Comitato delle regioni

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Sistema politico dell'Unione europea


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Categorie: Politica, Diritto
e Organizzazioni internazionali

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Il Comitato delle regioni (CoR) è l'assemblea dei rappresentanti locali e regionali dell'Unione Europea, che consente agli enti substatali (regioni, province, comuni, ecc.) di far udire la loro voce in maniera diretta all'interno del quadro istituzionale europeo.

Il Comitato è stato istituito nel 1994 per assolvere due compiti principali. In primo luogo, dato che circa tre quarti della legislazione dell'UE sono applicati a livello locale o regionale, era logico che i rappresentanti locali e regionali avessero voce in capitolo nello sviluppo di tale legislazione. In secondo luogo, era diffusa la preoccupazione che si allargasse il distacco tra l'opinione pubblica e il processo di integrazione europea; e un modo per colmare questo distacco era coinvolgere il livello amministrativo eletto più vicino ai cittadini. Come risultato, è stata incentivata la cooperazione tra le regioni degli stati membri dell'Unione (in particolar modo, tra le regioni limitrofe di stati membri diversi, come per esempio il Piemonte italiano e la Savoia francese).

Storia[modifica | modifica sorgente]

A livello dell'UE, gli enti locali e regionali hanno esercitato pressioni per avere maggiore voce in capitolo negli affari europei. In seguito a queste rivendicazioni, il Trattato di Maastricht ha istituito il Comitato delle regioni, e permesso che nel Consiglio dell'UE gli Stati membri fossero rappresentati anche dai loro ministri regionali.

Principi[modifica | modifica sorgente]

Il lavoro del Comitato è incentrato su tre principi fondamentali:

Sussidiarietà

Questo principio, sancito nei Trattati in concomitanza con l'istituzione del CdR, dispone che nell'Unione europea le decisioni siano prese al livello concretamente più vicino ai cittadini. L'Unione europea, quindi, non dovrebbe assumersi compiti che risultino più adatti alle amministrazioni nazionali, regionali o locali.

Prossimità

Tutti i livelli amministrativi dovrebbero puntare ad essere "vicini ai cittadini", in particolare organizzando il loro lavoro in maniera trasparente, in modo che i governati sappiano chi fa cosa e come fare udire la loro voce.

Partenariato

Una sana governance europea implica la cooperazione di tutti i livelli di governo: europeo, nazionale, regionale e locale. Tutti questi livelli, infatti, sono indispensabili e devono partecipare al processo decisionale ("governance multilivello").

Competenze[modifica | modifica sorgente]

I trattati obbligano la Commissione europea ed il Consiglio dell'Unione europea a consultare il Comitato delle regioni ogni qualvolta vengono avanzate proposte relative a settori che hanno ripercussioni a livello regionale o locale, ossia:

  • coesione economica e sociale
  • reti transeuropee
  • sanità pubblica
  • istruzione
  • cultura
  • politica dell'occupazione
  • politica sociale
  • ambiente
  • formazione professionale
  • trasporti

Al di fuori di questi settori, la Commissione, il Consiglio e il Parlamento europeo possono consultare il CdR su determinate questioni ogni qualvolta considerano che una data proposta abbia importanti implicazioni regionali o locali. Il CdR può inoltre formulare pareri di propria iniziativa, ponendo così determinati temi all'ordine del giorno dell'Unione europea. Per alcune tematiche, il Comitato delle regioni collabora con il Comitato economico e sociale.

In seguito all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, ratificato da tutti gli Stati membri dell'UE, il CdR gode di uno status privilegiato, avendo ormai il diritto di adire la Corte di giustizia dell'Unione europea (articolo 8 del protocollo (n. 2) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità).

Composizione[modifica | modifica sorgente]

Il Comitato delle regioni, che ha sede a Bruxelles, è composto da 353 membri, suddivisi tra tutti gli Stati membri dell'UE in misura pressoché proporzionale alla rispettiva popolazione. Il numero di membri del CdR per ciascun paese è il seguente:

Stati Membri Stato Membri Stato Membri
Germania Germania 24 Belgio Belgio 12 Irlanda Irlanda 9
Regno Unito Regno Unito 24 Ungheria Ungheria 12 Croazia Croazia 9
Francia Francia 24 Portogallo Portogallo 12 Lituania Lituania 9
Italia Italia 24 Svezia Svezia 12 Lettonia Lettonia 7
Spagna Spagna 21 Bulgaria Bulgaria 12 Slovenia Slovenia 7
Polonia Polonia 21 Austria Austria 12 Estonia Estonia 7
Romania Romania 15 Slovacchia Slovacchia 9 Cipro Cipro 6
Paesi Bassi Paesi Bassi 12 Danimarca Danimarca 9 Lussemburgo Lussemburgo 6
Grecia Grecia 12 Finlandia Finlandia 9 Malta Malta 5
Rep. Ceca Rep. Ceca 12
TOTALE 353

Struttura interna[modifica | modifica sorgente]

Presidente

Eletto dall'Assemblea plenaria per un periodo di due anni e mezzo, il Presidente dirige i lavori del Comitato, ne presiede le sessioni plenarie e ne è il rappresentante ufficiale. Dal 26 giugno 2014 il Presidente del CdR è Michel Lebrun (Belgio, Partito popolare europeo), consigliere comunale a Viroinval.

Primo vicepresidente

Anche il primo vicepresidente è eletto dall'Assemblea plenaria per un periodo di due anni e mezzo. In assenza del Presidente, è il primo vicepresidente a farne le veci. Dal 26 giugno 2014 il primo vicepresidente è Catiuscia Marini (Italia, Partito del socialismo europeo), presidente della regione Umbria.

Ufficio di presidenza

L'Ufficio di presidenza è l'organo esecutivo del CdR. È composto dal presidente, dal primo vicepresidente, dai 28 vicepresidenti (uno per Stato membro), dai presidenti dei gruppi politici del CdR e da altri membri designati dalle delegazioni nazionali, così da rispecchiare l'equilibrio nazionale e politico del Comitato. L'Ufficio di presidenza si riunisce di norma sette/otto volte all'anno, elabora il programma politico del CdR e incarica l'amministrazione di porre in atto le sue decisioni.

Assemblea plenaria

L'Assemblea del CdR, composta da tutti i membri, si riunisce in sessione plenaria a Bruxelles sei volte all'anno, per discutere e adottare pareri, rapporti e risoluzioni.

Commissioni

Il CdR organizza i propri lavori per mezzo di commissioni interne, specializzate in materie di grande attualità e rilievo:

  • CIVEX: Commissione Cittadinanza, governance, affari istituzionali ed esterni
  • COTER: Commissione Politica di coesione territoriale
  • ECOS: Commissione Politica economica e sociale
  • EDUC: Commissione Cultura, istruzione e ricerca
  • ENVE: Commissione Ambiente, cambiamenti climatici ed energia
  • NAT: Commissione Risorse naturali e agricoltura

Le commissioni elaborano progetti di parere e organizzano convegni e seminari sulle tematiche di loro competenza. Ogni commissione è composta da un centinaio di membri e dispone di una sua segreteria nell'ambito dell'amministrazione del CdR.

Commissione Affari finanziari e amministrativi (CAFA)

Questa commissione è composta da otto membri e consiglia l’Ufficio di presidenza in materia finanziaria e amministrativa.

Gruppi politici

Nel CdR sono presenti cinque gruppi politici:

Prima delle riunioni più importanti, ogni gruppo politico si riunisce per adottare una posizione comune. Anche il presidente del CdR, il primo vicepresidente e i presidenti dei gruppi politici si riuniscono alla vigilia di ogni sessione plenaria e di riunioni importanti, per raggiungere un consenso politico sulle questioni cruciali.

Delegazioni nazionali

Il CdR è inoltre composto da 28 delegazioni nazionali. Anche le delegazioni nazionali si riuniscono, prima di ogni sessione plenaria o di altre riunioni, per discutere l’adozione di posizioni comuni.

Segretario generale

Il Segretario generale è nominato dall'Ufficio di presidenza per un periodo di cinque anni. Essendo a capo dell'amministrazione del CdR, il Segretario generale non può ricoprire cariche politiche. Ha il compito di garantire l'attuazione delle decisioni adottate dall'Ufficio di presidenza e il corretto funzionamento dell'amministrazione. Il Segretario generale del CdR attualmente in carica è Jirí Buriánek.

Segretariato generale

Il segretariato generale è composto da sette direzioni: Amministrazione e finanze, Assistenza ai membri e segreteria dell'Ufficio di presidenza e dell'Assemblea, Lavori consultivi, Comunicazione, stampa ed eventi, Politiche orizzontali e reti. Le direzioni della Logistica e della Traduzione sono gestite congiuntamente con il Comitato economico e sociale europeo.

Attività[modifica | modifica sorgente]

Pareri

La Commissione europea, il Consiglio dell'Unione europea e il Parlamento europeo consultano il CdR ogni qualvolta elaborano testi legislativi (direttive, regolamenti, ecc.) su materie che hanno un impatto sugli enti regionali e locali. All'interno del CdR, i progetti dei testi sono trasmessi alla commissione competente, in cui viene nominato un relatore incaricato di elaborare il parere del Comitato. Prima di essere discusso in sessione plenaria, il progetto di parere è adottato in sede di commissione. Una volta adottata in sessione plenaria, la versione definitiva del parere viene trasmessa a tutte le istituzioni europee e pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

Risoluzioni

Le risoluzioni permettono al CdR di esprimere il suo punto di vista in merito a temi importanti e di attualità. Possono essere elaborate dai gruppi politici del CdR o da 32 membri del Comitato.

Studi e altre pubblicazioni

Il CdR produce studi su vari aspetti della dimensione regionale e locale dell'UE (istruzione, trasporti, affari sociali, allargamento, ecc.). Gli studi sono elaborati con l'aiuto di esperti esterni al Comitato. Il CdR produce inoltre delle pubblicazioni, sia per il grande pubblico sia per gli enti locali e regionali, in cui presenta le sue attività e illustra i più recenti sviluppi politici.

Eventi

In quanto luogo di incontro delle regioni e degli enti locali, il CdR organizza convegni, seminari e mostre in collaborazione con partner regionali e locali e con altre istituzioni dell'UE. Una volta all'anno, in occasione degli Open Days – Settimana europea delle regioni e delle città, il CdR accoglie nella sua sede migliaia di ospiti che partecipano a vivaci discussioni o cercano dei partner per realizzare progetti comuni.

Date principali[modifica | modifica sorgente]

1992: Trattato di Maastricht I leader dell’UE decidono di istituire il Comitato delle regioni (CdR) in quanto assemblea consultiva con il compito di dar voce alle regioni e agli enti locali nel processo decisionale europeo e fungere da anello di congiunzione tra Bruxelles e i cittadini. Ai sensi del Trattato, la Commissione europea e il Consiglio dell'Unione europea sono tenuti a consultare il Comitato in merito alle principali questioni di interesse regionale. I membri del Comitato devono essere proposti dai governi dei rispettivi Stati membri e restano in carica per quattro anni. Nel marzo 1994 il CdR tiene a Bruxelles la sua prima sessione plenaria.

1995: Allargamento dell'UE Con l'adesione di Austria, Finlandia e Svezia all'Unione europea, il CdR passa da 189 a 222 membri.

1997: Trattato di Amsterdam Il Trattato estende le competenze del CdR, prevedendone la consultazione su circa due terzi delle proposte legislative europee. Inoltre, esso permette che il CdR venga consultato anche dal Parlamento europeo.

2001: Trattato di Nizza Il Trattato di Nizza accresce la legittimità democratica del CdR, disponendo che i suoi membri debbano essere titolari di un mandato elettorale o essere politicamente responsabili di fronte a un'assemblea regionale o locale eletta. Fissa inoltre il numero massimo dei membri a 350.

2002–03: Convenzione sul futuro dell'Europa Membri del CdR partecipano alla Convenzione incaricata di elaborare una Costituzione per l'Europa. Il testo della Costituzione riconosce il ruolo e i poteri degli enti locali e delle regioni, e conferisce al CdR il diritto di adire la Corte di giustizia delle Comunità europee qualora ritenga che un atto legislativo europeo violi il principio di sussidiarietà.

Maggio 2004: Allargamento dell'UE Con l'adesione all'UE di dieci nuovi Stati, il numero dei membri del CdR passa da 222 a 317.

Febbraio 2006: Rinnovo del mandato Il CdR inizia un nuovo mandato quadriennale. Tra le sue priorità politiche vi sono una presenza più attiva degli enti locali e delle regioni, in linea con la strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, il rafforzamento della coesione e della solidarietà e un ruolo di prima linea nella campagna Communicating Europe – Going Local per avvicinare l’Europa ai suoi cittadini.

Gennaio 2007: Allargamento dell'UE Con l'adesione all'UE di Bulgaria e Romania, il numero dei membri del CdR sale da 317 a 344.

Dicembre 2007: Trattato di Lisbona Il nuovo Trattato sancisce il diritto del CdR - già riconosciutogli dalla Convenzione sul futuro dell'Europa - di adire la Corte di giustizia dell'Unione europea a tutela del principio di sussidiarietà e delle proprie prerogative. Questa nuova attribuzione rafforza il ruolo politico del Comitato, consentendogli di condurre un'azione più incisiva sulla scena europea a vantaggio degli enti locali e regionali. Il Trattato di Lisbona porta inoltre la durata del mandato dei membri del CdR da quattro a cinque anni.

Luglio 2013: Allargamento dell'UE Con l'adesione della Croazia all'UE, il numero dei membri del CdR sale da 344 a 353.

Dichiarazione di missione[modifica | modifica sorgente]

Il Comitato delle regioni è l'Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell'UE.

Noi, membri del Comitato delle regioni, siamo un'assemblea politica composta da rappresentanti eletti regionali e locali al servizio dell'integrazione europea. Grazie alla nostra legittimità politica, garantiamo la rappresentanza istituzionale dell'insieme dei territori, regioni, città e comuni dell'Unione europea.

La nostra missione è quella di permettere il coinvolgimento degli enti regionali e locali nel processo decisionale europeo e di favorire in tal modo una migliore partecipazione dei cittadini.

La nostra azione politica è fondata sulla convinzione che la cooperazione tra i livelli europeo, nazionale, regionale e locale sia indispensabile per costruire un'Unione sempre più stretta e solidale tra i popoli d'Europa e per affrontare le sfide della globalizzazione. A tal fine operiamo in stretta collaborazione con la Commissione europea, il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea, ma anche negli Stati membri, con gli organi dei diversi livelli di potere, allo scopo soprattutto di promuovere la governance multilivello.

Votiamo raccomandazioni politiche sulle strategie europee e partecipiamo all'elaborazione della legislazione comunitaria. Già nella fase preliminare all'elaborazione degli atti legislativi, proponiamo approcci e orientamenti politici tratti dall'esperienza e dalla competenza specifica degli enti regionali e locali, che nella maggioranza dei casi sono incaricati della loro applicazione.

Vogliamo che l'Europa "unita nella sua diversità" in un mondo globalizzato possa cogliere appieno i vantaggi della diversità territoriale, culturale e linguistica che fa la sua forza e la sua ricchezza e che è un pegno d'identità per i suoi cittadini. Partecipiamo all'esercizio della democrazia e della cittadinanza europea e alla promozione dei loro valori e contribuiamo all'attuazione dei diritti fondamentali e alla protezione delle minoranze.

Vegliamo sul rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, affinché le decisioni europee siano prese e applicate quanto più possibile vicino ai cittadini e al livello più appropriato. In tal modo garantiamo, con la nostra azione, una maggiore efficacia e una maggiore prossimità nella realizzazione delle politiche comuni.

Operiamo a favore di uno sviluppo armonioso e sostenibile di tutti i territori. Difendiamo dunque, in nome dei principi d'equità e di solidarietà, gli obiettivi della coesione economica, sociale e territoriale dell'Unione europea.

Rivendichiamo l'autonomia degli enti regionali e locali e il loro diritto a disporre di risorse finanziarie tali da permettere l'esercizio delle loro competenze. Promuoviamo in tal modo i principi e i meccanismi della buona governance e incoraggiamo il processo di decentramento.

Favoriamo la cooperazione tra gli enti regionali e locali degli Stati membri, ma anche la cooperazione con gli enti regionali e locali dei paesi candidati, dei paesi potenziali candidati, degli Stati vicini e degli Stati terzi nel quadro della strategia dell'allargamento, della politica di vicinato e della politica di sviluppo.

Creiamo delle piattaforme e delle reti, organizziamo dei forum per agevolare la cooperazione e lo scambio di esperienze tra le regioni, le città e i comuni e sviluppiamo partenariati con le loro organizzazioni rappresentative.

Siamo gli ambasciatori dell'Europa nelle regioni, nelle città e nei comuni e i loro portavoce nel dibattito europeo. Manteniamo un dialogo diretto con i nostri concittadini sulle realizzazioni dell'Europa e le sfide future e contribuiamo a spiegare e a dar conto dell'attuazione e dell'impatto delle politiche europee a livello territoriale.

Costruiamo l'Europa in partenariato!

Bruxelles, 21 aprile 2009

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Unione europea - Trattati, Istituzioni, storia dell'integrazione europea
1951-52 1957-58 1965-67 1986-87 1992-93 1997-99 2001-03 2007-09
Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA)
Comunità europea dell'energia atomica (CEEA o Euratom)
Comunità economica europea (CEE) Comunità europea (CE)
Comunità europee: CECA, CEEA, CEE Giustizia e
affari interni
(GAI)
 
Cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale (GAI)
Politica estera e di
sicurezza comune
(PESC)
U N I O N E   E U R O P E A   (U E)
Trattato di
Parigi
Trattati di
Roma
Trattato di
fusione
Atto unico
europeo
Trattato di
Maastricht
Trattato di
Amsterdam
Trattato di
Nizza
Trattato di
Lisbona