Cercametalli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Un soldato degli Stati Uniti cerca proiettili e munizioni con un cercametalli AN192, di produzione Schiebel, in Iraq.

Il cercametalli (in inglese metal detector) è uno strumento che usa l'induzione elettromagnetica per rivelare la presenza di metalli. Viene utilizzato in tutte quelle situazioni in cui è necessario rilevare la presenza di corpi metallici all'interno di oggetti di altra natura. Esempi pratici di utilizzo sono lo sminamento dei campi minati, la rilevazione di armi sui passeggeri negli aeroporti, ricerche geologiche e/o archeologiche, cacce al tesoro e ricerca di frecce cadute nel tiro con l'arco outdoor.

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

Nel 1881 James Garfield, presidente degli Stati Uniti d'America, in un attentato fu colpito da due proiettili, uno dei quali entrato dall'inguine non venne individuato dai 16 chirurghi che a turno cercarono di localizzarlo. Allora in un ultimo disperato tentativo venne convocato anche Alexander Graham Bell, che utilizzò un primitivo metal detector da lui costruito, che segnalò un oggetto metallico, che però non era il proiettile, ma le molle del materasso.

L'invenzione del metal detector così come lo conosciamo oggi si deve però alle esigenze militari. Prima della seconda guerra mondiale, a cavallo tra gli anni trenta e quaranta nei laboratori dell'esercito americano si riuscì dunque a creare un dispositivo in grado di individuare e localizzare corpi metallici sepolti. Lo strumento che ne derivò fu chiamato detector, nome ispirato al latino e che può essere tradotto come rilevatore.

Una svolta decisiva avvenne negli anni sessanta con l'introduzione dei transistor, che ridussero drasticamente il peso e i consumi. In seguito venne introdotto anche un sistema di discriminazione, ma occorre attendere l'era dei microprocessori per avere degli ottimi strumenti.

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Palle da moschetto rinvenute nei campi con un metal detector. Quella centrale è stata ripulita dalle incrostazioni

La forma più semplice di metal detector consiste in un oscillatore che produce corrente alternata la quale passando per una bobina produce a sua volta un campo magnetico alternato. Se un pezzo di metallo conduttore è vicino alla bobina, per la legge delle correnti parassite l'oggetto produrrà esso stesso un campo magnetico alternato. Un'altra bobina funzionerà da magnetometro e il cambiamento del campo magnetico principale rivelerà la presenza di un oggetto.

Tipologie esistenti[modifica | modifica sorgente]

Si distinguono, a seconda dell'utilizzo e della tecnologia costruttiva, varie tipologie di metal detector:

  • Metal detector manuale: trasportato da un operatore ed utilizzato generalmente per la ricerca di corpi metallici sepolti, quali mine, monete e simili;
  • Separatore di metalli: un semplice elettromagnete o magnete permanente è in grado di attirare e trattenere i corpi metallici presenti nelle vicinanze. Non ha efficacia contro i metalli non magnetici quali gli acciai inossidabili (inox), alluminio, bronzo,ecc.;
  • Metal detector di sicurezza: dotato di una struttura a portale che permette di far passare una persona, è utilizzato per controllare l'accesso a luoghi sensibili quali banche o aeroporti;
  • Metal detector industriale: utilizzato nell'industria per controllo qualità o per la salvaguardia dei macchinari.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]