Umberto Veronesi

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Umberto Veronesi
Umberto Veronesi con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Umberto Veronesi con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.


Ministro della Sanità
Durata mandato 25 aprile 2000 –
11 giugno 2001
Presidente Giuliano Amato
Predecessore Rosy Bindi
Successore Girolamo Sirchia

Presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare
In carica
Inizio mandato 5 novembre 2010
Predecessore Carica istituita

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
sen. Umberto Veronesi
Monogramma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Milano
Data nascita 28 novembre 1925 (1925-11-28) (86 anni)
Titolo di studio Laurea in Medicina e Chirurgia
Professione ricercatore, medico chirurgo
Partito Partito Democratico
Legislatura XVI Legislatura (fino al 22 febbraio 2011)
Gruppo Partito Democratico
Coalizione PD - IDV
Circoscrizione Lombardia
Incarichi parlamentari
  • Membro della 7ª Commissione (Istruzione pubblica, beni culturali)
Pagina istituzionale

Umberto Veronesi (Milano, 28 novembre 1925) è un medico, oncologo e politico italiano, ricopre il ruolo di direttore scientifico dell'Istituto Europeo di Oncologia[1].

La sua attività clinica e di ricerca è stata incentrata per decenni sulla prevenzione e sulla cura del cancro. In particolare si è occupato del carcinoma mammario, prima causa di morte per tumore nella donna[2].

Veronesi è stato primo teorizzatore e strenuo propositore della quadrantectomia, dimostrando come nella maggioranza dei casi le curve di sopravvivenza di questa tecnica, purché abbinata alla radioterapia, sono le medesime di quelle della mastectomia, ma a impatto estetico e soprattutto psicosessuale migliore.

Indice

[modifica] Biografia

Cresciuto nei sobborghi agricoli adiacenti a Milano (suo padre era contadino), il giovane Veronesi si conquistò lo status di “cittadino” da sé e con le proprie forze, come egli stesso racconta:

« Mio padre era un fittavolo della pianura lombarda, stavamo fuori Milano, anche se non lontanissimi. La vedevamo come la grande meta di chi vive nei sobborghi. Quindi la nostra grande speranza era di diventare “cittadini”: si andava a scuola facendo 4-5 chilometri a piedi tutte le mattine, anche in pieno inverno, con i nostri calzoni corti, con quella cultura naturalistica del mondo agricolo. La conquista è stata lenta ma ci ha molto gratificato come tutte le grandi forme di emancipazione.[3] »

Data la precoce scomparsa del padre, fu per lui fondamentale la figura materna (a cui ha dedicato il libro Dell'amore e del dolore delle donne):

« Mia madre mi ha fatto da padre, da sorella maggiore, da compagna di viaggio, perché io ho perso mio padre a 6 anni... un bambino ha bisogno di una guida e mia madre è stata la grande guida, una donna profondamente religiosa... mi ha insegnato due cose importanti: una è la tolleranza... e l'altra è ricercare le cause degli eventi; se una persona ti è ostile, non limitarti a respingerla o a trattarla male: se ti è ostile, una ragione c'è e tu devi individuarla.[4] »

Sposato a Susy Razon, una pediatra di origini turche, Veronesi ha sette figli (cinque maschi e due femmine).[5] Uno di questi, Alberto Veronesi, fa il direttore d'orchestra.

Laureatosi in Medicina e Chirurgia presso l'Università Statale di Milano nel 1952, decide di dedicarsi allo studio e alla cura dei tumori: dopo alcuni soggiorni all'estero (Inghilterra e Francia) entra all'Istituto nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori come volontario e ne diventa Direttore Generale nel 1975.

Nel 1965 ha partecipato alla fondazione dell'AIRC e ha fondato nel 1982 la Scuola Europea di Oncologia. Ha fondato, nel 1991, ed è stato direttore scientifico dell'IEO - Istituto Europeo di Oncologia una prima volta dal 1994 al 2000 e, successivamente, dal 2001 a oggi. Nel 2003 è stata istituita la Fondazione Umberto Veronesi.

Il nome di Veronesi è legato a contributi scientifici e culturali riconosciuti e apprezzati in tutto il Mondo. I contributi scientifici più rilevanti riguardano l'invenzione della chirurgia conservativa per la cura dei tumori mammari.

Nel 1993 è stato nominato dall'allora Ministro della Sanità Raffaele Costa membro della commissione nazionale incaricata di redigere un piano contro le malattie tumorali. Nel 1998 è stato membro della commissione che dovette giudicare gli effetti della cura anti-cancro nota come “terapia Di Bella”.

Il 25 aprile 2000 è stato incaricato del Ministero della Sanità nel Governo Amato II, fino all'11 giugno 2001. In qualità di ministro si è battuto in particolare per una legge antifumo.[6]

Dal 29 aprile 2008 fino al febbraio 2011 è stato senatore del Parlamento Italiano nella XVI Legislatura.[7]

Nel 2009 è diventato "ambassador" del movimento Internet for Peace[8] fondato dalla rivista mensile Wired Italia con lo scopo di candidare Internet al Premio Nobel per la pace nel 2010.

Per sua iniziativa è nato inoltre il progetto Science for Peace che ha come obiettivo la nascita di un movimento per la pace guidato da personalità del mondo scientifico, tra cui diversi Premi Nobel.[9] A questo riguardo Veronesi ha affermato:

« Io ho iniziato il movimento per la pace universale, ma nel senso tolstojano, la pace non come assenza di guerra, o non solo come assenza di guerra, ma come ritorno ad una condizione naturale, pacifica, profonda del nostro pensiero. Quindi ci stiamo battendo per la pace nel mondo, contro le guerre, contro le armi, contro i soprusi, contro le violenze, contro la pena di morte, a favore delle donne la cui identità è calpestata in molti paesi. E quindi potremmo dire che è un grande movimento per la non violenza.[10] »

Il 5 novembre 2010 è stato nominato presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare italiana, rinunciando contestualmente all'incarico di senatore. Il 3 settembre 2011 si è dimesso dall'agenzia in polemica con il governo lamentando l'assenza di una sede, di un decreto formale di nomina e delle strutture minime per consentire all'agenzia di iniziare le sue attività[11].

Dal 2011 è presidente del comitato scientifico della Fondazione Italia USA.

[modifica] Antivivisezionismo e vegetarismo

Nel libro Una carezza per guarire Umberto Veronesi dedica un denso capitolo, l'ultimo, al tema della sperimentazione animale. Come il filosofo australiano Peter Singer, Veronesi auspica l'evolversi di un nuovo atteggiamento etico da parte dell'uomo nei confronti degli animali, poiché, così come tra gli esseri umani risulta ormai inaccettabile discriminare una persona di colore in favore di un bianco, appare ai suoi occhi sempre più inaccettabile, in sintonia col movimento animalista, la supposta sopraffazione spregiudicata dell'uomo a scapito dell'ecosistema e degli animali non umani[12].

Pensando che negli ultimi anni sono stati messi a punto via via diversi metodi di ricerca che non fanno uso di animali, risulta per lui ingiustificata la ancora ampia utilizzazione di cavie da laboratorio, specialmente per esperimenti che darebbero scarso contributo al progresso scientifico; da ciò Veronesi richiama l'urgenza di una legislazione in merito alla sperimentazione animale, al fine di limitare sempre più al minimo, grazie all'utilizzo di tecniche alternative, l'uso di animali da laboratorio e perché gli animali di grossa taglia come primati, cani e gatti siano esclusi del tutto dalle pratiche sperimentali[13].

Ma il percorso di una nuova etica volta al rispetto degli animali non si ferma alla drastica riduzione delle sperimentazioni mediche su di essi. Veronesi apre un importante inciso a proposito delle condizioni degli animali da allevamento, chiedendosi come possa, chi sia sensibile alla sofferenza delle cavie da laboratorio, rimanere insensibile davanti al crudele trattamento riservato agli animali da macello, considerati mere "macchine" produttive per la trasformazione da una merce (i mangimi) in un'altra (la carne) e destinati a morire per dissanguamento affinché la loro carne prenda quel colorito bianco che piace tanto alle persone comuni, magari quelle stesse persone che, pur prodigandosi nel firmare petizioni contro la vivisezione, non si rendono conto della incoerenza mentale che mostrano nel finanziare proprio, con le loro scelte alimentari a base di carne, la cruenta uccisione di tanti altri animali[13].

Veronesi spiega che, all'obiezione secondo cui il dolore di un animale non può essere paragonato a quello di un uomo – data la complessa struttura neuropsichica e affettivo-sociale che hanno gli umani a differenza degli animali – i sostenitori dei diritti degli animali rispondono notando come il livello di elaborazione psichica della sofferenza sia ridotto anche nei casi di esseri umani ritardati, cerebrolesi o semplicemente neonati, ma nessuna persona di buon cuore riterrebbe etico uccidere o utilizzare per esperimenti queste ultime categorie di persone, dato che pur possiedono un sistema nervoso e quindi provano sensazioni di gioia e dolore; le piante, invece, non sono dotate di un sistema nervoso, quindi non soffrono e – per questo motivo – i vegetariani preferiscono nutrirsi esclusivamente di alimenti vegetali onde evitare di causare sofferenze inutili. All'altra obiezione frequente dei negatori dei diritti degli animali – secondo cui tutti gli animali sono aggressivi fra di loro, quindi l'uomo segue semplicemente la legge naturale nell'imporre la propria forza sulle altre specie – è facile rispondere che l'essere umano può benissimo correggere una legge naturale che reputa ingiusta (dal momento che essa prevede l'infliggimento di sofferenze non necessarie da parte di una specie sull'altra) e che il tratto caratterizzante dell'uomo, rispetto agli altri animali, risiede proprio nella sua etica e nel suo rifiutare liberamente quei comportamenti che ritiene brutalmente contrari alla propria coscienza[14].

Veronesi ritiene che la carne non sia un alimento indispensabile per l'alimentazione umana, e sostiene che la dieta vegetariana, da lui stesso assunta, aiuti a prevenire l'insorgere di gravi malattie, in primo luogo il cancro:

« Il nostro organismo, come quello delle scimmie, è programmato proprio per il consumo di frutta, verdura e legumi. Una dieta priva di carne non ci indebolirebbe certamente: pensiamo alla potenza fisica del gorilla. E pensiamo al neonato, che nei primi mesi quadruplica il suo peso nutrendosi solo di latte. Non solo una dieta di frutta e verdura ci farebbe bene, ma servirebbe proprio a tenere lontane le malattie. »

In un altro articolo Veronesi chiarisce di essere vegetariano – e di esserlo ormai da molto tempo – non per motivi salutistici, bensì in virtù di ragioni etiche:

« Sono vegetariano per motivi etici e non medici. Gli animali vanno rispettati e non uccisi per poi mangiarli. Tutti gli animali. »

Per Veronesi la motivazione salutistica – dettata dall'anti-cancerogenità della dieta vegetariana – dà ancora più valore ad una scelta prima di tutto etica – poiché suscitata dalla compassione per la sofferenza patita dagli animali –, alla quale si aggiunge pure, come terza motivazione di ulteriore stimolo rafforzativo, la scoperta del valore diremmo terzomondista della scelta vegetariana, spiegato da Veronesi in un altro articolo:

« Rinunciare alla carne inoltre è per me anche una forma di solidarietà e responsabilità sociale. In un mondo che ha fame, il consumo di carne costituisce uno spreco enorme: se oltre 820 milioni di persone soffrono la fame è anche perché gran parte del terreno coltivabile viene riservato al foraggio per gli animali da carne. I prodotti agricoli a livello mondiale potrebbero essere sufficienti a sfamare tutti, se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare gli animali da allevamento. »

Sempre secondo Veronesi, la produzione incontrollata di carne rischia di privare la Terra di acqua potabile e di fonti energetiche, come da lui denunciato in un'intervista rilasciata al Corriere poco dopo essere stato eletto senatore:

« L'umanità rischia un effetto a catena distruttivo: esaurimento di energia, di acqua potabile, di alimenti base per soddisfare consumismi alimentari errati. [...] I conti non tornano. Sei miliardi di abitanti, tre miliardi di bovini da macello (ogni chilo di carne brucia 20 mila litri d'acqua), 15 miliardi di volatili da alimentazione, produzione di combustibili dai cereali. Tra un po' non ci sarà più cibo. Grano, soia, riso, mais costano sempre di più e vanno a ingrassare gli animali da allevamento. Dobbiamo fermarci ora. »
(Umberto Veronesi, citato in: Corriere della sera, 20 maggio 2008, p.9)

Il vegetarismo, per Veronesi, ha perciò valore etico, salutistico, sociale ed ambientale. Insieme ad altri sforzi etici (come il progressivo accantonamento della sperimentazione animale e di pratiche quali la derattizzazione[13]), il vegetarismo rappresenta per lui un tassello utile all'instaurarsi di un nuovo rapporto – che sarebbe così non più antropocentrico, bensì solidaristico[12] – tra uomo e natura.

Veronesi ha dichiarato che nell'Istituto Europeo di Oncologia da lui fondato «non si usano animali: se voi cercate ovunque, frugate in tutto l'istituto, non trovate un posto dove vi siano animali di laboratorio»[15]. Parlando del nuovo Istituto europeo di oncologia (Ieo 2) a fianco di quello già attivo, ha inoltre dichiarato: «noi vorremmo che i nostri pazienti diventassero tutti vegetariani, perché questo istituto deve avere anche una funzione educativa» e «dobbiamo dare anche l'esempio di una giusta alimentazione»[16].

[modifica] Posizioni politiche

[modifica] Controversie

Beppe Grillo e altri attivisti hanno messo in discussione le affermazioni di Veronesi a favore degli inceneritori[24], nel caso di Grillo ipotizzando un conflitto di interesse e sostenendo l'esistenza di una sorta di business a beneficio dell'Istituto tumori, consistente nel provocare i tumori e curarli[25]. A tali critiche Veronesi ha risposto con una lettera[26][27]. Gli attivisti sostengono che tra i partner della Fondazione Veronesi figurerebbero aziende che si occupano di inceneritori e loro costruzione, centrali elettriche a carbone, ad oli e termonucleari. Le aziende chiamate in causa, oltre ad ENEL, sono Acea e Veolia Environnement che si occupano, oltre che di reti idriche, di incenerimento inquadrato in ambiti rispettivamente di produzione di energia e di trattamento dei rifiuti.

Tali aziende sono tra i ventitré partner della conferenza mondiale The Future Of Science, di cui la Fondazione Veronesi è una delle tre fondazioni organizzatrici, mentre non figurano tra gli oltre cento partner propri della fondazione[28].

In altre circostanze, ad esempio durante un dibattito[29] con Carlo Rubbia, Veronesi ha sostenuto il ruolo salvifico dell'energia nucleare, asserendo che tale fonte «non comporta rischi per la salute e l'ambiente».[21]

[modifica] Riconoscimenti

Veronesi ha ricevuto tredici lauree honoris causa, nazionali e internazionali, in Medicina, Biotecnologie Mediche, Fisica, Scienze Agrarie e Scienze Pedagogiche.

Nel marzo 2003 ha ricevuto dall'Arabia Saudita il "King Faisal International Prize Award".

Il 31 gennaio 2004 è diventato cittadino onorario della Città di Asti.

Nel 2009 ha ricevuto il "Premio America" della Fondazione Italia USA.

Il 2 agosto 2010 gli è stato intitolato un pezzo di lungomare della spiaggia di Jesolo (VE).[30]

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'oro ai benemeriti della Sanità pubblica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della Sanità pubblica
— 8 novembre 1974[31]
Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— Roma, 5 gennaio 1982[32]

[modifica] Note

  1. ^ http://www.ieo.it/italiano/il%20nostro%20istituto/org-ieo.shtml
  2. ^ Epidemiologia del carcinoma mammario
  3. ^ Citato in Giovanni Floris, La fabbrica degli ignoranti. La disfatta della scuola italiana, Rizzoli, Milano 2008, p. 169.
  4. ^ Intervista a Repubblica Tv, ottobre 2010
  5. ^ la Repubblica.it - 25 aprile 2000
  6. ^ Occupiamo il Parlamento per fare la legge antifumo, 26 maggio 2001, la Repubblica.it
  7. ^ scheda su Veronesi dal sito del Senato
  8. ^ Internet for Peace
  9. ^ Science for Peace
  10. ^ Dall'intervento tenuto alla Giornata per la Coscienza degli Animali del 9 novembre 2010
  11. ^ Agenzia nucleare, Veronesi lascia, Il Sole 24 Ore, 4 settembre 2011
  12. ^ a b Cfr. Umberto Veronesi e Mario Pappagallo, Una carezza per guarire. La nuova medicina tra scienza e coscienza, Sperling & Kupfer, Milano, 2005, pp. 187-188.
  13. ^ a b c Cfr. Una carezza per guarire, op. cit. , pp. 198-200.
  14. ^ Cfr. Una carezza per guarire, op. cit., pp. 189-191.
  15. ^ Intervento di Veronesi alla Giornata per la Coscienza degli Animali del 13 maggio 2010
  16. ^ il Giornale.it - 24 marzo 2010
  17. ^ «La legalizzazione ha effetti positivi, in Svizzera ha fatto diminuire il numero dei tossicodipendenti» dal sito di Rai News 24
  18. ^ Veronesi difende l'eutanasia "Morire è un diritto fondamentale" su La Repubblica
  19. ^ Cfr. Corriere della sera, 15 marzo 2005
  20. ^ Blog di Beppe Grillo - Smog e polenta
  21. ^ a b Veronesi: solo il nucleare ci salverà laRepubblica.it
  22. ^ Che tempo che fa, 25 gennaio 2008
  23. ^ Intervista a Pietro Ricca del 12 giugno 2008
  24. ^ Qui Milano Libera, Incontro con Veronesi
  25. ^ Blog di Beppe Grillo. Cancronesi. 24 febbraio 2008
  26. ^ http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/Umberto_Veronesi.pdf
  27. ^ Una lettera di Umberto Veronesi
  28. ^ Fondazione Umberto Veronesi - Partners
  29. ^ Rubbia frena Veronesi sul nucleare
  30. ^ Corriere del veneto, 2 agosto 2010
  31. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=17097
  32. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=16318

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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