Giuseppe Calò

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Giuseppe Calò soprannominato Pippo (Palermo30 settembre 1931) è un criminale italiano. A lui si fa riferimento come il cassiere della Mafia perché era fortemente coinvolto nel lato finanziario dell'organizzazione criminale, soprattutto riciclaggio di denaro sporco.

[modifica] Vita

Nato e cresciuto a Palermo, è stato introdotto nella famiglia di Porta Nuova all'età di 23 anni. Dal 1969 diventa il boss di Porta Nuova, e tra i suoi uomini vi era anche Tommaso Buscetta. Calò faceva parte della Commissione della mafia siciliana, un gruppo dei più potenti boss in Sicila che si incontravano regolarmente per risolvere controversie.

All'inizio degli anni '70 Calò si trasferisce a Roma. Sotto la falsa identità di Mario Agliolaro, investe nei beni immobiliari e opera nel riciclaggio di denaro per conto di molte famiglie mafiose. È abile a istituire stretti rapporti con la Banda della Magliana, gruppi neofascisti e membri dei servizi segreti italiani.

Negli anni '80 Sostiene Totò Riina e i Corleonesi durante la guerra di mafia che ha decimato le altre famiglie. Calò organizzo il 23 dicembre 1984 l'esplosione di una bomba sul treno Napoli-Milano con 16 morti e 200 feriti. Fatto per deviare l'attenzione dalle rivelazione date da vari informatori sulla Mafia, incluso Buscetta. Calò ed i suoi uomini si unirono con terroristi neofascisti per compiere la strage.

[modifica] L'arresto

Il 30 marzo 1985 viene arrestato in una villa di Poggio San Lorenzo in provincia di Rieti. Fu uno delle centinaia di accusati al Maxiprocesso che cominciò l'anno seguente dove è stato accusato di Associazione mafiosa, riciclaggio di denaro e della strage del Rapido 904. Nel 1987 al termine del Maxiprocesso è stato ritenuto colpevole con una pena di 2 ergastoli. Nel 1989 furono oltraggiati i procuratori antimafia e gli investigatori venendo a sapere che vivevano una vita relativamente lussuosa nella loro sezione di prigione. Nel 1997 Calò fu uno dei mafiosi implicati nel 1982 nell'omicidio di Roberto Calvi soprannominato Il banchiere di Dio poiché era in carica al Banco Ambrosiano, nel quale la Banca Vaticana era il principale azionista.

Calò e altri 4, tra cui Licio Gelli capo della loggia massonica P2 erano coinvolti con l'omicidio di Calvi e il loro processo è cominciato nell' ottobre 2005.

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