Michele Greco

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Michele Greco al maxiprocesso di Palermo

Michele Greco (Palermo, 12 maggio 1924Roma, 13 febbraio 2008) è stato un criminale italiano. Membro di Cosanostra, prima della morte era in carcere per omicidio plurimo.

Era soprannominato Il papa per la sua abilità a mediare tra le varie famiglie mafiose.

[modifica] Biografia

Michele Greco, detto "il Papa", faceva parte della potente famiglia Giardini che governava nei quartieri Ciaculli e Croceverde di Palermo. Assume la direzione del mandamento di Croceverde alla morte di suo padre, Giuseppe Greco.

È cugino di Salvatore Greco (detto Ciaschiteddu) il primo segretario della prima commissione della mafia che si formò nel 1958.

Aveva buone relazioni con i politici, banchieri e altre notevoli persone che erano invitati a cene, e prendevano parte a battute di caccia nella tenuta di Favarella da lui gestita per conto della nobile famiglia Tagliavia. In particolare, i fratelli Gioia, curatori degli interessi della famiglia Tagliavia, beneficiarono a lungo del sostegno di Greco sia per essere eletti in parlamento sia per raggiungere ruoli di prestigio all'interno del partito della DC.

Questa tenuta era usata anche come rifugio per altri mafiosi e per un laboratorio di raffinazione dell'eroina.

Michele Greco fu nominato capo della commissione nel 1978 dopo l'espulsione di Gaetano Badalamenti.

Nel 1981 i capi mafia Stefano Bontade e Salvatore Inzerillo vengono uccisi dai corleonesi, da Pino Greco parente appunto di Michele Greco. Così Greco prende il controllo della famiglia Bontade. Successivamente si allea con Salvatore Riina e i Corleonesi. Riina usa Greco per scacciare Badalamenti da Cosa nostra e dopo ne ordina l'omicidio. Greco fu descritto successivamente come un pazzo da Riina poiché faceva qualsiasi cosa gli venisse detta.

Basandosi sulle rivelazioni anonime di Salvatore Contorno il funzionario di polizia Antonino Ninni Cassarà, allora vice-dirigente della squadra mobile di Palermo, stila nel luglio del 1982 un rapporto col mandato d'arresto per 162 mafiosi. Il rapporto veniva chiamato ufficiosamente: il rapporto Michele Greco+161.

Atti del Maxiprocesso su Michele Greco

Da qui nacquero quella serie di investigazioni che portarono al Maxi-Processo dove la maggior parte dei capi mafia verrà processata per gli innumerevoli crimini.

Michele Greco verrà arrestato nel 1986 e da allora rimase in carcere.

Muore all'età di 83 anni il 13 febbraio 2008 all'ospedale Pertini di Roma, dove era ricoverato da alcune settimane. Era detenuto nel carcere di Rebibbia a Roma, dove stava scontando diversi ergastoli definitivi. Il ricovero in clinica era dovuto all'aggravarsi delle sue condizioni di salute

[modifica] Maxiprocesso

Michele Greco viene arrestato il 20 febbraio 1986 e partecipa anch'egli al maxi-processo che era iniziato dieci giorni prima. Greco è principalmente accusato dell'omicidio del magistrato antimafia Rocco Chinnici, delle sue due guardie del corpo e di un civile, tutti uccisi nel 1983 da un autobomba. Greco si difende per lo più vantandosi delle illustri persone che invitava nella sua tenuta includendo anche i capi di polizia, e il precedente procuratore. Ammise che Stefano Bontade ha spesso cacciato nella sua tenuta e dice che erano insieme giorni prima del suo omicidio. Alla fine del processo il 16 dicembre 1987 all'età di 63 anni fu ritenuto colpevole dei 4 omicidi e condannato all'ergastolo. Il giorno in cui la corte si ritirò in camera di consiglio si avvicinò al microfono e pronunciò poche frasi rivolto al presidente Alfonso Giordano: "Signor giudice, io vi auguro la pace, perché solo con la pace si può giudicare. Non sono parole mie, ma del Signore Dio a Mosè". Durante il suo interrogatorio gli chiesero di tanti morti ammazzati e lui, serafico rispose: "La violenza non fa parte della mia dignità".

[modifica] Voci correlate

Predecessore:
Gaetano Badalamenti
Commissione di Cosa Nostra
Michele Greco, Salvatore Riina, Stefano Bontade
1978 - 1981
Successore:
Seconda guerra di mafia


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