Umberto Veronesi

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Monogramma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento Italiano
Senato della Repubblica
Sen. Umberto Veronesi
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Luogo nascita Milano
Data nascita 28 novembre 1925 (1925-11-28) (83 anni)
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Titolo di studio Laurea in Medicina e Chirurgia
Professione ricercatore, medico oncologo
Partito Partito Democratico
Legislatura XVI Legislatura
Gruppo Partito Democratico
Coalizione PD - IDV
Circoscrizione Lombardia
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Umberto Veronesi (Milano, 28 novembre 1925) è un medico, chirurgo e politico italiano.

La sua attività clinica e di ricerca è stata incentrata per lunghi decenni sulla prevenzione e sulla cura del cancro. In particolare si è occupato del carcinoma mammario, prima causa di morte per tumore nella donna[1].
Veronesi è stato primo teorizzatore e strenuo propositore della quadrantectomia, dimostrando come le curve di sopravvivenza di questa rispetto a quelle della mastectomia sono le medesime, ma a impatto estetico e soprattutto psicosessuale migliore.

Indice

[modifica] Biografia

Cresciuto in una cascina alla periferia di Milano in una famiglia patriarcale, Veronesi perse il padre all'età di soli sei anni.

A 18 anni, durante la Seconda Guerra Mondiale, una mina gli esplode sotto i piedi, e per un mese è in pericolo di vita, e deve subire numerosi interventi[2].

Laureatosi in Medicina e Chirurgia presso l'Università Statale di Milano nel 1950, affinò la sua preparazione scientifica nel campo oncologico presso l'Istituto nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori, nel quale fu attivo fin da dopo la sua laurea e del quale divenne in seguito direttore per 18 anni.

Ha alternato la sua attività presso il citato Istituto con esperienze di lavoro e di studio in Francia e nel Regno Unito. Nel 1965 ha partecipato alla fondazione dell'AIRC e ha fondato nel 1982 la Scuola Europea di Oncologia. È stato direttore scientifico dell'IEO - Istituto Oncologico Europeo una prima volta dal 1994 al 2000 e, successivamente, dal 2001 a oggi. Nel 2003 è stata istituita la Fondazione Umberto Veronesi.

Da sempre impegnato nella lotta al cancro, specialmente quello femminile alla mammella, è sostenitore della campagna contro il fumo[3]. Proprio sui tumori mammari sono stati concentrati i suoi studi. Attualmente sta sperimentando alcuni derivati della vitamina A per verificare se potranno avere un ruolo nel ridurre l'incidenza del carcinoma mammario.

Nel 1993 fu nominato dall'allora Ministro della Sanità Raffaele Costa membro della commissione nazionale incaricata di redigere un piano contro le malattie tumorali. Nel 1998 fu membro della commissione che dovette giudicare gli effetti della cura anti-cancro nota come “terapia Di Bella”.

Nel 2000 fu incaricato del Ministero della Sanità nel governo presieduto da Giuliano Amato, incarico che tenne fino al maggio 2001.

Nel 2005 presta il suoi volto alla campagna per il referendum per l'abolizione della legge 40 sulla procreazione assistita.

Nel 2006 entra a far parte del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Mondadori[4].

Alle elezioni politiche dell'aprile 2008 è stato capolista in Lombardia nelle liste del Partito Democratico ed è stato eletto al Senato. [5].

[modifica] Antivivisezionismo e vegetarismo

Nel libro Una carezza per guarire Umberto Veronesi dedica un denso capitolo, l'ultimo, al tema della sperimentazione animale. Come il filosofo australiano Peter Singer, Veronesi auspica l'evolversi di un nuovo atteggiamento etico da parte dell'uomo nei confronti degli animali, poiché, così come tra gli esseri umani risulta ormai inaccettabile discriminare una persona di colore in favore di un bianco, appare al tempo stesso sempre più inaccettabile, sulla spinta del movimento animalista, la spregiudicata sopraffazione dell'uomo a scapito dell'ecosistema e degli animali non umani.[6].

Se si pensa che, negli ultimi anni, sono stati messi a punto via via diversi metodi di ricerca che non fanno uso di animali, risulta ingiustificata la ancora ampia utilizzazione di cavie da laboratorio, specialmente per esperimenti dallo scarso contributo al progresso scientifico; da ciò Veronesi richiama l'urgenza di una legislazione in merito alla sperimentazione animale, al fine di limitare sempre più al minimo, grazie all'utilizzo di tecniche alternative, l'uso di animali da laboratorio e perché gli animali di grossa taglia come primati, cani e gatti siano esclusi del tutto dalle pratiche sperimentali.[7]

Ma il percorso di una nuova etica volta al rispetto degli animali non si ferma alla drastica riduzione delle sperimentazioni mediche su di essi. Veronesi apre un importante inciso a proposito delle condizioni degli animali da allevamento, chiedendosi come possa, chi sia sensibile alla sofferenza delle cavie da laboratorio, rimanere insensibile davanti al crudele trattamento riservato agli animali da macello, considerati mere "macchine" produttive per la trasformazione da una merce (i mangimi) in un'altra (la carne) e destinati a morire per dissanguamento affinché la loro carne prenda quel colorito bianco che piace tanto alle persone comuni, magari quelle stesse persone che, pur prodigandosi nel firmare petizioni contro la vivisezione, non si rendono conto della incoerenza mentale che mostrano nel finanziare proprio, con le loro scelte alimentari a base di carne, la cruenta uccisione di tanti altri animali.[8]

Veronesi spiega che, all'obiezione secondo cui il dolore di un animale non può essere paragonato a quello di un uomo - data la complessa struttura neuropsichica e affettivo-sociale che hanno gli umani a differenza degli animali - i sostenitori dei diritti degli animali rispondono notando come il livello di elaborazione psichica della sofferenza sia ridotto anche nei casi di esseri umani ritardati, cerebrolesi o semplicemente neonati, ma nessuna persona di buon cuore riterrebbe etico uccidere o utilizzare per esperimenti queste ultime categorie di persone, dato che pur possiedono un sistema nervoso e quindi provano sensazioni di gioia e dolore; le piante, invece, non sono dotate di un sistema nervoso, quindi non soffrono e - per questo motivo - i vegetariani preferiscono nutrirsi esclusivamente di alimenti vegetali onde evitare di causare sofferenze inutili. All'altra obiezione frequente dei negatori dei diritti degli animali - secondo cui tutti gli animali sono aggressivi fra di loro, quindi l'uomo segue semplicemente la legge naturale nell'imporre la propria forza sulle altre specie - è facile rispondere che l'essere umano può benissimo correggere una legge naturale che reputa ingiusta (dal momento che essa prevede l'inflizione di sofferenze non necessarie da parte di una specie sull'altra) e che il tratto caratterizzante dell'uomo, rispetto agli altri animali, risiede proprio nella sua etica e nel suo rifiutare liberamente quei comportamenti che ritiene brutalmente contrari alla propria coscienza.[9]

Veronesi osserva che la carne non è affatto un alimento indispensabile per la nostra corretta alimentazione, bensì, al contrario, essa favorisce numerose gravi patologie, in primo luogo il cancro; la dieta anti-canco per eccellenza è quindi la dieta vegetariana, abbracciata dallo stesso oncologo Veronesi, il quale scrive in un articolo:

« Il nostro organismo, come quello delle scimmie, è programmato proprio per il consumo di frutta, verdura e legumi. Una dieta priva di carne non ci indebolirebbe certamente: pensiamo alla potenza fisica del gorilla. E pensiamo al neonato, che nei primi mesi quadruplica il suo peso nutrendosi solo di latte. Non solo una dieta di frutta e verdura ci farebbe bene, ma servirebbe proprio a tenere lontane le malattie. »

In un altro articolo Veronesi chiarisce di essere vegetariano - e di esserlo ormai da molto tempo - non per motivi salutistici, bensì in virtù di una solida motivazione etica:

« Sono vegetariano per motivi etici e non medici. Gli animali vanno rispettati e non uccisi per poi mangiarli. Tutti gli animali. »

La motivazione salutistica - dettata dall'anti-cancerogenità della dieta vegetariana - dà ancora più valore ad una scelta che per Veronesi è quindi prima di tutto etica - poiché suscitata dalla compassione per la sofferenza patita dagli animali - ed alla quale si aggiunge pure, come terza motivazione di ulteriore stimolo rafforzativo, la scoperta del valore diremmo terzomondista della scelta vegetariana, spiegato da Veronesi in un altro significativo articolo:

« Rinunciare alla carne inoltre è per me anche una forma di solidarietà e responsabilità sociale. In un mondo che ha fame, il consumo di carne costituisce uno spreco enorme: se oltre 820 milioni di persone soffrono la fame è anche perché gran parte del terreno coltivabile viene riservato al foraggio per gli animali da carne. I prodotti agricoli a livello mondiale potrebbero essere sufficienti a sfamare tutti, se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare gli animali da allevamento. »

E non solo. La corsa selvaggia alla produzione di carne svuota la Terra di acqua potabile e di ogni energia, come Veronesi ha denunciato con forza in un'intervista rilasciata al Corriere poco dopo essere stato eletto senatore:

« L'umanità rischia un effetto a catena distruttivo: esaurimento di energia, di acqua potabile, di alimenti base per soddisfare consumismi alimentari errati. [..] I conti non tornano. Sei miliardi di abitanti, tre miliardi di bovini da macello (ogni chilo di carne brucia 20 mila litri d'acqua), 15 miliardi di volatili da alimentazione, produzione di combustibili dai cereali. Tra un po' non ci sarà più cibo. Grano, soia, riso, mais costano sempre di più e vanno a ingrassare gli animali da allevamento. Dobbiamo fermarci ora. »
(Umberto Veronesi, citato in: Corriere della sera, 20 maggio 2008, p.9)

Il vegetarismo, per Veronesi, ha perciò una rilevantissima importanza etica, salutistica, sociale ed ambientale. Insieme ad altri sforzi etici (come il progressivo accantonamento della sperimentazione animale e di pratiche quali la derattizzazione[10]), il vegetarismo rappresenta un tassello fondamentale per l'instaurarsi di un nuovo rapporto - non più antropocentrico, bensì solidaristico[11] - tra uomo e natura.

[modifica] Posizioni politiche

  • Da sempre vicino al Partito Socialista Italiano, negli anni '80 Veronesi venne chiamato da Bettino Craxi a far parte dell'assemblea nazionale del PSI.
  • Tra le varie campagne di cui Veronesi si è fatto promotore vi è quella, intrapresa nel 1995, per la depenalizzazione e la legalizzazione delle droghe leggere al fine di giungere a una regolamentazione dei derivati della canapa indiana, soprattutto per i suoi usi terapeutici, specialmente in materia di terapia del dolore[12].
  • Veronesi è un sostenitore dell'eutanasia[13], argomento sul quale ha scritto il libro Il diritto di morire. La libertà del laico di fronte alla sofferenza (2005). È socio onorario dell'associazione Libera Uscita per la depenalizzazione dell'eutanasia.
  • È un sostenitore degli inceneritori come soluzione di alcune problematiche legate allo smaltimento rifiuti e ha sostenuto la loro innocuità con affermazioni che lo hanno esposto a critiche di vario genere.
  • È favorevole agli Organismi geneticamente modificati. Nel marzo 2005, in occasione di un convegno sulla comunicazione ambientale Veronesi ha affermato che a provocare il cancro, più che gli Ogm o le polveri sottili delle automobili, sarebbero le tossine contenute per esempio nella polenta, nelle patate, nella farina di mais o nel basilico.[14]Questa affermazione provocò l'indignazione del movimento Slow Food, dei coltivatori di cibo biologico e dei movimenti contrari alla legalizzazione delle sementi transgeniche[15].
  • L'11 dicembre del 2006, in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Scienze e tecnologie agrarie all'Università degli Studi di Napoli Federico II, Veronesi ha ribadito che «l'ingegneria genetica non è una bacchetta magica per risolvere i problemi dell'umanità, ma è un metodo estremamente intelligente, per combattere la fame nel mondo, per ridurre l'impatto dei pesticidi, per contrastare la desertificazione»
  • È favorevole alle centrali nucleari: il 30 maggio 2007 ha dichiarato che per rispettare gli impegni presi nel Protocollo di Kyoto, ed evitare sanzioni per inadempienza, l'Italia dovrebbe realizzare 10 centrali in 10 anni, superando lo «spauracchio ingiustificato» della tecnologia atomica. Allo stesso tavolo era presente il Premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia, il quale si è dichiarato in disaccordo con quanto detto da Veronesi.[16].

[modifica] Controversie

Veronesi si è dichiarato favorevole all'incenerimento dei rifiuti e, citando i risultati di uno studio da lui condotto, ha sostenuto la sicurezza di tale tipo di trattamento.

Beppe Grillo e altri attivisti hanno messo in discussione le affermazioni di Veronesi, ipotizzando un conflitto di interesse e sostenendo l'esistenza di un business consistente nel provocare e curare i tumori.[17] A tali critiche Veronesi ha risposto con una lettera[18], il comico genovese ha così invitato Veronesi, il 20 maggio 2008, a una pubblica discussione trasmessa in Rete in diretta streaming. Decida lui il luogo, io mi occuperò delle riprese e della registrazione dell'evento. Convochi gli esperti “che lo hanno informato” (chi sono?), porti le sue “molte ricerche”. Io verrò con i miei consulenti e citerò le mie fonti.[19] A maggio 2009 Beppe Grillo attende ancora una risposta.

Le argomentazioni degli attivisti sono incentrate sulla tesi che tra i partner della Fondazione Veronesi figurerebbero aziende che si occupano di inceneritori e loro costruzione, centrali elettriche a carbone, ad oli e termonucleari. Le aziende chiamate in causa, oltre ad ENEL, sono ACEA e Veolia Environnement che si occupano, oltre che di reti idriche, di incenerimento inquadrato in ambiti rispettivamente di produzione di energia e di trattamento dei rifiuti.

Tali aziende sono tra i ventitré partner della conferenza mondiale The Future Of Science, di cui la Fondazione Veronesi è una delle tre fondazioni organizzatrici, mentre non figurano tra gli oltre cento partner propri della fondazione.[20]

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce - nastrino per uniforme ordinaria

Cavaliere di Gran Croce


[modifica] Note

  1. ^ Epidemiologia del carcinoma mammario
  2. ^ Intervista rilasciata da Veronesi a OK, la salute prima di tutto, periodico della RCS, a Luigi Bazzoli per il numero 9, uscito nel Febbraio 2006
  3. ^ Articolo da la Repubblica del 10 settembre 2003
  4. ^ [1]
  5. ^ Dal sito de La Repubblica
  6. ^ Cfr. Umberto Veronesi e Mario Pappagallo, Una carezza per guarire. La nuova medicina tra scienza e coscienza, Sperling & Kupfer, Milano 2005, pp. 187-188.
  7. ^ Cfr. Umberto Veronesi e Mario Pappagallo, Una carezza per guarire. La nuova medicina tra scienza e coscienza, Sperling op. cit., pp.199-200.
  8. ^ Cfr. Umberto Veronesi e Mario Pappagallo, Una carezza per guarire. La nuova medicina tra scienza e coscienza, op. cit., pp.198-199.
  9. ^ Cfr. Umberto Veronesi e Mario Pappagallo, Una carezza per guarire. La nuova medicina tra scienza e coscienza, op. cit., pp. 189-191.
  10. ^ Cfr. Umberto Veronesi e Mario Pappagallo, Una carezza per guarire. La nuova medicina tra scienza e coscienza, op. cit., p.199.
  11. ^ Cfr. Umberto Veronesi e Mario Pappagallo, Una carezza per guarire. La nuova medicina tra scienza e coscienza, op. cit., p.187.
  12. ^ «La legalizzazione ha effetti positivi, in Svizzera ha fatto diminuire il numero dei tossicodipendenti» dal sito di Rai News 24
  13. ^ Veronesi difende l'eutanasia "Morire è un diritto fondamentale" su La Repubblica
  14. ^ Cfr. Corriere della sera, 15 marzo 2005.
  15. ^ [2]
  16. ^ Veronesi e Rubbia
  17. ^ Blog di Beppe Grillo. Cancronesi. 24 febbraio 2008
  18. ^ http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/Umberto_Veronesi.pdf
  19. ^ [Una lettera di Umberto Veronesi http://www.beppegrillo.it/2008/05/una_lettera_di_2/index.html]
  20. ^ Fondazione Umberto Veronesi - Partners

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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