Lupara bianca

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Lupara bianca è una locuzione di origine giornalistica per indicare un omicidio di mafia operato in maniera tale che non resti alcuna traccia del corpo dell'assassinato.

Sistemi propri dell'eliminazione da ascriversi alla "lupara bianca" sono il seppellire i corpi nella campagna, in luoghi poco frequentati per renderne difficile il ritrovamento, oppure di gettare il cadavere in un pilastro di edifici in costruzione e coprendolo con una colata di calcestruzzo o di scioglierlo nell'acido sbarazzandosi successivamente dei resti (questa pratica era principalmente usata dai corleonesi di Salvatore Riina), oppure di appesantirlo per gettarlo sul fondo di paludi o acquitrini.

Proprio per questo motivo la lupara è detta "bianca" e l'espressione è diventata indicativa di questo preciso fenomeno, uccisione della persona e sparizione del cadavere.

I delitti di mafia sono nella maggior parte dei casi espliciti e plateali. Tuttavia, in alcune condizioni particolari, la mafia preferisce sbarazzarsi dei personaggi "scomodi" senza lasciare tracce del cadavere.[senza fonte]

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