Radio libere

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« Amo la radio perché arriva dalla gente / entra nelle case e ci parla direttamente
se una radio è libera, ma libera veramente / piace ancor di più perché libera la mente. »
(da La radio di Eugenio Finardi)

Radio libere è una espressione riferita alle emittenti radiofoniche nate in Italia dopo la liberalizzazione dell'etere sancita dalla Corte Costituzionale nel 1976.

Indice

[modifica] Storia

Il monopolio RAI nel campo dell'informazione è stato praticamente abolito dalla sentenza N° 225 emessa dalla Corte Costituzionale nel 1974. Questa sentenza riguardava centinaia di CB su cui pendeva un processo per essere stati sorpresi ad usare i loro "baracchini" e rivoluzionò il mondo delle comunicazioni via etere, riconoscendo a soggetti privati il diritto di impiantare emittenti radiofoniche su scala locale con costi relativamente bassi e ponendosi - seppur in modo solo abbozzato - in concorrenza con la RAI fino ad allora unica fonte di trasmissioni radiofoniche e televisive in Italia. Vere e proprie "navi scuola" per speaker, tecnici, autori e giornalisti, erano tipiche non solo delle città, ma soprattutto della provincia italiana. Aprire una radio libera o collaborare a una di esse era per i giovani uno dei pochi modi a disposizione per comunicare. Rispetto alle radio "tradizionali", le emittenti private trovarono un punto di forza proprio nella limitazione territoriale che imponeva scelte di programmazione indirizzate a "target" facilmente individuabili; difficilmente un'emittente poteva coprire un'intera provincia sia per la limitazione imposta dalla banda FM, il cui segnale non può coprire grandi aree a meno di non ricorrere a più ripetitori.
Altri punti di forza delle radio libere, rispetto al gestore pubblico erano, invece, la possibilità di utilizzare tecnologie nuove come la stereofonia (utilizzata dalle emittenti private in anticipo rispetto alla RAI) e l'interattività con gli ascoltatori che vennero coinvolti direttamente dando loro la possibilità di intervenire nel corso dei programmi apportando opinioni e commenti, oppure dando loro la possibilità di scegliere brani musicali di loro gradimento; molte radio cominciarono così a impostare palinsesti dedicati a fasce di utenza ben precise centrando la programmazione su tematiche musicali (Rock, musica italiana, folklore locale etc.) o sociali (politica in primis).
Il fenomeno fu considerato, inizialmente, più come una moda temporanea che come un'evoluzione del modo di concepire la radiofonia in Italia, ma nel tempo molte emittenti dimostrarono di poter competere qualitativamente con le emittenti pubbliche e la limitazione territoriale venne superata creando networks in grado di trasmettere non più solo in zone limitate ma, a mano a mano, anche sull'intero territorio nazionale.

In pochi anni l'emittenza radiofonica privata si impose non più come alternativa all'emittenza pubblica, ma come principale fucina di idee e persone con capacità professionali sempre maggiori. Questo regime di concorrenza giovò, comunque anche alla RAI stessa che si vide costretta a puntare su trasmissioni innovative e mirate che difficilmente avrebbero avuto modo di essere realizzate senza lo stimolo della concorrenza.

Nell'Aprile 2011 il Comune di Vibonati nel golfo di Policastro, nella frazione di Villammare, intitola una piazza alle Radio Libere. Piazza Radio Libere 1976, la prima in Italia. Fa riferimento alla Sentenza 202 della Corte Costituzionale del 28 luglio 1976 che, di fatto, liberalizza le trasmissioni radio in ambito locale.

[modifica] Personaggi e riferimenti

  • Numerosi personaggi impostisi, poi, anche in altri campi artistici. hanno iniziato la carriera lavorando come DJ in emittenti private; tra i tanti: Vasco Rossi, Jovanotti, Gerry Scotti, e Francesco Facchinetti.
  • Eugenio Finardi in una sua famosa canzone, espresse la propria ammirazione per le "Radio Libere, ma libere veramente"
  • Luciano Ligabue ha dedicato il film Radiofreccia proprio a quel mondo della radiofonia degli anni settanta, in cui "radio libere" era sinonimo di "radio privata". Il film Radiofreccia si ispira infatti a una vera radio libera di Correggio, Radio Raptus.
  • Il film I cento passi si ispira alla storia delle radio libere, soprattutto alla libertà creata dalla nascita del fenomeno, in particolare a Radio Aut in Sicilia e a Peppino Impastato, che fu ucciso proprio per lo spirito di libertà che esprimeva attraverso la radio, che utilizzava per scagliarsi contro i mafiosi della sua città.
  • Nel 2004 esce nelle sale il film Lavorare con lentezza diretto dal regista Guido Chiesa, sceneggiato assieme a Wu Ming ed incentrato sull'esperienza di Radio Alice di Bologna.

[modifica] Alcune emittenti "storiche"

Un'importante radio libera italiana è Radio Popolare di Milano, tuttora esistente, nata nel 1976. A partire dai primi anni novanta, dall'esperienza di Radio Popolare e di altre radio libere italiane (tra cui Controradio di Bari, Radio Wave di Arezzo e tante altre), è nato "Popolare Network", una rete di emittenti che trasmettono assieme collaborando ad alcune trasmissioni (soprattutto di informazione) trasmesse in contemporanea da tutte le emittenti.
Anche Freeradio La Topaia 100,500 è stata fra le primissime radio libere in Italia; nasce nel settembre 1975 in Milano su impulso di Riccardo Rompani e Marco, cui si aggiungono molto presto Massimo Torre e Daniele Lorenzano.[1]

Fra le tante emittenti nate in quel periodo, si possono ricordare:

[modifica] Broadcastitalia

Nel 2006 nasce il progetto Broadcastitalia in cui è possibile leggere la storia delle Radio Libere Italiane, guardare delle interviste ai personaggi delle Radio ed ascoltare un repertorio di trasmissioni pirata recuperate da vecchi nastri. Broadcastitalia è disponibile su Internet e su AM 1485

[modifica] Note

  1. ^ Denuncia di possesso degli apparati alla Questura di Milano, Ufficio Politico, 24 ottobre 1975.

[modifica] Bibliografia

  • Giovanni Cordoni, Peppino Ortoleva, Nicoletta Verna, Radio FM 1976-2006. Trent'anni di libertà d'antenna, Minerva, Bologna, 2006
  • Giovanni Cordoni, Peppino Ortoleva, Nicoletta Verna, Le onde del futuro. Presente e tendenze della radio in Italia, Costa & Nolan, Milano, 2006
  • Massimo Lualdi, Le radio locali: un'esperienza comunicativa per il pubblico giovanile (1975-77)
  • Franco Monteleone, Storia della radio e della televisione in Italia. Un secolo di costume, società e politica. Nuova edizione aggiornata, Marsilio, Venezia, 2003, ISBN 88-317-7230-9
  • Amedeo Benedetti, La comunicazione radiofonica, in Agenda della Comunicazione 2004, Genova, Aba Comunicazione, 2004, pp. 366-378.
  • Paolo Lunghi, Via Etere - Trent'anni di Radio Libere, Ibiskos-Ulivieri, 2007
  • Paolo Lunghi, "Vivere con frequenza", chi ha vissuto la storia della radio libera, Ibiskos-Ulivieri, 2011

[modifica] Collegamenti esterni

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