Ryanair

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ryanair
Ryanair logo 2013-.png
Ryanair.b737-800.aftertakeoff.arp.jpg
Compagnia aerea a basso costo
Codice IATA FR
Codice ICAO RYR
Identificativo di chiamata RYANAIR
Inizio operazioni di volo 1985
Descrizione
Hub Regno Unito Londra-Stansted
Basi
Flotta 305 (+175 ordini)
Azienda
Tipo azienda Società per azioni
Fondazione 1985 a Waterford
Stato Irlanda Irlanda
Sede Dublino
Persone chiave
  • Michael O'Leary (Amministratore delegato)
  • Michael Cawley (Direttore Generale)
Dipendenti 8.388  (2012)
Sito web www.ryanair.com
Bilancio economico
Borse valori
Fatturato Green Arrow Up.svg 4,325 miliardi  (2012)
Risultato ante oneri finanziari Green Arrow Up.svg € 683,2 milioni  (2012)
Risultato d'esercizio Green Arrow Up.svg € 374,6 milioni  (2012)
Voci di compagnie aeree presenti su Wikipedia

Ryanair è una compagnia aerea irlandese con sede a Dublino, la cui più importante base operativa è l'Aeroporto di Londra-Stansted.

È la più grande compagnia aerea a basso costo a livello europeo, operando su più di 1600 tratte e collegando 28 stati europei e il Nordafrica. Negli anni si è evoluta in una compagnia aerea di profitto[1], mantenendo notevoli margini di guadagno. Ryanair si è caratterizzata per una rapida e continua espansione, resa possibile dalla deregolamentazione dell'industria aerea europea del 1997. Nel 2012 ha trasportato oltre 79 milioni di passeggeri. Oggi è ritenuta essere la compagnia aerea più scelta dai viaggiatori a livello europeo, al primo posto per il servizio clienti seguita dalla sua rivale easyJet anch'essa compagnia aerea a basso costo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il logo usato sul sito web di Ryanair fino al 2013.
Vecchio logo, usato dal 1987 al 2001
La sede di Ryanair fino a gennaio 2014
Ryanair - Passeggeri trasportati
Ryanair BAC 1-11
Boeing 737-800, Aeroporto di Belfast-City

Ryanair è stata fondata nel 1985 dall'uomo d'affari irlandese Tony Ryan. La compagnia iniziò la sua attività sulla tratta che univa Waterford e London Gatwick, con l'intenzione di inserirsi nel mercato dominato dal duopolio sui voli[senza fonte] tra Londra e l'Irlanda, nelle mani, al tempo, di British Airways ed Aer Lingus. Una seconda tratta fu aggiunta nel 1986. Sotto la parziale deregolamentazione voluta dall'Unione europea era sufficiente, per le compagnie aeree, che un solo governo desse l'autorizzazione per un volo interno all'Unione europea. L'Irlanda rifiutò, al fine di proteggere l'Aer Lingus, ma la Gran Bretagna, governata da Margaret Thatcher, approvò la tratta. Con due rotte e due aerei la compagnia trasportò, in un anno, 82.000 passeggeri.

Nel 1991 dopo un avvio incerto e con bilanci in perdita Michael O'Leary ottenne l'incarico di ristrutturare la compagnia adottando il modello economico "tariffe basse/niente fronzoli" (no frills) che veniva usato con successo dalla compagnia aerea statunitense Southwest Airlines.

O'Leary ritornò convinto che la Ryanair potesse ottenere grandi successi nel mercato aereo europeo, dominato al tempo dalle compagnie di bandiera, influenzate a vari livelli dalle loro nazioni d'origine, con cui entrò in competizione offrendo un servizio privo di fronzoli e a basso costo. I voli vennero assegnati a piccoli aeroporti, desiderosi di attirare nuove compagnie aeree a cui venivano offerte basse tariffe di atterraggio e decollo.

Nel 1995, grazie alla tenace fede nel proprio modello di impresa, la Ryanair celebrò il proprio decimo compleanno, trasportando 2 260 000 passeggeri.

La crescita è stata costante: 5 358 000 passeggeri trasportati nel 1999; 13 419 000 nel 2002; oltre 30 milioni nel 2005; 42 milioni nel 2006; oltre 58 milioni nel 2008; 65 milioni nel 2009 e 72 milioni nel 2010.

Destinazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Destinazioni di Ryanair.
Un Boeing 737-800 nell'atto di retrarre la scaletta interna al velivolo
Cabina di un Boeing 737-800

In data 10 gennaio 2014, le destinazioni erano circa 190, coprendo quasi tutti i paesi europei, dal Portogallo all'Estonia, dalla Bulgaria alla Norvegia, più 8 aeroporti in Marocco e 5 sulle isole Canarie[2]. I due hub sono Dublino e Londra-Stansted.

Flotta[modifica | modifica sorgente]

Flotta attuale[modifica | modifica sorgente]

La flotta di Ryanair risulta composta, a gennaio 2014, dai seguenti aeromobili:[3][4]

Aereo In flotta Ordini Passeggeri Età media
Boeing 737-800 Next Generation 305 180[5] 189 5,3

Ryanair ha ordinato un totale di 485 Boeing 737-800 NG, divenendo il secondo operatore a livello mondiale di questo aeromobile, dopo la compagnia americana Southwest Airlines.[6]

Il 20 febbraio 2014 il direttore generale e vice amministratore delegato Michael Cawley ha annunciato che entro il 2030, Ryanair avrà visto raddoppiato il numero di aeromobili presenti in flotta arrivando a possedere oltre 600 aerei nel tentativo futuro di trasportare 150 milioni di passeggeri nel corso dell'anno 2030 divenendo così una tra le compagnie più grandi e prestigiose del mondo.

Michael Cawley ha inoltre annunciato l'imminente intenzione della compagnia di aprire nuovi collegamenti con la Russia (Mosca e San Pietroburgo), Turchia (Istanbul) e Israele (Tel Aviv) con voli giornalieri da Dublino e Londra-Stansted.

Flotta storica[modifica | modifica sorgente]

In passato, Ryanair, possedeva anche i seguenti aeromobili:[3][4]

Aeromobili Dismessi o Venduti
Aereo Numero di aeromobili posseduti Non operativi Venduti/Restituiti Note
ATR 42-300 42 - 42
Boeing 737-200 21 - 21
Boeing 737-300 7 - 7
Boeing 737-400 1 - 1
Boeing 737-800 Next Generation 305 2 4 L'aereo con registrazione EI-DYG è stato dismesso a seguito dell'incidente del 10/11/2008[7]
Totale

2

75

Incidenti[modifica | modifica sorgente]

  • 21 marzo 2008 - Un Boeing 737 proveniente da Bruxelles-Charleroi è finito fuori pista durante l'atterraggio a Limoges (Francia centrale). Sei persone sono rimaste ferite in modo lieve. Sul velivolo viaggiavano 186 tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Il Boeing è stato evacuato con gli scivoli dopo essere uscito di pista mentre imperversava il maltempo, con pioggia e vento.
  • 10 novembre 2008, volo 4102 - Un Boeing 737 proveniente da Francoforte Hahn ha effettuato un atterraggio d'emergenza all'aeroporto di Roma-Ciampino, causato dalla perdita di entrambi i motori, dovuto all'attraversamento, nelle ultime fasi dell'atterraggio, di uno stormo di volatili. Il velivolo ha subito un cedimento del carrello principale in fase di atterraggio ma è comunque rimasto entro i limiti della pista, riportando tuttavia danni tali da non poter essere riparato. Qualche lieve ferito fra i 166 passeggeri (equipaggio compreso).[7]

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Discussione con l'ENAC sui documenti validi in Italia per l'imbarco[modifica | modifica sorgente]

A fine 2009 è nata una querelle tra ENAC e Ryanair sui documenti d'identità validi in Italia per l'imbarco. Secondo ENAC il caso sarebbe sorto a causa di ripetute segnalazioni all'ente da parte di passeggeri che si vedevano negato l'imbarco sebbene in possesso di regolare documento equipollente alla carta d'identità, secondo il D.P.R. 445/2000. Tuttavia il DPR 445/2000 si applica alle istanze rivolte alla pubblica amministrazione (art. 1 DPR 445/2000), mentre un viaggio aereo non è un'istanza rivolta alla pubblica amministrazione, bensì un contratto tra privati, pertanto si applica il codice civile. Secondo altre versioni, invece, sarebbe nato dalla possibilità per i parlamentari di imbarcarsi sui voli utilizzando come documento identificativo la tessera parlamentare[8][9]; tuttavia, la deputata interessata, Gabriella Giammanco, ha smentito il suo coinvolgimento nella questione[10].

Ryanair ha minacciato di sospendere tutte le rotte domestiche da/per l'Italia per salvaguardare la sicurezza dei suoi passeggeri[11], tuttavia ha poi trovato un accordo con l'ENAC accettando per l'imbarco anche i tesserini ministeriali di tipo AT/BT, rilasciati a tutti i dipendenti delle amministrazioni pubbliche, ed escludendo i tesserini professionali[12].

Intervento di ENAC sull'assistenza ai passeggeri a seguito della eruzione dell'Eyjafjöll del 2010[modifica | modifica sorgente]

Il 15 maggio 2010 Ryanair è stata multata dall'ENAC di circa tre milioni di euro per non aver provveduto all'assistenza dei passeggeri (pasti, bevande e alloggio) in 178 casi di cancellazione del volo per effetto del blocco degli spazi aerei in quasi tutta Europa, a seguito dell'eruzione dell'Eyjafjöll del 2010.

Vicenda dei contratti di lavoro e della presunta evasione fiscale in Italia[modifica | modifica sorgente]

Ryanair è l'unico vettore Europeo ad avere delle basi in Italia senza osservare le regole del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e dell'ENAC, appoggiandosi, però, sulle normative irlandesi, Paese d'origine dei lavoratori e di Ryanair. Per questo motivo la legittimità della sua presenza in Italia è dubbia. Ad oggi sono state intentate diverse cause da parte di lavoratori, che chiedono che sia rispettato il loro diritto ad avere un trattamento pari ai loro colleghi italiani.[13]

Nell'ottobre 2012 l'AD di Ryanair Michael O'Leary viene iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Bergamo per una presunta evasione fiscale pari a 12 milioni di euro di mancati contributi in relazione all'assunzione a Dublino di 220 dipendenti di stanza a Orio al Serio.[14]

Libro denuncia di un pilota[modifica | modifica sorgente]

Polemiche ha suscitato l'uscita in Francia il 24 maggio 2013 di un libro[15] con il quale un pilota, con lo pseudonimo di Christian Fletcher, narra delle strategie messe in atto dalla compagnia per massimizzare i profitti e ridurre al massimo i costi a discapito della sicurezza. Fra queste si annoverano ad esempio i turni massacranti che lasciano pochissime ore di sonno ai piloti, gare interne promosse per invogliare i comandanti ad imbarcare meno carburante possibile, frenate brusche durante gli atterraggi per ridurre i tempi di rullaggio e risparmiare. La compagnia ha sporto denuncia contro l'autore astenendosi da ogni commento[16][17][18].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) RYANAIR DELIVERS RECORD Q3 PROFITS, TRAFFIC GROWS BY 54%, PROFITS RISE BY 10% in ryanair.com, 28 gennaio 2004. URL consultato l'8 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2005).
  2. ^ Mappa - Viaggi verso destinazioni in Europa - Voli a basso costo dall'Italia. URL consultato il 22 settembre 2013.
  3. ^ a b (EN) Ryanair fleet on airfleets.net. URL consultato il 1º aprile 2012.
  4. ^ a b (EN) Ryanair fleet on planespotters.net. URL consultato il 1º aprile 2012.
  5. ^ Orders top $100 billion as Ryanair gives Boeing a boost | Reuters
  6. ^ (EN) Ryanair takes delivery of 300th 737-800. URL consultato il 28 febbraio 2011.
  7. ^ a b (EN) Accident description - The Aviation Safety Network Website. URL consultato il 24 gennaio 2011.
  8. ^ Lei non sa chi sono io! La vertenza tra Enac e Ryanair nasce a causa di un'onorevole in AgoraVox, 30 dicembre 2009. URL consultato il 7 gennaio 2010.
  9. ^ Enrico Marro, Ryanair e la sfida della carta d' identità in Corriere della Sera, 27 dicembre 2009, p. 30. URL consultato l'8 gennaio 2010.
  10. ^ Elvira Pollina, Giammanco: «Mai provato a imbarcarmi con il tesserino da parlamentare» in Corriere della Sera, 30 dicembre 2009. URL consultato il 7 gennaio 2010.
  11. ^ Ryanair-Enac, è guerra Stop voli dal 23 gennaio in alguer.it, 08 gennaio 2010. URL consultato l'8 gennaio 2010.
  12. ^ Enac-Ryanair, i voli restano ma con la patente non si parte più in La Repubblica, 07 gennaio 2010. URL consultato l'8 gennaio 2010.
  13. ^ Sindacati di base contro Ryanair: «Contratti atipici e troppi precari in volo»
  14. ^ «Evade milioni in Italia» Indagato mister Ryanair
  15. ^ (FR) Christian Fletcher, Ryan Air, low-cost...: Mais à quel prix?, Altipresse, ISBN 979-1090465206.
  16. ^ «a basso costo ma a quale prezzo?», la denuncia di un pilota Ryanair in Il Secolo XIX. URL consultato il 22 settembre 2013.
  17. ^ Ryanair, utili in calo e tonfo in Borsa. Crollo del gigante a basso costo? in Corriere.it. URL consultato il 22 settembre 2013.
  18. ^ Ryanair e il libro-accusa: Denunciato l'autore in Il Salvagente. URL consultato il 22 settembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]