Federico Ferrari

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Federico Ferrari (Milano, 15 settembre 1969) è un filosofo e critico d'arte italiano.

Insegna presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove è coordinatore del Biennio specialistico di Comunicazione e organizzazione per l'arte contemporarena. È corrispondente per l'Italia del Collège International de philosophie di Parigi.

Studi[modifica | modifica wikitesto]

I campi di ricerca di Federico Ferrari vanno dalla bioetica alla filosofia politica, dall'estetica alla teoria dell'arte contemporanea.

Sulla scia della riflessione svolta da Maurice Blanchot, Jean-Luc Nancy e Giorgio Agamben, ha sviluppato dapprima un lavoro di ricerca sul problema di un legame sociale in bilico tra l'esperienza comunitaria e le società atomizzate del mondo globalizzato. A seguito di questo primo nucleo di interesse, ha sviluppato una collaborazione con Jean-Luc Nancy che ha portato, tra il 2000 e il 2005, alla stesura di due opere a quattro mani (La pelle delle immagini e Iconografia dell'autore).

Nei primi anni '90 si è occupato di bioetica. In questo campo, e in particolare sul tema dell'eutanasia, ha individuato nel concetto di distanasia un approccio singolare alle problematiche sollevate dall'idea di una "buona morte" non riducibile né a una strenua difesa della sacralità della vita a qualunque costo né a una manipolazione dei corpi in una logica strettamente medico-scientifica.

A partire dalla fine degli anni '90, il suo campo di ricerca si è sviluppato maggiormente sui temi dell'immagine e dell'arte, tra l'altro con uno studio di approccio decostruttivo sull'istituzione museale (Lo spazio critico) e del sistema di produzione dell'arte e delle immagini (Il re è nudo). L'insieme del lavoro pare essere finalizzato alla creazione di "focolai che, pur non riuscendo appieno ad estirpare la gramigna del capitalismo, esibiscono segnali di viva contestazione “aristocratica” ed “anarchica”. Dove aristocrazia vuol dire consapevolezza, responsabilità, libertà, condivisione, etica del fare, progetto (futuro?) dell'arte. E anarchia, da canto suo, reale contestazione (critica e teorica), indispensabile voce sul destino di un mondo da riconquistare e, via via, decontaminare".[1]. L'approccio metodologico sembra coniugare, quindi, aspetti della decostruzione con elementi della tradizione anarco-individualista, nel tentativo di denuncia e sovvertimento dei processi produttivi mistifcanti del tardo capitalismo. Più in particolare, la riflessione sull'immagine sembra configurarsi, come ha scritto Marco Belpoliti, come "una lunga riflessione sullo sguardo, su quel particolare tipo di sguardo che possiamo definire 'euristico': che vuole oltrepassare la visibilità manifesta delle cose per raggiungere la visibilità nascosta."[2]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonello Tolve, "Il re nudo. Un nuovo libro di Federico Ferrari", Arskey, 13.09.2011
  2. ^ Marco Belpoliti, “Ferrari-Nancy, nient’altro che la pelle”, Alias - il manifesto, VI, n. 15, 2003


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