Michele Pisacane

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on. Michele Pisacane
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Agerola (Na)
Data nascita 1º gennaio 1959
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Partito Popolari-Udeur (2000-2007), UDC (2007-2010), Popolari per l'Italia di domani(dal 2010)
Legislatura XV, XVI
Gruppo Popolari-Udeur (fino al 25/01/07), UDC (fino al 28/09/10), Pid (fino al 13/01/11), IR (dal 13/01/11)
Coalizione L'Ulivo - Rifondazione Comunista - Comunisti Italiani - Italia dei Valori - La Rosa nel Pugno - Federazione dei Verdi - Udeur (2006-2007)

UdC- MFCP (Rosa Bianca) (2008-2010)

PdL-LN-Fli-Mpa (2010)

PdL-LN-Pt (2011)

Circoscrizione XIX - Campania 1
Incarichi parlamentari
  • XVI Legislatura
    • SEGRETARIO DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI dal 9/03/11
    • IV COMMISSIONE (DIFESA): dal 13/05/08 al 13/10/10
    • III COMMISSIONE (AFFARI ESTERI E COMUNITARI): dal 28/01/11 al 23/11/11
    • X COMMISSIONE (AFFARI SOCIALI): dal 13/10/10 al 24/11/11
    • IV COMMISSIONE (DIFESA): dal 28/11/11
    • COMMISSIONE PER LE RICOMPENSE AL VALORE E MERITO CIVILE dal 18/06/08 al 20/07/10
  • XV Legislatura
    • VICEPRESIDENTE XIV COMMISSIONE (POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA) dal 6/0//06 al 28/04/08
Pagina istituzionale

Michele Pisacane (Agerola, 1 gennaio 1959) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1988 al 1997 è Consigliere Comunale di Agerola per la Democrazia Cristiana, dal 1993 al 1997 ricopre anche l'incarico di Sindaco del comune campano[1].

Dal 2000 al 2006 è Consigliere regionale della Campania per l'Udeur di Clemente Mastella[1] raccogliendo alle elezioni regionali del 2005, 18725 preferenze.

Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto alla Camera dei deputati nella lista dell'Udeur nella Circoscrizione Campania 1, candidato capolista.

A maggio 2006 viene eletto Sindaco del Comune di Agerola[2].

Nel 2007 lascia l'Udeur per passare all'UDC, partito con il quale viene rieletto alla Camera nelle elezioni politiche del 2008, all'opposizione rispetto al Governo Berlusconi IV.

Alle Elezioni regionali 2010 in Campania candida e riesce a far eleggere la moglie Annalisa Vessella[3], aggiungendo il cognome "Pisacane" nei manifesti elettorali[4]mettendo insieme 18214 preferenze.

A settembre 2010, insieme ai deputati meridionali Saverio Romano, Giuseppe Drago, Calogero Mannino e Giuseppe Ruvolo, entra in polemica con il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini e il 28 settembre 2010 aderisce al Gruppo misto fondando con loro la componente Popolari per l'Italia di domani (Pid)[5]. I 5 deputati abbandonano quindi il ruolo di opposizione, per il quale erano stati eletti nell'Udc, e si schierano a sostegno della maggioranza parlamentare di centrodestra di Silvio Berlusconi, infatti come primo atto votano favorevolmente il voto di fiducia al Governo[6].

A gennaio 2011 entra nel gruppo a sostegno della maggioranza Iniziativa Responsabile[7], venendo eletto Segretario nell'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati in rappresentanza del nuovo gruppo[8].


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Sindaco in Comune di Agerola. URL consultato il 01-10-2010.
  2. ^ L' Unione conquista subito quattro Comuni Marano, Villaricca, Maddaloni e Marcianise in La Repubblica, 31 maggio 2006, p. 4 sezione:Napoli. URL consultato il 01-10-2010.
  3. ^ Il Consiglio - Consiglieri Regionali in Regione Campania. URL consultato il 01-10-2010.
  4. ^ Voti Pisacane ma scegli lei in La Repubblica, 1° marzo 2010, p. 3 sezione:Napoli. URL consultato il 01-10-2010.
  5. ^ Romano: "Nasce Popolari per l'Italia di domani" in Giornale di Sicilia, 28 settembre 2010. URL consultato il 01-10-2010.
  6. ^ Berlusconi ottiene la fiducia grazie ai voti di Mpa e Fli in lineasicilia.it, 29 settembre 2010. URL consultato il 01-10-2010.
  7. ^ Responsabili, falsa partenza alla Camera Gruppo al via solo grazie al Pdl in la Repubblica, 20 gennaio 2011. URL consultato il 16 marzo 2011.
  8. ^ Responsabili, tutti contro tutti per 8300 € È uno stipendio da sottosegretario in Il Messaggero, 29 marzo 2011. URL consultato il 30 marzo 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]