Rosy Bindi

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Rosy Bindi
Rosy Bindi foto Stefano Bolognini 2011.jpg

Presidente della Commissione parlamentare antimafia
In carica
Inizio mandato 22 ottobre 2013
Predecessore Beppe Pisanu

Presidente del Partito Democratico
Durata mandato 7 novembre 2009 –
19 aprile 2013
Predecessore Romano Prodi
Successore Gianni Cuperlo

Vicepresidente della
Camera dei deputati
Durata mandato 7 maggio 2008 –
15 marzo 2013
Presidente Gianfranco Fini

Ministro per la Famiglia
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore non istituito
Successore Carlo Giovanardi (sottosegretario)

Ministro della Sanità
Durata mandato 17 maggio 1996 –
26 aprile 2000
Presidente Romano Prodi;
Massimo D'Alema
Predecessore Elio Guzzanti
Successore Umberto Veronesi

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
Precedenti:
DC (fino al 1994)
Partito Popolare Italiano (1994-2002)
La Margherita (2002-07)
Titolo di studio Laurea in scienze politiche
Professione Ricercatrice Universitaria
on. Rosy Bindi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Rosy Bindi
Luogo nascita Sinalunga
Data nascita 12 febbraio 1951 (63 anni)
Partito PPI (XII-XIII), DL (XIV-XV), PD (XV-XVI-XVII)
Legislatura XII, XIII, XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo Partito Popolare Italiano (XII)
Popolari Dem. - L'Ulivo (XIII)
Margherita, DL - L'Ulivo (XIV)
Partito Dem. - L'Ulivo (XV)
Partito Democratico (XVI-XVII )
Coalizione Patto per l'Italia (XII), L'Ulivo (XIII-XIV), L'Unione (XV), PD - IdV (XVI), Italia. Bene Comune (XVII),
Circoscrizione Veneto 1 (XII), Toscana (XIV, XV, XVI), Calabria (XVII)
Collegio Cortona (XIII, XIV),
Incarichi parlamentari
  • Membro della III Commissione (Esteri) - XIII
  • Membro della XII Commissione (Affari Sociali) - XIV e XV
  • Membro della VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) - XV
  • Membro della XIV Commissione (Politiche dell'Unione Europea) - XVI
  • Vicepresidente della Camera dei deputati - XVI
  • Presidente del comitato di vigilanza sull'attività di documentazione - XVI
  • Presidente della commissione parlamentare antimafia - XVII
Pagina istituzionale
Rosaria Bindi
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura III
Gruppo Partito Popolare Europeo - Democratici Europei
Circoscrizione Italia Nord-orientale
Incarichi parlamentari
* Vicepresidente della Commissione cooperazione e sviluppo
  • Presidente della Commissione petizioni e diritti dei cittadini
Pagina istituzionale

Rosy Bindi, all'anagrafe Maria Rosaria Bindi (Sinalunga, 12 febbraio 1951), è una politica italiana, dal 22 ottobre 2013 presidente della Commissione parlamentare antimafia.

È stata ministro della Sanità dal 1996 al 2000, ministro per le politiche della famiglia dal 2006 al 2008, vicepresidente della Camera dei deputati dal 2008 al 2013, presidente del Partito Democratico dal 2009 al 2013.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureata in scienze politiche alla Luiss, ricercatrice in diritto amministrativo nella facoltà di Scienze Politiche a La Sapienza di Roma e poi nella facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Siena fino al 1989[1], era accanto a Vittorio Bachelet (del quale era assistente universitaria a Roma) nel momento del suo assassinio il 12 febbraio 1980.

Lungamente impegnata nell'Azione Cattolica, dopo l'impegno nel settore giovanile è stata vicepresidente nazionale dell'associazione dal 1984 al 1989.

Gli inizi nella DC e nel PPI[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989 Rosy Bindi inizia la sua carriera politica iscrivendosi alla Democrazia Cristiana: in quell'anno si candida alle elezioni europee con lo Scudo Crociato nella circoscrizione Nord-Est ottenendo 211.000 preferenze e venendo eletta. A Strasburgo ricopre l'incarico di vicepresidente della Commissione cooperazione e sviluppo e, successivamente, di presidente della Commissione petizioni e diritti dei cittadini[2].

Dopo la fine della DC, aderisce al Partito Popolare Italiano del quale è segretario di partito nel Veneto con cui diviene deputato nazionale nel 1994 ed è favorevole alla nascita della coalizione di centro-sinistra, denominata L'Ulivo, che ha come leader Romano Prodi.

Ministro della Sanità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996, in seguito alla vittoria elettorale dell'Ulivo, la Bindi viene nominata ministro della Sanità, incarico che mantiene per circa quattro anni (riconfermato, dopo il Governo Prodi I, anche dal primo e secondo governo D'Alema): in questa veste, con il decreto legislativo 229, vara nel 1999 la riforma del Servizio Sanitario Nazionale.

Dal PPI alla Margherita[modifica | modifica wikitesto]

Alle successive elezioni politiche del 2001, viene rieletta alla Camera dei deputati per la terza volta nel collegio uninominale di Cortona (Toscana). Aderisce al gruppo della Margherita ed è componente della Commissione affari sociali.

All'interno della Margherita (di cui, dopo essere entrata nell'esecutivo nazionale, è responsabile delle politiche sociali e della salute) è sempre stata vicina a Romano Prodi, senza mai aderire, però, alla corrente di minoranza di Arturo Parisi. In occasione dell'assemblea nazionale del partito in cui si doveva decidere l'adesione alla lista unitaria de L'Ulivo per le politiche 2006, Bindi aderì al gruppo di Pierluigi Castagnetti (detto dei «pontieri»). Con l'assemblea di Chianciano Terme dell'associazione I Popolari, si schierò con l'omonima corrente interna, seppur su posizioni d'autonomia.

Ministro per le politiche della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Rieletta alla Camera dopo le elezioni politiche del 2006 nella circoscrizione della Toscana dopo essersi candidata anche in Veneto e nella provincia di Torino, è stata nominata nel secondo governo Prodi, Ministro per le Politiche per la Famiglia.

Il nome di Rosy Bindi è legato al disegno di legge sui DICO, i diritti e doveri delle convivenze, per il quale ha ricevuto aspre critiche dalla maggior parte del mondo ecclesiale e da molte associazioni cattoliche e, sempre sul versante dei diritti dei gay, anche da diverse sigle del movimento omosessuale italiano, a causa di un disegno di legge ritenuto estremamente blando[3] e per alcune dichiarazioni ritenute offensive nei confronti dei gay,[4] come quando affermò: «Il desiderio di maternità e di paternità un omosessuale se lo deve scordare. [...] Non sarei mai favorevole al riconoscimento del matrimonio fra omosessuali: non si possono creare in laboratorio dei disadattati. È meglio che un bambino cresca in Africa»[5][6][7].

L'impegno per il Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre favorevole alla formazione di un nuovo soggetto politico che raccolga le diverse anime riformiste presenti all'interno dello schieramento di centro-sinistra, è tra le più accese promotrici della nascita del Partito Democratico del quale, dal 23 maggio 2007, è uno dei 45 membri del Comitato promotore nazionale che riunisce i leader delle componenti del futuro PD.

Candidatura alle primarie del PD[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 luglio del 2007 annuncia la sua candidatura alle elezioni primarie che stabiliranno il leader del PD. Raccoglie il sostegno di diverse personalità e gruppi come Arturo Parisi, Nando Dalla Chiesa, Roberto Zaccaria e buona parte della componente ulivista della Margherita, l'associazione Liberalitalia di Gregorio Gitti, il Partito Democratico Meridionale di Agazio Loiero e Pietro Fuda, i Socialisti Liberal per il Partito Democratico di Claudio Nicolini, diverse donne del centrosinistra tra cui Franca Chiaromonte, Anna Maria Carloni, Anna Maria Guidotti, Albertina Soliani, varie personalità del mondo amministrativo e della cultura (Massimo Toschi, assessore della Regione Toscana, esperto di problematiche della pace, Ugo Perone, filosofo, Luciano Guerzoni docente universitario esponente dei cristiano-sociali, Gianfranco Pasquino, Gad Lerner).

Hanno dichiarato il loro sostegno anche il cantautore Francesco De Gregori e l'attrice Monica Guerritore. Raccogliendo 453.067 voti (il 12,88%), Bindi si piazza seconda alle spalle di Walter Veltroni, che viene eletto segretario con il 75,82% dei voti.

Vicepresidente della Camera e presidente del PD[modifica | modifica wikitesto]

A seguito delle elezioni politiche del 2008 è stata eletta vicepresidente della Camera dei deputati.

Alle elezioni primarie del PD 2009 ha sostenuto la candidatura dell'ex ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani[8] che è risultato vincitore con il 53% dei voti contro il 34% di Dario Franceschini ed il 12% di Ignazio Marino.

Durante la Convenzione Nazionale tenutasi il 7 novembre 2009 è risultata eletta Presidente del Partito Democratico.[9] Il gruppo di riferimento della Bindi all'interno del PD è Democratici Davvero.

Il caso dell'insulto di Berlusconi[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 ottobre 2009, durante una telefonata di Silvio Berlusconi alla trasmissione Porta a Porta, dedicata alla bocciatura del lodo Alfano, la Bindi ha affermato di ritenere gravissime le affermazioni del presidente del Consiglio, secondo il quale il Presidente della Repubblica avrebbe dovuto usare la propria influenza sui giudici della Corte Costituzionale affinché passasse il vaglio di costituzionalità[10]. Berlusconi ha quindi citato una battuta comunemente attribuita a Vittorio Sgarbi: «Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente»[11][12], alla quale la Bindi ha replicato: «Sono una donna che non è a sua disposizione, e ritengo molto gravi le sue affermazioni»[10].

Il fatto accaduto ha suscitato notevole clamore nel mondo politico, giornalistico[13], e anche in molte organizzazioni a tutela del ruolo della donna nella società[14], ricevendo una notevole risonanza anche all'estero[15]. Nei giorni successivi, Berlusconi ha tentato di correggere il tiro, definendola una battuta di largo consumo e spiegando che gli era sfuggita in un momento di delusione[11].

Tuttavia, c'era già un precedente: l'8 aprile 2003, a Brescia, sostenendo la candidatura a sindaco di Viviana Beccalossi, Berlusconi aveva detto della candidata: «È più brava che bella, il contrario di Rosy Bindi»[10]. Inoltre, il 19 luglio 2010, visitando l'Università telematica e-Campus, Berlusconi è ritornato sul tema, lodando la presenza di "belle ragazze laureate con il massimo dei voti, che non assomigliano certo a Rosy Bindi..."[16].

Presidente della Commissione parlamentare antimafia[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2012 si candida alle primarie del PD in provincia di Reggio Calabria, indette per eleggere i candidati del partito al Parlamento italiano in vista delle elezioni politiche italiane del 2013; le primarie si sono svolte il 29 dicembre 2012[17] e la Bindi ha ottenuto il secondo posto su sette candidati in provincia di Reggio Calabria con 7.527 preferenze[18]. L'8 gennaio 2013 la direzione nazionale del partito candida Rosy Bindi alla Camera dei Deputati come capolista del PD nella circoscrizione Calabria[19]. Il 24 e 25 febbraio 2013 viene rieletta deputato della Repubblica Italiana.

A marzo 2013, insieme a molti altri colleghi del Parlamento, aderisce al progetto "Riparte il futuro", firmando la petizione che ha lo scopo di revisionare la legge anti-corruzione modificando la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare.[20]

Il 19 aprile 2013, a poche ore di distanza dall'esito negativo della quarta votazione, che vede precludere al professore Romano Prodi le porte del Quirinale nella scelta del nuovo presidente della Repubblica, decide spontaneamente di dimettersi dalla carica di Presidente del Partito Democratico.[21]

Il 22 ottobre 2013 Rosy Bindi viene eletta presidente della Commissione parlamentare antimafia ottenendo 25 voti al ballottaggio contro Luigi Gaetti.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Lo scandalo Lusi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Luigi Lusi#Inchieste giudiziarie.

Nel maggio 2012 Luigi Lusi (indagato, e poi arrestato, per aver sottratto milioni di euro dalle casse della Margherita) davanti alla Giunta per le autorizzazioni del Senato ha dichiarato che parte dei soldi sottratti li ha dati anche alla Bindi, oltre che ad altri politici del partito democratico (Enrico Letta, Giuseppe Fioroni)[22].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'espresso, Volume 51, Issues 47-51, Page 88
  2. ^ Rosy Bindi in Sito ufficiale Partito Democratico. URL consultato il 6 ottobre 2010.
  3. ^ Reazioni a DiCo: il commento del Mario Mieli
  4. ^ Family day, Bindi e Di Segni fanno infuriare gli omosessuali - Politica - Repubblica.it
  5. ^ «La Bindi: meglio crescere in Africa che in famiglie gay» da Il Giornale 13 03 2007
  6. ^ «“I bimbi? Meglio in Africa che con i gay” Ministro Bindi, lei parla come Calderoli» da Il Riformista 14 03 2007
  7. ^ «Figli meglio in Africa che con gli omosex? Dalla Bindi brutto inciampo» da l'Unità 21 03 2007
  8. ^ Aldo Cazzullo, Bindi: «Sostengo Bersani ma niente ticket. Non promuovo il segretario» in Corriere della Sera, 27 giugno 2009. URL consultato l'8 novembre 2009.
  9. ^ Rosy Bindi presidente del Pd. Bersani:«Superiamo il passato» in Il Sole 24 ORE, 07 novembre 2009. URL consultato il 9 novembre 2009.
  10. ^ a b c Berlusconi insulta la Bindi, lei risponde in Corriere della Sera, 08 ottobre 2009. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  11. ^ a b Il Cavaliere: ''Sulla Bindi battuta di largo consumo''. Lei: ''Da 'Bagaglino''' in Adnkronos, 16 ottobre 2009. URL consultato l'11 novembre 2009.
  12. ^ Il Cavaliere: ''Lei è più bella che intelligente'', a 'Porta a Porta' Berlusconi contro la Bindi (VIDEO) in Adnkronos, 08 ottobre 2009. URL consultato l'11 novembre 2009.
  13. ^ Insulti alla Bindi, insorge il Pd; "Un gruppo di giornaliste esprime "stupore e indignazione per il silenzio colpevole che è sceso nello studio sull'insulto greve e intollerabile" rivolto da Berlusconi alla Bindi. E lo fa in una lettera aperta a tutti quelli che erano a Porta a Porta...", La Repubblica, 8 ottobre 2009.
  14. ^ Federica Fantozzi, Una cartolina contro Silvio. Le donne rompono il silenzio in l'Unità, 31 ottobre 2009. URL consultato il 13 gennaio 2010.
  15. ^ (EN) Silvio Berlusconi urged to apologise after insulting female politician on TV, The Sunday Times, 9 ottobre 2009.
  16. ^ Berlusconi va all'Università privata "Che belle ragazze, mica la Bindi..." in La Repubblica, 19 luglio 2010. URL consultato il 20 luglio 2010.
  17. ^ http://www.primarieparlamentaripd.it/trovacandidato/candidati.aspx
  18. ^ Risultati nella circoscrizione di Reggio Calabria - Primarie Parlamentari PD 29 e 30 dicembre 2012 - la Repubblica.it
  19. ^ Elezioni Politiche - Ordine di lista della Camera dei deputati (PDF) in Sito ufficiale Partito Democratico, 8 gennaio 2013. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  20. ^ parlamento italiano riparteilfuturo.it
  21. ^ Rosy Bindi si dimette dalla presidenza dell'Assemblea nazionale del PD, partitodemocratico.it, 19 aprile 2013. URL consultato il 19 aprile 2013.
  22. ^ Il Giornale - È panico nel centrosinistra Ecco le rivelazioni di Lusi: "Soldi anche a Rosy Bindi

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro della Sanità della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Elio Guzzanti 17 maggio 1996 - 26 aprile 1998 Umberto Veronesi
Predecessore Ministero per le Politiche per la Famiglia Successore Emblem of Italy.svg
non istituito 17 maggio 2006 - 8 maggio 2008 Carlo Giovanardi (sottosegretario)
Predecessore Presidente del Partito Democratico Successore PartitoDemocratico.svg
Romano Prodi 7 novembre 2009 - 19 aprile 2013 Gianni Cuperlo

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