Commissione provinciale

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La Commissione provinciale, spesso detta semplicemente "Commissione" e ribattezzata dagli organi di stampa anche come cupola, è l'organo direttivo di Cosa Nostra nella provincia di Palermo. Ne fanno parte tutti i capimandamento della provincia. Il capo della "Commissione" viene eletto dai capimandamento stessi per elezione diretta, anche se più che di un capo si tratta di un segretario, un coordinatore.[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La prima "Commissione"[modifica | modifica sorgente]

Dal 12 al 16 ottobre 1957 si tennero una serie di incontri presso il Grand Hotel et des Palmes di Palermo tra mafiosi americani (Lucky Luciano, Joseph Bonanno, John Bonventre, Carmine Galante, Frank Garofalo, Santo Sorge, Vito Vitale e John Di Bella) e siciliani (Gaspare Magaddino, Cesare Manzella e Giuseppe Genco Russo ma si sospetta che parteciparono anche Salvatore "Cicchiteddu" Greco, Angelo La Barbera, Rosario Mancino, Pietro Davì e Calcedonio Di Pisa[2])[3]: secondo il collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta, durante tali incontri il boss Joseph Bonanno discusse insieme ad alcuni mafiosi siciliani venuti ad incontrarlo sulla creazione di una «Commissione» sul modello di quella dei mafiosi americani, che doveva assicurare l'ordine nelle file dell'organizzazione e risolvere i conflitti interni[4].

Salvatore "Cicchiteddu" Greco (capo della cosca di Ciaculli[5]) venne incaricato di dirigere la nuova "Commissione"[6] ed, insieme agli altri mafiosi, definì le nuove regole fondamentali: il "capomandamento", scelto da due o tre cosche contigue, doveva essere un personaggio di secondo rango all'interno della cosca di appartenenza e non un capo-famiglia[4], il quale le avrebbe rappresentate nella "Commissione", che da quel momento avrebbe pure avuto il compito di deliberare sull'uccisione di "uomini d'onore" e di persone esterne, togliendo ai capi delle singole cosche il potere di vita e di morte sugli altri mafiosi[7]. Infatti negli anni successivi il collaboratore di giustizia Antonino Calderone dichiarerà che «[...] originariamente a Palermo, come in tutte le altre province siciliane, vi erano le cariche di "rappresentante provinciale", "vice-rappresentante" e "consigliere provinciale". Le cose mutarono con Greco Salvatore "Cicchiteddu" poiché venne creato un organismo collegiale, denominato Commissione, e composto dai capi-mandamento»[8]. Quindi la prima "Commissione" venne così composta:

Tuttavia il divieto di congiungere in una sola persona il ruolo di capo della cosca di appartenenza e quello di capomandamento non venne rispettato da tutti (Calcedonio Di Pisa, Michele Cavataio, Antonino Matranga, Mariano Troia, Salvatore Manno) e ciò provocò il risentimento dei fratelli Angelo e Salvatore La Barbera (capimafia di Palermo Centro), i quali stavano acquisendo molta autorità in seno alla "Commissione" per via della loro spregiudicatezza: tali rivalità sfoceranno nella cosiddetta "prima guerra di mafia", che culminerà nella strage di Ciaculli (30 giugno 1963), in cui morirono sette uomini delle forze dell'ordine[9][10].

Il "triumvirato" e la seconda "Commissione"[modifica | modifica sorgente]

Nel 1963, in seguito alla strage di Ciaculli e alla conseguente repressione operata dalle autorità nei confronti dei mafiosi, la "Commissione" venne sciolta. Nel 1969, dopo la fine dei grandi processi contro i protagonisti dei conflitti mafiosi, si cercò di ricostruire la "Commissione" ma il boss Michele Cavataio cercò di intromettersi, venendo assassinato perché lo si riteneva il principale responsabile della prima guerra di mafia e della strage di Ciaculli[11]. Dopo l'uccisione di Cavataio, si tennero una serie d'incontri tra i principali mafiosi siciliani a Zurigo, Milano e Catania per discutere sulla ricostruzione della "Commissione" e venne costituito un "triumvirato" provvisorio che doveva dirimere le dispute tra le varie cosche della provincia di Palermo; il "triumvirato" era composto dai boss Stefano Bontate, Gaetano Badalamenti e Luciano Leggio, benché si facesse spesso rappresentare dal suo vice Salvatore Riina[12][4][13].

Nel 1974 una nuova "Commissione" divenne operativa e Gaetano Badalamenti venne incaricato di dirigerla, abbandonando il vecchio divieto che impediva ai capi delle cosche di diventare anche capimandamento[4]. La seconda "Commissione" venne così composta:

Nel 1978 Badalamenti venne messo in minoranza nella "Commissione" da Salvatore Riina ed espulso[2]. Per queste ragioni, l'incarico di dirigerla passò a Michele Greco, il quale consolidò i suoi legami con lo schieramento dei Corleonesi capeggiati da Riina[16]. Dopo la sostituzione di Badalamenti, i Corleonesi e Stefano Bontate fecero nominare nuovi capimandamento tra i loro associati attraverso Greco e quindi la "Commissione" venne così composta:

Nel 1981 Riina fece uccidere Stefano Bontate e Salvatore Inzerillo, scatenando la seconda guerra di mafia, in cui numerosi capimandamento e altri mafiosi furono eliminati e i loro mandamenti e relative cosche vennero accorpate, affidandoli a mafiosi fedeli a Riina. A dirigere la "Commissione" rimase Michele Greco fino al sua arresto nel 1986 e il suo posto venne preso dallo stesso Riina[18]. Alla fine della seconda guerra di mafia (1982), la "Commissione" venne così composta:

Nel 1993, dopo l'arresto di Riina, Leoluca Bagarella divenne il nuovo capo della "Commissione" ma venne arrestato nel 1995.[21]In seguito la leadership passò a Bernardo Provenzano, che verrà arrestato nel 2006.

Tentativo di una terza "Commissione"[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008, in seguito agli arresti di Provenzano e Salvatore Lo Piccolo, i mafiosi della provincia di Palermo si accordarono per rifondare la "Commissione" decimata dagli arresti attuati dalle forze dell'ordine, cercando di individuare la nuova strutturazione dei mandamenti. I nuovi capimandamento trovarono anche l'approvazione del vecchio Gerlando Alberti, esponente di spicco della cosca di Porta Nuova.[22]

Nel dicembre 2008 però un'inchiesta dei Carabinieri, denominata «Operazione Perseo», riuscì ad intercettare le conversazioni di numerosi boss e portò all'arresto di 99 mafiosi, tra capimandamento, capi delle Famiglie e gregari, facendo fallire il tentativo di ricostruzione della "Commissione", che doveva essere presieduta da Benedetto Capizzi, capomandamento di Villagrazia, e doveva essere così composta:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ dossier1_4
  2. ^ a b Doc. XXIII n. 50
  3. ^ Sintesi delle conclusioni del comitato per le indagini sui singoli mafiosi, sul traffico di stupefacenti e sul legame tra fenomeno mafioso e gangsterismo americano - Documenti della Commissione Parlamentare Antimafia VI LEGISLATURA.
  4. ^ a b c d Il contesto mafioso e don Tano Badalamenti - Documenti del Senato della Repubblica XIII LEGISLATURA (II parte).
  5. ^ CAPI E FAMIGLIE - Repubblica.it
  6. ^ lacndb.com::Italian Mafia
  7. ^ Il Viandante - Sicilia 1957
  8. ^ Procedimento penale contro Greco Michele ed altri - Procura della Repubblica di Palermo.
  9. ^ a b c E LEGGIO SPACCO' IN DUE COSA NOSTRA - Repubblica.it » Ricerca
  10. ^ La prima guerra di mafia
  11. ^ lacndb.com::Italian Mafia
  12. ^ I conti economici - Documenti della Commissione Parlamentare Antimafia VI LEGISLATURA.
  13. ^ Il Golpe Borghese e Cosa Nostra
  14. ^ a b Il posto di Salamone, emigrato in Brasile, veniva preso da Bernardo Brusca
  15. ^ Il posto di Leggio, dopo il suo arresto avvenuto il 15 maggio 1974, veniva preso da Salvatore Riina o da Bernardo Provenzano
  16. ^ 'La Mattanza Dei Corleonesi' In Tre Anni Oltre Mille Morti - La Repubblica.It
  17. ^ Il problema degli "scappati" della seconda guerra di mafia: il ritorno degli Inzerillo - Rapporto della squadra mobile di Palermo.
  18. ^ lacndb.com::Italian Mafia
  19. ^ Nel 1988 il posto di Lo Iacono e Pullarà venne preso da Pietro Aglieri, che venne nominato capomandamento di Santa Maria di Gesù come "premio" per l'uccisione del boss Giovanni Bontate
  20. ^ Il problema degli "scappati" della seconda guerra di mafia: il ritorno degli Inzerillo - Rapporto della squadra mobile di Palermo.
  21. ^ Trattativa, tutti gli imputati/ Leoluca Bagarella, l’erede di Riina - Il Fatto Quotidiano
  22. ^ Mafia, morto Gerlando Alberti era il boss di Porta Nuova - Palermo - Repubblica.it
  23. ^ Operazione Perseo: La Nuova Commissione Provinciale di Cosa Nostra | Articoli vari

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]