Paolo Sorrentino

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Paolo Sorrentino nel 2008

Paolo Sorrentino (Napoli, 31 maggio 1970) è un regista, sceneggiatore e scrittore italiano.

Indice

Biografia [modifica]

Nato a Napoli, a 17 anni rimane orfano perdendo i genitori a Stromboli. Dopo aver studiato per alcuni anni alla facoltà di Economia e Commercio, a 25 anni decide di intraprendere un percorso lavorativo nel mondo del cinema.[1]

L'esordio [modifica]

Paolo Sorrentino esordisce con il cortometraggio Un paradiso, co-diretto con Stefano Russo[2]. Lo stesso anno lavora come ispettore di produzione al film Il verificatore di Stefano Incerti: a detta dello stesso Sorrentino, l'esperienza è stata decisamente negativa[3]. Lavora poi come aiuto-regista nel cortometraggio Drogheria di Maurizio Fiume, scrive insieme a Silvestro Sentiero la sceneggiatura per il lungometraggio Napoletani[4], che nonostante il Premio Solinas non sarà realizzato, e collabora con il regista Antonio Capuano alla scrittura di Polvere di Napoli (1998). Contemporaneamente inizia a lavorare anche per la televisione, scrivendo alcuni episodi della serie televisiva La squadra.

Il cortometraggio L'amore non ha confini (1998), surreale storia d'amore ricca di rimandi cinematografici, segna l'inizio della collaborazione di Sorrentino con la neonata Indigo Film, che produrrà tutti i film del regista. Tra il 1998 e il 1999 scrive con Umberto Contarello la sceneggiatura La voce dell'amore per un film sulla musica neomelodica napoletana da affidare al regista Michele Placido, che non sarà mai realizzato. Il corto successivo, La notte lunga (2001), è co-prodotto dalla Regione Lombardia nell'ambito di una campagna contro l'uso di droga.

Nel 2002 partecipa al documentario collettivo La primavera del 2002. L'Italia protesta, l'Italia si ferma, coordinato da Francesco Maselli.

I primi lungometraggi [modifica]

Debutta nel lungometraggio nel 2001 con L'uomo in più, del quale è anche sceneggiatore, presentato felicemente al Festival di Venezia e vincitore di vari premi, tra cui il Nastro d'Argento per il miglior regista esordiente, il Ciak d'Oro per la miglior sceneggiatura e la Grolla d'Oro al protagonista Toni Servillo, oltre a tre candidature al David di Donatello 2002.

L'importante sodalizio con Servillo prosegue con il successivo Le conseguenze dell'amore (2004), presentato al Festival di Cannes. Il film ottiene un successo ancora maggiore dell'opera precedente, aggiudicandosi 5 David di Donatello 2005 (miglior film, regista, sceneggiatura, attore protagonista e direttore della fotografia), 3 Nastri d'Argento (migliore attore protagonista, attore non protagonista e direttore della fotografia), e rivela il regista al grande pubblico. L'anno successivo torna a collaborare con Servillo, girando per Rai 2 una versione televisiva della commedia Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo, che viene trasmessa nella notte del 25 dicembre.

Dopo un breve cameo nel Il caimano (2006) di Nanni Moretti, gira L'amico di famiglia (2006), nuovamente scelto per il Festival di Cannes, che riscuote un successo di pubblico e critica inferiore al film precedente. Lo stesso anno gira uno spot televisivo per la Fiat Croma interpretato da Jeremy Irons.

Il successo internazionale [modifica]

Nel maggio 2008 il regista partenopeo partecipa alla selezione ufficiale del Festival di Cannes 2008 con il film Il Divo, ispirato alla figura di Giulio Andreotti e interpretato da Toni Servillo. Il film si aggiudica il Premio della giuria, viene accolto con recensioni molto positive dalla critica italiana e internazionale[5] e riscuote un buon successo di pubblico.

Nel 2009 documenta con il video reportage L'assegnazione delle tende, realizzato per l'edizione online del quotidiano La Repubblica, gli effetti del terremoto all'Aquila. Lo stesso anno partecipa al progetto perFiducia, una serie di cortometraggi sul tema della fiducia che vede anche la partecipazione di Ermanno Olmi e Gabriele Salvatores, dirigendo il corto La partita lenta e supervisionando L'altra metà, diretto da Pippo Mezzapesa.

Il 27 settembre 2009 è tra i firmatari dell'appello rivolto alle autorità svizzere per il rilascio del regista Roman Polanski, detenuto in attesa di essere estradato negli Stati Uniti[6].

L'anno seguente pubblica per Feltrinelli il suo primo romanzo, Hanno tutti ragione, con il quale ottiene una candidatura al Premio Strega e all'Alabarda d'oro. Sempre nel 2010 partecipa al film collettivo Napoli 24 con l'episodio La principessa di Napoli.

Il suo primo film in lingua inglese, This Must Be the Place, vede Sean Penn nel ruolo del protagonista e viene presentato in concorso al Festival di Cannes 2011.[7] È il suo più grande successo al botteghino italiano, con un incasso di circa 6 milioni di euro,[8] e gli è valso il David di Donatello per la Migliore sceneggiatura, scritta insieme a Umberto Contarello.

Il 21 maggio 2013 esce nelle sale italiane e francesi il suo film La grande bellezza, scritto con Umberto Contarello e in concorso alla 66ª edizione del Festival di Cannes[9]. Il film, interamente girato e ambientato a Roma, vede il ruolo di protagonista interpretato da Toni Servillo, affiancato tra gli altri da Carlo Verdone e Sabrina Ferilli.

Vita privata [modifica]

È sposato con la giornalista Daniela D'Antonio ed ha due figli, Anna e Carlo.

Filmografia [modifica]

Regista [modifica]

Lungometraggi [modifica]

Cortometraggi [modifica]

  • Un paradiso (1994) - co-regia di Stefano Russo
  • L'amore non ha confini (1998)
  • La notte lunga (2001)
  • La primavera del 2002. L'Italia protesta, l'Italia si ferma (2002) - film collettivo
  • Giovani talenti italiani (2004) - episodio Quando le cose vanno male
  • L'Aquila 2009 - Cinque registi tra le macerie (2009) - episodio L'assegnazione delle tende
  • La partita lenta (2009)
  • Napoli 24 (2010) - episodio La principessa di Napoli

Spot pubblicitari [modifica]

Sceneggiatore [modifica]

Attore [modifica]

Libri [modifica]

Romanzi [modifica]

Racconti [modifica]

Bibliografia [modifica]

  • Laura Ceretto, Roberto Chiesi, Una distanza estranea. Il cinema di Emanuele Crialese, Matteo Garrone e Paolo Sorrentino, Federazione Italiana Cineforum, Bologna, 2006.
  • Pierpaolo De Santis, Domenico Monetti, Luca P. Pallanch, Divi & antidivi. Il cinema di Paolo Sorrentino, Laboratorio Gutenberg, Roma, 2010.
  • Franco Vigni, La maschera, il potere, la solitudine. Il cinema di Paolo Sorrentino, Aska Edizioni, Firenze, 2012.

Note [modifica]

  1. ^ Paolo Sorrentino racconta: Di colpo restai orfano così provai a fare film corrieredelmezzogiorno.corriere.it
  2. ^ Il corto è descritto e analizzato da Lia Furxhi in L'uomo in più di Paolo Sorrentino, Torino, Aiace FAICinema, 2003.
  3. ^ Il regista ricorda le disavventure capitate sul set nell'intervista a cura di Massimo Coppola contenuta nel DVD italiano de L'uomo in più.
  4. ^ Il titolo della prima stesura era Dragoncelli di fuoco, cambiato poi per motivi burocratici.
  5. ^ Recensione di Jay Weissberg per Variety del 23 maggio 2008.
  6. ^ L'elenco dei firmatari è consultabile sul sito del SACD.
  7. ^ (EN) Official Selection 2011. festival-cannes.fr. URL consultato in data 13 luglio 2011.
  8. ^ Scheda del film su MoviePlayer.
  9. ^ "La grande bellezza" sbarca a Cannes: il film accolto da un lungo applauso repubblica.it
  10. ^ Tony Pagoda: l’anti-Forrest Gump di Sorrentino

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Collegamenti esterni [modifica]


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