Camporeale

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Camporeale
comune
Camporeale – Stemma
Camporeale – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Cacioppo (centrodestra) dal 14/05/2007
Territorio
Coordinate 37°54′00″N 13°06′00″E / 37.9°N 13.1°E37.9; 13.1 (Camporeale)Coordinate: 37°54′00″N 13°06′00″E / 37.9°N 13.1°E37.9; 13.1 (Camporeale)
Altitudine 439 m s.l.m.
Superficie 38 km²
Abitanti 3 489[1] (31-12-2010)
Densità 91,82 ab./km²
Comuni confinanti Alcamo (TP), Monreale
Altre informazioni
Cod. postale 90043
Prefisso 0924
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082019
Cod. catastale B556
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Masciddari dal siciliano
Patrono Maria SS. Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Camporeale
Posizione del comune di Camporeale all'interno della provincia di Palermo
Posizione del comune di Camporeale all'interno della provincia di Palermo
Sito istituzionale

Camporeale (Masciddi o Campurriali in siciliano) è un comune italiano di 3.711 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia. Per alcuni studiosi, è presso Camporeale che si sarebbe trovata l'antica città romana di Longaricum[2].

Storia[modifica | modifica sorgente]

La nascita si fa risalire al 22 maggio 1779, allorché il re concesse al principe di Camporeale Giuseppe Beccadelli di Bologna il dominio assoluto sui Feudi e le tenute di Macellaro, Valdibella, Grisì e Massariotta, incamerate da Ferdinando IV di Borbone già dal 1767, in occasione dell'espulsione dal regno di tutte le comunità gesuitiche. Le loro tenute vennero amministrate sino al 1º agosto 1778 da una giunta speciale; in seguito le si vendette al bando. Sulle colline di Macellaro andava formandosi una nuova cittadina: l'abitato da quel momento non si chiamò più Macellaro, ma Camporeale, in virtù dell'antico titolo nobiliare concesso un secolo prima, precisamente nel 1664, da re Carlo III a Pietro Beccadelli, principe di Camporeale. Fu tra i centri più colpiti nel drammatico terremoto che nel gennaio del 1968 colpì la valle del Belice. Le nuove costruzioni, segno di una nuova vitalità dei camporealesi, sorsero successivamente a valle del vecchio abitato, e lì attualmente alloggia buona parte della popolazione. All'indomani del sisma molti camporealesi cercarono fortuna nei paesi del nord, provocando, nella già evidente crisi socio-economica della cittadina, un'impennata. Del resto, l'allora principale fonte di reddito della popolazione era l'agricoltura, che soffrì non poco della mancata ricostruzione del post-sisma.

Appartenuto per lungo tempo alla provincia di Trapani, dista 44 km dal capoluogo e 73 da Trapani.

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

I camporealesi sono assai devoti al loro patrono Sant'Antonio da Padova, solennemente celebrato il 13 giugno (è ritenuto protettore degli orfani, e più in generale dei bambini ma anche degli infermi e dei panettieri) e dell'Assunta, il 15 agosto. Caratteristica infine 'A festa ranni, dall'11 al 13 agosto.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • La chiesa Madre, costruita al momento della fondazione, dapprima dedicata alla Sacra Famiglia e poi a Sant'Antonio da Padova. Subì due successivi ampliamenti, datati al 1820 e al 1907. Custodisce un rilievo gaginesco in marmo raffigurante San Calcedonio; una Madonna del Bagnasco; un Crocifisso attribuibile a fra' Umile da Petralia.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Il vecchio castello baronale, risalente al 1691, appartenuto in passato ai gesuiti. La facciata era munita di due torri, crollate una nel 1835 e l'altra nel 1871.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Vi sono due zone archeologiche: una a Val di Bella-Monte Pietroso.[senza fonte]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Ad oggi, con i suoi 1112 ettari di vigneti censiti dall'ISTAT nel 1990, Camporeale risulta comunque essere uno dei comuni maggiormente vitato della provincia, segno d'una significativa ripresa dell'attività agricola (da segnalare la presenza della famosa industria enologica "Rapitalà"). Scarsissima, di contro, la presenza di altre colture erboree (olivo, agrumi, fruttiferi vari), mentre su 2714 ettari di seminativi quasi 2000 sono costituiti dal solo frumento. Il patrimonio zootecnico, discretamente consistente, annovera 4760 capi ovini e 424 bovini. Pregevoli alcuni lavori artigianali in legno.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Camporeale è collegata alla strada statale 624 Palermo-Sciacca dalla strada provinciale 20 di San Giuseppe e Camporeale e dalla strada provinciale 107 di Capparini.

Nel territorio comunale si trovano altre strade provinciali, che assicurano il collegamento con i comuni limitrofi:

  • Strada provinciale 18 di Ponte Murana, che ha inizio nel centro cittadino;
  • Strada provinciale 30 di De Sisa;
  • Strada provinciale 46 di Gallitello.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Richard Talbert, Barrington Atlas of the Greek and Roman World, ISBN 0-691-03169-X., mappa 47 e note.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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