Elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2013

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2013
Stato Italia Italia
Data 18-20 aprile 2013
Presidente Napolitano.jpg
Eletto Giorgio Napolitano
Partito Indipendente
Voti Sesto scrutinio
738[1]

74,1 %
Presidente uscente
Giorgio Napolitano (DS)
Left arrow.svg 2006

L'elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2013, iniziata il 18 aprile e finita il 20 aprile, è stata la dodicesima elezione del Capo dello Stato. Il 20 aprile 2013 è stato rieletto Giorgio Napolitano con 738 voti contro i 217 di Stefano Rodotà.

La scadenza naturale del primo mandato era il 15 maggio 2013, ma con la rielezione e il giuramento del 22 aprile 2013 la fine del primo mandato è stata anticipata per dar inizio al secondo.

La corsa per il Quirinale[modifica | modifica sorgente]

In vista della scadenza del mandato di Giorgio Napolitano, tra alcune forze politiche (PD, PdL, Lega Nord, Scelta Civica e UdC) nasce l'ipotesi di una sua rielezione, anche per mantenere un punto fisso nella politica italiana molto apprezzato dai cittadini e all'estero in un periodo politico turbolento. Ma in varie dichiarazioni lo stesso Napolitano ribadisce la non disponibilità al rinnovo del mandato, sia per ragioni di età, sia perché ritiene che un secondo settennato mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana dello stato italiano, secondo quanto affermato a suo tempo anche dal suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi.[2]

Modalità di elezione

Secondo la Costituzione l'elezione del Presidente della Repubblica avviene secondo le seguenti norme:

  • il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei componenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, con la partecipazione dei delegati eletti dai Consigli regionali. Ogni Consiglio regionale elegge tre delegati in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato (artt. 55 e 83, Cost.);
  • la convocazione in seduta comune del Parlamento e dei delegati regionali per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica è effettuata trenta giorni prima che scada il termine del suo mandato. La convocazione è effettuata dal Presidente della Camera dei deputati. Se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, l'elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica (art. 85, Cost.);
  • l'elezione ha luogo per scrutinio segreto. Nei primi tre scrutini è richiesta la maggioranza di due terzi della assemblea; dal quarto è sufficiente la maggioranza assoluta. Il Presidente e l'Ufficio di Presidenza del Parlamento in seduta comune sono quelli della Camera dei deputati (art. 83, secondo comma, Cost.);
  • quando il Parlamento si riunisce in seduta comune si applica il Regolamento della Camera dei deputati. Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune (art. 91, Cost.).

Il Movimento 5 Stelle conduce delle votazioni online – le così battezzate quirinarie[3] – per individuare un candidato da proporre in sede di votazione. La persona scelta è la giornalista Milena Gabanelli[4], ma dopo la rinuncia di quest'ultima e del secondo più votato, Gino Strada, il 17 aprile il candidato del Movimento 5 Stelle diventa il terzo classificato, il giurista Stefano Rodotà[5], che viene proposto dal Movimento 5 Stelle come candidato comune con il PD[6].

Il PD, dopo una riunione molto contestata nella serata del 17 aprile, decide a maggioranza di votare Franco Marini[7], sul quale era stato raggiunto un accordo trasversale col centrodestra. La decisione del PD viene contestata dai parlamentari e delegati regionali che seguono la linea di Matteo Renzi, molti dei quali decidono di votare l'ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino alla prima e alla seconda votazione[6]. La Lega Nord, che aveva inizialmente lanciato la candidatura di Manuela Dal Lago[8], decide in seguito[9] di votare Franco Marini, insieme anche a PdL, Fratelli d'Italia[10], UdC e parte di Scelta Civica[11]. SEL, nonostante l'alleanza col PD, non condividendo una candidatura nata con un accordo con il PdL, decide di convergere sul candidato del M5S Stefano Rodotà[12], scelta che viene seguita anche da alcuni grandi elettori del PD.

Alla seconda votazione, il PD, il PdL e la Lega Nord indicano di votare scheda bianca[13][14], scelta che non viene condivisa dall'ala renziana e dall'ala più a sinistra del PD. Fratelli d'Italia, invece, sceglie di votare il colonnello Sergio De Caprio detto Capitano Ultimo[15]. Alla terza votazione anche Scelta Civica indica di votare scheda bianca.

Dalla quarta votazione è richiesta la sola maggioranza assoluta dei componenti dell'assemblea. Il PD e SEL lanciano pertanto la candidatura di Romano Prodi, osteggiata da tutto il centrodestra[16], che decide di non partecipare alla votazione. La candidatura non viene condivisa neanche dal Movimento 5 Stelle, che continua a votare Rodotà, e dai montiani, che propongono invece la candidatura del Ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri[17]. Prodi raggiunge alla quarta votazione solo 395 voti, evidenziando così la presenza di almeno 101 franchi tiratori all'interno dell'alleanza di centrosinistra[18]. Prendendo atto della disfatta, la sera del 19 aprile, Prodi ritira la propria disponibilità[19], Rosy Bindi si dimette da presidente del PD e Pier Luigi Bersani annuncia le dimissioni dall'incarico di segretario[20]. Alla quinta votazione, PD e Scelta Civica annunciano di votare scheda bianca, mentre Il Popolo della Libertà e la Lega Nord decidono ancora di non prendervi parte; il Movimento 5 Stelle conferma la candidatura di Stefano Rodotà, su cui tornano a confluire i voti di SEL.

Nella mattinata del 20 aprile, il Presidente del Consiglio Mario Monti, il segretario dimissionario del PD Pier Luigi Bersani, il leader del PdL Silvio Berlusconi e alcuni delegati regionali (tra cui i leghisti Maroni, Cota e Zaia[21]) incontrano separatamente il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, per analizzare l'incerta situazione creatasi e trovare una soluzione intermedia a tal proposito.[22] Nei rispettivi incontri, da parte dei vari interlocutori, viene espressa la convinzione che «nella grave situazione venutasi a determinare col succedersi delle votazioni per l'elezione del nuovo Capo dello Stato, sia altamente necessario e urgente che il Parlamento in seduta comune possa dar luogo a una manifestazione di unità e coesione nazionale attraverso la rielezione dello stesso Napolitano»[23]. Viene pertanto richiesta, da un ampio schieramento parlamentare, la disponibilità di Napolitano ad essere rieletto alla presidenza della Repubblica[24]. Il Presidente uscente, per senso di responsabilità[25], decide di accettare la ricandidatura[26] e viene pertanto eletto alla sesta votazione, ricevendo consensi da parte di tutta l'assemblea, con eccezione di Movimento 5 Stelle e SEL, che mantengono la candidatura di Rodotà, e Fratelli d'Italia, che mantiene invece la preferenza a De Caprio. Napolitano, con 738 voti, diventa così il primo Presidente della Repubblica ad essere eletto per un secondo mandato.[27]

L'assemblea elettrice[modifica | modifica sorgente]

Convocazione dell'assemblea[modifica | modifica sorgente]

Nei primi giorni di aprile il presidente Napolitano spinge il presidente della Camera Laura Boldrini ad iniziare i lavori per la preparazione dell'elezione del suo successore, secondo anche quanto emerge da un comunicato del Quirinale:

« La seduta comune del Parlamento, integrato dai delegati regionali, per l'elezione del nuovo capo dello Stato, potrà aver luogo già a partire da giovedì 18 aprile. Il presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, nella sua qualità di presidente del Parlamento, nel comunicare che provvederà lunedì 15 aprile a diramare le convocazioni previste dal secondo comma dell'art. 85 della Costituzione, ha precisato che "su invito" del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e "sentito" il presidente del Senato, Pietro Grasso, la seduta potrà aver luogo appunto già a partire da giovedì 18 aprile, "confidando che gli adempimenti relativi alla designazione da parte delle Regioni dei propri delegati si svolgano con la massima tempestività. »

[28]

Per i delegati Friuli Venezia Giulia il cui Consiglio regionale è in corso di rinnovo, come avvenuto in altre analoghe occasioni, il Consiglio uscente provvede alle opportune designazioni.

Composizione dell'assemblea[modifica | modifica sorgente]

Oltre ai 630 deputati, i 315 senatori eletti e i 4 senatori a vita, partecipano all'elezione del Presidente della Repubblica anche 58 rappresentanti delle regioni.

Partito Deputati Senatori Delegati regionali Totale
Centrosinistra 345 120 28 493
Partito Democratico 293 106 24 423
Sinistra Ecologia Libertà 36 7[29] 1 44
Südtiroler Volkspartei 5[30] 3[31] 1 9
Partito Socialista Italiano 4[32] 2[31] 0 6
Centro Democratico 5 0 0 5
Il Megafono - Lista Crocetta 0 1[33] 1 2
Alleanza per l'Italia 1[34] 0 0 1
Partito dei Comunisti Italiani 0 0 1 1
Verdi del Sudtirolo 1[35] 0 0 1
Partito Autonomista Trentino Tirolese 0 1[31] 0 1
Centrodestra 125 117 27 269
Il Popolo della Libertà 97 91 23 211
Lega Nord 18 16 4 38
Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale 9 0 0 9
Grandi Autonomie e Libertà 0 5 0 5
Grande Sud 0 3[36] 0 3
Movimento per le Autonomie 1[37] 2[36] 0 3
Movimento 5 Stelle 109 54 0 163
Centro 47 22 2 71
Scelta Civica 38 17 0 55
Unione di Centro 8[38] 2[38] 2 12
Futuro e Libertà per l'Italia 1[38] 2[38] 0 3
Unione per il Trentino 0 1[31] 0 1
Movimento Associativo Italiani all'Estero 3 0 0 3
Vallée d'Aoste 1 1 1 3
Stella Alpina 1[37] 0 0 1
Union Valdôtaine 0 1[31] 1 2
Altri 0 5[39] 0 5
Totale Grandi Elettori 630 319 58 1007
Composizione dell'Assemblea elettrice del XII presidente della Repubblica Italiana:

██ Centrosinistra

██ Centrodestra

██ Movimento 5 Stelle

██ Centro

██ MAIE

██ Vallée d'Aoste

██ Non iscritti

I Presidenti dei due rami del Parlamento
Laura Boldrini, essendo Presidente della Camera, ha presieduto come da Costituzione il Parlamento in seduta comune, coadiuvata dal Presidente del Senato Pietro Grasso.


Delegati regionali[modifica | modifica sorgente]

Abruzzo
  • Gianni Chiodi (PdL, Presidente della Regione
  • Nazario Pagano (PdL), Presidente del Consiglio regionale
  • Camillo D'Alessandro (PD), consigliere
Basilicata
  • Vito De Filippo (PD), Presidente della Regione
  • Vincenzo Santochirico (PD), Presidente del Consiglio regionale
  • Paolo Castelluccio (PdL), consigliere
Calabria
Campania
  • Stefano Caldoro (PdL), Presidente della Regione
  • Paolo Romano (PdL), Presidente del Consiglio regionale
  • Peppe Russo (PD), consigliere
Emilia-Romagna
  • Vasco Errani (PD), Presidente della Regione
  • Palma Costi (PD), Presidente del Consiglio regionale
  • Enrico Aimi (PdL), Vicepresidente del Consiglio regionale
Friuli-Venezia Giulia
  • Maurizio Franz (LN), Presidente del Consiglio regionale
  • Luca Ciriani (PdL), Vicepresidente della Giunta regionale
  • Franco Bussa (PD), consigliere
Lazio
  • Nicola Zingaretti (PD), Presidente della Regione
  • Daniele Leodori (PD), Presidente del Consiglio regionale
  • Mario Abbruzzese (PdL), consigliere
Liguria
  • Claudio Burlando (PD), Presidente della Regione
  • Rosario Monteleone (UdC), Presidente del Consiglio regionale
  • Luigi Morgillo (PdL), Vicepresidente del Consiglio regionale
Lombardia
Marche
  • Gian Mario Spacca (PD), Presidente della Regione
  • Vittoriano Solazzi (PD), Presidente del Consiglio regionale
  • Giacomo Bugaro (PdL), Vicepresidente del Consiglio regionale
Molise
  • Salvatore Ciocca (PdCI), consigliere
  • Francesco Totaro (PD), consigliere
  • Angiolina Fusco Perrella (PdL), consigliere
Piemonte
  • Roberto Cota (LN), Presidente della Regione
  • Luca Pedrale (PdL), consigliere
  • Gianni Wilmer Ronzani (PD), consigliere
Puglia
  • Onofrio Introna (SEL), Presidente del Consiglio regionale
  • Antonio Maniglio (PD), Vicepresidente del Consiglio regionale
  • Nino Marmo (PdL), Vicepresidente del Consiglio regionale
Sardegna
Sicilia
Toscana
  • Enrico Rossi (PD), Presidente della Regione
  • Alberto Monaci (PD), Presidente del Consiglio regionale
  • Roberto Benedetti (PdL), Vicepresidente del Consiglio regionale
Trentino-Alto Adige
  • Alberto Pacher (PD), Presidente della Regione
  • Rosa Zelger Thaler (Svp), Presidente del Consiglio regionale
  • Pino Morandini (PdL), consigliere
Umbria
  • Catiuscia Marini (PD), Presidente della Regione
  • Eros Brega (PD), Presidente del Consiglio regionale
  • Massimo Mantovani (PdL), consigliere
Valle d'Aosta
Veneto
  • Luca Zaia (LN), Presidente della Regione
  • Clodovaldo Ruffato (PdL), Presidente del Consiglio regionale
  • Franco Bonfante (PD), consigliere

Elezione[modifica | modifica sorgente]

Preferenze per Giorgio Napolitano[modifica | modifica sorgente]

Scrutinio Voti Percentuale
Primo 10 su 999 1,00%
Secondo 4 su 948 0,42%
Terzo 12 su 949 1,26%
Quarto 2 su 732 0,27%
Quinto 20 su 741 2,70%
Sesto 738 su 997 74,1%

18 aprile 2013[modifica | modifica sorgente]

Primo scrutinio[modifica | modifica sorgente]

Componenti: 1007, Presenti: 999, Votanti: 999
Maggioranza dei due terzi dei componenti dell'Assemblea: 672

Nome Voti
Franco Marini 521
Stefano Rodotà 240
Sergio Chiamparino 41
Romano Prodi 14
Emma Bonino 13
Massimo D'Alema 12
Giorgio Napolitano 10
Anna Finocchiaro 7
Anna Maria Cancellieri 2
Mario Monti 2
Voti dispersi[40] 18
Schede bianche 104
Schede nulle 15

Tra i voti dispersi: Margherita Hack, Veronica Lario, Santo Versace, Pietro Grasso, Claudio Magris, Gustavo Zagrebelsky, Milena Gabanelli, Paolo Bolognesi, Claudio Sabelli Fioretti, Umberto Ranieri, Mario Segni, Franco Cardini, Augusto Barbera, Pier Luigi Bersani, Marcello Pera. Un voto per Valeria Marini, Mara Carfagna e Giulio Napolitano, non eleggibili per non aver ancora compiuto il 50º anno di età e i cui voti vengono pertanto annoverati fra le schede nulle, nelle quali vengono anche inclusi due voti per Franco Marino, uno per Francesco Marini e uno per Raffaello Mascetti[41]. Nessun candidato consegue il quorum richiesto: si procede pertanto al secondo scrutinio.[42]

Secondo scrutinio[modifica | modifica sorgente]

Componenti: 1007, Presenti: 948, Votanti: 948
Maggioranza dei due terzi dei componenti dell'Assemblea: 672

Nome Voti
Stefano Rodotà 230
Sergio Chiamparino 90
Massimo D'Alema 38
Franco Marini 15
Alessandra Mussolini 15
Romano Prodi 13
Emma Bonino 10
Sergio De Caprio 9
Cosimo Sibilia 7
Rosy Bindi 6
Paola Severino 5
Silvio Berlusconi 4
Pier Luigi Bersani 4
Anna Finocchiaro 4
Giorgio Napolitano 4
Ricardo Antonio Merlo 3
Pierluigi Castagnetti 2
Michele Cucuzza 2
Arnaldo Forlani 2
Pietro Grasso 2
Grazia Maniscalco 2
Antonio Palmieri 2
Claudio Sabelli Fioretti 2
Daniela Santanchè 2
Santo Versace 2
Voti dispersi[40] 41
Schede bianche 418
Schede nulle 14

Tra i voti dispersi: Gianfranco Fini, Fiorello, Sophia Loren, Giovanni Trapattoni, Gianni Rivera, Giuliano Amato, Antonio Martino, Ciriaco De Mita, Pietro Ingrao, Sabino Cassese, Renato Brunetta, Paola Pelino, Giulio Andreotti, Paolo Mieli, Mario Segni, Michele Serra. Un voto per Rocco Siffredi e Roberto Mancini, non eleggibili per non aver ancora compiuto il 50º anno di età e i cui voti vengono pertanto annoverati fra le schede nulle. Nessun candidato consegue il quorum richiesto: si procede al terzo scrutinio.[42]

19 aprile 2013[modifica | modifica sorgente]

Terzo scrutinio[modifica | modifica sorgente]

Componenti: 1007, Presenti: 949, Votanti: 949
Maggioranza dei due terzi dei componenti dell'Assemblea: 672

Nome Voti
Stefano Rodotà 250
Massimo D'Alema 34
Romano Prodi 22
Giorgio Napolitano 12
Anna Maria Cancellieri 9
Claudio Sabelli Fioretti 8
Sergio De Caprio 7
Franco Marini 6
Alessandra Mussolini 5
Antonio Palmieri 5
Emma Bonino 4
Sergio Chiamparino 4
Ricardo Antonio Merlo 4
Ilaria Borletti Buitoni 3
Gianroberto Casaleggio 3
Fabrizio Cicchitto 3
Gherardo Colombo 3
Ermanno Leo 3
Pierluigi Castagnetti 2
Roberto Di Giovan Paolo 2
Antonio Martino 2
Nicolò Pollari 2
Voti dispersi[40] 44
Schede bianche 465
Schede nulle 47

Tra i voti dispersi: Drupi, Fiorello, Francesco Guccini, Miuccia Prada, Sandro Veronesi, Fabrizio Rondolino, Mario Draghi, Giancarlo Antognoni, Antonio Cabrini, Claudio Martelli, Maurizio Lupi, Rosy Bindi, Vannino Chiti, Vincenzo D'Anna, Marcello Pera, Walter Veltroni, Paola Binetti, Silvio Sircana, Ciriaco De Mita, Pietro Ingrao, Santo Versace, Giacomo Caliendo, Paola Severino, Paolo Mieli. Un voto per Angelino Alfano, non eleggibile per non aver ancora compiuto il 50º anno di età e il cui voto viene pertanto annoverato fra le schede nulle. Nessun candidato consegue il quorum richiesto: si procede al quarto scrutinio.[42]

Quarto scrutinio[modifica | modifica sorgente]

Componenti: 1007, Presenti: 732, Votanti: 732
Maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea: 504

Nome Voti
Romano Prodi 395
Stefano Rodotà 213
Anna Maria Cancellieri 78
Massimo D'Alema 15
Franco Marini 3
Giorgio Napolitano 2
Voti dispersi[40] 7
Schede bianche 15
Schede nulle 4

Voti dispersi: Vittorio Prodi, Giuseppe Fioroni, Emma Bonino, Maurizio Migliavacca, Giulio Andreotti, Walter Veltroni, Ricardo Antonio Merlo. Un voto espresso anche per Massimo Prodi, annoverato fra le schede nulle. Nessun candidato consegue il quorum richiesto: si procede pertanto al quinto scrutinio.[42]

20 aprile 2013[modifica | modifica sorgente]

Quinto scrutinio[modifica | modifica sorgente]

Componenti: 1007, Presenti: 741, Votanti: 741
Maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea: 504

Nome Voti
Stefano Rodotà 210
Giorgio Napolitano 20
Rosario Monteleone 15
Emma Bonino 9
Claudio Zin 4
Anna Maria Cancellieri 3
Massimo D'Alema 2
Franco Marini 2
Voti dispersi[40] 14
Schede bianche 445
Schede nulle 17

Tra i voti dispersi: Francesco De Gregori, Pietro Grasso, Giorgetto Giugiaro, Gustav Thoeni, Marcello Dell'Utri, Giuseppe De Rita, Luciano Ravasio, Pierluigi Castagnetti, Claudio Magris, Santo Versace, Gianni Pittella, Virgilio Cornetti. Nessun candidato consegue il quorum richiesto: si procede pertanto al sesto scrutinio.[42]

Sesto scrutinio[modifica | modifica sorgente]

Componenti: 1007, Presenti: 997, Votanti: 997
Maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea: 504

Nome Voti
Giorgio Napolitano (eletto) 738
Stefano Rodotà 217
Sergio De Caprio 8
Massimo D'Alema 4
Romano Prodi 2
Voti dispersi[40] 6
Schede bianche 10
Schede nulle 12

Risulta eletto: Giorgio Napolitano (2º mandato)

Tra i voti dispersi: Francesco Guccini, Michele Pisacane, Silvio Berlusconi e Renato Schifani.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Voti ottenuti nell'ultima votazione
  2. ^ Dal Colle no a un secondo settennato
  3. ^ da Quirinale, residenza del Presidente della Repubblica, con l'aggiunta della desinenza -ario
  4. ^ Quirinarie, vince Gabanelli. Ma il Movimento 5 Stelle punta su Rodotà per mettere in crisi il Pd
  5. ^ Quirinale, Gabanelli rifiuta. Il candidato del M5S è Rodotà
  6. ^ a b Quirinale: Grillo "Pd voti Rodota'"; Renzi "proviamo con Chiamparino"
  7. ^ Il Pd sceglie Marini. Ma si spacca in mille pezzi
  8. ^ Quirinale, Lega non vota Franco Marini: “Voteremo Manuela Dal Lago”
  9. ^ Marini spacca pure la Lega Maroni: "Lo votiamo al primo turno"
  10. ^ Meloni converge su Marini
  11. ^ Nesi e Romano fra coloro che non votano Marini
  12. ^ Migliore (Sel): Rodotà è la nostra prima scelta
  13. ^ Bersani: "Nuova fase". Domani assemblea Pd. Ipotesi primarie per il candidato. Renzi a Roma
  14. ^ Quirinale, seconda fumata nera: 418 schede bianche
  15. ^ Quirinale, Meloni: Fratelli d’Italia vota ‘Capitano Ultimo’ De Caprio
  16. ^ Pdl contro Prodi
  17. ^ Monti lancia Cancellieri
  18. ^ Prodi "bruciato", seconda disfatta per Bersani
  19. ^ Presidente Repubblica, Prodi fermo a 395 voti, si ritira. I gruppi cercano nuovi nomi
  20. ^ Pd in pezzi, Bersani si dimette
  21. ^ Giorgio Napolitano accetta l'incarico bis
  22. ^ Presidente della Repubblica, elezione in diretta. Napolitano verso il bis in Il Fatto Quotidiano, 20 aprile 2013.
  23. ^ Nota in merito ad alcuni incontri avuti dal Presidente Napolitano in Presidenza della Repubblica Italiana, 20 aprile 2013.
  24. ^ Elezioni Presidente della Repubblica. Quinta fumata nera, pressing per Napolitano bis in La Repubblica, 20 aprile 2013.
  25. ^ Napolitano accetta il reincarico: "Non posso sottrarmi a un'assunzione di responsabilità verso la nazione. Confido che vi corrisponda una analoga collettiva assunzione di responsabilità da parte dei partiti" in Presidenza della Repubblica Italiana, 20 aprile 2013.
  26. ^ Napolitano accetta la ricandidatura. Quinta fumata nera in Il Sole 24 ORE, 20 aprile 2013.
  27. ^ Laura Cuppini, Alessia Rastelli, Napolitano, bis storico: è presidente, Corriere della Sera, 19 aprile 2013. URL consultato il 19 aprile 2013.
  28. ^ Su invito del Presidente la seduta del Parlamento per la elezione del nuovo Capo dello Stato potrà aver luogo a partire dal 18 aprile.
  29. ^ All'interno della componente "Sinistra Ecologia e Libertà" del Gruppo Misto
  30. ^ All'interno della componente "Minoranze Linguistiche" del Gruppo Misto
  31. ^ a b c d e All'interno del gruppo parlamentare "Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT) - PSI"
  32. ^ All'interno del Gruppo Misto e non iscritti ad alcuna componente
  33. ^ All'interno del gruppo parlamentare "Partito Democratico"
  34. ^ All'interno del Gruppo Misto e non iscritto ad alcuna componente; Elezione Pisicchio a Misto scelta equilibrata. URL consultato il 12 aprile 2013.
  35. ^ All'interno del gruppo parlamentare "Sinistra Ecologia Libertà"
  36. ^ a b All'interno del gruppo parlamentare "Grandi Autonomie e Libertà"
  37. ^ a b All'interno del gruppo parlamentare "Lega Nord e Autonomie"
  38. ^ a b c d All'interno del gruppo parlamentare "Scelta Civica per l'Italia"
  39. ^ Renato Guerino Turano (eletto in America Settentrionale e Centrale per Partito Democratico, iscritto al Gruppo Misto); Emilia Grazia De Biasi (eletta in Lombardia per Partito Democratico, iscritta al Gruppo Misto); i senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi (iscritto al Gruppo Misto), Emilio Colombo e Giulio Andreotti (iscritti al gruppo parlamentare "Per le Autonomie (SVP, UV, PATT, UPT) - PSI").
  40. ^ a b c d e f Comprende i voti di coloro hanno ricevuto solo una preferenza
  41. ^ Marco Letizia, Dal Conte Mascetti a Valeria Marini,nel segreto dell'urna regnano ironia e burla in Corriere della Sera, 18 aprile 2013. URL consultato il 18 aprile 2013.
  42. ^ a b c d e Dati ufficiali della Camera dei Deputati

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]