Paolo Sorrentino

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Paolo Sorrentino nel 2008
Statuetta dell'Oscar Oscar al miglior film straniero 2014

Paolo Sorrentino (Napoli, 31 maggio 1970[1][2]) è un regista, sceneggiatore e scrittore italiano.

Nel 2010 ha esordito nel mondo letterario con Hanno tutti ragione, romanzo terzo classificato al Premio Strega 2010.

Nel 2014 il suo film La grande bellezza vince l'Oscar come miglior film straniero, il Golden Globe e il BAFTA nella stessa categoria, quattro European Film Awards 2013, nove David di Donatello 2014 e cinque Nastri d'argento 2013.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Napoli, nel quartiere Vomero, a 17 anni rimane orfano di entrambi i genitori. Dopo aver studiato per alcuni anni alla facoltà di Economia e Commercio, a 25 anni decide di lavorare nel mondo del cinema.[3] Paolo Sorrentino è sposato con la giornalista Daniela D'Antonio. La coppia ha due figli, Anna e Carlo[3].

I primi lavori[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Sorrentino esordisce con il cortometraggio Un paradiso, co-diretto con Stefano Russo[4]. Lo stesso anno lavora come ispettore di produzione al film Il verificatore di Stefano Incerti: a detta dello stesso Sorrentino, l'esperienza è stata decisamente negativa[5]. Lavora poi come aiuto-regista nel cortometraggio Drogheria di Maurizio Fiume, scrive insieme a Silvestro Sentiero la sceneggiatura per il lungometraggio Napoletani[6], che nonostante il Premio Solinas non sarà realizzato, e collabora con il regista Antonio Capuano alla scrittura di Polvere di Napoli (1998). Contemporaneamente inizia a lavorare anche per la televisione, scrivendo alcuni episodi della serie televisiva La squadra.

Il cortometraggio L'amore non ha confini (1998), surreale storia d'amore ricca di rimandi cinematografici, segna l'inizio della collaborazione di Sorrentino con la neonata Indigo Film, che produrrà tutti i film del regista. Tra il 1998 e il 1999 scrive con Umberto Contarello la sceneggiatura La voce dell'amore per un film sulla musica neomelodica napoletana (che non sarà realizzato) da affidare al regista Michele Placido. Il corto successivo, La notte lunga (2001), è coprodotto dalla Regione Lombardia nell'ambito di una campagna contro l'uso di droga.

I primi lungometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Realizza il suo primo lungometraggio nel 2001 con L'uomo in più del quale è anche sceneggiatore, presentato al Festival di Venezia e vincitore di vari premi tra cui il Nastro d'Argento per il miglior regista esordiente, il Ciak d'Oro per la miglior sceneggiatura e la Grolla d'Oro al protagonista Toni Servillo, oltre a tre candidature al David di Donatello 2002. Nel 2002 partecipa al documentario collettivo La primavera del 2002. L'Italia protesta, l'Italia si ferma, coordinato da Francesco Maselli. Il sodalizio con Servillo prosegue con il successivo Le conseguenze dell'amore (2004), presentato al Festival di Cannes.

Il film ottiene un successo critico ancora maggiore dell'opera precedente, vincendo 5 David di Donatello 2005 (miglior film, regista, sceneggiatura, attore protagonista e direttore della fotografia) e 3 Nastri d'Argento (migliore attore protagonista, attore non protagonista e direttore della fotografia), e rivela il regista al grande pubblico. Lo stesso anno torna a collaborare con Servillo, girando per Rai 2 una versione televisiva della commedia Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo, che viene trasmessa nella notte del 25 dicembre. Dopo un breve cameo in Il caimano (2006) di Nanni Moretti, gira L'amico di famiglia (2006), nuovamente scelto per il Festival di Cannes, che riscuote un successo di pubblico e critica inferiore al film precedente. Lo stesso anno gira uno spot televisivo per la Fiat Croma interpretato da Jeremy Irons.

Il successo internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2008 partecipa alla selezione ufficiale del Festival di Cannes 2008 con il film Il Divo, ispirato alla figura di Giulio Andreotti e interpretato da Toni Servillo. Il film si aggiudica il Premio della giuria, viene accolto con recensioni molto positive dalla critica italiana e internazionale[7] e riscuote un buon successo di pubblico. Nel 2009 documenta con il videoreportage L'assegnazione delle tende, realizzato per l'edizione online del quotidiano La Repubblica, gli effetti del terremoto all'Aquila. Nello stesso anno partecipa al progetto perFiducia, una serie di cortometraggi sul tema della fiducia che vede anche la partecipazione di Ermanno Olmi e Gabriele Salvatores, dirigendo il corto La partita lenta e supervisionando L'altra metà, diretto da Pippo Mezzapesa.

Il 27 settembre 2009 è tra i firmatari dell'appello rivolto alle autorità svizzere per il rilascio del regista Roman Polanski, detenuto in attesa di essere estradato negli Stati Uniti.[8] L'anno seguente pubblica per Feltrinelli il suo primo romanzo, Hanno tutti ragione, con il quale ottiene una candidatura al Premio Strega e all'Alabarda d'oro. Sempre nel 2010 partecipa al film collettivo Napoli 24 con l'episodio La principessa di Napoli. Nel 2011 dirige uno spot televisivo per Yamamay interpretato da Isabella Ferrari.

Il suo primo film in lingua inglese, This Must Be the Place, vede Sean Penn nel ruolo del protagonista e viene presentato in concorso al Festival di Cannes 2011.[9] Il film ha un buon successo al botteghino italiano, con circa 6 milioni di euro di incasso,[10] e vince il David di Donatello per la migliore sceneggiatura, scritta insieme a Umberto Contarello.

La grande bellezza[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 maggio 2013 presenta alla 66ª edizione del Festival di Cannes il film La grande bellezza, scritto con Umberto Contarello e nuovamente interpretato da Toni Servillo[11]. Accolto in modo contrastante dalla critica italiana, il film realizza il miglior successo del regista al botteghino, con un incasso di oltre 9 milioni di euro[12][13]. In seguito La grande bellezza ottiene riconoscimenti critici più solidi all'estero, in particolare nel Regno Unito e negli Stati Uniti[14], incassando oltre 20 milioni di dollari in tutto il mondo[12].

Il successo critico continua con una serie di riconoscimenti internazionali: il film vince 4 European Film Awards (miglior film, miglior regista, miglior attore e miglior montaggio), il Golden Globe per il miglior film straniero, il Premio BAFTA al miglior film straniero e 5 Nastri d'Argento (miglior attore non protagonista a Carlo Verdone, miglior attrice non protagonista a Sabrina Ferilli, miglior sonoro in presa diretta a Emanuele Cecere, miglior fotografia a Luca Bigazzi e un premio speciale a Toni Servillo)[15].

Il 2 marzo 2014 si aggiudica l'Oscar al miglior film straniero, quindici anni dopo il trionfo dell'ultimo film italiano nella stessa categoria, ossia La vita è bella di Roberto Benigni (1999). Il regista ha ricevuto il premio da Ewan McGregor e Viola Davis ed ha ritirato la statuetta insieme a Toni Servillo e Nicola Giuliano. Nelle sue prime dichiarazioni ha ringraziato gli attori, lo staff e il team di produzione del film, la sua famiglia, le città di Roma e Napoli e le sue fonti di ispirazione, rappresentate da Federico Fellini, Martin Scorsese, i Talking Heads e Diego Armando Maradona[16], infine ha dedicato il premio ai suoi genitori[17]. Il 14 marzo 2014 Sorrentino ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Roma dal sindaco Ignazio Marino[18].

Il 2 novembre 2014 va in onda su Rai 1, per celebrare il trentennale dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, la commedia Le voci di dentro, di cui Sorrentino cura la regia televisiva. Il cast dello spettacolo, trasmesso in diretta dal Teatro San Ferdinando di Napoli, comprende Toni Servillo (che lo ha portato nei teatri con un'acclamata tournée) e Peppe Servillo[19].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • Sabato, domenica e lunedì (2004)
  • Le voci di dentro (2014)

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Spot pubblicitari[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi
Racconti
Saggistica

Premi e nomination[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luisa Ceretto, Roberto Chiesi, Una distanza estranea. Il cinema di Emanuele Crialese, Matteo Garrone e Paolo Sorrentino, Federazione Italiana Cineforum, Bologna, 2006.
  • Pierpaolo De Santis, Domenico Monetti, Luca P. Pallanch, Divi & antidivi. Il cinema di Paolo Sorrentino, Laboratorio Gutenberg, Roma, 2010.
  • Franco Vigni, La maschera, il potere, la solitudine. Il cinema di Paolo Sorrentino, Aska Edizioni, Firenze, 2012.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sorrentino, Paolo in Treccani.it. URL consultato il 24 aprile 2014.
  2. ^ (EN) Paolo Sorrentino in Turner Classic Movies. URL consultato il 24 aprile 2014.
  3. ^ a b Paolo Sorrentino racconta: Di colpo restai orfano così provai a fare film corrieredelmezzogiorno.corriere.it
  4. ^ Il corto è descritto e analizzato da Lia Furxhi in L'uomo in più di Paolo Sorrentino, Torino, Aiace FAICinema, 2003.
  5. ^ Il regista ricorda le disavventure capitate sul set nell'intervista a cura di Massimo Coppola contenuta nel DVD italiano de L'uomo in più.
  6. ^ Il titolo della prima stesura era Dragoncelli di fuoco, cambiato poi per motivi burocratici.
  7. ^ Recensione di Jay Weissberg per Variety del 23 maggio 2008.
  8. ^ L'elenco dei firmatari è consultabile sul sito del SACD.
  9. ^ (EN) Official Selection 2011, festival-cannes.fr. URL consultato il 13 luglio 2011.
  10. ^ Scheda del film su MoviePlayer.
  11. ^ "La grande bellezza" sbarca a Cannes: il film accolto da un lungo applauso repubblica.it
  12. ^ a b Dettagli degli incassi su IMDb.
  13. ^ The Great Beauty (2013) - International Box Office Results - Box Office Mojo
  14. ^ Paolo Sorrentino e “La grande bellezza” conquistano l’Inghilterra ilcinemaitaliano.it
  15. ^ Elenco dei premi su IMDb.
  16. ^ "Oscar a La grande bellezza", Il Fatto Quotidiano, 3 marzo 2014
  17. ^ Oscar, vince “La Grande Bellezza” Il miglior film straniero a Sorrentino, lastampa.it
  18. ^ roma - repubblica.it
  19. ^ Sito ufficiale

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 27318377 LCCN: no2007103955 SBN: IT\ICCU\UBOV\783847