Bernardo Provenzano
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Bernardo Provenzano, detto Binnu u tratturi (Bernardo il trattore, per la violenza con cui falciava le vite dei suoi nemici) e Zù Binu (Corleone, 31 gennaio 1933), è un criminale italiano, ritenuto uno dei capi della mafia siciliana o Cosa nostra.
Arrestato l'11 aprile 2006, Provenzano era ricercato sin dal 9 maggio 1963, con una latitanza record di oltre quarant'anni. In precedenza era già stato condannato in contumacia a tre ergastoli ed aveva altri procedimenti penali in corso.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] Origini
Nato da una famiglia molto povera, terzo di sette figli[1], venne ben presto mandato a lavorare nei campi abbandonando la scuola (non finì la seconda elementare), arruolandosi altrettanto precocemente nelle file delle organizzazioni malavitose.
Entrò al servizio di Michele Navarra, capo dei mafiosi di Corleone. A metà degli anni cinquanta nella guerra tra Luciano Liggio (detto "Lucianeddu") e Navarra si schierò col primo, a cui era già da tempo molto legato. In quel periodo Liggio disse di lui: Spara come un Dio, ma ha il cervello di una gallina. Il 10 settembre 1963 fu emanato un mandato di cattura contro di lui per l'omicidio di un uomo di Navarra. Il 10 dicembre 1969 partecipò alla strage di Viale Lazio, nella quale si distinse per la ferocia.
Dopo che Liggio fu catturato nel 1974, prese il potere del clan dei corleonesi Salvatore Riina, il quale, scatenando la seconda guerra di mafia, li portò in pochi anni alla guida di tutta Cosa nostra siciliana. In quel periodo gestì il paese di Bagheria.
[modifica] Provenzano capo di Cosa Nostra
Dopo la cattura di Riina nel 1993, Provenzano divenne il nuovo capo della mafia siciliana e ne cambiò radicalmente la strategia, lasciandosi alle spalle le stragi. Nel 1995 e nel 1996 vennero arrestati rispettivamente i suoi vice Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca. Abbandonò la Commissione come metodo di gestione dell'organizzazione per creare 5 maximandamenti governati da Pino Lipari, Tommaso Cannella, Salvatore Lo Piccolo, Matteo Messina Denaro, Raccuglia.[2] In questo periodo e fino al suo arresto nel 2006 gestì i conflitti fra le varie famiglie mafiose siciliane, cercando sempre di non portare alla ribalta la questione mafiosa, e pensando sopratutto a portare a termine gli affari.
Nel 2002 si ebbe notizia che si fosse fatto operare sotto falso nome a Marsiglia per un cancro alla prostata, secondo alcune fonti dall'urologo Attilio Manca[3]. Nel 2005 le forze dell'ordine eseguirono varie operazioni in Sicilia nei possibili luoghi dove si sarebbe potuto nascondere il latitante, ma senza mai arrivare alla cattura.
[modifica] Cattura e pista decisiva
Le prime indagini che portarono in seguito alla cattura del super latitante partirono dall'osservazione di un sacchetto della spesa che veniva lasciato davanti alla casa della famiglia di Provenzano. Il sacchetto veniva poi preso da un uomo che lo riponeva nel bagagliaio nella propria automobile. Con l'automobile andava poi a riempire presso una fontana le taniche d'acqua contenute nel sacchetto. Mentre questi stava riempendo le taniche, arrivava un altro uomo in macchina che incominciava a riempire anche lui le proprie taniche contenute in un sacchetto. Le due taniche venivano poi scambiate e i due uomini, come se nulla fosse accaduto, se ne andavano via in macchina.
Il problema fu per gli inquirenti quello di seguire i passaggi che faceva questo sacchetto, che impiegava anche mesi per arrivare a destinazione. Gli indizi portavano ad una magione che poi si scoprirà essere quella di Provenzano. Vicino a questa casa, abitata da un contadino abitudinario, ce n'era un'altra molto più piccola, che insospettì il pool diretto dal procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Per esempio sopra il tetto di questa casa c'era un'antenna della televisione, che un giorno il contadino andò ad aggiustare, pur non entrandoci mai. Fu quindi apposta una microtelecamera in un cespuglio di fronte alla casa. L'indizio decisivo si ebbe quando il contadino si diresse verso la casetta con del cibo ed uscì senza. In breve si scelse di intervenire drasticamente e ne seguì la cattura.
Dopo la cattura di Provenzano si scoprì che per comunicare venivano usati unicamente dei bigliettini, detti pizzini, che venivano dati a degli intermediari e poi consegnati ai destinatari.
[modifica] Scoop
Lo scoop mondiale (come lo ha definito Enzo Biagi sul settimanale Oggi del 26 aprile 2006), relativo all'arresto di Provenzano, fu del giornalista Lirio Abbate dell'ANSA di Palermo.
Il cronista ha assistito alle fasi del blitz e le ha descritte in diretta sul notiziario dell'agenzia, guadagnandosi il plauso di Biagi ("noi della categoria dobbiamo complimentarci"). Successivamente le fasi del blitz sono state raccontate anche nel libro I complici.
[modifica] Un pizzino
| « Ti prego di essere sempre calmo e retto, corretto e coerente, sappia approfittare l'esperienza delle esperienze sofferte, non screditare tutto quello che ti dicono, cerca sempre la verità prima di parlare, e ricordati che non basta mai avere una prova per affrontare un ragionamento. Per essere certo in un ragionamento occorrono tre prove, e correttezza e coerenza. Vi benedica il Signore e vi protegga. » | |
[modifica] Famiglia
Bernardo Provenzano ha sposato in clandestinità, non si sa dove e quando, Saveria Benedetta Palazzolo. Il matrimonio è avvenuto con rito cattolico ed è stato celebrato da un prete consenziente. Questo matrimonio non è mai stato registrato dall'anagrafe.
La coppia ha avuto due figli nati in clandestinità:
Nel 1983 Saveria Benedetta Palazzolo è riuscita a sfuggire ad un tentativo d'arresto della polizia.
La signora Provenzano con i figli sono stati in latitanza fino al 1993. Nella primavera 1992 infatti, improvvisamente, fecero il loro ritorno a Corleone.
[modifica] Cinema e televisione
- Il 30 marzo 2006 è uscito nelle sale cinematografiche il film di Marco Amenta Il fantasma di Corleone, un documentario-fiction su Provenzano che verrà messo in onda anche dalla RAI, seppur censurando i riferimenti a Marcello dell'Utri e Silvio Berlusconi, a causa di pressioni da parte del mondo politico.[5]
- Il 14 febbraio 2007 è andato in onda su Raiuno la fiction L'ultimo dei corleonesi, dove viene raccontata la storia di Luciano Liggio, Totò Riina e Provenzano fino alla cattura di quest'ultimo.
- Il 15 febbraio 2007 va in onda su Raitre la docufiction Scacco al re dove viene raccontato il lavoro che è stato fatto per catturare Provenzano con filmati e registrazioni originali.
- Nel novembre 2007 è stata trasmessa su Canale 5 la miniserie televisiva Il capo dei capi, che ripercorre le vicende della vita di Totò Riina.
- Il 13 gennaio 2008 da parte di Mediaset è stata trasmessa una mini fiction, prodotta da Taodue di 2 puntate sugli ultimi anni di latitanza di Provenzano dal titolo: L'ultimo padrino con Michele Placido nel ruolo del boss.
[modifica] Note
- ^ Dato riportato a pag 59 del libro: L'altra mafia: biografia di Bernardo Provenzano, di Ernesto Oliva, Salvo Palazzolo, Rubettino Editore srl, 2001
- ^ La vera storia di Provenzano Siino: "Sparava come un dio"
- ^ Manca ucciso perché curò provenzano. 31 maggio 2009. URL consultato il 2009-06-12.
- ^ Pizzino citato nel libro: Bernardo Provenzano. Il ragioniere di Cosa Nostra di Ernesto Oliva e Salvo Palazzolo.
- ^ VISTO CENSURA n. 99723 del 22.03.06. «La scena incriminata (di cosa poi?) è quella in cui vengono fatti i nomi di Silvio Berlusconi e Marcello dell'Utri (entrambi con i loro partiti al Governo nel 2006), nomi che non sono supposizioni ma sono parte di testimonianze rilasciate durante un processo.» cfr. qui
[modifica] Bibliografia
- Bernardo Provenzano. Il ragioniere di Cosa Nostra di Ernesto Oliva e Salvo Palazzolo, Rubbettino Editore
- Il codice Provenzano di Salvo Palazzolo e Michele Prestipino, Editori Laterza
- I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento - Lirio Abbate e Peter Gomez - Fazi Editore - 2007
- "Iddu. La cattura di Bernardo Provenzano" di di Bellavia Enrico e Mazzocchi Silvana - "Edizione: BALDINI CASTOLDI DALAI EDITORE"
- "Voi non sapete. Gli amici, i nemici, la mafia, il mondo nei pizzini di Bernardo Provenzano" di Andrea Camilleri- Mondadori - 2007
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Articolo su Wikinotizie: Provenzano arrestato dalla Polizia 11 aprile 2006
| Predecessore: Salvatore Riina |
Capo dei capi di Cosa Nostra Bernardo Provenzano 1993 - 2006 |
Successori: Salvatore Lo Piccolo |

