Il Libanese

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Libanese
Francesco Montanari interpreta il Libanese nella serie televisiva Romanzo criminale
Francesco Montanari interpreta il Libanese nella serie televisiva Romanzo criminale
Universo Romanzo criminale
Lingua orig. Italia
Interpretato da
Sesso Maschio
Data di nascita 12 aprile 1950
Parenti


Il Libanese, vero nome Pietro Proietti, detto anche il Libano o l'Ottavo Re di Roma, è un personaggio letterario, co-protagonista del libro di Giancarlo De Cataldo, Romanzo criminale, ispirato alla vera storia della banda della Magliana, che operò in Italia a Roma tra la fine degli anni settanta e gli anni ottanta. Personaggio affascinante, istintivo, determinato,[2] il Libanese è il capo e il fondatore della banda della Magliana. Dotato di sangue freddo e di un grandissimo fiuto per gli affari, è sempre spinto dal desiderio di aumentare il proprio potere e di arricchirsi.

Il personaggio del Libanese è ispirato a Franco Giuseppucci, conosciuto dapprima come er Fornaretto ed in seguito er Negro, uno dei leader della banda.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pietro Proietti, soprannominato il Libanese, vive con sua madre[1] a Roma, nel quartiere della Magliana. Cresciuto senza la presenza del padre, fuggito di casa quando lui era molto piccolo, diventa un piccolo criminale e capo di una "batteria" composta dal Dandi, dal Bufalo e da Scrocchiazeppi. Fidanzato con Sara, per far colpo su di lei ruba la macchina del Terribile, un potente criminale romano. Questi, venuto a conoscenza dal Dandi sul luogo in cui si trova il Libanese, lo punisce facendo violentare la ragazza dai fratelli Gemito, suoi scagnozzi, e ferendolo ad un braccio. Questo episodio è causa della nascita del rancore verso il Terribile e dell'abbandono di Sara.[1]

Con il ricavato di un furto di macchine per scrivere, egli acquista un carico di armi dal Terribile con l'obbiettivo di rapire il Barone Rosellini ma, una volta caricate le armi nel bagagliaio dell'auto, questa viene rubata dal Sorcio e venduta al Freddo, un delinquente di Testaccio, appartenente ad una "batteria" che comprende Fierolocchio ed i fratelli Buffoni, Sergio e Ruggero. Risolto il malinteso le due batterie si uniscono per il sequestro del barone e, una volta ottenuto il riscatto, il Libanese propone di reinvestire il denaro per creare un'organizzazione simile alla camorra o alla mafia per controllare il traffico di droga e tutte le altre attività illegali nella capitale.

Il Libanese e la banda, attraverso il Puma, organizzano un incontro con il Sardo, boss della zona di Ostia, al quale il Libanese chiede di fornire alla banda un grande quantitativo di eroina e di cocaina ma, dopo che il primo incontro non ha avuto esito, i due trovano un accordo e il Libanese decide la strategia per piazzare la droga e prendere il controllo dello spaccio nella capitale: la città dovrà essere divisa in zone ed ognuno dei componenti della banda sarà incaricato di prenderne possesso, convincendo, o "costringendo", i vari spacciatori ad acquistare solo la droga dalla banda ed a lavorare per lei. La banda assume velocemente il controllo delle zone con la sola eccezione di Centocelle, proprietà del Terribile, ancora troppo potente per il Libanese e i due decidono di allearsi temporaneamente per non dare vita ad un guerra per le strade romane.

Durante questo periodo il Libanese incontra nuovamente Sara ma, dopo una notte passata insieme, al risveglio egli scopre che ella lo ha derubato ed è fuggita con il suo ragazzo, un criminale soprannominato Il Saggio. Egli ordina ad alcuni componenti della banda di trovarli e, una volta che Sara e il Saggio vengono catturati, il Libanese uccide prima quest'ultimo e poi decide di lasciare in vita Sara, che comunque si suiciderà a casa sua poco dopo.[1]

Grazie alle alleanze stipulate prima con il Sardo e poi con i servizi segreti ed il Vecchio, il Libanese decide di uccidere il Terribile, a seguito della sua soffiata sul luogo dove il cadavere del Barone è stato seppellito che ha causato l'arresto della banda, e soprattutto dopo che questi ha incaricato i fratelli Gemito di ucciderlo. Il Libanese, per non essere compromesso, incarica il Freddo di uccidere il Terribile, il quale gli pianta nel cuore il coltello con il quale il criminale lo aveva ferito il giorno della violenza a Sara. Una volta compiuto l'omicidio, il Libanese viene convocato da Zio Carlo, referente su Roma per Cosa Nostra, il quale gli offre il posto che era del Terribile come acquirente della droga.[4]

La banda comincia, così, a stringere sempre più alleanze e ciò non sfugge all'attenzione del Vecchio che la costringe, utilizzando uno stratagemma ordito dagli agenti Zeta e Pi greco, a lavorare per loro.[5] Il Libanese accetta, ma non rivela nulla al Freddo. Quest'ultimo, comunque, comincia a sospettare le intenzioni del Libanese e, conscio dell'inizio del declino della banda, decide di partire per il Brasile con Roberta. Intanto il Libanese, preoccupato e sotto pressione, comincia a notare una discrepanza all'interno della banda.

Il 13 settembre del 1980 il Libanese, dopo avere perso 35 milioni a poker con Maurizio Gemito, si rifiuta di pagarlo, rinfacciandogli, di fronte a Ricotta ed a Ruggero Buffoni, la sua infedeltà al Terribile e minaccinadolo con il coltello che quest'ultimo aveva usato quando i due fratelli avevano violentato la sua fidanzata. Lo scontro tra i due è impedito dai presenti ma la stessa sera, davanti alla casa della madre il Libanese viene ucciso a colpi di pistola da due uomini in motocicletta. I sospetti cadono sui fratelli Gemito, che infatti verranno uccisi dalla banda poco dopo, ma il vero mandante dell'omicidio si rivelerà il Vecchio che, notando lo stato incontrollabile del Libanese, incaricherà Zio Carlo di ucciderlo attraverso Nero e da Nembo Kid, ma anche per dare al Dandi l'opportunità di prendere il comando della criminalità romana, sostituendo lo stesso Libanese.[6][7]

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Pierfrancesco Favino, a sinistra, e Francesco Montanari, a destra, interpretano il Libanese rispettivamente nel film e nella serie televisiva Pierfrancesco Favino, a sinistra, e Francesco Montanari, a destra, interpretano il Libanese rispettivamente nel film e nella serie televisiva
Pierfrancesco Favino, a sinistra, e Francesco Montanari, a destra, interpretano il Libanese rispettivamente nel film e nella serie televisiva

Dal libro è stato tratto il film del 2005 Romanzo criminale, nel quale il Libanese è interpretato da Pierfrancesco Favino. L'interpretazione del Libanese fa vincere a Favino il David di Donatello per il miglior attore non protagonista e un Nastro d'argento al migliore attore protagonista. Nel 2008, il regista Stefano Sollima realizza la serie televisiva Romanzo criminale dove il Libanese è interpretato da Francesco Montanari.

Nella seconda stagione della serie, il personaggio è stato nuovamente interpretato da Francesco Montanari che appare solo in alcune visioni del Dandi e del Bufalo.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Sarcina, de Le Vibrazioni, ha scritto e interpretato appositamente per la seconda stagione della serie televisiva il brano musicale Libanese il Re, incluso nelle compilation Romanzo criminale - Il CD.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Nel romanzo di Giancarlo De Cataldo non si fa riferimento alla famiglia del Libanese, il personaggio di Sara non esiste, essendo stato inventato per la serie televisiva.
  2. ^ Alessandra Di Pietro, Francesco Montanari: Sono contento che m’hanno ammazzato. URL consultato il 29 giugno 2013.
  3. ^ Storia criminale del figlio di un fornaio, Misteri d'Italia. URL consultato il 27 giugno 2013.
  4. ^ Nel romanzo, come nella serie televisiva, il Libanese è assente all'omicidio del Terribile, mentre nel film di Michele Placido è presente insieme al Freddo e al Dandi. Inoltre, nel film, l'omicidio del Terribile viene commissionato al Libanese per conto di Zio Carlo.
  5. ^ Nel film di Michele Placido, il Libanese ha rapporti solo con un unico collaboratore del Vecchio, vale a dire il dottor Carenza.
  6. ^ Nel romanzo di Giancarlo De Cataldo e nel film di Michele Placido, la morte del Libanese è diversa rispetto alla serie televisiva in quanto il personaggio viene ucciso dai fratelli Gemito per non aver saldato un debito di gioco. Mentre nella serie televisiva il personaggio muore sotto la casa della madre, nel film e nel romanzo muore per strada.
  7. ^ L'omicidio di Franco Giuseppucci, Er Negro, che ha ispirato il personaggio del Libanese, venne compiuto da due fratelli dal clan Proietti, i pesciaroli, che richiamano i fratelli Gemito della fiction.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]