Isnello

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Isnello
comune
Isnello – Stemma Isnello – Bandiera
Panorama d'Isnello
Panorama d'Isnello
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Mogavero (lista civica) dal 15/05/2007
Territorio
Coordinate 37°57′00″N 14°05′00″E / 37.95°N 14.083333°E37.95; 14.083333 (Isnello)Coordinate: 37°57′00″N 14°05′00″E / 37.95°N 14.083333°E37.95; 14.083333 (Isnello)
Altitudine 530 m s.l.m.
Superficie 50 km²
Abitanti 1 638[1] (31-12-2010)
Densità 32,76 ab./km²
Frazioni Piano Zucchi
Comuni confinanti Castelbuono, Cefalù, Collesano, Gratteri, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Scillato
Altre informazioni
Cod. postale 90010
Prefisso 0921
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082042
Cod. catastale E337
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti isnellesi
Patrono san Nicola
Giorno festivo 7 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Isnello
Posizione del comune di Isnello all'interno della provincia di Palermo
Posizione del comune di Isnello all'interno della provincia di Palermo
Sito istituzionale

Isnello (Isineddu in siciliano[2]) è un comune italiano di 1.638 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Isnello ha una superficie di 50,18 km², e si estende da 420 m s.l.m. a 1600 m. Confina con i comuni di: Cefalù, Gratteri, Collesano, Scillato, Polizzi Generosa, Petralia Sottana, Castelbuono. il Comune fa parte del Parco delle Madonie. Il corso d'acqua, denominato Isnello, che discende dalle Madonie, lambisce il paese a nord, per incunearsi in un suggestivo stretto canyon formato tra l'altura del castello e la ripida parete della Montagna Grotta Grande.

Le grotte[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio, buona parte del quale caratterizzato da carsismo, sono presenti diverse cavità disseminate tra il pizzo Dipilo e pizzo Carbonara. Nel cozzo Balatelle esiste la Grotta "Abisso del Vento", che si sviluppa in profondità e in buona parte ancora inesplorata, presenta stalattitti e stalagmiti in grandi quantità.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Molto si è discusso nel tempo sull’etimologia del nome del paese e, pur non essendo giunti ad un definitivo pronunciamento in merito, è certo però che il nome derivi dalle caratteristiche del corso d’acqua che ne attraversa tutto il territorio. Ipotetiche voci da cui ha avuto origine sono il termine siriaco hassin che significa fiume freddo, il punico hassinor che indica un torrente che scorre in un alveo a forma di tubo, il greco asines che indica l’innocuità del torrente. Non si ha molto sulla storia e l’evoluzione dell'insediamento in epoca romana e nei primi secoli dell’era cristiana. Le fonti riferiscono sporadiche notizie durante il periodo della dominazione araba che, come in tutta l’isola, ha lasciato segni indelebili anche nella toponomastica. In questo periodo Isnello è chiamato Menzil Al-Hamàr, che significa villaggio fortificato.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Sconfitti gli Arabi dal conte Ruggero, Isnello venne aggregato alla diocesi di Messina rimanendo però sotto diretto dominio di Ruggero stesso. Ruggero II, primo Re di Sicilia, avendo fondato nel 1131 la Basilica Cattedrale di Cefalù, con l'assenso dell'Arcivescovo di Messina, incluse Isnello nella nuova diocesi, mantenendone diretta giurisdizione. Il dominio su Isnello e sulla vicina Gratteri fu concesso, in seguito, solo temporaneamente, dall’Imperatore Federico II all'Arcivescovo di Palermo il quale, morto Federico, chiese al successore, il figlio Manfredi, di concedere perpetuamente il governo delle due baronie alla Chiesa Palermitana; Manfredi acconsentì. Non è nota però la ragione per cui la Chiesa di Palermo abbia perduto la giurisdizione sui due centri.

Nel 1296 divenne barone di Isnello il milite Niccolò Abbate. Questi nel settembre 1377 vendette la baronia di Isnello a Francesco II Ventimiglia e Consolo, conte di Geraci. Il suo successore Antonio Ventimiglia, per il delitto di tradimento, perdette i diritti sulle terre che caddero nelle mani del Regio fisco. Il 1º febbraio 1397, re Martino concesse la baronia di Isnello ad Abbo Filangeri, Alcaide di Cefalù che però la cedette per la Contea di San Marco.

Il 27 novembre 1398, la baronia Isnellese passò ad Arnaldo Santacolomba, nobile catalano; a lui successe il figlio illegittimo Arnaldo Guglielmo e poi in successione: Antonio (1454), Arnaldo II (1478), Antonio II (1506). Ad Antonio II successe il figlio Simone che nel 1547 vendette alla casa La Farina i feudi di Madonia, Chiusa, Culìa, Piano Zucchi, in favore della moglie Eleonora Agnello di Francavilla (divenuta poi Signora di Isnello nel 1576). Pietro Santa Colomba, per la cessione della madre, nel 1586 ereditò la baronia. Alla sua morte gli succedette il figlio Arnaldo III che, nel 1625, chiese al Re di Sicilia Filippo IV di innalzare la baronia di Isnello a contea. Il privilegio venne concesso il 15 febbraio 1625 a Madrid. Nel 1634 s'investì della carica signorile Pietro Santa Colomba, figlio di Arnaldo III, che in parte riuscì ad integrare ai territori della contea i feudi della vecchia baronia venduti da Simone Santa Colomba. Durante la signoria di Ignazio, succeduto al padre Pietro nel 1666, accadde uno di quegli eventi più disastrosi della storiografia siciliana: il terremoto che ha avuto luogo l’11 gennaio 1693. Tutta la Sicilia subì distruzioni e morti, ma la cittadina di Isnello non fu soggetta che alla caduta di vecchi edifici. Erede di Ignazio fu il figlio Pietro II che nel 1700 morì senza successori; a lui seguì quindi il cugino Gaspare che, morendo anch'egli senza discendenti, fu l'ultimo conte di Isnello della casa Santa Colomba. Seguirono aspre contese alla fine delle quali la contea di Isnello fu affidata a Donna Giuseppa di Valguarnera, erede dei Santa Colomba di linea femminile. Alla sua morte si susseguirono nel governo della contea suo figlio Antonio Termini (1761), Domenico Termini, Castrense Termini e Migliaccio, principe di Baucina, Antonio suo figlio e Domenico suo fratello.

XVIII secolo[modifica | modifica sorgente]

Con atto del 14 aprile 1788 presso il notaio Sebastiano Rustici, i cittadini Isnellesi, stanchi di sopportare il dominio esercitato dai conti in base al beneficio del “Merum et Mixtum imperium”, ossia la facoltà di emanare leggi, concesso nel 1453 ad Arnaldo Guglielmo Santa Colomba, ricomprarono i territori della contea. Sciogliendosi definitivamente dal vincolo dell'autorità baronale.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma comunale[modifica | modifica sorgente]

Scudo su fondo rosso sormontato da corona a tre torri e diviso in quattro fasce; la prima, dall'alto, raffigurante un'aquila con corona a cinque punte, successiva fascia azzurra con due stelle dorate a sei punte, fascia dorata e fascia azzurra con una stella dorata a sei punte

Descrizione araldica: Scudo a campo diviso: nel 1° d'oro con in capo l'aquila volante d'argento coronata del medesimo; nel 2° d'azzurro con una fascia di oro, accompagnata da tré stelle a sei punte del medesimo, poste due al capo, e una in punta. Corona muraria di città d'oro.

Il secondo campo riporta l'arma della nobile famiglia Termini, che ereditò la contea di Isnello da donna Giuseppa Valguarnera, ultima discendente diretta dei Santacolomba.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Madre San Nicolò[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa Madre dedicata al patrono san Nicola di Bari vescovo di Mira, di antica fondazione, appare agli occhi del visitatore nell’assetto datole tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo. L’abside è decorato con stucchi datati 1607, opera di Giuseppe Li Volsi da Nicosia. Pregevole l’organo meccanico il cui mobile data 1625, per la committenza di Giuseppe Coccia, locale mecenate cui si deve anche la committenza della decorazione della cappella dell’Addolorata, cappella patronale della sua famiglia, della cappella del SS. Sacramento, la macchina lignea dell’Altare Maggiore della Chiesa di San Michele Arcangelo e diverse opere nel Santuario di Gibilmanna. Interessanti inoltre il cinquecentesco Tabernacolo marmoreo vicino a Domenico Gagini, il Coro ligneo del 1601 opera di Giuseppe Di Maggio e Giacomo Mangio e la statua del Patrono San Nicolò, datata 1490.

Chiesa di Santa Maria Maggiore[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa di Santa Maria Maggiore che domina l’abitato, nel suo prospetto, risulta interessante per la guglia del campanile ricoperta da maioliche colorate. All’interno custodisce pregevoli tele secentesche, una quattrocentesca Croce pensile bifrontale, il Crocifisso ligneo del 1625, vicino allo stile artistico di fra’ Innocenzo da Petralia.

Chiesa di San Michele Arcangelo[modifica | modifica sorgente]

Conserva una splendida serie di affreschi collocabili tra il XIV e il primo XV secolo, l’organo, il pulpito e il tabernacolo lignei, opere dello scultore polizzano Pietro Bencivinni su committenza del Sac. Giuseppe Piraino, la cinquecentesca statua di San Michele, la tela dei SS. Diecimila Martiri del palermitano Martino Russitto, il pregevolissimo Crocifisso ligneo del 1627 e la decorazione a stucco degli isnellesi fratelli Abbate (XVII sec.).

Chiesa della SS. Annunziata[modifica | modifica sorgente]

Chiesa della SS. Annunziata, con stucchi degli isnellesi fratelli Abbate, la tela della Natività di Giuseppe Salerno (1620), il tabernacolo marmoreo della S. Croce e l'Annunciazione marmorea di scuola gaginiana.

Chiesa di Maria SS. del Rosario[modifica | modifica sorgente]

Costruita sul Piano della Porta, probabilmente trasformando l'antica Chiesa di Sant'Elia, la Chiesa del Rosario con la quattrocentesca Pala d’Altare del fiammingo Simon de Wobreck. Già chiesa del Convento dei Domenicani (fondato nel 1475), quando il convento fu adibito a palazzo dei Signori di Isnello nel tardo XVI secolo, la chiesa ne divenne la cappella palatina, e la cappella di S. Giuseppe, in cui era custodito un trittico, ora perduto, fu adibita a mausoleo.

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa della BV del Carmelo
  • Chiesa di San Francesco annessa alle Suore collegine della Sacra Famiglia
  • Chiesa di S. Maria di Gesù
  • Chiesa di S. Lucia
  • Chiesa di S. Maria del Soccorso, 1616 (attorno a cui è stato costruito il Cimitero)
  • Chiesa Parrocchiale di San Paolo apostolo (in località Piano Zucchi)

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Ruderi del castello, di probabile epoca bizantina, posizionato sopra un costone che sovrasta l'abitato.

Oggi proprità Virga

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Monumento ai Caduti (Condorelli, 1921)
  • Madre Madonita (opera in bronzo dello scultore Pietro Giambelluca, 1987)

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Suggestive sono le aree naturali boschive costituite da lecci, roverelle e sugheri comprese all'interno del Parco delle Madonie, il cui terrorio di Isnello vi ricade per circa il 90%. Di particolare pregio sono diversi esemplari monumentali di lecci e roverelle.

Parco Astronomico delle Madonie[modifica | modifica sorgente]

Le particolari condizioni esistenti in alcune parti del territorio, quale assenza totale di fonti luminose notturne, consentono una vista limpida del cielo notturno in diversi giorni dell'anno. Negli anni '90 nasce l'idea di realizzare un Osservatorio Astronomico in località Piano Battaglia. L'idea è raccolta e portata avanti negli ultimi anni dall'amministrazione comunale di Isnello, che riesce ad ottenere un sostanzioso finanziamento per la realizzazione dell'Osservatorio in località monte Mùfara. Si prevede anche la realizzazione di un Planetario

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Da alcuni decenni, la popolazione di Isnello diminuisce notevolmente a causa dell'emigrazione di giovani che si spostano altrove per un posto di lavoro stabile o per Studi Universitari. Circa il 60% della popolazione è ultracinquantenne, vi sono molti anziani, anche ultraottantenni. Il tasso di mortalità è elevato, (circa 30 deceduti), e quello di natalità è bassissimo (10 nati). Quindi un saldo naturale fortemente negativo. Oggi la popolazione residente è di circa 1640 abitanti, ma effettivamente in paese ci sono circa 1000 o 1100 abitanti.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Le Frottole[modifica | modifica sorgente]

Cortei che preparano alla Processione; il clero non vi partecipa in abito liturgico. Muovono nel pomeriggiodella festa e sono caratterizzate dallo sfilare dei vari stendardi e dalla "varicedda" (piccolo fercolo con la statua del Santo). Nelle fermate stabilite vengono cantatati gli inni propri della festa al suono della Banda Musicale. I brani, i più antichi risalenti alla seconda metà dell'Ottocento, sono particolare testimonianza della tradizione musicale e culturale del piccolo centro madonita. Tra i compositori, infatti, ritroviamo musicisti del luogo, ma anche grandi nomi dell'ambiente musicale ottocentesco. La maggior parte dei testi è invece opera di Sacerdoti del paese. la tradizione, seppur pur mutila delle parti cantate, si è mantenuta viva col passare del tempo. Da pochi anni, però, grazie all'interesse del pianista isnellese maestro Antonio Sottile, docente presso il Conservatorio "V. Bellini" di Palermo, si è operata una nuova strumentazione dei brani con un riadattamento dei testi, che finalmente vengono ormai quasi tutti eseguiti dal Coro Anima Gentis fondato e diretto dallo stesso Maestro, composto da circa un centinaio di elementi.

La Luminaria[modifica | modifica sorgente]

Grande falò in Piazza Mazzini la Notte di Natale.

'A Nunna vecchia[modifica | modifica sorgente]

Il 31 dicembre, sera del passaggio dal vecchio al nuovo anno, i bambini del paese girano di porta in porta al suono di grossi "campanacci", ricevendo carammelle, dolci tipici chiamati "Corna" e... auguri per l'anno nuovo.

La 'Casazza'[modifica | modifica sorgente]

La Casazza era una rappresentazione sacra della vita di Cristo, dall'Annunciazione alla Crocifissione. Iniziata sin dal 1624, l'ultima volta è stata rappresentata nel 1950. Gruppi di persone, in costumi orientali, rappresentavano le diverse scene più significative della vita di Gesù.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Museo 'Trame di filo'[modifica | modifica sorgente]

Il Museo, istituito nel 2009, raccoglie ed espone i prodotti di un artigianato particolare quale del filet e del ricamo.

Persone legate a Isnello[modifica | modifica sorgente]

Pur essendo un piccolo centro, Isnello si è sempre distinta per aver dato i natali a grandi personalità in ambito culturale, basti pensare a don Carmelo Virga, sacerdote e medico, nonché cultore di botanica e di storia patria, a don Cristoforo Grisanti, sacerdote, professore, etnologo e saggista, amico e collaboratore dei proff. Giuseppe Pitrè e Salvatore Salomone Marino, fondatori dell'Archivio storico delle tradizioni popolari di Palermo; a Vincenzo Impellitteri, sindaco di New York e presidente della Corte Suprema degli USA.

  • Vincent Impellitteri (1900 - 1987) politico, Sindaco di New York
  • Francesco Bajardi, Musicista
  • Sac. Cristoforo Grisanti, Folklorista-Etnologo
  • Sac. Carmelo Virga (1819 -1884) Medico, Naturalista, Storico
  • Mons. Gioacchino De Maria, Oratore
  • Giovanni Ortoleva, Partigiano, Martire nell'eccidio di Salussola, 9 marzo 1945
  • Mons. Nunzio Forti, sacerdote italiano.
  • Serva di Dio Elisa Giambelluca, membro dell’Istituzione Teresiana, insegnante.
  • Pietro Giambelluca, artista scultore, 1924-2011.
  • Dott. Damiano Virga Pernice (1910 -1981) Medico, Storico, Poeta e Cultore di Tradizioni Popolari

Musica[modifica | modifica sorgente]

Particolare risalto nella vita del paese ha avuto ed ha da sempre la musica. Non c’è infatti occasione che non sia sfruttata per far musica, specialmente da amatori. La musica sacra ha visto il fiorire, tra il clero, di compositori ed esperti di gregoriano e polifonia, nonché lo sviluppo di una tradizione musicale paesana che risente della cultura e del vissuto della comunità. La Banda musicale, intitolata a Francesco Bajardi, svolge attività musicale da circa un secolo. Negli ultimi anni ha partecipato ad una sfilata storica a Palermo e si è esibita in Piazza S. Pietro, in occasione di una udienza generale di Papa Benedetto XVI.

Biagio Di Gesaro e Vorianova, giovane cantautore isnellese accompagnato da Alessandra Macellaro Lafranca al piano e Luca Di Martino alla chitarra, album incisi: Uccia di Terra, Nudanima, Cosa fa di mia un omu.

Libri che parlano di Isnello[modifica | modifica sorgente]

  • Cristoforo Grisanti, Folklore di Isnello, Sellerio, Palermo 1981
  • Carmelo Virga, Notizie storiche e topografiche d'Isnello e del suo territorio, Palermo 1878, ried. Sellerio, Palermo 1990
  • Carlo Levi, Le parole sono pietre, Torino, 1955; Premio Viareggio
  • Damiano Virga Pernice, E sorgerà quell'aurora candida, 2013
  • Damiano Virga Pernice, La Casazza, edizione Renna, Palermo 1950

Video[modifica | modifica sorgente]

"Canto di Maggio", (2000)

Film[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Dolci: 'Corna', dolce tipico del periodo natalizio ripieno di fichi secchi, marmellata di zucche e mandorle tostate e ricoperto da una glassa di zucchero. Piatti a base di erbe selvatiche 'Frittedda', a base di fave novelle, piselli, carciofi e finocchietti selvatici

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Feste religiose[modifica | modifica sorgente]

  • San Giuseppe 19 marzo
  • Venerdi Santo
  • SS. Crocifisso 1º maggio.
  • Corpus Domini con sua ottava.
  • Madonna del Carmine 16 luglio (o domenica più vicina)
  • San Giovanni Bosco 31 luglio
  • San Nicolò di Bari 5,6,7 settembre, festa patronale
  • Esaltazione della S. Croce 14 settembre
  • B. V. Immacolata 8 dicembre
  • Santa Lucia 13 dicembre

Sagre[modifica | modifica sorgente]

  • Sagra della Frittedda (29 o 30 aprile): distribuzione del piatto tipico composto da primizie primaverili: fave, piselli, carciofi...
  • Sagra delle fave di S. Pietro (29 giugno): distribuzione di fave, patate e cipolle bollite.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

L'impianto urbanistico è di chiara matrice araba. Vicoli stretti in relazione all'orografia del terreno, che presenta repentini cambi di pendenza. Sviluppatosi ai piedi del castello, si è via via espanso sino a costituire i quattro quartieri separati da due assi disposti grosso modo a croce: il corso e la via Carmelo Virga ( già Cuba) e le vie Roma e S. Maria. All'incrocio sorge la piazza principale (già Piano della Sala, ovvero della sede dell'istituzione municipale), in cui sorge la chiesa madre con la sua svettante torre campanaria. Verso est sono sorti i quartieri in epoca ottocentesca.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Produzione di olive, uva, ortaggi, (fave, piselli), frutta in genere,

Zootecnia[modifica | modifica sorgente]

Abbastanza diffuso è l'allevamento di ovini, bovini e caprini.

Artigianato[modifica | modifica sorgente]

Artigianato locale del ricamo e del Filèt.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

All'interno del territorio comunale, in particolare nelle zone montane, sorgono diverse strutture ricettive legate al turismo invernale per via della neve e degli impianti sciistici di Piano Battaglia.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è attraversato solamente da strade provinciali, che consentono i collegamenti con i comuni limitrofi e con le località montane di Piano Zucchi e Piano Battaglia

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 331.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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