Bufala (burla)

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Il termine bufala può indicare in lingua italiana un'affermazione falsa o inverosimile. Può perciò essere volta ad ingannare il pubblico, presentando deliberatamente per reale qualcosa di falso o artefatto. In alcuni casi si prefigura il reato di truffa, in quanto l'autore, o gli autori, procurano per sé o per altri un ingiusto profitto a scapito delle vittime.

Indice

[modifica] Etimologia

Una possibile interpretazione del significato si può collegare al termine "Buffa" ovvero folata o soffio di vento (buffare = soffiare) e pertanto derivabile in senso figurato da un qualcosa che viene comunicato tramite un soffio di vento, perciò senza solide basi, sicuramente falso. Nel tempo, l'etimologia di questa parola si è andata via via trasformando, perdendo una "f" e acquisendo il fonema "la" alla fine, tipica della pronuncia dialettale toscana (base della moderna lingua italiana). Il termine "bufala" è dunque casualmente uguale a quello dell'animale e pertanto non collegabile ad esso in alcun modo.

[modifica] Esempi storicamente significativi

La Donazione di Costantino è probabilmente uno dei più antichi falsi storici a noi noti. Molti ritengono che sia stato costruito dalla Chiesa cattolica medievale, con lo scopo di giustificare il potere temporale del papato agli occhi dei regni occidentali.

Possiamo ricordare la burla di Fortsas, consistente in un falso catalogo di libri rari messi all'asta nel 1840, di cui furono vittima librai e collezionisti di tutta Europa.

L'uomo di Piltdown fu una famosa beffa archeologica, che ebbe origine nel 1912 con la scoperta di resti ossei attribuiti a un ominide preistorico. I resti furono dichiarati falsi nel 1953.

In ambito politico, la cosiddetta "lettera di Zinoviev" fu un falso creato dal servizio segreto britannico allo scopo di aiutare il partito conservatore nelle elezioni del 1924.

[modifica] Esempi contemporanei

Il termine in particolare al giorno d'oggi indica quelle notizie (in genere messaggi inviati per posta elettronica), contenenti comunicati o richieste di aiuto di contenuto fasullo e ingannevole. Quando tali messaggi invitano esplicitamente ad essere rispediti al maggior numero di persone, in modo da aumentarne la diffusione in maniera esponenziale, si parla di catena di Sant'Antonio.

Principalmente si tratta di leggende metropolitane, che magari prendono spunto da fatti realmente accaduti (in una piccola parte dei casi si ispirano a veri casi umanitari, ma continuano a girare anche anni dopo che il caso è risolto o il destinatario degli aiuti è defunto, arrivando così a perseguitarne involontariamente i parenti); spesso riguardano virus inesistenti che eseguirebbero fantasiose operazioni distruttive (gran parte delle quali irrealizzabili da un punto di vista tecnico).

Si tratta di una forma particolare di spamming, che spesso fa leva sui buoni sentimenti delle persone che, spinte ingenuamente dal desiderio di compiere una buona azione, senza prima effettuare alcuna seria verifica sul contenuto, inviano copia del messaggio a tutti i propri conoscenti; in tal modo possono arrivare a sovraccaricare i sistemi di posta elettronica con migliaia di messaggi inutili. A volte questi messaggi contengono virus oppure link a siti web (anch'essi con contenuto falso e/o pubblicitario).

Sempre più spesso inoltre può trattarsi di veri e propri tentativi di truffa, specie quando contengono promesse di facili guadagni o richieste di denaro (vedi ad esempio truffa alla nigeriana e truffa di Valentin).

È da sottolineare che tecnicamente è impossibile "registrare il traffico email" nel senso in cui è inteso da alcune di queste forme di catena (e inoltre sarebbe violazione della privacy), per cui non va dato credito a quelle che chiedono di essere inviate a più persone possibili, in modo da accreditare soldi a qualche bisognoso (tra l'altro solitamente inesistente).

In ambito informatico è invalso l'uso di identificarle anche col nome inglese di hoax. Giova ricordare che la Netiquette vieta qualsiasi tipo di catena di Sant'Antonio.

[modifica] Esempi

Di seguito due esempi di bufala:

« Allarme Virus! Se ricevi un messaggio con oggetto WIN A HOLIDAY non aprirlo. Formatterà immediatamente il contenuto del tuo hard disk. Si tratta di un nuovo virus non ancora conosciuto, inoltra questa informazione a tutti i tuoi amici ... »
« UN POVERO BAMBINO HA UNA MALFORMAZIONE CONGENITA CON COMPLICAZIONI E NECESSITA DI UN TRAPIANTO COSTOSISSIMO: IL COSTO DELL'OPERAZIONE È DI $ 560.000. LA LEGA PER LA LOTTA CONTRO LE MALATTIE GENETICHE PAGHERA’ $0.01 PER OGNI E-MAIL INVIATA CON OGGETTO "AIUTA NICOLAS”. È NECESSARIO INVIARE QUESTO MESSAGGIO IN TUTTO IL MONDO. SERVONO 56 MILIONI DI MESSAGGI PER FINANZIARE L'OPERAZIONE. NICOLAS HA BISOGNO DI NOI PER TORNARE A SORRIDERE!! SALVIAMO QUESTO BIMBO CHE LOTTA CONTRO LA MORTE ... »

In genere sono presenti citazioni di fonti autorevoli come AOL, Microsoft ed altri, ovviamente fasulle. È ovviamente impossibile controllare su tutti i server del mondo le email inviate e contare quelle con un determinato messaggio in oggetto.

Un altro esempio recente (inizio 2006):

« PER FAVORE FAI CIRCOLARE QUESTO AVVISO TRA I TUOI AMICI E CONTATTI.

Nei prossimi giorni dovete stare attenti a non aprire nessun messaggio chiamato "invitation", indipendentemente da chi lo invia: è un virus che "apre" una torcia olimpica che brucia il disco fisso del pc. Questo virus verrà da una persona che avete nella lista dei contatti. Per questo dovete divulgare questa mail, è preferibile ricevere questo messaggio 25 volte che ricevere il virus ed aprirlo. Se ricevete un messaggio chiamato "invitation" non lo aprite e spegnete immediatamente il pc. È il peggior virus annunciato dalla CNN, classificato da Microsoft come il virus più distruttivo mai esistito. È stato scoperto ieri pomeriggio da MCAfee è non c'è soluzione ancora per eliminarlo. Questo virus distrugge semplicemente il Settore Zero del disco fisso dove l'informazione vitale è nascosta. Invia questa mail a chi conosci, copia questa posta e spediscila ai

tuoi amici e contatti e ricorda che se lo invii a tutti, ne beneficeremo anche noi. »

Più i riferimenti sono altisonanti - CNN, Microsoft, McAfee - più è probabile che il messaggio sia fasullo. È inoltre da notare che non è presente nessun link ufficiale alle fonti citate ed è stata usata l'espressione ieri pomeriggio, anche se la mail non è datata.

Particolarmente significativa è stata l'ondata di messaggi di indignazione contro il sito bonsaikitten.com, nel quale un sedicente "scienziato cinese" affermava di vendere in tutto il mondo dei kit per la preparazione di gatti in bottiglia. Il sito era un'evidente burla, ma questo non è bastato ad impedire alla polizia americana (e in seguito anche a quella italiana) di ottenere la chiusura e l'oscuramento del sito.

Altri esempi fanno riferimento ad eventi che hanno fortemente colpito l'immaginario collettivo. Ad esempio, gli attentati dell'11 settembre 2001 hanno dato lo spunto per numerose bufale, fra cui il "Q33 NY".

[modifica] La lotta alle bufale

Numerose persone si dedicano a sfatare i miti di queste bufale. Discovery Channel produce la trasmissione Miti da sfatare (in originale MythBusters). Su Internet, il sito Snopes contiene una delle maggiori collezioni di bufale e leggende metropolitane, con analisi dettagliate.

In lingua italiana c'è il "Servizio Antibufala" di Paolo Attivissimo.

[modifica] Bibliografia

  • Lorenzo Montali, "Leggende tecnologiche". Avverbi Edizioni, Roma, 2003. ISBN 8887328323

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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