Addiopizzo Catania

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Addiopizzo Catania è un'associazione antimafia, composta da persone che intendono prendere le distanze dalla mafia, consci che ogni cittadino è parte attiva in un processo di cambiamento culturale che non ammette la possibilità di dichiararsi neutrale al fenomeno mafioso. In particolare è un'associazione antiracket, Onlus, apartitica, ma non apolitica.

Addiopizzo Catania nasce nel 2006, sulla scia dell'associazione palermitana Addiopizzo, con lo scopo di impegnarsi contro il fenomeno del pizzo e con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini catanesi all'impegno sociale e al rispetto di tutti i principi di legalità indispensabili per lo sviluppo sano di qualsiasi territorio, operando principalmente a Catania e provincia.

Indice

[modifica] Consumo Critico

L'associazione è impegnata nella diffusione del progetto del Consumo critico che consiste nel creare una rete commerciale libera dal "pizzo" in cui il consumatore premia con i propri acquisti quegli imprenditori, esercizi commerciali, liberi professionisti, che si dichiarano pubblicamente non collusi, in alcun modo, con la mafia, di non pagare tangenti alla malavita e che si impegnano altresi' a denunciare eventuali richieste estorsive. La lista[1] (in costante aggiornamento) di questi imprenditori,commercianti e liberi professionisti pizzo free si trova sull'home page del sito dell'associazione www.addiopizzocatania.org. L'enfasi posta sulla tematica "pizzo" posa le sue ragioni sul fatto che la mafia trae la linfa vitale per la sua esistenza proprio dalle tangenti riscosse agli estorti: in tal modo Cosa nostra esercita la propria egemonia sul territorio e ottiene contanti utili a pagare i propri affiliati.

Le tappe di questo progetto che vanno ricordate sono in primis il settembre 2008, quando Addiopizzo Catania presenta i primi risultati del progetto sul consumo critico: 2600 consumatori hanno accettato di fare acquisti nei negozi pizzo-free, costituendo uno stimolo anche economico a tutti quegli operatori economici che desiderano prendere parte al progetto.[2][3]. La seconda tappa è quella che vede l'associazione Addiopizzo Catania presentare,nel giugno 2010,la lista con le prime 50 attività pizzo free, in Prefettura, alla presenza delle Istituzioni[4].

Ad oggi la rete del consumo critico è composta da 80 imprenditori e commercianti pizzo free (in costante aumento) e da quasi 5000 consumatori critici, o etici. Anche la lista dei consumatori è in continua crescita grazie al lavoro di Addiopizzo Catania che organizza periodici banchetti proprio al fine di raccogliere ancora firme a sostegno del Consumo critico.

Tali banchetti costituiscono peraltro un modo per l'Associazione di essere presente sul territorio e per auto finanziarsi: è principalmente durante i banchetti infatti che si possono effettuare donazioni e trovare magliette,pizzini della legalità e altri gadget. L'associazione può anche ricevere donazioni libere tramite bonifico bancario oltre che essere destinataria del Cinque per mille.

[modifica] Iniziative sociali

Accanto all'impegno antiracket "Addiopizzo Catania" ha da sempre accompagnato un deciso impegno sociale e culturale. Il 16 maggio 2009, un giorno qualunque, Addiopizzo Catania assieme ad altre associazioni catanesi, riesce a portare in piazza circa 200 persone con il comune intento di pretendere legalità e giustizia per Catania. Il corteo ha sfilato anche per la via Plebiscito, via comunemente nota alla città per l'alta densità mafiosa. L'associazione ha inoltre realizzato dei progetti di educazione alla legalità nelle scuole medie superiori, ha organizzato diversi incontri formativi tra le facoltà dell'Ateneo catanese, ed ha avviato una stretta collaborazione con le associazioni antiracket presenti nel territorio; collabora inoltre con associazioni culturali anche fuori Sicilia[5].

[modifica] Bene confiscato

Nel 2008 all'associazione viene dato in gestione un immobile confiscato alla mafia da condividere con l'associazione "Libera". L'immobile rimane inagibile poiché necessita di ristrutturazione e quindi di somme di denaro che non sono disponibili nelle casse delle due associazioni. Solo nell'inverno del 2011 Addiopizzo Catania riesce ad ottenere dalla Provincia i fondi necessari per iniziare i lavori di quello che, negli intenti delle due associazioni, è un presidio di legalità e un punto di riferimento per i ragazzini di un quartire, quello di Picanello, molto difficile[6].

[modifica] Regaliamo(ci) un sorriso

Nel dicembre 2009 Addiopizzo Catania decide di dedicare il proprio impegno anche verso chi è meno fortunato. Raccoglie tramite i cittadini che si sentono vicini all'associazione e ai suoi ideali,indumenti,giocattoli,materiale didattico e quanto possa servire a regalare un sorriso a chi vive in condizioni disagiate[7]. L'iniziativa viene riproposta e portata avanti anche nel dicembre 2010. In entrambe le occasioni, tutti i vestiti,scarpe,giocattoli,libri e quant'altro che l'associazione è riuscita a raccogliere grazie alla sensibilità di tutti coloro che hanno dato il loro contributo, è stata devoluta ad associazioni che si occupano di bambini, a case famiglia e a parrocchie che potessero fare da tramite per dare una mano a nuclei familiari e persone in difficoltà[8].

[modifica] Le infiltrazioni mafiose nella festa di Sant'Agata

Il 5 febbraio 2008, in seguito alla scoperta delle infiltrazioni e degli interessi della mafia nell'organizzazione e nello svolgimento della festa catanese di Sant'Agata[9], il comitato Addiopizzo Catania ha esposto in via S. Giuliano, uno striscione con scritto: "S. Agata liberaci dalla mafia". Un comunicato stampa, poco diffuso dalle agenzie giornalistiche, invitava i catanesi ad esporre uno striscione simile dai propri balconi. Il 5 febbraio 2009, Addiopizzo Catania, riporta agli occhi dei catanesi il problema della mafia a Catania. Tramite degli adesivi che riportavano le scritte: "S. Agata liberaci dal pizzo", "S. Agata è contro il pizzo, e i cittadini?", "Semu tutti devoti tutti? allora basta pizzo" e "Catania svegliati", sparsi per via Etnea e per le vie attigue, l'associazione ha permesso ai cittadini che andavano alla "messa dell'aurora" di pensare che Catania ha ancora bisogno del cambiamento culturale tanto acclamato. La medesima iniziativa è stata riproposta dai ragazzi di Addiopizzo Catania nel 2010 e nel 2011.

[modifica] Un muro contro la mafia

All'inizio di marzo 2011 appare una scritta nei pressi della circonvallazione catanese: "contro la mafia l'amore per la memoria e l'impegno per l'azione". Il murale, realizzato nella totale legalità, è firmato "Addiopizzo Catania" ed è la prima delle opere che l'associazione annuncia di voler realizzare nella città al fine di darle un volto nuovo. Dopo poco meno di due mesi la scritta viene oscurata da ignoti che ne cancellano la prima parte[10] provocando così la reazione decisa degli associati che si adoperano per ripristinarla. A sostegno degli addiopizzini si uniscono i cittadini che partecipano in prima persona al ripristino della scritta mentre tutti i mezzi di stampa locali ne danno notizia[11]. In prossimità del 23 maggio in occasione della commemorazione della strage di Capaci "Addiopizzo Catania" inizia la realizzazione di un secondo murale raffigurante Giovanni Falcone la moglie Francesca Morvillo e le altre vittime della strage: gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Il 26 Maggio una secchiata di vernice rossa viene gettata da anonimi sul volto del giudice[12][13]. Gli addiopizzini, per nulla scoraggiati e forti delle attestazioni di solidarietà provenienti dai cittadini, vanno avanti nella realizzazione del murale. Il 9 Luglio il murale è pronto e viene inaugurato alla presenza della moglie di Rocco Dicillo tramite una conferenza stampa grazie alla quale gli addiopizzini lo hanno simbolicamente consegnato ai cittadini che ne hanno permesso la realizzazione[14].

Entrambi i murales sono stati realizzati con parte del ricavato della lotteria "regaliamo una sorpresa" autorizzata dai Monopoli di Stato e organizzata in occasione della Pasqua 2011. I biglietti, al costo di un euro ciascuno, sono stati venduti tra i cittadini che hanno così contribuito non soltanto alla realizzazione dei murales ma anche per aiutare l'associazione Talita Kum[15] del quartiere difficile di Librino, e a sostenere un nucleo familiare in difficoltà economica.

[modifica] Note

  1. ^ Addiopizzo Catania - Lista pizzofree
  2. ^ Antimafia Duemila - 2500 catanesi sostengono Addiopizzo
  3. ^ http://www.ansa.it/opencms/export/legalita/rubriche/insieme/visualizza_new.html_785576517.html
  4. ^ NOTIZIE - Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Catania
  5. ^ Mafia, Giustizia e Informazione - Università di Catania - L'Agenda
  6. ^ Addiopizzo Catania - Rassegna Stampa
  7. ^ CTzen
  8. ^ Addiopizzo Catania - Gallery
  9. ^ SiciliaInformazioni | Le mani della mafia sulla festa di Sant'Agata Catania, otto affiliati del clan Santapaola a giudizio
  10. ^ http://www.ansa.it/legalita/visualizza_fdg.html_871876531.html
  11. ^ Addiopizzo Catania - Gallery
  12. ^ Foto Imbrattato a Catania il murale di Falcone - 1 di 6 - Palermo - Repubblica.it
  13. ^ http://www.ansa.it/legalita/rubriche/educare/2011/05/26/visualizza_new.html_845055974.html
  14. ^ Per non dimenticare la vera "Antimafia" - Cataniaoggi
  15. ^ Talitakum | sito dell'Associazione Talità Kum di Catania

[modifica] Collegamenti esterni

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