Termini Imerese

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Termini Imerese
comune
Termini Imerese – Stemma Termini Imerese – Bandiera
Termini Imerese – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Sindaco Salvatore Burrafato (Burrafato sindaco) dal 10/06/2009
Territorio
Coordinate 37°59′00″N 13°42′00″E / 37.983333°N 13.7°E37.983333; 13.7 (Termini Imerese)Coordinate: 37°59′00″N 13°42′00″E / 37.983333°N 13.7°E37.983333; 13.7 (Termini Imerese)
Altitudine 77 m s.l.m.
Superficie 77,58 km²
Abitanti 27 062[1] (30-10-2012)
Densità 348,83 ab./km²
Frazioni Contrada Calcasacco, Contrada Caracoli, Contrada Chianche, Contrada Chiarera, Contrada San Girolamo Alto, Contrada San Girolamo Basso, Danigarci, Villaggio Tedeschi, Villaurea
Comuni confinanti Caccamo, Campofelice di Roccella, Cerda, Collesano, Sciara, Trabia
Altre informazioni
Cod. postale 90018
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082070
Cod. catastale L112
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti termitani
Patrono Beato Agostino Novello
Giorno festivo 19 maggio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Termini Imerese
Posizione del comune di Termini Imerese all'interno della provincia di Palermo
Posizione del comune di Termini Imerese all'interno della provincia di Palermo
Sito istituzionale

Termini Imerese è un comune italiano di 27.062 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia.

Il Comune si estende su una superficie di 7.758 ettari. È un importante nodo ferroviario e sede di tribunale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il sito, fortificato naturalmente, dove sorge il nucleo più antico della città, fu abitato sin dalla preistoria, grazie anche alla presenza di grotte e di ripari sotto roccia. Una stazione preistorica dell'Epigravettiano è documentata nel cosiddetto riparo del castello di Termini. Dopo la distruzione di Imera da parte dei Cartaginesi, nel 409 a.C., l’insediamento fu ricostruito due anni dopo (407 a.C.) a 12 km ad ovest del precedente, nel luogo dove oggi sorge Termini Imerese. Il nome che esso allora assunse Thermai Himeraìai (in latino Thermae Himerae) è dovuto all’esistenza nei pressi di sorgenti di acque calde, ancor oggi utilizzate: le Terme moderne, nella città bassa, occupano lo stesso luogo di quelle romane, delle quali conservano ancora alcuni resti. Note già molto prima della distruzione di Imera, queste acque sono, infatti, ricordate da Pindaro nella XII olimpica, in onore di Ergoteles di Imera. Secondo il mito, esse sarebbero sgorgate ad opere delle Ninfe, che volevano compiacere Atena: in esse si sarebbe bagnato per la prima volta Ercole, dopo la lotta contro Erice. Le monete di Termini, che sul dritto hanno la testa di Ercole e sul rovescio tre Ninfe, s’ispirano a questo mito.

Secondo Diodoro Siculo, la città sarebbe stata fondata dai Cartaginesi, con l’apporto di coloni libici, ma Cicerone afferma che si trattava in realtà di superstiti di Imera: è probabile del resto che le due informazioni non siano contraddittorie, e che nella colonia punica siano successivamente confluiti gli esuli d'Imera. Ciò sembra confermato dal fatto che, quando Dionigi attaccò l’eparchia cartaginese, nel 397 a.C., egli ottenne l’appoggio dei Termitani. Nel 361 a.C., quando la città era sotto il dominio cartaginese, vi nacque Agatocle, il futuro tiranno di Siracusa, figlio di un esule di Reggio. Questi farà di Terme una delle sue basi nella lotta contro i Cartaginesi.

Nel 260 a.C., nel corso della prima guerra punica, i Romani subirono presso la città una durissima sconfitta ad opera di Amilcare, ma successivamente riuscirono a conquistarla, nel 253 a.C. . Da allora rimase fedele a Roma, e fu tra quelle soggette a tributo. Dopo la conquista di Cartagine, nel 146 a.C., Scipione Emiliano restituì a Terme le opere d’arte sottratte dai Cartaginesi ad Imera: tra queste era una statua di Stesicoro, che vi aveva soggiornato. C’è pervenuta la base di una di queste statue, con parte dell’iscrizione. Nel corso delle guerre civili la città parteggiò per Gneo Pompeo Magno (forse in essa vivevano molti di quei commercianti italici che costituivano una parte importante del partito mariano): Pompeo, nell’81 a.C., s’apprestava a punire duramente Terme, quando ne fu distolto dall’intervento del più influente cittadino, Stenio, che, da partigiano di Gaio Mario, divenne allora sostenitore ed amico di Pompeo (Plutarco); il che non impedì a Verre di spogliare la casa di Stenio delle sue opere d’arte e d’intentargli un processo.

Dopo la guerra con Sesto Pompeo Augusto, vi dedusse una colonia: è probabile che questo fatto costituisse una punizione per la città, che, per legami clientelari, aveva abbracciato probabilmente il partito pompeiano. La radicalità dell’operazione risulta dalle numerose iscrizioni latine che ci sono pervenute, e soprattutto dalla presenza massiccia in esse di nomi romani ed italici: il vecchio fondo della popolazione sembra praticamente scomparire all’inizio dell’età imperiale.

La continuità di vita attraverso il Medioevo ha probabilmente permesso la conservazione delle linee fondamentali dell’impianto primitivo. Il Foro corrispondeva probabilmente alla zona dell’attuale piazzale del Duomo (a nord della piazza Vittorio Emanuele), il cardo a via del Belvedere e il decumanus alle vie che conducono dal Duomo a San Giovanni.

Con la caduta dell'impero romano iniziò un periodo di decadenza della cittadina. Termini fu sede vescovile sino al XII secolo, anche se la serie dei vescovi presenta diverse lacune ed incertezze. Durante il dominio normanno divenne città regia e successivamente entrò a far parte delle città demaniali. Soprattutto dal medioevo e sino agli inizi del XIX secolo fu uno dei maggiori centri di raccolta ed imbarco del grano e di altre derrate che venivano stoccate e sottoposte a dazio in appositi magazzini (Regio Caricatore). La presenza del caricatore fece la fortuna della cittadina che divenne uno dei maggiori porti siciliani ed ebbe intensi rapporti commerciali con le repubbliche marinare di Genova, Pisa e Venezia e con i maggiori porti mediterranei (Marsiglia, Barcellona etc.) e nel XVI secolo anche atlantici. Alla fine del Settecento fu sede della sezione Ereina Imerese dell'Accademia Ereina di Palermo e poco dopo dell'Accademia Euracea (per la storia di questo consesso si veda la voce Accademia mediterranea euracea). Nel XIX secolo la chiusura del Caricatore del Grano fu l'inizio di una profonda crisi economica che si attenuò solo alla fine del secolo quando si svilupparono attività artigianali e protoindustriali. Il calo demografico, legato soprattutto all'emigrazione verso le Americhe, fu compensato agli inizi del XX secolo da una immigrazione dall'Agrigentino, dal Messinese e dal Ragusano.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi e manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Edifici[modifica | modifica sorgente]

Resti di edifici romani furono visti in passato preso il Duomo, e identificati senza motivo con la casa di Stenio: si trattava probabilmente di costruzioni pubbliche annesse al Foro. A quest’ultimo appartiene verosimilmente un grande portico scoperto nel secolo scorso lungo il fianco sinistro del Duomo e la via del Belvedere: trattasi di un edificio allungato (m 130 x 18,40), preceduto da una gradinata con un colonnato ad est ed una serie d’ambienti ad ovest, pavimentati in signino, databile tra il II e il I secolo a.C. .

Un altro monumento superstite della città si trova nella Villa Palmeri (o Municipale), subito dopo l’ingresso da porta Palermo, a sinistra. Si tratta di resti di un edificio in opera cementizia, con paramento a blocchetti; falsamente identificato con la curia. Non lontano è l'anfiteatro, uno dei tre conosciuti in Sicilia (oltre a quelli di Siracusa e di Catania): esso occupa la zona compresa tra via Garibaldi e via San Marco, dove un gruppo di case ne ha conservato la pianta. È in gran parte realizzato con paramento a blocchetti in opera cementizia, e presenta un doppio ambulacro, fatto notevole per un edificio così piccolo (m 98 x 75 circa). La cavea era in parte scavata e in parte costruita: resta una parte dell’ordine inferiore delle arcate, visibile sul alto occidentale (in via Anfiteatro). Non sappiamo se esistessero ordini superiori. L’anfiteatro, come gli altri simili della Sicilia, fu probabilmente realizzato in età augustea, in relazione con la deduzione della colonia.

Negli stessi anni, e nella medesima occasione, dovette essere costruito l’acquedotto, il più importante e meglio conservato dell’isola. Le sorgenti si trovano 5 km ad est della città, alle falde del Monte San Calogero. Qui, in località Brucato, si possono ancora vedere i resti delle due vasche di decantazione. Il passaggio del torrente Barratina avveniva in località Fontana Superiore.

In un primo tempo dovette essere realizzato con un sifone lungo circa 600 m, del quale resta il castello di compressione a pianta esagonale, ben conservato, alto m 15,60 e poggiante su uno zoccolo quadrato di m 6 di lato. Su cinque dei lati si aprono finestre, e dal lato E partiva il condotto. Su questa torre era un tempo una grande iscrizione, ora scomparsa: aquae Cornealiae ductus p. XX. L’ultima indicazione ("venti piedi") corrisponde forse all’area di rispetto ai lati del manufatto.

Più tardi sembra che l’acquedotto passasse più a valle: in contrada Figurella è ancora visibile un ponte a doppio ordine di arcate (in origine nove nell’inferiore, quindici nel superiore: due archi per ogni ordine sono crollati), alto 14 m. La struttura, in opera cementizia con paramento in blocchetti, è la stessa dell’anfiteatro e della curia, e mostra d’appartenere allo stesso progetto edilizio, nel quale non si può identificare quello della colonia augustea.

Museo Civico[modifica | modifica sorgente]

Nel Museo Civico, installato nell’ex-ospedale dei Fatebenefratelli (in via del Museo Civico, di fronte al Duomo), sono esposti numerosi ed importanti reperti provenienti dalla città e dal suo territorio. Tra questi, otto teste leonine della sima del Tempio della Vittoria a Himera.; due leoni in tufo del Foro; un mosaico con pesci; ritratti imperiali (ritratto giulio-claudio; di Agrippina maggiore; di Domiziano; di una dama traianea; statue togate). Inoltre, la ricchissima collezione epigrafica.

Biblioteca Liciniana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Biblioteca Liciniana.

La Biblioteca Liciniana è la biblioteca comunale di Termini Imerese; istituita il 17 maggio del 1800, su iniziativa dal sacerdote Giuseppe Ciprì e, successivamente, chiamata “Liciniana”, dallo pseudonimo di Mopso Licinio che egli stesso aveva scelto entrando nell'Accademia euracea. La biblioteca possiede un patrimonio di 102.000 volumi e un archivio di atti risalente al XVI secolo.

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Termini Imerese.

I collegamenti ferroviari sono assicurati dalla stazione di Termini Imerese, che si trova lungo la direttrice ferroviaria Palermo-Messina, Palermo-Agrigento e Palermo-Catania. Nel comune insiste anche la stazione di Fiumetorto.

Porti e aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Gli aeroporti più vicini sono:

Persone legate a Termini Imerese[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 ottobre 2012.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Salvatore Pedone, Termini Imerese: la città delle terme, Milano 1929.
  • Oscar Belvedere, Termini Imerese: ricerche di topografia e di archeologia urbana, Palermo 1993
  • Antonio Contino (1995) – Gli Schimmenti di Castelbuono e la contrada dei Mulinelli a Termini nel secolo XVI – “Le Madonie” , LXXV, 3, 15 febbraio 1995, p. 3.
  • Antonio Contino & Salvatore Mantia, (a cura di),1997 - Baldassarre Romano. Notizie Storiche intorno alla Città di Termini. Termini Imerese, ed. GASM, pp. 110.
  • Ignazio Bisesi, Termini Nostra - ricostruzione critica e sistematica della storia di Termini Imerese - Ed. Faso e Trumbadore

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Sicilia Portale Sicilia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Sicilia