Centocelle

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Panoramica aerea di Centocelle (e del Parco omonimo)

Centocelle è la zona urbanistica 7a del Municipio Roma V (ex Municipio Roma VII) di Roma Capitale. Si estende sul quartiere Q. XIX Prenestino-Centocelle.

Popolazione: 55.758[1] abitanti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Centocelle ebbe un grande sviluppo con la nascita e lo sviluppo dell'adiacente ed omonimo aeroporto, il primo aeroporto italiano, entrato ufficialmente in funzione il 15 aprile 1909 quando Wilbur Wright venne a dare una serie di dimostrazioni del Flyer. Parte dei villini che in esso ancora si ergono erano le abitazioni del personale militare, ufficiali e sottufficiali dell'aeroporto. Proprio per la presenza di questo obiettivo militare la zona fu fatta oggetto di numerose incursioni aeree alleate nel corso della Seconda guerra mondiale. La successiva urbanizzazione della città ridusse l'operatività dell'aeroporto ad eliporto.

Durante gli anni quaranta Centocelle aveva il suo punto centrale in piazza dei Mirti e la via principale in via dei Castani, costeggiate da piccole case basse a uno-due piani.

Nella piazza sorgeva un'osteria con un pergolato, dove risiedeva il comando partigiano di zona nel periodo in cui, nei primi mesi del 1944, Centocelle divenne "zona liberata", mentre tutto intorno si estendeva il tracciato dei binari delle ferrovie vicinali.

Al di là di questi due luoghi, c'erano strade in terra battuta, che si addentravano nella campagna circostante verso la marrana allora presente che scorreva in una valletta. Questi sentieri avevano tutti intorno casupole, disposte disordinatamente su un terreno leggermente ondulato.

Con caratteristiche più vivibili rispetto al vicino Quarticciolo, Centocelle accoglieva operai dell'industria romana, artigiani, piccoli commercianti, contadini e tranvieri, che ne abitavano le case migliori.

Finita la guerra a partire dagli anni cinquanta fino agli anni settanta si ebbe un periodo di costruzione selvaggia che stravolse la natura dei luoghi come gran parte della periferia. Tuttavia fu messo in atto un vero e proprio piano regolatore ben visibile dalla perimetralità delle strade del quartiere.

Dai primi anni del 2000 sono in costruzione alcune stazioni della nuova Linea C della Metropolitana di Roma che avrà il compito di collegarla con il centro della città e riqualificando l'intera zona.

Odonomastica[modifica | modifica sorgente]

Il nome Centocelle è conosciuto da diversi secoli in quanto deriva da "Centum Cellae", una cittadella militare fatta costruire dall'imperatore Costantino I, dove trovavano alloggio cento dei migliori cavalieri della guardia imperiale, gli Equites singulares e i loro cavalli. Rappresentò per lo più un sito del Campo Marzio.

Mentre la via di Centocelle è esterna al quartiere Prenestino-Centocelle (si trova infatti sul lato sud della via Casilina a fare da confine ai quartieri Tuscolano e Don Bosco), l'odonomastica di zona è essenzialmente a tema botanico.

Con il viale della Primavera, l'omonimo largo e via del Vivaio, troviamo le seguenti vie e piazze:

Il tema botanico è ripreso nella parte sud della confinante zona urbanistica 7b Alessandrina.

Altre strade sono dedicate a studiosi di botanica:

Una strada è dedicata al fondatore di opere per sordomuti Filippo Smaldone, mentre un'altra è chiamata via del Ponticello per la presenza di un piccolo ponte sopra un fosso.

Parco archeologico di Centocelle[modifica | modifica sorgente]

Il parco sorge su un'area vincolata[2], contiene al proprio interno ville romane interrate e reperti archeologici, tra cui resti che risalgono fino al VI secolo a.C.

Tra gli insediamenti antichi, si notano la villa della Piscina, la villa ad Duas Lauros, un deposito repubblicano, un deposito cultuale e la villa delle Terme[3].

Il parco è un importante polmone verde per la zona est della città: è stato aperto il 9 settembre 2006. Per motivi di sicurezza è stato chiuso al pubblico[4][5] dal 14 settembre 2008 al gennaio 2010.

Attualmente dei 120 ettari sono completati i lavori su 33 ettari, sui quali è stata effettuata la piantumazione di 500 alberi e 1500 cespugli.

Il parco si trova nel territorio del quartiere Don Bosco.

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovia Roma-Pantano.svg
 È raggiungibile dalle stazioni: Centocelle e Togliatti.

È servita dalle linee ATAC 5, 19, 114, 213, 312, 313, 412, 450, 451, 542, 543, 544, 552, 556, 558, C5, n12.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Roma Capitale - Dipartimento risorse tecnologiche - servizi delegati - statistica. Iscritti in anagrafe al 31-12-2010.
  2. ^ Vincoli archeologici, paesaggistici e di interesse storico per la legge 1497/39 e la legge 1089/39.
  3. ^ Fonte: Comune di Roma.
  4. ^ Marco Lodoli, Centocelle addio al verde in Repubblica, 12 ottobre 2008. URL consultato il 25 marzo 2010.
  5. ^ Elida Sergi, Centocelle, parco chiuso 'Il verde a rischio vandali' in Repubblica, 15 ottobre 2008. URL consultato il 25 marzo 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Patrizia Gioia e Rita Volpe, Centocelle I. Roma S.D.O. le indagini archeologiche, vol. 1, Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 2004, ISBN 978-88-498-0598-7.
  • Rita Volpe, Centocelle II. Roma S.D.O. le indagini archeologiche, vol. 2, Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 2007, ISBN 978-88-498-1942-7.
  • Alessandro Portelli, Città di parole. Storia orale di una periferia romana, Roma, Donzelli Editore, 2007, ISBN 978-88-6036-109-7.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Coordinate: 41°53′08.51″N 12°34′00.99″E / 41.885697°N 12.566943°E41.885697; 12.566943

Roma Portale Roma: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Roma