Determinismo

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« Dobbiamo dunque considerare lo stato presente dell'universo come effetto del suo stato anteriore e come causa del suo stato futuro. Un'intelligenza che, per un dato istante, conoscesse tutte le forze da cui la natura è animata e la situazione rispettiva degli esseri che la compongono, se fosse abbastanza vasta da sottoporre questi dati ad analisi abbraccerebbe nella stessa formula i moti dei corpi più grandi dell' universo e quelli dell'atomo più leggero: per essa non ci sarebbe nulla d'incerto, ed il futuro come il passato sarebbe presente ai suoi occhi »
(Laplace, Essai philosophique sur les probabilités, 1812)

Il determinismo è la dottrina filosofica secondo la quale tutto ciò che esiste o accade (evento), comprese le conoscenze e le azioni umane, è determinato in modo causale da una catena ininterrotta di eventi avvenuti in precedenza. Le principali conseguenze di questa dottrina sono che il libero arbitrio è un'illusione, e che tutto quel che accadrà in futuro è predeterminato dalle condizioni iniziali. Il determinismo è associato alle teorie del materialismo, del meccanicismo e della causalità, sulle quali si appoggia. Alcuni dei filosofi che hanno trattato questo tema sono Omar Khayyam (1048-1131), Thomas Hobbes (1588-1679), Baruch Spinoza (1632-1677), David Hume (1711-1776), Paul Henri Thiry d'Holbach (1723-1789), Immanuel Kant (1724-1804), Pierre-Simon Laplace (1749-1827), Paul Vidal de la Blache (1845-1918) e, più di recente, John Searle (1932-vivente).

Si definisce determinismo quella concezione per cui in natura nulla avviene a caso ma tutto accade secondo ragione e necessità. Il determinismo esclude qualsiasi forma di casualità nelle cose ed individua una spiegazione di tipo fisico per tutti i fenomeni, riconducendola alla catena delle relazioni causa-effetto. Al contrario chiamiamo indeterminismo quella concezione che ammette l’esistenza in natura di eventi non determinati da cause precedenti, che pertanto risultano imprevedibili e frutto del caso.

[modifica] Determinismo e libero arbitrio

Il significato esatto del termine "determinismo" è stato storicamente oggetto di varie interpretazioni. Alcuni ritengono che il determinismo e il libero arbitrio si escludano a vicenda, mentre altri, definiti "compatibilisti", credono che le due idee possano coesistere. La maggior parte delle controversie deriva dal fatto che la definizione di "libero arbitrio", come quella del determinismo, non è univoca.

Alcuni sostengono che il libero arbitrio si riferisca alla verità metafisica dell'agire indipendente, mentre altri lo definiscono semplicemente come la percezione di essere attore (in senso etimologico) che gli esseri umani hanno mentre agiscono. Per esempio, David Hume sosteneva che è possibile che gli esseri umani non possano formare liberamente (indipendentemente dal contesto) i propri desideri e convinzioni, ma l'unica interpretazione sensata di "libertà" sia collegata alla possibilità di tradurre quei desideri e quelle convinzioni in azioni volontarie.

[modifica] Il problema della causa prima

Una parte fondamentale del dibattito "libero arbitrio contro determinismo" è il problema della causa prima. Il deismo, una filosofia espressa nel XVII secolo, sostiene che l'universo sia pre-determinato fin dalla sua creazione, ma attribuisce la creazione ad un Dio metafisico definito come "causa prima", al di fuori della catena deterministica degli eventi. Secondo questa concezione, Dio può aver avviato il processo, ma non ha più influito sugli eventi successivi (determinati dalla catena causa-effetto).

Questa visione illustra il problema fondamentale che caratterizza ogni concezione di determinismo: o l'intero spazio-tempo è comparso ad un certo punto senza una causa precedente, e questo nega il concetto stesso di determinismo, oppure lo spazio-tempo è sempre esistito, e questo non risolve il problema dell'infinito.

[modifica] Voci correlate

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