Ciminna

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Ciminna
comune
Ciminna – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
Sindaco Vito Catalano (centro) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 37°54′00″N 13°34′00″E / 37.9°N 13.566667°E37.9; 13.566667 (Ciminna)Coordinate: 37°54′00″N 13°34′00″E / 37.9°N 13.566667°E37.9; 13.566667 (Ciminna)
Altitudine 530 m s.l.m.
Superficie 56 km²
Abitanti 3 867[1] (31-12-2011)
Densità 69,05 ab./km²
Comuni confinanti Baucina, Caccamo, Campofelice di Fitalia, Mezzojuso, Ventimiglia di Sicilia, Vicari, Villafrati
Altre informazioni
Cod. postale 90023
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082030
Cod. catastale C696
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti ciminnesi
Patrono san Vito martire
Giorno festivo prima domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ciminna
Posizione del comune di Ciminna all'interno della provincia di Palermo
Posizione del comune di Ciminna all'interno della provincia di Palermo
Sito istituzionale

Ciminna è un comune italiano di 3.867 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Ciminna.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose aperte al culto[modifica | modifica wikitesto]

Fra le numerose chiese presenti a Ciminna, si ricordano in particolare:

Architetture religiose profanate o distrutte[modifica | modifica wikitesto]

Fra le varie chiese di Ciminna scomparse o adibite nei secoli ad altri utilizzi si ricordano:

  • Chiesa della Madonnuzza: Esisteva già nel 1741, quando Don Andrea Grimaldi, con testamento del 14 gennaio, dispose la celebrazione di una messa festiva offrendo una donazione. Distrutta nel XVIII secolo, non ne esiste più alcuna traccia; fino al 1837 vi era ancora una via denominata "della Madonnuzza".
  • Chiesa della Santissima Trinità e Maria Santissima Addolorata: La chiesa fu fatta costruire nel 1740 da Don Alonso Spatafora, barone di Ciminna, a sue spese e nelle sue terre. In una lapide, un tempo murata sul prospetto della chiesa si leggeva: "O vos omnes, qui transitis per viam, attendite et videte si est dolor sicut dolor meus"
  • Chiesa di San Nicasio: Di fondazione ignota, esisteva già nel 1613. Già nel 1656 necessitava di rifacimenti; nel 1787 per il cattivo stato di conservazione dell'edificio, la Chiesa venne chiusa al culto e il quadro del titolare San Nicasio venne trasportato in una cappella concessa dai rettori del Carmine.
  • Chiesa di San Vincenzo: La chiesa esisteva già nel XVII secolo, quando Vincenzo Billingri, il 26 ottobre 1680, le versò un canone. Chiuse i battenti nel XVIII secolo.
  • Chiesa di Santa Barbara:Si ergeva probabilmente sulla vetta di Monterotondo. Nel XVI secolo risultava già distrutta.
  • Chiesa di Santa Maria dei Miracoli: Detta anche “Santa Maria della Neve”, venne fondata nel 1603. Vi aveva sede una Confraternita, che si divise all'inizio del XVIII secolo.
  • Chiesa di Santa Maria della Consolazione: Detta anche "degli Occhi grandi", non ne è rimasta alcuna traccia.
  • Chiesa di Santa Maria di Gesù: Risaliva al XVI secolo. Vi si conservava un gonfalone con figure ad intaglio eseguito dal palermitano Vincenzo Pernaci, come si rileva da un documento del 31 ottobre 1542. Sconosciuta la data della scomparsa.

Persone legate a Ciminna[modifica | modifica wikitesto]

Feste e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

- La principale ricorrenza religiosa e folcloristica è la festa dell SS. Crocifisso - Patri di li grazi che si svolge ogni anno la prima Domenica di maggio, essa venne effettuata la prima volta nel 1651 in seguito ad avvenimenti miracolosi.[3]

- L'8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, la venerata immagine dell'Immacolata viene portata in processione per le vie del paese.

Il sabato successivo all'8 dicembre si svolge una processione notturna (in memoria dell'arrivo della statua dell'Immacolata, immagine di pregevole bellezza eseguita dallo scultore Antonino Barcellona da Palermo nel 1781, che si narra arrivò con enorme ritardo, di notte) attorno alla quale ha luogo una caratteristica festa denominata "u Triunfu". Durante la sera si è soliti organizzare grigliate in tutto il paese, in attesa che si facciano le 4 del mattino, orario in cui ha inizio la processione dalla chiesa di San Francesco D'Assisi. Una piccola madonnina (a Marunnuzza ru Triunfu) viene portata per le vie del paese a ritmo di ballabili locali suonate da alcuni elementi dell'acclamatissimo complesso bandistico "A.C.A.M. Giuseppe Verdi di Ciminna". Durante questo percorso vengono inoltre organizzate alcune "vampe" (falò) in tradizionali punti del paese. La processione è solita concludersi verso le 7,30-8 del mattino nella medesima chiesa. Un alimento tipico che si prepara in concomitanza a questa festa è "a 'nfriulata", una sorta di calzone cotto a forno fatto di pasta di pane ed a base di tritato di maiale, cipolle, patate e spezie.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Gemellato con Plougastel Daoulas (Brest) Bretagne. Assieme a Ventimiglia di Sicilia e Baucina fa parte del triplice gemellaggio con i Comuni di Guilers e Bohars (Brest) Bretagne.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.C.D. Ciminna 1977 che milita nel girone B siciliano di 1ª Categoria. È nata nel 1977.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Madre e alcuni luoghi del paese, sia dentro che fuori l'abitato, sono stati scelti da Luchino Visconti per girare alcune scene del film Il Gattopardo: il ringraziamento in chiesa dopo l'arrivo a Donnafugata, le scene di caccia, la partenza del principe Chevalley. Per l'occasione il paese fu trasformato in set cinematografico, in piazza Matrice fu costruita la facciata del palazzo dei Salina, in cartapesta davanti le abitazioni esistenti e numerosi furono gli abitanti coinvolti come comparse.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2011.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ www.sscrocifissociminna.it
  4. ^ Sulle orme del Gattopardo

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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