Maurizio Abbatino

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« Si parla molto della banda ancora oggi, quando all’epoca c’erano altre organizzazioni come ON o la P2 che ora sembra che stanno nel dimenticatoio. Sembra che la banda della Magliana sia diventata una discarica per tutto quello che non si riesce o non si vuole capire »
(Maurizio Abbatino[1])

Maurizio Abbatino detto Crispino (Roma, 19 luglio 1954) è un collaboratore di giustizia, ex criminale italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Nato e cresciuto in una stradina della Magliana Vecchia, anche se frequentò le scuole medie a Palestrina (Rm) vivendo presso la nonna paterna, Maurizio Abbatino, a molti noto come Crispino o il Maurizio della Magliana, è stato il capo storico, insieme ad Enrico De Pedis, Franco Giuseppucci e Danilo Abbruciati, dell'organizzazione criminale conosciuta come Banda della Magliana.

Dalle degradate periferie romane Crispino e compagni, che erano arrivati a dividersi i quartieri della città con una rigida compartimentazione, controllavano praticamente tutto: scommesse clandestine, toto nero, il mondo dell'usura, la droga, il traffico di armi, la ricettazione, la "pulitura" dei soldi sporchi; gestendo in prima persona i contatti con la mafia, la 'ndrangheta, la camorra e il terrorismo nero."[2].

Sopravvissuto alla sanguinosa faida scaturita dopo la divisione della Banda tra il gruppo dei Testaccini e quello della Magliana e fuggitivo dal 20 dicembre 1986 dopo la fuga da una clinica dell'EUR (dove si era fatto ricoverare per un tumore avanzato), era scappato in Venezuela dove cercò di rifarsi una vita. Gli uomini della Squadra Mobile romana e della Criminalpol l'avevano individuato da tempo in terra sudamericana, ma la telefonata decisiva la intercettarono la sera di capodanno e neanche un mese più tardi, il 24 gennaio 1992, lo arrestarono a Caracas all'uscita di un locale notturno. Subito avviarono le pratiche per il trasferimento del boss in patria e il 4 ottobre di quell'anno Abbatino fu espulso dal Venezuela, preso in consegna dagli uomini della Squadra Mobile e riportato in Italia. Ad attenderlo all'aeroporto di Fiumicino c'era un notevole spiegamento di forze dell'ordine che presidiava la pista e un folto numero di giornalisti, fotografi e telecamere e Abbatino, il boss freddo e determinato, il Maurizio della Magliana, avrebbe collaborato e parlato come già aveva annunciato in Venezuela e ribadito durante il viaggio in aereo.

Grazie al pentimento di Abbatino il 16 aprile 1993 scatta una gigantesca operazione di polizia denominata "Operazione Colosseo" che vede il fermo di 55 persone, decimando così la più feroce holding criminale che Roma abbia mai conosciuto. Le sue confessioni hanno in gran parte confermato quelle precedenti di Fulvio Lucioli e Claudio Sicilia e sono state il punto di partenza di un nuovo maxiprocesso ai "bravi ragazzi" degli anni Settanta e Ottanta.[3]

« Avevamo a disposizione quasi tutti gli avvocati di Roma, medici, dottori, perché no, anche qualche politico. C´è stato un periodo in cui entravamo con le macchine al servizio dello Stato, entravamo sotto al tribunale, scaricavamo pellicce, oggetti d´antiquariato, avevamo un contratto con un capo cancelliere che ci diceva che quei giudici erano corrotti...i processi prendevano la direzione che volevamo noi »
(Maurizio Abbatino[4].)

[modifica] Romanzo criminale

Il magistrato/scrittore Giancarlo De Cataldo si è ispirato a Maurizio Abbatino ed alle sue gesta durante la militanza decennale nella Banda della Magliana per creare "il Freddo", uno dei protagonisti del suo best seller Romanzo criminale; da questo romanzo sono stati tratti un film ed una serie televisiva dove questi è stato interpretato rispettivamente da Kim Rossi Stuart e da Vinicio Marchioni.

[modifica] Note

  1. ^ «La Storia siamo noi, I segreti della Banda della Magliana».
  2. ^ Giuliano Gallo. «Banda della Magliana. fine della lunga fuga». archiviostorico.corriere.it.
  3. ^ Giovanni Bianconi Ragazzi di malavita, 2005, Milano, Baldini Castoldi Dalai. ISBN 8884905168
  4. ^ «Chi l'ha visto Intervista a Maurizio Abbatino di Pino Rinaldi».

[modifica] Collegamenti

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