Seconda guerra di mafia
La seconda guerra di mafia fu un conflitto interno a Cosa nostra scoppiato nel 1978 in Sicilia e conclusosi nel 1983 circa, durante il quale furono commessi oltre mille omicidi.
Iniziò con un cambiamento nella struttura e nei metodi di Cosa nostra: il passaggio dal contrabbando di sigarette al traffico di stupefacenti, di gran lunga più redditizio. La struttura di comando tradizionale si indebolì e nel 1978 scoppiò una guerra interna alla mafia, tra la vecchia mafia storica composta principalmente dalle famiglie affiliate ai Bontade, agli Inzerillo, ai Badalamenti e ai Buscetta, e quella dei Corleonesi (i cui esponenti di spicco erano Luciano Leggio detto Liggio, allora in carcere, Bernardo Provenzano, Salvatore Riina e Leoluca Bagarella), che si basavano su un vero e proprio potere militare.
I Corleonesi furono un gruppo dirigente estremamente feroce e violento, che per affermare il suo potere non esitò a compiere una serie di omicidi eccellenti eliminando anche uomini dei vertici dello Stato che potevano costituire un ostacolo; fu assassinato ad esempio il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, eroe della lotta al terrorismo, ucciso con la giovane moglie a Palermo esattamente cento giorni dopo il suo insediamento; furono uccisi Pio La Torre, Rocco Chinnici, Piersanti Mattarella, Michele Reina, Ninni Cassarà, Emanuele Basile, Gaetano Costa, Cesare Terranova, Boris Giuliano, Beppe Montana, Mario Francese ed altri ancora.
In questi anni operò al soldo dei Corleonesi e della Cupola mafiosa la "squadra della morte", vari sicari della mafia, tra cui c'erano: Leoluca Bagarella, Pino Greco, Mario Prestifilippo, Filippo Marchese, Vincenzo Puccio, Gianbattista Pullarà, Giuseppe Lucchese Micciche', Giuseppe Giacomo Gambino e Antonino Madonia. Ciascuno di questi killer fece dozzine di morti, ma i più spietati furono Leoluca Bagarella (oltre 100 omicidi) e Pino Greco "Scarpuzzedda" (oltre 60 omicidi).
Risalgono a questo periodo anche le filiazioni (nuclei locali) mafiose in Lombardia, Lazio, Marche.
Una campagna di sterminio si è detto, e non si potrebbe chiamarla altrimenti perché in appena due anni (1979-1980), morirono in questa guerra che aveva trasformato Palermo e tutta la Sicilia in un vero e proprio campo di battaglia più di mille uomini e tutti appartenenti ad uno schieramento, quello dei gruppi che si erano arricchiti con la pizza connection. Si può quindi parlare di due schieramenti, uno palermitano che deteneva il potere finanziario ed economico ed uno corleonese che deteneva quello militare; vinse la guerra quest'ultimo nel 1983 circa. I reduci delle famiglie sconfitte scapparono in America e in Spagna.
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