Conservatori e Riformisti Europei

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Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei
Presidente Jan Zahradil
Stato Unione europea Unione europea
Fondazione 22 giugno 2009
Ideologia Conservatorismo nazionale,[1] Liberismo[1][2], Antifederalisti,
Euroscetticismo moderato[1]
Collocazione Destra
Partito europeo AECR, MPCE[3], ALE[4], MER
Seggi Europarlamento
70 / 751
Sito web www.ecrgroup.eu

Il Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei (in inglese European Conservatives and Reformists Group; abbr. ECRG o ECR[5]) è un gruppo parlamentare del Parlamento europeo creato il 22 giugno 2009 da partiti conservatori[6] di destra[7][8][9] e di centro-destra[10][11][12] che si dichiarano euroscettici[6][13][14][15] e antifederalisti[6][16] perché si oppongono al federalismo europeo. Attualmente (dal luglio 2014) è il terzo gruppo parlamentare dopo il PPE e il PSE.

Ideologia e storia[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo nasce sulla scia dell'associazione Movimento per la Riforma Europea e dal malcontento dei Conservatori britannici a risiedere nel Gruppo del Partito Popolare Europeo.

La Prague Declaration nacque nel 2003.

Il gruppo ECR si propone come difensore della sovranità dei singoli stati contro il federalismo europeo, si dichiara per il rispetto del principio di sussidiarietà (sovranità nazionale fin dove è possibile, UE dove è indispensabile)[17] e a favore del libero mercato grazie ad una minore tassazione e a meno ostacoli burocratici, si oppone all'immigrazione illegale[17] ed esprime forti critiche all'euro-moneta e alla burocrazia europea[17]; il gruppo ECR si riconosce nel Manifesto di Praga (The Prague Declaration) del 2003[18], cioè nei dieci seguenti principi[19]:

  1. Libera impresa, libero e commercio equo, concorrenza, regolamentazione minima, minore tassazione, piccoli governi come catalizzatori finali per la libertà individuale e la prosperità personale e nazionale.
  2. Libertà dell'individuo, più responsabilità personale e una maggiore responsabilità democratica.
  3. Il sostegno all'energia rinnovabile purché sia sostenibile economicamente e la ricerca di politiche per la sicurezza energetica.
  4. L'importanza della famiglia come fondamento della società.
  5. La tutela dell'integrità della sovranità nazionale dello stato-nazione, l'opposizione al federalismo europeo e un rinnovato rispetto per la vera sussidiarietà.
  6. Un rapporto di sicurezza prioritario transatlantica in una rivitalizzata NATO e il supporto per i giovani democrazie in Europa.
  7. Immigrazione controllata in modo efficace e fine agli abusi nelle procedure di asilo
  8. Efficienti e moderni servizi pubblici uniti alla sensibilità verso le esigenze esigenze sia delle comunità rurali che di quelle urbane.
  9. La fine dell'eccessiva burocrazia europea e un forte impegno per una maggiore trasparenza e correttezza nelle istituzioni e nell'utilizzo dei fondi comunitari europei.
  10. Il rispetto e un trattamento equo per tutti i paesi dell'UE, vecchi e nuovi, grandi e piccoli.

In vista delle elezioni europee del 2009, i Tories guidati (a quel tempo) da David Cameron hanno cercato degli alleati per poter formare il gruppo ECR dopo le elezioni: tra i vari partiti contattati risultano, ad esempio, gli italiani del Partito Pensionati[20] (notare che il PP fino al 2009 era iscritto al gruppo Democratici Europei insieme ai Tories) e della Lega Nord[21][22] (che fino al 2009 era iscrtta al Gruppo UEN insieme ai polacchi del PJS[17] e agli italiani di AN[17] che negli anni seguenti hanno dato vita al PDL, a Fratelli d'Italia[17] e alla nuova Forza Italia), ma non se ne fece nulla perché il PP non riuscì a tornare nell'Europarlamento a causa della nuova soglia di sbarramento del 4% (non presente alle elezioni precedenti) stabilita dal governo italiano di quel tempo a cui partecipavano i leghisti (che dopo quelle elezioni si iscrisse, nonostante il "corteggiamento" da parte del partito ODS guidati dall'ex premier della Repubblica Ceca Mirek Topolánek[23], al gruppo EFD di Nigel Farage) insieme al PDL (membro del gruppo PPE, cioè di un gruppo fortemente ostile alla creazione del gruppo ECR da parte dei Tories). Nella VII Legislatura (2009-2014) il numero dei deputati iscritti al gruppo ECR è variato dai 54 MEP[6] di 8 differenti stati nel luglio 2009[24] (inizio legislatura) ai 57 MEP di 11 differenti stati nel maggio 2014 (fine legislatura), quinto gruppo dopo i quattro gruppi pro-euro PPE, PSE, ALDE e Verdi-ALE.

Nella VIII legislatura (2014-2019) risultano 70 memberi eletti di 15 differenti stati nel luglio 2014 (inizio legislatura) e così il gruppo ECR (grazie all'ingresso di nuovi partiti greci, bulgari, tedeschi e slovacchi non presenti nel precedente europarlamento) è diventato il terzo gruppo parlamentare dopo il PPE e il PSE superando i gruppi ALDE e Verdi-ALE; il 12 giugno 2014 l'eurodeputato britannico Syed Kamall (eletto con i Tories) succede al connazionale (e collega di partito) Martin Callanan nella carica di ECR Chairman (cioè di capogruppo ECR) diventando così il primo uomo di colore (e di fede mussulmana) a presiedere un gruppo parlamentare europeo; il 1º luglio 2014 il gruppo ECR ha candidato ufficialmente[25] l'eurodeputato britannico Sajjad Karim (eletto con i Tories) alla carica di Presidente del Parlamento Europeo ottenendo 101 voti[26], cioè i 70 voti del gruppo ECR e 31 voti esterni, nella seduta inaugurale della nuova legislatura: se fosse stato eletto, sarebbe stato il primo politico (britannico di ascendenze pakistane[27]) di fede mussulmana a ottenere la carica assegnata in quel periodo al socialista tedesco Martin Schulz (vincitore con 404 voti[26]).

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

VIII legislatura (2014-2019)[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo ECR conta attualmente (dato aggiornato al luglio 2014) 70 memberi eletti di 15 differenti stati:

Partito Nome locale Sigla Stato Europartito MPE Precedente
Partito Conservatore Conservative Party Con Regno Unito Regno Unito AECR 19 ECR
Partito Unionista dell'Ulster Ulster Unionist Party UPP Regno Unito Regno Unito AECR 1 ECR
Diritto e Giustizia Prawo i Sprawiedliwosc PiS Polonia Polonia AECR 19 ECR
Alternativa per la Germania Alternative für Deutschland AfD Germania Germania nessuno 7 nessuno
Partito delle Famiglie di Germania Familien-Partei Deutschlands FAMILIE Germania Germania nessuno 1 nessuno
Partito del Popolo Danese Dansk Folkeparti DF Danimarca Danimarca nessuno 4 EFD
Alleanza Neo-Fiamminga Nieuw Vlaamse Alliantie N-VA Belgio Belgio nessuno 4 Verdi/ALE
Veri Finlandesi Perussuomalaiset PS Finlandia Finlandia nessuno 2 EFD
Partito Democratico Civico Obcanská demokratická strana ODS Rep. Ceca Rep. Ceca AECR 2 ECR
Azione Elettorale dei Polacchi in Lituania Akcja Wyborcza Polaków na Litwie AWPL Lituania Lituania AECR 1 ECR
Alleanza Nazionale Nacionala apvieniba NA Lettonia Lettonia AECR 1 ECR
Partito Croato dei Diritti dr. Ante Starčević Hrvatska stranka prava dr.Ante Starcevic HSP-AS Croazia Croazia nessuno 1 ECR
Unione Cristiana ChristenUnie CU Paesi Bassi Paesi Bassi MPCE 1 ECR
Partito Politico Riformato Staatkundig Gereformeerde Partij SGP Paesi Bassi Paesi Bassi nessuno 1 EFD
Greci Indipendenti Anexartitoi Ellines ANEL Grecia Grecia nessuno 1 nessuno
Movimento Nazionale Bulgaro Vatreschna Makedonska Revoljuzionna Organizacija - Balgarsko Natsionalno Dvizhenie VMRO-BND Bulgaria Bulgaria nessuno 1 nessuno
Bulgaria Senza Censura България без цензура BBT Bulgaria Bulgaria nessuno 1 nessuno
Nuova Maggioranza Nová väčšina NOVA Slovacchia Slovacchia nessuno 1 nessuno
Gente Comune e Personalità Indipendenti Obyčajní Ľudia a Nezávislé Osobnosti OĽaNO Slovacchia Slovacchia nessuno 1 nessuno
Indipendente Brian Crowley Irlanda Irlanda nessuno 1 ALDE

Coesione politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2014 il gruppo ECR si è notevolmente allargato grazie all'adesione di molti nuovi partiti di destra e di centrodestra, alcuni dei quali erano in precedenza iscritti ad altri gruppi rivali (come EFD, ALDE, Verdi-ALE, PPE) e addirittura molti partiti oggi aderenti al gruppo ECR non erano presenti nella precedente legislatura (la VII) eletta nel 2009. La dirigenza del partito fiammingo N-VA ha deciso di aderire al gruppo ECR invece che al gruppo ALDE con un margine di 70 a 3[28]; questa decisione ha destato molto scalpore in Belgio e l'ex premier Guy Verhofstadt (esponente del VLD aderente al gruppo ALDE) ha definito come "molto grave"[28] l'adesione del partito vincitore[29] delle elezioni europee in Belgio "ad un gruppo fortemente euroscettico e anti-UE composto da partiti che vogliono lasciare e cancellare l'eurozona"[28]. Ha destato scalpore[30] l'adesione al gruppo ECR del partito danese DF e del partito finlandese PS, due partiti euroscettici che nella precedente legislatura (la VII) erano iscritti al gruppo EFD guidato da Nigel Farage (leader dello UKIP, partito britannico anti-UE e acerrimo rivale, da posizioni di destra fortemente anti-UE, dei Tories). L'adesione dell'europarlamentare indipendente Brian Crowley[31], politico irlandese eletto con il Fianna Fáil (partito di cui è stato fedele membro per più di 20 anni[32]) al gruppo ECR ha consentito a questo gruppo di superare il gruppo ALDE[31][32]; questa scelta di Brian Crowley ha prodotto una profonda discussione[31][32] interna al Fianna Fáil perché questo partito prima di aderire al gruppo ALDE nel 2009 era membro dei gruppi di destra[31][32] UPE (1995-1999) e UEN (1999-2009), cioè i due "antenati" del gruppo ECR, il quale ha ottenuto l'adesione dei tedeschi del partito AfD e dei greci del partito ANEL che hanno rotto il monopolio del PPE sul centrodestra in Germania (CDU/CSU) e Grecia (ND), i due paesi simbolo (per motivi opposti) della crisi europea.

I vari eredi del PDL (partito italiano sciolto nel novembre 2013 e che aderiva al PPE) si sono divisi a proposito di quale gruppo parlamentare aderire in Europa: ad esempio, durante la campagna elettorale per le elezioni del 2014, Giorgia Meloni[33] ha dichiarato[34], in una intervista rilasciata a Enrico Mentana[34], che il suo partito, Fratelli d'Italia (nato nel dicembre 2012 da una scissione dal PDL), avrebbe aderito[34], in caso di superamento dello sbarramento elettorale (pari al 4% dei voti validi), o al gruppo ECR[34] oppure al "nuovo gruppo no-euro" (a cui guarda con molto interesse la Lega Nord che nel 2009 era stata ad un passo dall'adesione[21][22] al gruppo ECR per poi aderire al gruppo EFD di Nigel Farage) proposto dai francesi del Fronte Nazionale guidati da Marine Le Pen[34]: visti i risultati elettorali definitivi, i Fratelli d'Italia guidati da Giorgia Meloni non è riuscito a ottenere voti sufficienti per eleggere propri europarlamentari. A proposito della collocazione internazionale[35] di Forza Italia (il maggiore erede del defunto PDL e principale partito del centrodestra italiano), la stampa internazionale[35] ha ipotizzato una sua possibile futura (cioè dopo le elezioni del 2014[35]) adesione[35] al gruppo ECR perché l'euroscetticismo[35] di Silvio Berlusconi è, a loro giudizio[35], più vicino ai polacchi del PJS[35] piuttosto che alle posizioni (pro-euro) del PPE[35] di cui Silvio Berlusconi è il principale socio italiano fin dal 1998 (anno in cui ha lasciato il gruppo UPE, "padre" del gruppo UEN che nel 2004 aveva accolto i polacchi del PJS che nel 2009 sono tra i soci del gruppo ECR che quindi è "figlio" del gruppo UEN). In caso di adesione al Gruppo ECR da parte di FI (12 MEP), Lega Nord (5 MEP) e del partito ungherese Fidesz[35] (12 MEP) guidato da Viktor Orbán (come ipotizzato dalla stampa internazionale[35]), il PPE perderebbe 25 MEP (cioè i MEP di FI e Fidesz) e perderebbe la maggioranza relativa al Parlamento Europeo a favore del PSE[35] (mentre il gruppo ECR salirebbe da 70 MEP a 100 MEP). Nel luglio 2014, cioè dopo le elezioni citate sopra dalla stampa internazionale[35], anche la stampa italiana ha rilanciato l'ipotesi che Forza Italia (per intero, cioè tramite una decisione di Silvio Berlusconi[36], o in parte, cioè tramite una scissione[37] da parte di alcuni eurodeputati molto insoddisfatti[37] della partecipazione di FI al PPE[37]) abbandoni il PPE a favore o del gruppo ECR oppure del "nuovo gruppo no-euro" proposto dai francesi del FN guidati da Marine Le Pen[36] e sostenuto dalla Lega Nord[36], il principale alleato di Berlusconi in Italia.

VII legislatura (2009-2014)[modifica | modifica wikitesto]

Al termine della legislatura, il gruppo ECR contava 57 membri eletti di 11 differenti stati:

Partito Nome locale Sigla Stato Europartito MPE Precedente
Partito Conservatore Conservative Party Con Regno Unito Regno Unito AECR 25 PPE-DE
Partito Unionista dell'Ulster Ulster Unionist Party UPP Regno Unito Regno Unito AECR 1 PPE-DE
Partito Democratico Civico Obcanská demokratická strana ODS Rep. Ceca Rep. Ceca AECR 9 PPE-DE
Diritto e Giustizia Prawo i Sprawiedliwosc PiS Polonia Polonia AECR 7 UEN
La Polonia è la Più Importante Polska jest Najwazniejsza PJN Polonia Polonia AECR 4 nessuno
Forza Italia Forza Italia FI Italia Italia 1 nessuno
Conservatori Social Riformisti Conservatori Social Riformisti CSR Italia Italia AECR 1 PPE
Libertaria, Diretta, Democratica Libertair, Direct, Democratisch LDD Belgio Belgio AECR 1 nessuno
Azione Elettorale dei Polacchi in Lituania Akcja Wyborcza Polaków na Litwie AWPL Lituania Lituania AECR 1 nessuno
Unione Cristiana ChristenUnie CU Paesi Bassi Paesi Bassi MPCE 1 IND/DEM
Movimento Ungherese Moderno Modern Magyarország Mozgalom MoMa Ungheria Ungheria AECR 1 nessuno
Alleanza Nazionale Nacionala apvieniba NA Lettonia Lettonia AECR 1 nessuno
Partito Croato dei Diritti dr. Ante Starčević Hrvatska stranka prava dr.Ante Starcevic HSP-AS Croazia Croazia nessuno 1 nessuno
Partito Ambientalista Fokus Miljøpartiet Fokus FOKUS Danimarca Danimarca nessuno 1 EFD
Indipendente Marta Andreasen Regno Unito Regno Unito nessuno 2 EFD
Michal Tomasz Kaminski Polonia Polonia nessuno nessuno

Coesione politica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i calcoli fatti da Vote Watch Europe, durante la VII legislatura (2009-2014) la coesione politica del gruppo ECR è stata pari all'86,65% dei voti parlamentari: solamente i gruppi pro-euro (Verdi, PPE, PSE, ALDE) sono stati più coesi al proprio interno, mentre i gruppi GUE e soprattutto EFD sono stati meno coesi. La coesione interna è stata più alta nelle votazioni relative a materie costituzionali (94,79% di coesione), commercio internazionale e industria, ricerca ed energia. Le divergenze maggiori (cioè la minor coesione) tra i soci del gruppo ECR si è avuta nelle decisioni in materia di sviluppo regionale (70,53% di coesione), agricoltura, sviluppo e cooperazione.[38]

I soci più fedeli al gruppo ECR (cioè i partiti che hanno votato con la maggioranza dei membri del gruppo ECR il più delle volte) sono stati i Tories (97,51% di fedeltà al gruppo ECR), l'Ulster Unionist Party e il Partito Democratico Civico ceco. Tra i soci che hanno deviato più spesso (cioè i partiti che votato in modo divergente) dalla maggioranza del gruppo ECR spicca l'eurodeputata italiana Cristiana Muscardini (eletta nel giugno 2009 nelle liste del PDL guidato da Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, aderisce al PPE di cui il PDL è socio: nel luglio 2010 aderisce alla scissione finiana che ha creato il FLI di Gianfranco Fini e rimane nel PPE, ma nell'ottobre 2012 fonda il CSR che aderisce al gruppo ECR) che alle elezioni europee del 2014 ha poi cercato la rielezione (in alleanza con i montiani di Scelta Civica e altri partiti minori) nelle votazioni del 2014 nelle liste di Scelta Europea, lista aderente al gruppo ALDE[39] (cioè del gruppo pro-euro per eccellenza) che però non è riuscita a ottenere voti sufficienti per eleggere propri europarlamentari.

Durante la VII legislatura ci sono stati alcuni problemi di coesione interni alla delegazione polacca, precisamente il partito PJS ha subìto alcune scissioni: il partito PJN è rimasto nel gruppo ECR, mentre il partito SP è passato al gruppo EFD (notare che alle elezioni europee del 2014 gli elettori polacchi hanno premiato il partito PJS, che ha incrementato il numero dei propri eletti rispetto alle elezioni del 2009, punendo il partito PJN e il partito SP che non sono riusciti a ottenere voti sufficienti per eleggere propri europarlamentari).

Altra curiosità relativa alla VII legislatura è stata l'adesione dell'europarlamentare italiana Susy De Martini al gruppo ECR; prima dei non eletti nel 2009, subentra a Mario Mauro il 12 aprile 2013 e si iscrive al gruppo ECR senza che i dirigenti del PDL, partito guidato da Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, abbiano mai contestato il suo rifiuto di iscriversi al PPE di cui il PDL è uno dei soci maggiori: nel novembre 2013 il PDL subisce la scissione di NCD (aderente al PPE) guidata da Alfano e quindi il restante parte maggioritaria del PDL si trasforma nella nuova Forza Italia di Berlusconi, entrambi iscritti al PPE), quindi Susy De Martini aderisce a FI ottenendo da Berlusconi la ricandidatura, come punto di riferimento di FI in Liguria[40], alle elezioni europee del 2014 con la promessa di potersi re-iscrivere al gruppo ECR nonostante l'adesione di FI al PPE; visti i risultati elettorali definitivi, Susy De Martini non è stata rieletta (anche a causa di profondi scontri[41][42] con e nella dirigenza ligure di FI). A proposito della collocazione internazionale[35] di FI, la stampa internazionale[35] ha ipotizzato una sua possibile futura (cioè dopo le elezioni del 2014[35]) adesione[35] al gruppo ECR perché l'euroscetticismo[35] di Silvio Berlusconi è, a loro giudizio[35], più vicino ai polacchi del PJS[35] piuttosto che alle posizioni (pro-euro) del PPE[35] di cui Berlusconi è il principale socio italiano fin dal 1998 (anno in cui ha lasciato il gruppo UPE, "padre" del gruppo UEN che nel 2004 aveva accolto i polacchi del PJS che nel 2009 sono tra i soci del gruppo ECR che quindi è "figlio" del gruppo UEN).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Parties and elections - European Union. URL consultato il 30 novembre 2012.
  2. ^ [1]
  3. ^ [2]
  4. ^ Dal giugno 2014 ALE ha propri rappresentanti dentro il gruppo ECR perché il partito fiammingo N-VA ha lasciato i Verdi sostituendo i connazionali della delegazione del partito belga LLD.
  5. ^ [3]
  6. ^ a b c d [4]
  7. ^ [5]
  8. ^ [6]
  9. ^ [7]
  10. ^ [8]
  11. ^ [9]
  12. ^ [10]
  13. ^ [11]
  14. ^ [12]
  15. ^ [13]
  16. ^ [14]
  17. ^ a b c d e f [15]
  18. ^ [16]
  19. ^ [17]
  20. ^ [18]
  21. ^ a b [19]
  22. ^ a b [20]
  23. ^ [21]
  24. ^ [22]
  25. ^ [23]
  26. ^ a b [24]
  27. ^ [25]
  28. ^ a b c [26]
  29. ^ [27]
  30. ^ [28]
  31. ^ a b c d [29]
  32. ^ a b c d [30]
  33. ^ [31]
  34. ^ a b c d e [32]
  35. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t [33]
  36. ^ a b c [34]
  37. ^ a b c [35]
  38. ^ [36]
  39. ^ [37]
  40. ^ [38]
  41. ^ [39]
  42. ^ [40]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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