Salvatore Lo Piccolo
Salvatore Lo Piccolo, detto "il Barone" (Palermo, 20 luglio 1942), è un criminale italiano, esponente di spicco di Cosa Nostra.
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[modifica] Biografia
Capo indiscusso della città in ambito mafioso, è stato arrestato a Giardinello dalla Catturandi della Polizia di Stato il 5 novembre 2007, dopo una latitanza di 25 anni. Insieme a lui sono stati arrestati il figlio Sandro (latitante per nove anni) ed i presunti "reggenti" dei mandamenti di Brancaccio e Carini, Gaspare Pulizzi e Andrea Adamo.
Cresciuto nella borgata di San Lorenzo, latitante dal 1983, era ricercato inoltre dal 1998 per omicidio e dal 2001 per associazione mafiosa.
Condannato all'ergastolo. Attuava traffici di cocaina, è nel mercato delle imprese e del pizzo nel mandamento di San Lorenzo.
Aveva contatti con la mafia italo-americana. Il suo territorio era probabilmente la parte nord-occidentale di Palermo, lo Zen, Sferracavallo, Partanna-Mondello e i comuni di Capaci, Isola delle Femmine, Carini, Villagrazia di Carini, e alcune zone della provincia di Trapani.
Si alleò insieme al figlio con Bernardo Provenzano offrendogli i suoi servizi in cambio di libertà di manovra.
Il suo clan ultimamente puntava al controllo degli appalti, per la realizzazione degli svincoli autostradali, estorsioni, guardiania, esazione sistematica di una quota sociale per le utenze elettriche del quartiere Zen2.
Si presume anche un'alleanza con Matteo Messina Denaro, altro boss di Cosa Nostra, dopo la cattura di Provenzano nel 2006 ( ma i due non si sarebbero incontrati).
Dopo la cattura di Provenzano (nel 2006) le forze dell'ordine affermarono che divenne lui il nuovo capo di Cosa Nostra con suo figlio Sandro come vice.
Il 5 novembre 2007 è stato arrestato insieme al figlio.
[modifica] Dopo l'arresto
Tra i documenti che gli inquirenti hanno sequestrato al boss, appare un curioso e singolare decalogo del perfetto mafioso così riportato da fonti ufficiali[1] (con gli originali errori di ortografia e lingua):
- - "Non ci si può presentare da soli ad un altro amico nostro - se non è un terzo a farlo".
- - "Non si guardano mogli di amici nostri".
- - "Non si fanno comparati (patti) con gli sbirri".
- - "Non si frequentano né taverne e né circoli".
- - "Si è il dovere in qualsiasi momento di essere disponibile a cosa nostra. Anche se ce la moglie che sta per partorire".
- - "Si rispettano in maniera categorica gli appuntamenti".
- - "Si ci deve portare rispetto alla moglie".
- - "Quando si è chiamati a sapere qualcosa si dovrà dire la verità".
- - "Non ci si può appropriare di soldi che sono di altri e di altre famiglie".
- - "Chi non può entrare a far parte di cosa nostra: chi ha un parente stretto nelle varie forze dell'ordine, chi ha tradimenti sentimentali in famiglia, chi ha un comportamento pessimo e che non tiene ai valori morali".
Le regole di affiliazione "a cosa nostra", la sua struttura gerarchica interna e le regole comportamentali per i propri membri erano già state ampiamente capite da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, durante gli anni '80, a seguito delle testimonianze dei primi pentiti illustri.
A Lo Piccolo rispondevano i clan di Cosa Nostra operanti nel Nord Italia, in particolare in Lombardia e Piemonte. In un pizzino del boss si legge di una sala bingo o qualcosa di simile affiancata ad un grande centro commerciale nel piemontese che doveva essere mantenuta sotto il controllo dei siciliani, in modo da tenere lontane eventuali infiltrazioni calabresi; è l'ennesima prova di un business nel Nord Italia in cui mafia e 'ndrangheta si spartiscono il territorio in modo prevalentemente diplomatico, ma non è da escludere che si possa instaurare tra le due mafie la linea dura.
Per approfondimenti sull'argomento è consigliata la lettura del libro "Cose di cosa nostra" di Giovanni Falcone in collaborazione con Marcelle Padovani.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Alessandra Dino, Gli ultimi padrini. Indagine sul governo di Cosa Nostra, Roma-Bari, Editore Laterza, 2011.
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
- "Direzione Centrale della Polizia Criminale - "Programma Speciale di Ricerca" - LO PICCOLO SALVATORE"
- "Palermo, catturati i boss Lo Piccolo" (05 novembre 2007) su www.corriere.it
- "Mafia: arrestato il successore dei Lo Piccolo" (22 marzo 2010
| Predecessore: Bernardo Provenzano |
Capo dei capi di Cosa Nostra Salvatore Lo Piccolo 2006 - 2007 |
Successore: Matteo Messina Denaro |
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