Rosario Crocetta

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Rosario Crocetta
Rosario Crocetta nel 2012.

Rosario Crocetta nel 2012.


Presidente della Regione Siciliana
In carica
Inizio mandato 10 novembre 2012
Predecessore Raffaele Lombardo

Sindaco di Gela
Durata mandato 10 maggio 2002 –
7 giugno 2009
Predecessore Salvo Tringali
Successore Angelo Fasulo

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2008)
Precedenti:
PCI (fino al 1991)
PRC (1991-98)
Verdi (1998-2000)
PdCI (2000-08)
Professione Impiegato ENI
Rosario Crocetta
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Rosario Crocetta
Luogo nascita Gela
Data nascita 8 febbraio 1951
Partito Partito Democratico
Legislatura VII
Gruppo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici
Circoscrizione Italia Insulare
Incarichi parlamentari

  • Vicepresidente Commissione speciale sulla criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro
  • Membro della Commissione per il controllo dei bilanci
  • Membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni
  • Membro della Delegazione per le relazioni con i paesi del Mashreq
  • Membro sostituto della Commissione per le petizioni
Pagina istituzionale

Rosario Crocetta (Gela, 8 febbraio 1951) è un politico italiano. Il 28 ottobre 2012 viene eletto Presidente della Regione Siciliana, entrando in carica il 10 novembre successivo.

Indice

Biografia[modifica]

Figlio di un operaio e di una sarta, è fratello del senatore del PCI Salvatore Crocetta. Dopo aver conseguito il diploma ha lavorato con l'ENI a Gela. Ha collaborato dapprima con l'Unità, poi con il manifesto ed infine con Liberazione; nel 1987 ha pubblicato la raccolta di poesie Diario di una giostra.

Dichiara di parlare quattro lingue: italiano, arabo, inglese e francese[1].

Nella ricerca di una sua collocazione politica all'interno della Sinistra italiana, ha aderito prima al Partito Comunista Italiano e poi a Rifondazione Comunista, con cui è stato assessore alla cultura del comune di Gela dal 1996 al 1998. In quell'anno è stato eletto consigliere comunale con la Federazione dei Verdi, e si è impegnato nell'elaborazione di progetti culturali condivisi tra i Paesi del Mediterraneo; nel 2000, terminato tale incarico, si è iscritto al Partito dei Comunisti Italiani.

Sindaco di Gela[modifica]

Assessore comunale alla Pubblica Istruzione dal 2000 al 2001, nel maggio del 2002 si candida a sindaco della sua città per l'alleanza di centrosinistra. In un primo momento risulta eletto il candidato del centrodestra Giovanni Scaglione, con un margine esiguo, 197 voti in più rispetto al candidato dell'Ulivo[2]. In seguito Crocetta farà ricorso e nel 2003 il giudice del Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia farà effettuare un nuovo spoglio nel quale risultano 307 voti di vantaggio a favore di Crocetta e lo proclamerà primo cittadino[2], accertando la presenza di irregolarità e illeciti nella tornata elettorale cittadina, e garantendo così la volontà dei cittadini gelesi. In un'intercettazione telefonica è emerso che un boss mafioso intimava a un presidente di seggio di «far il possibile pur di non far vincere il "comunista finocchio"»[1].

In campagna elettorale e durante l'intero mandato si è fatto portavoce della necessità di combattere Cosa Nostra[3], autodefinendosi "sindaco antimafia". Tra le sue iniziative antimafia lo svolgimento delle gare per l'appalto delle opere pubbliche alla presenza dei Carabinieri ed il licenziamento di impiegati comunali vicini alla mafia[1].

Al termine dei cinque anni di mandato, si ricandida nella carica di primo cittadino e viene riconfermato dal voto popolare al termine delle consultazioni amministrative del 2007, in cui stravince al primo turno con il 64,8% dei consensi.

Nella campagna per le elezioni regionali in Sicilia del 2008 è proposto come assessore ai lavori pubblici dalla candidata presidente del centrosinistra Anna Finocchiaro[4], che tuttavia non viene eletta.

Il 1º ottobre 2008 aderisce al Partito Democratico[5].

Parlamentare Europeo[modifica]

Alle elezioni europee del 2009 è candidato nella circoscrizione Italia insulare nella lista del Partito Democratico e con 150.091 preferenze risulta eletto al Parlamento europeo[6] assieme ad un altro simbolo dell'antimafia come Rita Borsellino e si dimette da sindaco di Gela dopo due anni dalla riconferma.

Il 18 aprile 2012 diviene vicepresidente della Commissione speciale antimafia (Crim) dell'Unione europea[7].

Presidente della Regione Siciliana[modifica]

Nell'agosto 2012 viene ufficializzata la sua candidatura a Presidente della Regione Siciliana per le elezioni regionali in Sicilia del 2012. I partiti che sostengono Crocetta sono il Pd, l'UdC, l'Api e il Psi.

Il 28 ottobre viene eletto Presidente della Regione Siciliana con il 30,50% dei voti[8], nonostante la vittoria, però, non ottiene la maggioranza in consiglio regionale necessaria a governare arrivando a 39 seggi su 90[9]. Entra in carica il 10 novembre successivo[10], diviene, in questo modo, il primo sindaco e il secondo presidente di regione dichiaratamente omosessuale nella storia d'Italia[2][11]. All'atto dell'insediamento, Crocetta annuncia una politica di rigore per i conti della Regione Siciliana[12]

In data 29 novembre 2012 Crocetta forma la Giunta regionale. Tra gli assessori il professore Antonino Zichichi ai beni culturali, il pm della DDA Nicolò Marino all'energia e servizi pubblici, Lucia Borsellino alla salute e il cantautore Franco Battiato al turismo-sport e spettacolo[13]. Dopo le polemiche per una frase ingiuriosa di Battiato a Bruxelles sulle donne parlamentari [14] Crocetta revoca il 27 marzo 2013 gli incarichi di assessori allo stesso cantautore e a Zichichi [15] a causa di precedenti polemiche circa una dichiarazione a favore del nucleare resa nel corso della trasmissione radiofonica di Radio 24 ‘La Zanzara’[16], nominando al posto di Battiato al Turismo la sua segretaria bergamasca Michela Stancheris [17] e al posto di Zichichi alla Cultura l'archeologa siracusana Mariarita Sgarlata. [18]

Primi provvedimenti[modifica]

Tra i primi provvedimenti ci sono l'annuncio della chiusura di 13 società regionali[12], il licenziamento di 21 giornalisti nominati dai precedenti Presidenti[19], il taglio degli stipendi dei dirigenti regionali[20] e una drastica riduzione dei consulenti esterni[21]. In seguito al successo della lista elettorale "Crocetta presidente" che ottiene il 6,17 % di voti e 5 parlamentari all'ARS, si decide di creare un vero e proprio Movimento che viene ufficialmente presentato per la prima volta il 22 Novembre 2012 e ribattezzato "Il Megafono - Lista crocetta" mantenendo come simbolo il disegno di un megafono che compariva già nel logo della precedente lista elettorale. Il Movimento mantiene la sua indipendenza dal Partito Democratico.

Lotta alla mafia e alla corruzione[modifica]

Sul piano del contrasto alla mafia e alla corruzione Crocetta e la sua giunta hanno ottenuto la costituzione di parte civile della Regione Siciliana nel processo sulla trattativa Stato-mafia in corso a Palermo[22].

Ha poi disposto la rotazione di molti dirigenti ed impiegati pubblici in vari assessorati[23].

Taglio agli sprechi[modifica]

Il 3 marzo 2013 annuncia l'intenzione di abolire le province della Sicilia e sostituirle con consorzi tra comuni[24]. Il 19 marzo seguente, la relativa norma passa all'Assemblea regionale siciliana con 53 voti a favore, 28 contrari e un astenuto.[25] Ha inoltre dichiarato di voler dismettere le auto di rappresentanza al fine di utilizzarne un numero complessivo di 13.[26] Di converso però ha approvato una delibera che aumenta da 3 a 18 i dipendenti della Regione assegnati alla sede estera di Bruxelles [27]

Sviluppo economico[modifica]

In data 28 febbraio 2013 Crocetta, i ministri Fabrizio Barca e Corrado Passera, l'amministratore delegato di FS Moretti e l'amministratore delegato Rfi Michele Mario Elia hanno firmato un contratto per la realizzazione della direttrice Messina-Catania-Palermo con lo scopo di ridurre i tempi di percorrenza ferroviaria[28].

Elezioni politiche del 2013[modifica]

Alle elezioni politiche italiane del 24 e 25 febbraio 2013 presenta la lista Il Megafono - Lista Crocetta, al Senato in Sicilia a sostegno di Pier Luigi Bersani[29], che ottiene il 6,1 % eleggendo il senatore Giuseppe Lumia[30].

Gli attentati sventati[modifica]

Nel 2003 fu sventato un agguato della Stidda che aveva assoldato un killer venuto dalla Lituania, Minius Marius Denisenko, per uccidere il primo cittadino gelese durante la processione dell'Immacolata dell'8 dicembre[31]. Da quel momento gli viene assegnata la scorta:[32] è costretto a spostarsi su un'auto blindata mentre quattro uomini lo sorvegliano giorno e notte.[33]

L'8 febbraio 2008 viene reso pubblico l'esito di una indagine dei magistrati di Caltanissetta e si scopre che Rosario Crocetta è il bersaglio di un progetto di attentato da parte della mafia[32]. Da questo momento, Crocetta avrà raddoppiata la propria scorta (gli agenti che lo proteggono passano da tre a sei, lo stesso numero di coloro che difendono le più alte cariche dello Stato).

Nel gennaio del 2010 la Direzione Distrettuale Antimafia sventa un piano di Cosa Nostra per uccidere Rosario Crocetta ed arresta 5 affiliati al clan mafioso Emmanuello di Gela[34]. Crocetta ha commentato:

« Ringrazio Dio per ogni giorno di vita che mi regala. La mia vita, da quando ho iniziato a fare il sindaco di Gela, è sempre stata in pericolo. »
(Rosario Crocetta[35])

Bibliografia[modifica]

Opere[modifica]

Note[modifica]

  1. ^ a b c Claudia Fusani, Crocetta: "Così ho vinto la mafia" Gare d'appalto davanti ai carabinieri, in «La Repubblica», 15 maggio 2007. URL consultato in data 21 gennaio 2010.
  2. ^ a b c Sindaco gay a Gela "Il primo in Italia", in «La Repubblica», 11 marzo 2003. URL consultato in data 21 gennaio 2010.
  3. ^ Saverio Lodato, La mia lotta alla mafia che divide la sinistra, in «L'Unità», 19 luglio 2006, p. 10. URL consultato in data 21 gennaio 2010.
  4. ^ Massimo Lorello, Dal 41 bis all'abusivismo piano antimafia di Veltroni, in «La Repubblica», 27 marzo 2008, p. 2 sezione:Palermo. URL consultato in data 21 gennaio 2010.
  5. ^ Goffredo De Marchis, Crocetta, simbolo dell'antimafia "Basta divisioni, entro nel Pd", in «La Repubblica», 01 ottobre 2008. URL consultato in data 21 gennaio 2010.
  6. ^ Elezioni europee ed amministrative del 6 - 7 giugno 2009 da Ministero dell'Interno. URL consultato in data 9 giugno 2009.
  7. ^ Commissione antimafia Ue a Sonia Alfano. Rosario Crocetta vicepresidente, in «ANSA», 18 aprile 2012. URL consultato in data 6 marzo 2013.
  8. ^ Elezioni Regionali 28 ottobre 2012 - Sicilia in la Repubblica. URL consultato in data 31 ottobre 2012.
  9. ^ Elezioni Sicilia, Crocetta vince ma nonha maggioranza. Cancelleri: ci seduca, in «Il Messaggero», 30 ottobre 2012. URL consultato in data 4 marzo 2013.
  10. ^ Crocetta si insedia e promette "Sarà una Sicilia a sette stelle", in «la Repubblica», 10 novembre 2012. URL consultato in data 10 novembre 2012.
  11. ^ Dino Martirano, L'ascesa dell'ex Pci che cita il Vangelo, in «Corriere della Sera», 30 ottobre 2012. URL consultato in data 8 dicembre 2012.
  12. ^ a b Crocetta chiude 13 società della Regione. Sicilia, sì a patto di stabilità, in «il Fatto Quotidiano», 10 novembre 2012. URL consultato in data 2 dicembre 2012.
  13. ^ Giovanni Pulvino, Varata la giunta regionale, ecco la discontinuità, in «tiscali.it», 29 novembre 2012. URL consultato in data 4 marzo 2013.
  14. ^ http://www.corriere.it/politica/13_marzo_26/battiato-troie-parlamento_adef602a-9621-11e2-9784-de425c5dfce0.shtml
  15. ^ http://palermo.repubblica.it/cronaca/2013/03/27/news/battiato_troie_in_parlamento_crocetta_invia_le_scuse_a_roma-55443607/
  16. ^ http://www.ilgiornale.it/news/cronache/zichichi-sogno-sicilia-piena-centrali-nucleari-862044.html
  17. ^ http://www.ilgiornale.it/news/interni/assistente-ad-assessore-posto-battiato-crocetta-nomina-902654.html
  18. ^ http://www.siracusanews.it/node/36208
  19. ^ Crocetta: 21 giornalisti della Regione già decaduti, se ora lavorano lo fanno gratis, in «Corriere della Sera», 16 novembre 2012. URL consultato in data 2 dicembre 2012.
  20. ^ Antonio Fraschilla, Crocetta taglia lo stipedio a tutti i dirigenti regionali, in «la Repubblica», 2 dicembre 2012. URL consultato in data 2 dicembre 2012.
  21. ^ Riccardo Vescovo, Crocetta taglia i consulenti di Lombardo, in «Giornale di Sicilia», 3 dicembre 2012. URL consultato in data 3 dicembre 2012.
  22. ^ Mafia: trattativa Stato-boss, Regione Sicilia oggi chiedera' di costituirsi parte civile, in «la Repubblica», 20 novembre 2012. URL consultato in data 4 marzo 2013.
  23. ^ Nino Amadore, Sicilia, il governatore Crocetta avvia maxi-rotazione in un paio di assessorati, in «Il Sole 24 ORE», 26 gennaio 2013. URL consultato in data 4 marzo 2013.
  24. ^ Emauele Lauria, Province, l'annuncio di Crocetta "Oggi saranno abolite dalla giunta", in «la Repubblica», 4 marzo 2013. URL consultato in data 4 marzo 2013.
  25. ^ Sicilia Cancellate le provincie Grillini in asse con Crocetta palermo.repubblica.it
  26. ^ [1] fanpage.it
  27. ^ http://livesicilia.it/2013/05/13/nessuno-vuole-lavorare-a-bruxelles-ma-e-giallo-sullatto-di-interpello_312970/
  28. ^ Palermo-Catania-Messina in treno contratto con Fs da cinque miliardi, in «la Repubblica», 28 febbraio 2013. URL consultato in data 4 marzo 2013.
  29. ^ Crocetta: 'La società civile è con noi faremo un gruppo autonomista-democratico', in «la Repubblica», 22 gennaio 2013, p. 2 sez.Palermo. URL consultato in data 31 gennaio 2013.
  30. ^ Gli eletti al Senato in Sicilia, in «Giornale di Sicilia», 25 febbraio 2013. URL consultato in data 3 marzo 2013.
  31. ^ Alessandra Ziniti, Gela, per eliminare il sindaco la mafia paga un killer lituano, in «La Repubblica», 08 settembre 2004, p. 26. URL consultato in data 21 gennaio 2010.
  32. ^ a b Un piano di morte per Crocetta i preparativi ascoltati in diretta, in «La Repubblica», 09 febbraio 2008, p. 6 sezione: Palermo. URL consultato in data 21 gennaio 2010.
  33. ^ Rosario Crocetta: “L’Europa sottovaluta la mafia” rosariocrocetta.com
  34. ^ Salvo Palazzolo, Gela, dal carcere duro la condanna a morte per un giudice e l'ex sindaco Crocetta, in «La Repubblica», 20 gennaio 2010. URL consultato in data 21 gennaio 2010.
  35. ^ Crocetta: ringrazio Dio per ogni giorno di vita che mi regala, in «Giornale di Sicilia», 20 gennaio 2010. URL consultato in data 21 gennaio 2010.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

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