Ferdinando Imposimato

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sen. Ferdinando Imposimato
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Maddaloni
Data nascita 9 aprile 1936 (78 anni)
Professione Magistrato
Legislatura X, XII
Gruppo Comunista
Incarichi parlamentari
  • X Legislatura, membro:
    • Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari: dal 9 luglio 1987 al 22 aprile 1992
    • 2ª Commissione (Giustizia):
      dal 1 agosto 1987 al 22 aprile 1992
    • Comitato per le funzioni istruttorie attinenti ai procedimenti di cui all'articolo 90, comma secondo, della Costituzione: dal 18 febbraio 1989 al 4 luglio 1989
    • Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa: dal 4 luglio 1989 al 22 aprile 1992
    • Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato dal 15 ottobre 1987 al 22 aprile 1992
    • Commissione parlamentare per il parere al governo sulle norme delegate relative al nuovo codice di procedura penale: dal 23 ottobre 1987 al 22 aprile 1992
    • Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari: dal 13 luglio 1988 al 22 aprile 1992
Pagina istituzionale
on. Ferdinando Imposimato
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Maddaloni
Data nascita 9 aprile 1936 (78 anni)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Magistrato
Partito Partito Democratico della Sinistra
Legislatura XI
Gruppo Comunista - PDS dal 30 aprile 1992 al 12 maggio 1992
Partito Democratico della Sinistra dal 12 maggio 1992 al 14 aprile 1994
Collegio Napoli
Incarichi parlamentari
  • Vicepresidente della Commissione parlamentare PER IL PARERE AL GOVERNO SULLE NORME DELEGATE RELATIVE AL NUOVO CODICE DI PROCEDURA PENALE dal 24 settembre 1992 al 24 ottobre 1992
  • Componente del COMITATO PARLAMENTARE PER I PROCEDIMENTI DI ACCUSA
Pagina istituzionale

Ferdinando Imposimato (Maddaloni, 9 aprile 1936) è un magistrato, politico e avvocato italiano. È presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione.

Si è occupato della lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo: è stato il giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro del 1978, l'attentato al papa Giovanni Paolo II del 1981, l'omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione. Attualmente si occupa della difesa dei diritti umani.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dopo essersi laureato in giurisprudenza all'Università di Napoli nel 1959, nel 1962 diventa vice-commissario di Polizia e viene destinato prima a Brescia e poi a Forlì. Un anno dopo torna a Roma come funzionario del Ministero del Tesoro, ove lavora per un anno. Nel 1964 diventa magistrato. Quale giudice istruttore istruisce alcuni tra i più importanti casi di terrorismo tra cui il processo Aldo Moro, l'attentato al Papa, l'omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Vittorio Bachelet, la strage di Piazza Nicosia, coniugando la legislazione antiterrorismo con il rispetto dei diritti civili. È lo scopritore della pista bulgara in Europa e delle connessioni internazionali del terrorismo.

È il primo a parlare delle connessioni del terrorismo italiano con i servizi segreti israeliani e della presenza nel caso Moro del KGB (tesi ribadita, vent'anni più tardi, all'interno del dossier Mitrokhin). Si occupa di processi contro mafia e camorra. Tra gli altri istruisce il caso di Michele Sindona, il banchiere siciliano legato a Cosa Nostra, accusato di bancarotta fraudolenta per il fallimento di banche italiane e straniere (la Franklin Bank di New York). Nel 1981 istruisce il processo alla banda della Magliana, una agenzia criminale legata a Cosa Nostra, al terrorismo, ad alti prelati, a finanzieri, a usurai, a costruttori, a politici ed amministratori.

Nel 1983, il fratello Franco viene ucciso per una vendetta trasversale. Nel 1984 viene designato come rappresentante dell'Italia a Strasburgo per i problemi del terrorismo internazionale con abuso delle immunità diplomatiche e redige la "mozione finale" approvata all'unanimità dai rappresentanti dei 16 paesi dell'Europa. Nel 1986, dopo che le continue minacce di Cosa Nostra gli fanno lasciare la magistratura, diviene consulente legale delle Nazioni Unite nella lotta alla droga. Si reca più volte, per incarico dell'ONU, nei paesi dell'America Latina per i programmi di rafforzamento del sistema legale dei paesi afflitti dal narcotraffico.

Prepara per conto delle Nazioni Unite diversi programmi di addestramento dei giudici colombiani, boliviani, peruviani ed ecuadoriani. Ad un programma che si svolge in Italia, partecipano, tra gli altri, Giovanni Falcone, Gianni De Gennaro, Rosario Priore, Giancarlo Caselli ed il Generale dei Carabinieri Mario Mori. Si occupa di diritti umani e dei principi del giusto processo in America Latina, ove, per incarico del Dipartimento degli Stati Uniti, svolge un'importante missione in Perù, con il prof. Carlos Arslanian, Ministro della Giustizia dello Stato di Buenos Aires, e con il prof. Robert Goldman, della George Washington University.

Nel 1987, come indipendente di sinistra, Imposimato viene eletto nelle liste del Partito Comunista Italiano al Senato della Repubblica e nel 1992 alla Camera dei deputati. Nel 1994 viene nuovamente eletto al Senato. Per tutte e tre legislature è membro della Commissione Antimafia e presenta numerosi disegni di legge sulla riforma dei servizi segreti, sugli appalti pubblici, sui trapianti, sui sequestri di persona, sui pentiti, sul terrorismo e sulla dissociazione.

Dopo il rientro in magistratura, è stato giudice della Suprema Corte di Cassazione, dove ha raggiunto il grado di Presidente onorario aggiunto.

Nel 2011 ha denunciato il governo degli Stati Uniti alla corte penale internazionale, perché, a suo parere, sapevano degli imminenti attentati dell'11 settembre 2001 ma non hanno fatto nulla per fermarli.[1] Un'altra sua discussa presa di posizione è l'affermazione che il cosiddetto gruppo Bilderberg avrebbe ordinato le stragi della strategia della tensione in Italia (oltre che gli attentati in cui morirono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino).[2]

È stato Presidente della TRIO internazionale (Transplant Recipient international Organization). È direttore dell'osservatorio dell'Eurispes sulla criminalità organizzata in Italia. Si occupa frequentemente di errori giudiziari, tra cui la condanna di tre ragazzi di Ponticelli per un duplice omicidio di due bambine[senza fonte]. È collaboratore e consulente di Don Pierino Gelmini, direttore di 150 comunità terapeutiche per il recupero di tossicodipendenti, in Italia ed all'estero. Si occupa del lavoro dei detenuti per la comunità in collegamento con l'associazione "Liberi di San Vittore".

Varie[modifica | modifica sorgente]

Nel 1986 scrive sei soggetti cinematografici per la RAI. I film vengono prodotti da una co-produzione tra le televisioni di Italia, Francia, Germania, Austria e Spagna. Si tratta di sei storie giudiziarie, dal titolo Il giudice istruttore, che raccontano alcune delle inchieste condotte da Imposimato. In esse è ricorrente il problema della fallacia della giustizia per la inafferrabilità della verità reale e la contraddizione tra verità processuale e verità reale. Tra gli interpreti, diretti dal regista Florestano Vancini, ci sono Erland Josephson, l'attore prediletto dal regista Ingmar Bergman, che interpreta la parte del Giudice Imposimato, Danici Gelin, Horst Bucholz, Capucine e Vittorio Gassman. Federico Fellini, amico fraterno del giudice, gli propone di scrivere soggetti cinematografici su temi giudiziari. Ma il progetto non va a termine per la morte del regista.

Ha collaborato da settembre 2001 a giugno 2008, in qualità di giudice arbitro, ma dal ruolo di presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione, con la nota trasmissione televisiva di Canale 5 e di Rete 4 Forum e Sessione pomeridiana tribunale di Forum. Si ritira e non compare nella nuova edizione dei programmi. Nel settembre/ottobre 2011 però ogni tanto lo si rivede in Forum-famiglie, spin-off di Forum dove vengono riproposti i casi più interessanti dibattuti dal tribunale di forum nel corso degli anni.

Il 13 aprile 2013 il suo nome è nella lista dei candidati alla carica di Presidente della Repubblica Italiana scelti a seguito del secondo voto online degli iscritti al Movimento 5 Stelle[3]. Il 13 maggio 2013 dichiara [4]

« Non sono aderente al Movimento 5 Stelle ma trovo esagerati e ingiusti gli attacchi a Grillo. Egli ha denunziato la paralisi e l'impotenza del Parlamento, che non si può disconoscere. Il Parlamento, quale organo che approva leggi per il bene comune, di fatto non esiste. È un'amara realtà, non un'offesa al Parlamento. La Boldrini non si deve offendere, deve prenderne atto. Vorrei sapere quali leggi il Parlamento ha approvato nei suoi primi mesi di vita! E quali sta discutendo, di quelle che interessano i giovani e il lavoro. Nessuna! La finta legge che cercava risorse, abrogando il finanziamento pubblico dei partiti, dovrebbe entrare in vigore solo nel 2017! Vergogna! »

Citazioni, premi, onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Nel 1984 viene designato dalla rivista francese Le Point Uomo dell'Anno-Giudice Coraggio e riceve il premio dedicato a Carlo Alberto Dalla Chiesa per avere proseguito le sue battaglie al servizio della giustizia nonostante le minacce ricevute e l'assassinio del fratello.

Nel 1985 il Times di Londra gli dedica una intera pagina definendolo lo scudisciatore della mafia. La rivista "Reader's Digest" gli dedica un servizio per le sue inchieste su terrorismo e mafia. Nello stesso anno un libro dell'ONU lo sceglie, nell'anno della gioventù, come "Il Simbolo della Giustizia".

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 2 giugno 1999[5]

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Italia[modifica | modifica sorgente]

Estero[modifica | modifica sorgente]

  • Un juge en Italie: pouvoir, corruption, terrorisme. Les dossiers noirs de la Mafia, Fallois, 2000.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Imposimato denuncia gli Usa all'Aja: "Sapevano dell'11 settembre"
  2. ^ Imposimato: "Dietro la strategia della tensione c'è Bilderberg. Ne ho parlato anche con Grillo"
  3. ^ M5S, da Bonino a Grillo e Zagrebelsky, ecco i dieci candidati per il Quirinale - Elezione del Presidente della Repubblica 2013 - Repubblica.it
  4. ^ Nota sulla pagina ufficiale di Facebook
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 66633315 LCCN: n2003092956 SBN: IT\ICCU\VIAV\102600