Basilica di Sant'Apollinare (Roma)
Coordinate: 41°54′03″N 12°28′25″E / 41.900860°N 12.473611°E
| Basilica di Sant'Apollinare | |
|---|---|
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La facciata dopo il restauro |
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| Paese | Italia |
| Regione | Lazio |
| Località | Roma |
| Religione | Cattolica |
| Diocesi | Diocesi di Roma |
| Anno consacrazione | 21 aprile 1748 |
| Inizio costruzione | 1741 |
| Completamento | 1748 |
| Sito web | http://basilica.apollinare.org |
La chiesa di Sant'Apollinare è una basilica minore di Roma, situata nel rione Ponte, tra Piazza Navona e Palazzo Altemps.
Indice |
[modifica] Storia
La chiesa fu fondata da papa Adriano I intorno al 780, su resti di preesistenze di epoca romana. La prima menzione dell’edificio si trova nella biografia di questo papa del Liber pontificalis; la chiesa è ricordata ancora in una cronaca del X secolo del monaco Benedetto del Soratte, il quale menziona una cappellina “infra civitatem Romam non longe ab aecclesia sancti Apolinaris in templum Alexandrini”. Il riferimento è alle terme Neroniane-Alessandrine. Papa Adriano fondò accanto alla chiesa un monastero per monaci basiliani in fuga da Costantinopoli.
La chiesa fu dotata anche di un collegio di canonici, testimoniato per la prima volta nel 1284, e che durò fino al 1576. Nel 1517 papa Leone X la elevò a titolo cardinalizio; esso fu in seguito soppresso e poi, dal 1935, ripristinato da Pio XI col nome di “Sant'Apollinare alle Terme Neroniane-Alessandrine”. La chiesa fu anche sede parrocchiale dal 1562 fino alla riforma delle parrocchie operata da Leone XII nel 1824.
L’edificio originario era preceduto da un piccolo portico e, al suo interno, era suddiviso in tre navate con abside. Esso fu poi ricostruito nelle forme attuali da Ferdinando Fuga per volontà di Benedetto XIV tra il 1742 e il 1748: lo stesso pontefice consacrò la nuova chiesa il 21 aprile 1748.
Con la riedificazione, Sant'Apollinare divenne parte di un vasto complesso edilizio che fu sede del Collegio Germanico-Ungarico dei Gesuiti dal 1574 al 1773; esso fu poi sede del Pontificio istituto di Sant’Apollinare; dal 1992 l'intera struttura, compresa la chiesa, è passata in proprietà all'Opus Dei, che vi ha installato la sua Pontificia Università della Santa Croce.
Nel 2008 è stato completato il lungo restauro dell'intero immobile e della piazza antistante.
Nel corso della sua lunga storia la chiesa fu visitata da diversi pontefici: Pio IX nel 1847 in occasione del II centenario della riapparizione dell’immagine della Madonna; e Giovanni XXIII nel 1959 e nel 1962.
[modifica] Descrizione
[modifica] Facciata e atrio
La facciata della chiesa, che si affaccia su piazza di Sant'Apollinare, è suddivisa in due registri (uno inferiore e uno superiore) da un cornicione marmoreo. Nella fascia inferiore si trovano il portale e due finestre laterali, in quella superiore un grande finestrone; sulla sommità un timpano. Dal portale si accede all'atrio, anticamente un portico, trasformato in cappella. Qui è conservata un’immagine del XV secolo raffigurante una Madonna tra gli apostoli Pietro e Paolo. A questa immagine è legato un particolare episodio della storia di Roma: durante il passaggio dei soldati di Carlo VIII di Francia nel 1494, la venerata immagine fu ricoperta da uno strato d'intonaco per nasconderla e proteggerla dai soldati che avevano posto il loro accampamento davanti alla chiesa. L’immagine fu così dimenticata e riapparve grazie ad un terremoto che ne staccò l’intonaco il 13 febbraio 1647.
[modifica] Interno
La chiesa è costituita da una navata unica con cappelle laterali. La volta della navata, a botte, è decorata con un affresco di Stefano Pozzi che raffigura la Gloria di Sant’Apollinare. Sono sei le cappelle laterali, tre per lato: su quello destro vi sono le cappelle dedicate ai santi Luigi Gonzaga, Giuseppe e Francesco Saverio; sul lato sinistro le cappelle dedicate ai santi Giovanni Nepomuceno, Josemaría Escrivá de Balaguer ed Ignazio di Loyola.
L’altare maggiore, nell'abside rettangolare, è opera di Bernardino Ludovisi del 1746; la tela raffigurante il santo titolare è di Ercole Graziani. Tra i molti abbellimenti dell’altare maggiore vi figurano due candelabri di Luigi Valadier, famoso argentiere romano padre dell'oggi più noto architetto Giuseppe.
[modifica] Persone sepolte nella Basilica
- Giacomo Carissimi, compositore italiano di musica barocca, e maestro di cappella di Sant'Apollinare (1674)[1].
- Monsignor Antonio Palombi, Cappellano Segreto e Crocifero di papa Pio VI (1785).
- Enrico De Pedis, ultimo capo della Banda della Magliana (1990)[2][3]
[modifica] Note
- ^ romecity.it. CHIESA DI SANT'APOLLINARE. URL consultato il 10-07-2008.
- ^ RAI Tre - Chi l'ha visto. Pagina Misteri - Enrico De Pedis. URL consultato il 10-07-2008.
- ^ Andrea Garibaldi. Archivio '900: I nuovi misteri sul boss nella cripta da cardinale. URL consultato il 09-07-2008. Basato su un articolo del Corriere della Sera del 12/09/2005.
[modifica] Bibliografia
- Claudio Rendina, Le Chiese di Roma, Newton & Compton Editori, Milano 2000, p. 39
- Claudia Cerchiai, Rione V. Ponte, in AA.VV., I rioni di Roma, Newton & Compton Editori, Milano 2005, pp. 343-345
- Guida d'Italia. Roma, Touring Club Italiano, Milano 1993 (ottava edizione)
- Mariano Armellini, Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX, Roma 1891, pp. 345-347
- Christian Hülsen, Le chiese di Roma nel Medio Evo, Firenze 1927, p. 200
- Francesco Danieli - Johannes Grohe, I reliquiari per l’altare maggiore di Sant’Apollinare in Roma. Prima parte. Le urne donate da Wilhelm Weilhamer von Mosheim und Salach (1571-1651), in «Notizie dall’Apollinare», ottobre 2009, 12-13.
- Francesco Danieli - Johannes Grohe, Un interessante parato di reliquiari per l’altare maggiore di Sant’Apollinare in Roma. Ultima parte, in «Notizie dall’Apollinare», giugno 2010, 14-15.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Il sito ufficiale [1]
- La scheda della basilica sul sito del vicariato di Roma
- La strana tumulazione del capo della banda della Magliana (23 marzo 2008)