Nuova Famiglia

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La Nuova Famiglia è stata un'organizzazione camorristica nata alla fine degli anni '70 del XX secolo per contrastare la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Guerra tra N.C.O. e Nuova famiglia[modifica | modifica wikitesto]

La guerra che scoppia tra la Nuova Camorra Organizzata (N.C.O.) di Raffaele Cutolo e la Nuova famiglia egemonizzata dai Zaza-Nuvoletta-Gionta-Bardellino crea non solo tantissimi morti ma anche un'attenzione più vigile dello stato. Infatti Cutolo pretendeva il pagamento di una tangente su ogni attività illecita, specialmente sul contrabbando di sigarette; a proposito, il collaboratore di giustizia Alfonso Rosanova dichiarò: «Salvatore Zaza si lamentò con mio padre della richiesta delle 20.000 lire a cassa di sigarette che il Cutolo pretendeva dai contrabbandieri. Salvatore Zaza disse a mio padre: “O fai ragionare al Cutolo o qua si scatenerà una guerra grande.” [...] La vera ragione di tale pretesa era che il Cutolo non voleva assolutamente che i “siciliani” comandassero a Napoli perché sia i Nuvoletta che gli Zaza erano i rappresentanti della mafia siciliana in Napoli. In effetti i veri motivi della guerra non furono le 20.000 lire ma il fatto che voleva scacciare i siciliani»[1].

I Nuvoletta si posero come i capi del cartello della Nuova Famiglia, anche perché erano la testa di ponte di Salvatore Riina in Campania e quindi godevano di maggior prestigio. Ben presto però delegarono il comando delle operazioni ad Antonio Bardellino. Bardellino era stato affiliato a Cosa Nostra nella Famiglia di Napoli, ma in coincidenza della guerra con Cutolo, ottenne di staccarsi e di legalizzare il proprio gruppo davanti a Cosa Nostra come famiglia autonoma.

Per cercare di far continuare il più possibile la guerra, Riina ordinò ai Nuvoletta di muoversi per combinare continue tregue fra la NCO e la NF. Bardellino, quando si rese conto del perché i Nuvoletta si mostrassero così attendisti e così poco propensi a chiudere la questione con Cutolo, si staccò definitivamente da loro, e legò con quelli che poi sarebbero diventati i suoi alleati storici, e cioè Carmine Alfieri e Pasquale Galasso. Insieme in poco tempo sconfissero definitivamente la NCO di Cutolo.

Scissione e la fine[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione cessò di esistere quando, verso la metà degli anni Ottanta, scoppiò una guerra al suo interno tra i Nuvoletta e i Casalesi di Bardellino. I primi sostenuti dai Corleonesi, gli altri dai cosiddetti Scappati come Tommaso Buscetta nella fedele riproduzione, sul territorio campano, della seconda guerra di mafia che stava ancora insanguinando l'intera provincia di Palermo. La guerra venne vinta da Bardellino e da tutto il suo gruppo.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Facevano parte di questo cartello: Michele Zaza (contrabbandiere affiliato a Cosa Nostra), i Gionta (di Torre Annunziata) i Nuvoletta di Marano (pure affiliati a Cosa Nostra e legati ai Corleonesi), i Bardellino di San Cipriano e Casal di Principe (pure affiliato a Cosa Nostra), i Mallardo (di Giugliano in Campania), i D'Alessandro (di Castellammare di Stabia), gli Alfieri (guidati da Carmine Alfieri), i Galasso di Poggiomarino (guidati da Pasquale Galasso), i Giuliano (del quartiere napoletano di Forcella) e i Vollaro di Portici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (PDF) L'atteggiarsi delle associazioni mafiose sulla base delle esperienze processuali acquisite: la Camorra - Procura della Repubblica di Napoli.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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