per la sua candidatura al Collège de France.

Il retaggio husserliano è fortemente presente in La fenomenologia della percezione dove egli scrive:

« Riflettere autenticamente significa darsi a se stesso, non come una soggettività oziosa e recondita, ma come ciò che si identifica con la mia presenza al mondo e agli altri come io la realizzo adesso. Io sono come mi vedo, un campo intersoggettivo, non malgrado il mio corpo e la mia storia, ma perché io sono questo corpo e questa situazione storica per mezzo di essi. »
(Phénomenologie de la perception, Gallimard, Paris 1945, p.515)

Le scienze[modifica | modifica wikitesto]

Le scienze, in Merleau-Ponty come in Husserl, sono da criticare in quanto nella loro pretesa di oggettività, ignorano un fatto fondamentale: il punto di vista, l'inerenza dell'uomo ad una spazialità e temporalità irriducibili.Nel principio di indeterminazione di Heisenberg è già espressa una verità fondamentale: l'osservatore disturba l'esperimento. Riportare le scienze alla loro consapevolezza dell'esperire un mondo naturale, ancora prima di formularlo in riflessione o significazione, non equivale in Merleau-Ponty e in Husserl alla sconfessione della scienza. Piuttosto di fronte ai rischi dello scetticismo o del solipsismo si tratta anche nelle scienze di giungere ad un'obiettività che sia concreta e non idealistica.

La psicologia[modifica | modifica wikitesto]

La psicologia in Merleau-Ponty occupa un posto importante, poiché egli pone nell'esistere un suo fondamento strutturale pre-esperienziale. La percezione di per sé non è attendibile perché ambigua, perché il soggettivo e l'oggettivo sono già sempre pre-integrati nella struttura ontica, che è nello stesso tempo anche psicologica ed esistenziale. Se è vero che Merleau-Ponty si è dimostrato sempre attento agli studi di psicologia, la maggioranza degli specialisti della storia di questa disciplina riconoscono che è altrettanto vero che le sue opere hanno avuto un effettivo impatto a livello delle ricerche in psicologia. La Struttura del Comportamento (1942) prende in considerazione un ampio ventaglio di ricerche sperimentali dell'epoca per mostrare le molteplici difficoltà con cui si sono dovute confrontare alcune di queste opere, in particolare quelle del behaviourismo (comportamentismo), dovute ai presupposti ontologici su cui implicitamente queste si fondano. Ma, per contro, egli dimostra pure che i dati sperimentali della psicologia mettono in evidenza certi problemi propri dell'epistemologia e della filosofia delle scienze dell'epoca.

La sociologia e l'antropologia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'atteggiamento di Merleau-Ponty sotto il profilo socio-antropologico si deve tener presente il suo forte interesse per lo strutturalismo, espresso in parte da Marcel Mauss e soprattutto da Claude Lévi-Strauss, con cui ha avuto modo di confrontarsi direttamente. In ogni caso i suoi contributi sono stati notevoli e ripresi da altri studiosi posteriori che hanno sviluppato e approfondito iul suo concetto di percezione anche in senso sociologico.

Il pensiero politico[modifica | modifica wikitesto]

Il pensiero politico di Merleau-Ponty non si situa né ad un livello di elaborazione teorica di una filosofia politica propriamente detta, né ad un livello di una cronaca dell'attualità e dei suoi eventi politici. L’elaborazione del suo pensiero politico procede in un va e vieni dentro questi livelli. Non si preoccupa, men che meno secondo i suoi desideri, né di appiattire una teoria sugli avvenimenti contingenti, facendo derivare le azioni intraprese partendo da principi politico-morali, né di reagire ad ogni avvenimento come se fosse privo di una dimensione filosofica.

La sua visione del marxismo consiste in una rilettura di esso in chiave umanistica, tale da reagire ai massimalismi schematici e dottrinari che lo caratterizzano, specialmente nella versione sovietica o sovietizzante. Egli dubita persino che il materialismo storico nella sua attualizzazione sia conforme a Marx. Nella politica "reale" egli vede il conflitto tra capitalismo e socialismo ormai solo come convenzionale e retorico. Nella realtà egli vede una prassi politica corrente ormai fatta di opportunità e di tatticismi furbeschi, con i quali i grandi temi rivoluzionari sarebbero stati traditi e dimenticati.

Egli pubblica Umanesimo e terrore (1947) in cui arriva a giustificare i processi di Mosca in nome della responsabilità 'oggettiva' degli accusati e Le Avventure della dialettica (1955), opere che, oltre a contenere il profilo di una filosofia della storia, affrontano l’interpretazione del marxismo, senza per altro aderire ad una qualsiasi dottrina. Egli pubblica anche parecchi articoli di contenuto politico su vari giornali, come pure sulla rivista Les Temps modernes di cui è l’editorialista politico fino alle sue dimissioni, nel dicembre 1952, dovute a divergenze d’opinione relative sia alle prospettive di impegno sociale degli intellettuali che alle posizioni politiche di Sartre, come ne è testimonianza il materiale Sartre, Merleau-Ponty : Le lettere di una rottura (in Parcours deux, 2000).

Lista dettagliata delle opere[modifica | modifica wikitesto]

1942
  • La structure du comportement, Paris, Presses universitaires de France, collection « Bibliothèque de Philosophie contemporaine », 1942, 248 pages. (Rédaction terminée en 1938. Première publication en 1942 dans la collection « Bibliothèque de Philosophie contemporaine » ; nouvelle édition précédée de Une philosophie de l'ambiguïté de Alphonse De Waelhens à partir de 1990, dans la collection « Quadrige ».)

1945[modifica | modifica wikitesto]

  • Phénoménologie de la perception, Paris, Éditions Gallimard, collection « Bibliothèque des Idées », 1945, 531 pages. (Première publication en 1945 dans la collection « Bibliothèque des Idées » ; dans la collection « Tel » à partir de 1976.)
  • Le roman et la métaphysique, dans la revue Cahiers du Sud, volume 22, numéro 270, mars-avril 1945. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Nagel (1966) et dans la nouvelle édition de Sens et non-sens avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 34 à 52.)
  • La guerre a eu lieu, dans Les Temps modernes, volume 1, numéro 1, octobre 1945 (écrit en juin 1945). (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Nagel (1966) et dans la nouvelle édition de Sens et non-sens avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 169 à 185 ; aussi republié dans La guerre a eu lieu, Nîmes, Édition Champ Social, collection « Questions-actuelles.net», 2007.)
  • La querelle de l'existentialisme, dans Les Temps modernes, volume 1, numéro 2, 1945. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Nagel (1966) et dans la nouvelle édition de Sens et non-sens avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 88 à 101.)
  • Le doute de Cézanne, dans la revue Fontaine, volume 8, numéro 47, décembre 1945. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Nagel (1966) et dans la nouvelle édition de Sens et non-sens avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 13 à 33.)

1946[modifica | modifica wikitesto]

  • Autour du marxisme, dans Fontaine, volume 5, numéros 48-49, janvier-février 1946. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Nagel (1966) et dans la nouvelle édition de Sens et non-sens avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 120 à 151.)
  • Le culte du héros, dans Action, numéro 74, 1er février 1946. (Republié sous le titre Le héros, l'homme, dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Nagel (1966) et dans la nouvelle édition de Sens et non-sens avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 221 à 226).
  • Pour la vérité, dans Les Temps modernes, volume 1, numéro 4, 1946 (mais écris en novembre 1945). (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Nagel (1966) et dans la nouvelle édition de Sens et non-sens avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 186 à 208).
  • Foi et bonne foi, dans Les Temps modernes, volume 1, numéro 5, 1946. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Nagel (1966) et dans la nouvelle édition de Sens et non-sens avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 209 à 220.)
  • Marxisme et philosophie, dans Revue internationale, volume 1, numéro 6, juin-juillet 1946. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Nagel (1966) et dans la nouvelle édition de Sens et non-sens avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 152 à 166.)
  • L'existentialisme chez Hegel, dans Les Temps modernes, volume 1, numéro 7, 1946. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Nagel (1966) et dans la nouvelle édition de Sens et non-sens avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 79 à 87.)

1947[modifica | modifica wikitesto]

  • Le primat de la perception et ses conséquences philosophiques, dans le Bulletin de la Société française de philosophie, tome XLI, no. 4, octobre-décembre 1947. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Le primat de la perception et ses conséquences philosophiques, Lagrasse, Éditions Verdier, 1996, pages 39 à 104.)
  • Humanisme et terreur. Essais sur le problème communiste, Paris, Éditions Gallimard, 1947, 206 pages.
  • La métaphysique dans l'homme, dans Revue de métaphysique et de morale, volume 52, numéros 3-4, juillet-octobre 1947. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Nagel (1966) et dans la nouvelle édition de Sens et non-sens avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 102 à 119.)
  • Indochine S.O.S., dans Les Temps modernes, volume 2, numéro 18, 1947. (Republié sous le titre Sur l’Indochine, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, Propos divers rassemblés aux pages 309 à 435.)
  • Le cinéma et la nouvelle psychologie, dans la revue Les Temps modernes, volume 3, numéro 26, novembre 1947. (Texte d’une conférence donnée à l’Institut des hautes études cinématographiques le 13 mars 1945. Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Nagel (1966) et dans la nouvelle édition de Sens et non-sens avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 61 à 75.)
  • Jean-Paul Sartre, ou un auteur scandaleux, dans le Figaro littéraire, volume 2, numéro 85, le 6 décembre 1947 (article éclairant le travail de Sartre, alors qu’il y avait une polémique sur les œuvres de celui-ci ; republié sous le titre Un auteur scandaleux, dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Nagel (1966) et dans la nouvelle édition de Sens et non-sens avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 53 à 60.)
  • Lecture de Montaigne, dans Les Temps modernes, volume 3, numéro 27, 1947. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 250 à 266.)

1948[modifica | modifica wikitesto]

  • Communisme et anticommunisme, dans Les Temps modernes, 4-34, 1948. (Republié sous le titre La politique paranoïaque, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, Propos divers rassemblés aux pages 309 à 435.)

1949[modifica | modifica wikitesto]

  • Commentaire (à propos de Georg Lukács), dans Les Temps modernes, 5-50, 1949. (Republié sous le titre Marxisme et superstition, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, Propos divers rassemblés aux pages 309 à 435.)
  • L’URSS et les camps, dans Les Temps modernes, 5-51, 1949. (Republié sous le titre Les Jours de notre vie, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, Propos divers rassemblés aux pages 309 à 435.)

1951[modifica | modifica wikitesto]

  • Le philosophe et la sociologie, dans Cahiers Internationaux de Sociologie, numéro 10, 1951. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 123 à 142.)
  • La connaissance de l’homme au Template:S-, dans Acte du colloque Rencontres internationales de Genève, Éditions de la Baconnière, 1951 (texte d’une conférence prononcée aux Rencontres internationales de Genève, le 10 septembre 1951). (Republié sous le titre L’Homme et l’adversité, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 284 à 308.)

1952[modifica | modifica wikitesto]

  • Sur la phénoménologie du langage, dans Herman Leo Van Breda (éd.), Problèmes actuels de la phénoménologie, Éditions Desclée de Brouwer, 1952 (texte d’une communication faite en 1951 au premier Colloque international de Phénoménologie, à Bruxelles). (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 105 à 122.)
  • Le langage indirect et les voix du silence, publication en deux parties dans Les Temps modernes, volumes 7 et 8, numéros 80 et 81, juin-juillet 1952. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 49 à 104.)

1953[modifica | modifica wikitesto]

  • Éloge de la philosophie. Leçon inaugurale faite au Collège de France le jeudi 15 janvier 1953, Paris, Éditions Gallimard, 1953, 106 pages. (Republié dans la collection « Folio/Essais » à partir de 1985 sous le titre Éloge de la philosophie. Et autres essais avec l'ajout des Autres essais. Ces autres essais sont : Sur la phénoménologie du langage, Le philosophe et la sociologie, De Mauss à Claude Lévi-Strauss, Partout et nulle part, Le philosophe et son ombre, Bergson se faisant, Einstein et la crise de la raison, Lectures de Montaigne, Notes sur Machiavel. Ces « autres essais » font tous aussi partie de Signes).

1954[modifica | modifica wikitesto]

  • Le Libertin est-il un philosophe ?, dans L’Express, 16 octobre 1954. (Republié sous le titre Sur l’érotisme, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, Propos divers rassemblés aux pages 309 à 435.)
  • Le goût pour les faits divers est-il malsain ?, dans L’Express, 18 décembre 1954. (Republié sous le titre Sur les faits divers, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, Propos divers rassemblés aux pages 309 à 435.)

1955[modifica | modifica wikitesto]

  • Les Aventures de la dialectique, Paris, Éditions Gallimard, 1955, 322 pages.
  • Sur Claudel, dans L’Express, 5 mars 1955. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, Propos divers rassemblés aux pages 309 à 435.)
  • Le marxisme est-il mort à Yalta?, dans L’Express, 9 avril 1955. (Republié sous le titre Les papiers de Yalta, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, Propos divers rassemblés aux pages 309 à 435.)
  • Einstein et la crise de la raison, dans L'Express du 14 mai 1955. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 242 à 249.)
  • L’Avenir de la révolution, dans L’Express, 27 août 1955. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, Propos divers rassemblés aux pages 309 à 435.)
  • Sur l’abstention, (source inconnue), 1955. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, Propos divers rassemblés aux pages 309 à 435.)

1956[modifica | modifica wikitesto]

  • Partout et nulle part, dans Maurice Merleau-Ponty (éd.), Les philosophes célèbres, Éditions Lucien Mazenod, 1956. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 158 à 200.)
  • Sur la déstalinisation, dans L’Express, 23 novembre 1956. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, Propos divers rassemblés aux pages 309 à 435.)

1958[modifica | modifica wikitesto]

  • Du moindre mal à l’union sacré, dans Le Monde, 5 juin 1958. (Republié sous le titre Sur le 13 mai 1958, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, Propos divers rassemblés aux pages 309 à 435.)
  • La Démocratie peut-elle renaître en France ?, dans L’Express, 3 juillet 1958 (Republié sous le titre Demain…, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, Propos divers rassemblés aux pages 309 à 435.)
  • Sur Madagascar, dans L’Express, 21 août 1958 (entrevue accordée suite à un séjour à Madagascar en octobre et novembre 1957). (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, Propos divers rassemblés aux pages 309 à 435.)

1959[modifica | modifica wikitesto]

  • Le Philosophe et son ombre, dans Herman Leo Van Breda (éd.) et Jacques TAMINIAUX (éd.), Edmund Husserl 1859-1959, Éditions Martinus Nijhoff, 1959. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 201 à 228).
  • De Mauss à Claude Lévi-Strauss, dans La Nouvelle Revue Française, volume 7, numéro 82, 1959. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 143 à 157).

1960[modifica | modifica wikitesto]

  • Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, 438 pages.
  • Note sur Machiavel, dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 267 à 283. (Texte d'une conférence présentée en septembre 1949, au Congrès Umanesimo e scienza politica, Rome-Florence.)
  • Bergson se faisant, dans le Bulletin de la Société Française de philosophie, numéro 54, 1960. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Signes, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1960, pages 229 à 241.)
  • Les écrivains en personne : entretien de Madeleine Chapsal avec Merleau-Ponty, dans Madeleine Chapsal, Les Écrivains en personne, Éditions Julliard, 1960 (entretien de Merleau-Ponty accordé à Madelaine Chapsal le 17 février 1958). (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000, pages 285 à 301.)
  • L’œuvre et l'esprit de Freud. Préface à l'ouvrage de Angelo Hesnard, dans Angelo Hesnard, L’œuvre de Freud et son importance pour le monde moderne, Éditions Payot, 1960. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000, pages 276 à 284.

1961[modifica | modifica wikitesto]

  • Cinq notes sur Claude Simon, dans Méditations. Revue des expressions contemporaines numéro 4, hiver 1961, pages 5 à 10. (Republié dansEntretiens et dans la revue Esprit, puis dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, édition établie par Jacques PRUNAIR, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000, pages 310 à 316.)
  • L’œil et l’esprit, dans Art de France, volume 1, numéro 1, janvier 1961 (texte rédigé à l’été 1960). (Republié aux Éditions Gallimard en 1964 et à partir de 1985 dans la collection « Folio/Essais », 93 pages.)

Pubblicazioni postume[modifica | modifica wikitesto]

1964[modifica | modifica wikitesto]

  • Le visible et l’invisible, texte établi par Claude Lefort, Paris, Éditions Gallimard, collection « Bibliothèque des Idées », 1979, 360 pages. (Publié dans la collection « Tel » à partir de 1979).

1966[modifica | modifica wikitesto]

  • Sens et non-sens, Paris, Éditions Nagel, 1966. (Republié avec une nouvelle pagination à partir de 1996 aux Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 226 pages.)
  • La philosophie de l’existence, dans Dialogue. Revue canadienne de philosophie/Canadien Philosophical Review, volume 5, numéro 3, 1966. (Résumé d’une causerie prononcée en 1959 à la Maison canadienne de la cité universitaire de Paris ; causerie télédiffusée le 17 novembre 1959 à l’émission Conférence de Radio-Canada ; republié dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000, pages 247 à 266.)

1968[modifica | modifica wikitesto]

  • Recherches sur l’usage littéraire du langage. Cours du lundi, 1952-1953, dans Maurice Merleau-Ponty, Résumés de cours. Collège de France, 1952-1960, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1968, pages 22 à 30.
  • Le monde sensible et le monde de l’expression. Cours du jeudi, 1952-1953, dans Maurice Merleau-Ponty, Résumés de cours. Collège de France, 1952-1960, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1968, pages 9 à 21.
  • Résumés de cours. Collège de France, 1952-1960, Paris, Éditions Gallimard, NRF, 1968, 182 pages.

1969[modifica | modifica wikitesto]

  • La prose du monde, texte établi par Claude Lefort, Paris, Éditions Gallimard, 1969, 211 pages. Comprend : L’expression et le dessin enfantin, La perception d’autrui et le dialogue, L’algorithme et le mystère du langage, Le langage indirect, La science et l’expérience de l’expression et Le fantôme d’un langage pur. (Publié dans la collection « Tel » à partir de 1992).

1975[modifica | modifica wikitesto]

  • Les relations avec autrui chez l’enfant, Paris, Centre de Documentation Universitaire, 1975, 81 pages. (Republié dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours, 1935-1951, édition établie par Jacques Prunair, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 1997, pages 147 à 229.)

1978[modifica | modifica wikitesto]

  • L’union de l’âme et du corps chez Malebranche, Biran et Bergson, notes de cours (1947-1948) recueillies et rédigées par Jean Deprun, Éditions J. Vrin, collection « Bibliothèque des Textes Philosophiques », 1978 (1997 : nouvelle édition revue et augmentée d'un fragment inédit, 136 pages).

1988[modifica | modifica wikitesto]

  • L’expérience d’autrui, dans Maurice Merleau-Ponty, Merleau-Ponty à la Sorbonne. Résumé de cours 1949-1952, Paris, Éditions Cynara, 1988, pages 539 à 570. (Réédité en 2001 sous le titre Psychologie et pédagogie de l’enfant. Cours de Sorbonne 1949-1952, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 576 pages ; conserve la même pagination.)
  • Méthode en psychologie de l’enfant, dans Maurice Merleau-Ponty, Merleau-Ponty à la Sorbonne. Résumé de cours 1949-1952, Paris, Éditions Cynara, 1988, pages 464 à 538. (Réédité en 2001 sous le titre Psychologie et pédagogie de l’enfant. Cours de Sorbonne 1949-1952, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 576 pages ; conserve la même pagination.)
  • Les sciences de l’homme et la phénoménologie, dans Maurice Merleau-Ponty, Merleau-Ponty à la Sorbonne. Résumé de cours 1949-1952, Paris, Éditions Cynara, 1988, pages 397 à 464. (Réédité en 2001 sous le titre Psychologie et pédagogie de l’enfant. Cours de Sorbonne 1949-1952, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 576 pages ; conserve la même pagination.)
  • Les relations avec autrui chez l’enfant, dans Maurice Merleau-Ponty, Merleau-Ponty à la Sorbonne. Résumé de cours 1949-1952, Paris, Éditions Cynara, 1988, pages 303 à 396. (Réédité en 2001 sous le titre Psychologie et pédagogie de l’enfant. Cours de Sorbonne 1949-1952, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 576 pages ; conserve la même pagination.)
  • Psycho-sociologie de l'enfant, dans Maurice Merleau-Ponty, Merleau-Ponty à la Sorbonne. Résumé de cours 1949-1952, Paris, Éditions Cynara, 1988, pages 245 à 302. (Réédité en 2001 sous le titre Psychologie et pédagogie de l’enfant. Cours de Sorbonne 1949-1952, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 576 pages ; conserve la même pagination.)
  • Structure et conflits de la conscience enfantine, dans Maurice Merleau-Ponty, Merleau-Ponty à la Sorbonne. Résumé de cours 1949-1952, Paris, Éditions Cynara, 1988, pages 171 à 244. (Réédité en 2001 sous le titre Psychologie et pédagogie de l’enfant. Cours de Sorbonne 1949-1952, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 576 pages ; conserve la même pagination.)
  • La conscience et l’acquisition du langage, dans Maurice Merleau-Ponty, Merleau-Ponty à la Sorbonne. Résumé de cours 1949-1952, Paris, Éditions Cynara, 1988, pages 9 à 88. (Réédité en 2001 sous le titre Psychologie et pédagogie de l’enfant. Cours de Sorbonne 1949-1952, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 576 pages ; conserve la même pagination.)
  • Merleau-Ponty à la Sorbonne. Résumé de cours 1949-1952, Paris, Éditions Cynara, 1988, 576 pages. (Réédité en 2001 sous le titre Psychologie et pédagogie de l’enfant. Cours de Sorbonne 1949-1952, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 576 pages ; conserve la même pagination.)

1994[modifica | modifica wikitesto]

  • Sartre, Merleau-Ponty : Les lettres d'une rupture, avec une présentation de François Ewald, dans Le Magazine littéraire numéro 320, dans Maurice Merleau-Ponty, 1994. (Échange épistolaire entre Sartre et Merleau-Ponty en juillet 1953, comprenant trois lettres et un résumé de conférence ; republié dans Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, édition établie par Jacques Prunair, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000, pages 129 à 170.)

1995[modifica | modifica wikitesto]

  • La nature. Notes de cours du Collège de France, textes établis et annotés par Dominique Séglard, Paris, Éditions du Seuil, collection « Traces écrites », 1995, 380 pages.

1996[modifica | modifica wikitesto]

  • Projet de travail sur la nature de la perception. 1933, dans Maurice Merleau-Ponty, Le primat de la perception et ses conséquences philosophiques, Lagrasse, Éditions Verdier, 1996, pages 9 à 14 (suivi de La Nature de la perception. 1934 – ci-après – et de Le primat de la perception et ses conséquences philosophiques– voir le section 1947).
  • La Nature de la perception. 1934, dans Maurice Merleau-Ponty, Le primat de la perception et ses conséquences philosophiques, Lagrasse, Éditions Verdier, 1996, pages 15 à 38 (précédé de Projet de travail sur la nature de la perception. 1933 – ci-avant – et suivi de Le primat de la perception et ses conséquences philosophiques– voir le section 1947).
  • Philosophie et non-philosophie depuis Hegel. Cours de 1960-1961, dans Maurice Merleau-Ponty, Notes de cours. 1959-1961, texte établi par Stéphanie Ménasé, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 269 à 352.
  • L’ontologie cartésienne et l’ontologie d’aujourd’hui. Cours de 1960-1961, dans Maurice Merleau-Ponty, Notes de cours. 1959-1961, texte établi par Stéphanie Ménasé, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 159 à 268.
  • La philosophie aujourd’hui. Cours de 1958-1959, dans Maurice Merleau-Ponty, Notes de cours. 1959-1961, texte établi par Stéphanie Ménasé, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, pages 33 à 157.
  • Notes de cours. 1959-1961, texte établi par Stéphanie Ménasé, Paris, Éditions Gallimard, NRF, collection « Bibliothèque de philosophie », 1996, 401 pages.

1997[modifica | modifica wikitesto]

  • Parcours, 1935-1951, édition établie par Jacques PRUNAIR, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 1997, 249 pages.

1998[modifica | modifica wikitesto]

  • Notes de cours sur l'origine de la géométrie chez Husserl. Suivi de Recherches sur la phénoménologie de Merleau-Ponty, Paris, Presses universitaires de France, collection « Épiméthée », 1998, 416 pages.

2000[modifica | modifica wikitesto]

  • Parcours deux, 1951-1961, édition établie par Jacques Prunair, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000, 379 pages.
  • Les sciences de l’homme et la phénoménologie, première partie du cours, dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, édition établie par Jacques Prunair, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000 pages 49 à 128.
  • Un inédit de Maurice Merleau-Ponty, dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, édition établie par Jacques Prunair, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000, pages 36 à 48. (Rapport de Merleau-Ponty remis à Martial Gueroult lors de sa mise en candidature au Collège de France en 1951 ; première publication dans la Revue de métaphysique et de morale, numéro 4, octobre 1962).
  • Titres et travaux – Projet d’enseignement, dans Maurice Merleau-Ponty, Parcours deux, 1951-1961, édition établie par Jacques Prunair, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2000, pages 9 à 35. (Dossier produit en 1951 par Merleau-Ponty pour sa mise en candidature au Collège de France).

2001[modifica | modifica wikitesto]

  • Psychologie et pédagogie de l’enfant. Cours de Sorbonne 1949-1952, Lagrasse, Éditions Verdier, collection « Philosophie », 2001, 576 pages. (Réédition de l'ouvrage paru initialement aux Éditions Cynara en 1988 sous le titre Merleau-Ponty à la Sorbonne Résumé de cours 1949-1952 (conserve la même pagination) ; voir détails section 1988).

2002[modifica | modifica wikitesto]

  • Deux inédits sur la musique, dans Chiasmi International. Publication trilingue autour de la pensée de Merleau-Ponty, 2002, nouvelle série, numéro 3, Éditions J. Vrin (France), Éditions Mimesis (Italie), University of Memphis (États-Unis) et Clinamen Press Ltd. (Royaume-Uni).
  • Causeries. 1948, textes établis et annotés par Stéphanie Ménasé, Paris, Éditions du Seuil, collection « Traces écrites », 2002, 77 pages. (Regroupe les textes annotés de sept conférences, sollicitées par la Radio nationale, qui ont originalement été diffusées sur la chaîne Programme national de la Radiodiffusion française (RDF) vers la fin de 1948, pour l'émission Heure de culture française. Les enregistrements de ces conférences sont conservés à l'INA).

2003[modifica | modifica wikitesto]

  • L'institution/La passivité. Notes de cours au Collège de France (1954-1955), préface de Claude Lefort, Paris, Éditions Belin, 2003, 304 pages.

2007[modifica | modifica wikitesto]

  • La guerre a eu lieu, Nîmes, Édition Champ Social, collection « Questions-actuelles.net», 2007 (réédition de l’article publié en octobre 1945 dans Les Temps modernes et aussi republié dans Maurice Merleau-Ponty, Sens et non-sens, Paris, Éditions Nagel (1966) et dans la nouvelle édition de Sens et non-sens avec une nouvelle pagination en 1996 aux Éditions Gallimard).
  • La suprématie de la France, Edition Prétentieux, préface de M. Macocco, 2007, 223 pag.

2010[modifica | modifica wikitesto]

  • Oeuvres 2010 (réédition de l’essentiel de l'œuvre de Maurice Merleau-Ponty) aux Éditions Quarto Gallimard, 1848 pages (ISBN 978-2-07-012875-4).

2013[modifica | modifica wikitesto]

  • La tortue et le gaufrier. Traité de muscles., Nîmes, Édition Champ Social.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi Stanley Cavell Cities of Words: Pedagogical Letters on the Register of the Moral Life (Cambridge: Harvard University Press, 2004), p. 389, dove Cavell commenta l'idea della percezione come attività interpretativa in Emerson, di contro agli empiristi.

Bibliografia italiana[modifica | modifica wikitesto]

  • Mauro Carbone, Ai confini dell'esprimibile. Merleau-Ponty a partire da Cézanne e da Proust, Milano, Guerini e Associati, 1990, 1995(2), 1998(3).

Antonio Martone, Verità e comunità in Maurice Merleau-Ponty, La città del sole, Napoli 1998.

  • Giovanni Invitto, "La tessitura di Merleau-Ponty. Ragioni e non-ragione nell’esistenza", Mimesis, Milano 2002, pp. 154

Antonio Martone, Storia, filosofia e politica. Camus e Merleau-Ponty, La città del sole, Napoli 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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